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  • Ritrovato l'ex sindaco scomparso due giorni fa nel Carrarese

    Massa Carrara, 15/5/2018 - E' stato trovato questa mattina in discrete condizioni di salute l'ex sindaco di un centro della provincia che era scomparso in circostanze allarmanti nei boschi della Lunigiana domenica 13 maggio. Per lui la sindaca del paese aveva lanciato un appello nell'edizione quotidiana di "Chi l'ha visto?" di ieri.

  • Sana Cheema, arrestato anche il cugino che doveva sposare

    Brescia, 15/5/2018 - Per la morte di Sana Cheema, la giovane italo-pakistana che avrebbe rifiutato un matrimonio combinato, sono stati arrestati anche due cugini. Uno di loro sarebbe proprio l’uomo che la famiglia avrebbe voluto farle sposare. La polizia pakistana li ha fermati ieri pomeriggio all’aeroporto di Islamabad mentre cercavano di lasciare il Paese imbarcandosi su un volo per Istanbul. La notizia è stata diffusa in serata dai quotidiani locali Pakistan Today e Daily Messenger, secondo cui i due risulterebbero tra le persone coinvolte nell’omicidio insieme al padre e a un fratello della giovane donna, già detenuti. Sotto inchiesta per complicità anche la madre e una zia della 25enne di Brescia, che secondo l'autopsia sarebbe stata strangolata a casa la sera del 18 aprile, poche ore prima di rientrare in Italia.

  • Roberta Ragusa: confermata in appello la condanna a 20 anni per Logli, no arresto



    Firenze, 14/5/2018 - La corte d'appello di Firenze ha confermato la condanna a 20 anni per Antonio Logli, accusato dell'omicidio e della distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dal sua casa di Gello, nel comune di San Giuliano Terme. Confermate anche le misure cautelari dell'obbligo di residenza nel comune di San Giuliano Terme e il divieto di allontanarsi da casa dalle 21 alle 6. Non accolta quindi la richiesta di arresto immediato dell'accusa. "Siamo soddisfatti è la sentenza che ci aspetttavamo. Il tempo che ha impiegato la corte per decidere è servito ai giudici per sviscerare bene la questione", è stato il primo commento del legale di parte civile Enrico Gallinaro.

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  • Ritrovata viva dopo due giorni l'anziana scomparsa dalla provincia di Reggio Emilia

    Reggio Emilia, 14/5/2018 - E' stata ritrovata da un passante la signora 87enne che si era allontanata sabato 12 maggio in circostanze allarmanti dalla struttura di cui era ospite in un centro della provincia. Era caduta in un fosso a meno di un chilometro dal luogo della scomparsa ed era in difficoltà. Per lei i familiari avevano pubblicato un appello sul sito di "Chi l'ha visto?".

  • Ritrovato grazie agli spettatori l'uomo scomparso dalla provincia di Roma

    Roma, 11/5/2018 - Sono stati due spettatori a riconoscerlo, nei pressi della stazione Termini a Roma, e ad avvertire la Polizia Ferroviaria. L'uomo, 52 anni, era scomparso in circostanze allarmanti da una località della provincia il 17 marzo. Il fratello, che aveva lanciato per lui appelli a "Chi l'ha visto?", ha ringraziato il pubblico del programma.

  • Ritrovato senza vita l'anziano scomparso da Mantova

    Mantova, 11/5/2018 - E' stato ritrovato senza vita ieri il 79enne scomparso dalla città l'8 maggio. Il cadavere si trovava nelle acque di Porto Catena ed è stato recuperato dai Vigili del Fuoco. Per lui i familiari avevano lanciato appelli a "Chi l'ha visto?", sia nel corso della puntata serale in diretta che nell'edizione quotidiana di ieri.

