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  • Massacro di Emanuele Morganti ad Alatri: rinviati a giudizio Castagnacci, Palmisani e Fortuna

    Frosinone, 2/7/2018 - Mario Castagnacci, suo padre Franco, Paolo Palmisani e Michele Fortuna saranno processati per la morte del ventenne Emanuele Morganti, vittima di un pestaggio davanti a un discoteca di Alatri la notte tra il 24 e il 25 marzo dello scorso anno. I quattro sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Lo ha deciso il gup nell’udienza preliminare che si è tenuta il 28 giugno. Fissata al prossimo 19 settembre la prima udienza del processo in corte d’assise.

    [Il caso nella puntata del 26 aprile 2017]

  • Guglielmo Mollicone: "Bene prelievo impronte e Dna alle donne polacche che partirono dopo il delitto"

    Arce (Frosinone), 29/6/2018 - “Da sempre ho detto che bisognava andare a cercare le due donne polacche che si allontanarono da Arce subito dopo l'omicidio di Serena". Guglielmo Mollicone a "Chi l'ha visto?" plaude alla decisione degli inquirenti, che si sono recati nei pressi di Varsavia per acquisire le impronte digitali e il profilo genetico delle donne. "Sono convinto - ha aggiunto il papà della ragazza uccisa - che queste due persone sono state usate da altri e poi sono state mandate via. Sono grato alla procura di Cassino, che sta andando avanti speditamente e con un lavoro certosino per arrivare alla verità sulla fine di mia figlia”. Nel 2001 le due donne lavoravano nei pressi dell’Anitrella.

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  • "Cameyi fu uccisa": Sono della ragazza scomparsa nel 2010 i resti a Porto Recanati, appello della procura

    Macerata, 29/6/2018 - "Può ragionevolmente affermarsi, dopo i primi accertamenti medico legali di laboratorio, che appartengano a Cameyi Mossamet, la 15enne bengalese scomparsa ad Ancona il 29 maggio 2010, i resti ossei trovati nei pressi del grattacielo multietnico Hotel House di Porto Recanati a fine marzo scorso". Lo ha comunicato con una nota la procura di Macerata. Gli accertamenti medico legali sui resti ossei sono stati eseguiti dal prof. Adriano Tagliabracci all'istituto di medicina legale di Ancona. Gli inquirenti, diretti dal procuratore Giovanni Giorgio, ipotizzano "che la ragazza, una volta giunta da Ancona presso la stazione ferroviaria di Porto Recanati, si sia recata verso l'Hotel House, sì da essere poco tempo dopo uccisa e sotterrata nei pressi dell'immobile". Pertanto hanno lanciato un appello a chiunque possa aiutare a "raccogliere elementi utili per lo svolgimento delle indagini apparentemente non agevoli, atteso il lungo tempo trascorso dal momento della scomparsa della minore".

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  • Ritrovata grazie a uno spettatore la ragazza scomparsa in Romagna

    Rimini, 29/6/2018 - Uno spettatore che gestisce un'edicola a Cesena ha riconosciuto oggi la ragazza di 15 anni scomparsa sabato 23 giugno da un centro della provincia. Ha quindi avvisato la polizia che è subito intervenuta. La mamma aveva lanciato un appello a "Chi l'ha visto" nella puntata di mercoledì sera.

  • Martina Rossi: "Non capivo nulla, credevo fosse uno scherzo", l'amica al processo. Amici degli imputati non rispondono