  • Aggressioni al bar: Casamonica respinge le accuse, “io ho difeso la donna”. Di Silvio si scusa, “ero ubriaco e drogato”

    Roma, 10/5/2018 - Nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip, dopo l'arresto per il raid in un bar di Roma, Antonio Casamonica ha respinto le accuse sostenendo di aver difeso donna aggredita. Secondo quanto ha riferito il suo legale, avvocato Pietro Vincentini, Casamonica "ha risposto in maniera molto chiara e dettagliata, chiarendo una situazione che secondo me risulta con assoluta evidenza già dalla visione del video. Si vede chiaramente – ha continuato il difensore - che lui interviene in maniera evidente e molto energica in difesa della signora aggredita, quindi mi rimane molto difficile comprendere come possa esserci un'ordinanza di questo genere". Altri due arrestati, Alfredo e Vincenzo Di Silvio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno fatto dichiarazioni spontanee al gip Clementina Forleo. "Mi scuso con la giustizia. Ero ubriaco e drogato e non ho capito quello che stava succedendo", ha detto il primo. Il fratello Vincenzo ha affermato di essere intervenuto perché convinto che lui fosse stato aggredito dal barista: “per difenderlo ho tirato un pugno, anche io ho ricevuto qualche colpo, ci sono i referti medici". Il nonno dei due, Enrico Di Silvio, ai domiciliari, ha confermato di essere andato al bar due giorni dopo l'aggressione, ma ha negato le minacce. "Andavo sempre lì a fare colazione, - ha dichiarato - e quando ho visto la titolare le ho detto: "cosa hanno fatto i miei nipoti?", lei mi ha risposto 'ho fatto già tutto'. Ho provato allora a convincerla a desistere, ma mai in maniera aggressiva, non l'ho minacciata, mai detto 'allora vuoi la guerra'".

  • Investiti in Bitcoin i soldi sottratti a Gloria Rosboch

    Torino, 10/5/2018 - Sarebbero stati convertiti in Bitcoin parte dei 187mila euro consegnati da Gloria Rosboch a Gabriele Defilippi per essere investiti. E' uno dei dettagli emersi dall'analisi di alcuni messaggi che Defilippi ha scambiato via internet anche con la madre Caterina Abbattista, e che poi ha cancellato. Il loro contenuto è stato recuperato dopo una rogatoria internazionale della procura di Ivrea alle autorità USA, dove hanno sede Facebook, Google e altre società del settore. Molti dei messaggi personali tra Defilippi e la madre non sono stati consegnati dall'Fbi "per questioni di privacy", forse perché non pertinenti con le accuse di concorso in omicidio e truffa, per le quali Caterina Abbattista è processata.

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  • Sara Di Pietrantonio: La sentenza della Corte d'Appello

    Roma, 10/5/2018 - La prima corte d'assise d'appello di Roma ha inflitto 30 anni di reclusione a Vincenzo Paduano, accusato della morte della sua ex fidanzata, tramortita, strangolata e poi data alle fiamme il 29 maggio 2016 in via della Magliana. In primo grado l'imputato era stato condannato all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, stalking, distruzione di cadavere, danneggiamento e incendio dell'automobile a bordo della quale viaggiava Sara Di Pietrantonio. "Mi sono macchiato della peggiore azione che un uomo possa fare e per questo mi definisco un mostro - aveva detto in aula Paduano - Vorrei poter dare risposte precise a tutti, anche a me stesso, ma di quella notte non mi rimangono ricordi. Ho spezzato la vita di Sara, ed è una consapevolezza che mi porterò nella vita sempre". "Non mi pare ci sia una grossa differenza tra una condanna all'ergastolo e a 30 anni di reclusione - ha detto la madre di Sara ai giornalisti -. Posso apparire cinica ma non credo che l'imputato si sia pentito per davvero: credo che per arrivare a un pentimento sincero dovrà essere aiutato molto ancora perché da solo non può farcela".



    [Il caso nella puntata dell'8 giugno 2016]

  • Ritrovato dopo l'appello il giovane scomparso in bicicletta dal Trentino

    Trento, 10/5/2018 - Il Carabinieri di Arco (Trento) hanno rintracciato a Milano il 19enne scomparso il 3 maggio dallo stesso centro. Sta bene. Si era allontanato in circostanze allarmanti con una bicicletta. Ieri la sorella aveva lanciato per lui un appello in diretta con Federica Sciarelli nel corso della puntata serale di "Chi l'ha visto?". I familiari hanno ringraziato il pubblico del programma.