    Arezzo, 29/6/2018 - "Non sono andata a vedere cosa era successo a Martina perché in quel momento non capivo più niente’. All'udienza di oggi del processo a due giovani aretini per la morte della studentessa genovese è stata sentita Isabella, una delle amiche della vittima che erano con lei il 3 agosto 2011 nell'albergo di Palma di Maiorca da dove è precipitata. La presidente della Corte, Angela Avila, le ha chiesto perché fu lasciata sola l’amica che stava morendo, avendo solo appreso dagli imputati che lei era caduta. "Mi si è sbarellato tutto - ha risposto in lacrime la ragazza - non capivo se era uno scherzo". ‘E allora che fa - ha ribattuto il giudice - non va a controllare? E gli altri? Cosa fate? Rimanete tutti in stanza? A fare cosa?". La stessa teste ha riferito che lei e gli altri ragazzi decisero di spegnere il cellulare di Martina Rossi e che qualcuno riportò in camera i suoi occhiali da vista, insieme a dei vestiti già piegati, senza macchie di sangue, dicendo che anche quelli erano suoi. Abiti che ha detto di non aver mai visto l'altra amica sentita oggi, Alessia, che ha ricordato di averla vista uscire "con una maglietta chiara". Anche lei ha parlato tra le lacrime, al punto che l'udienza è stata brevemente sospesa. "Luca Vanneschi mi parló di una duplice rincorsa, con Martina che la prima volta era andata a sbattere contro la finestra. Poi l’aveva aperta, aveva ripreso la rincorsa e si era lanciata nel vuoto", ha riferito Alessia. Riguardo all'ipotesi di suicidio ha spiegato di averne subito dubitato: "Martina non mi ha mai detto che voleva uccidersi, l’ultima volta l'ho vista serena, avevamo passato una bella giornata". Infine, rispondendo ai legali degli imputati, Alessia ha smentito di essere stata influenzata dai media: "Non è stato 'Chi l'ha visto?' a farmi cambiare idea".

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  • Identificato il cadavere di donna ritrovato a Bari, qualcuno l'ha incontrata o la ricorda?

    Bari, 28/6/2018 - La donna i cui resti erano stati ritrovati a Bari il 10 maggio 2017, nei locali abbandonati dell’ex acciaieria “Scianatico” in via Caracciolo è stata identificata. Si chiamava Malgorzata Szlezak, era nata in Polonia, a Dabrowa Gornicza il 29 maggio del 1962 e viveva in Italia come senza fissa dimora. Molti la conoscevano come "Margherita". Durante la sua permanenza a Bari ha sempre alloggiato in centri di accoglienza o strutture abbandonate, ricorrendo alle mense pubbliche e frequentando sia connazionali sia italiani. Proprio a loro e a tutti gli spettatori di "Chi l'ha visto?" la Questura di Bari ha rivolto un appello: lo scheletro della donna è stato trovato avvolto con del nastro adesivo e coperto con delle assi di legno, una specie di bara. Per questo la Procura di Bari sta indagando per omicidio. La morte di Margherita potrebbe risalire a giugno del 2012. Sulle pareti del luogo del ritrovamento una scritta inquietante: "Tu muori qua". Chi potrebbe averla uccisa? Qualcuno l’ha incontrata o ha informazioni utili?





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  • Detenuto ceceno non rientra nel carcere di Bolzano, la foto diffusa dalla polizia

    Bolzano, 27/6/2018 - Ibragim Ayubov, di nazionalità cecena, ha appreso nel carcere di Bolzano, dove si trovava recluso, della brutale uccisione della figlia di 7 anni, avvenuta a maggio a Vienna. Il presunto assassino, un 16enne, è stato arrestato. Nei giorni scorsi Ayubov sarebbe dovuto rientrare da un permesso ma non si è presentato nel carcere di Bolzano. Il DAP ha diffuso una sua foto recente. Qualcuno lo ha visto o ha informazioni utili per rintracciarlo?

    [Il caso nella puntata del 27 giugno 2018]



  • Scomparsa di Gianluca Congera: chiesta l'archiviazione dell'indagine per omicidio

    Cagliari, 27/6/2018 - Secondo il sostituto procuratore Alessandro Pili, che ha chiesto l'archiviazione del fascicolo sulla scomparsa di Luca Congera, 49 anni di Quartu (Cagliari), non ci sarebbero elementi utili a ritenere che l'uomo sia stato ucciso. Due settimane fa, la Procura aveva predisposto una serie di accertamenti e intensificato le ricerche dell'uomo, scomparso il 16 marzo. Una telefonata anonima ricevuta dalla madre aveva ipotizzato che l'uomo fosse stato picchiato e gettato in un canneto ma non ci sono stati per ora ulteriori riscontri investigativi. Sarà il Gip a decidere se accogliere o meno la richiesta di archiviare l'indagine aperta per sospetto omicidio.

  • Irene Focardi, uccisa e gettata in un canale: confermato ergastolo per Di Martino

    Firenze, 27/6/2016 - La Corte d'Assise d'Appello di Firenze ha confermato la condanna all'ergastolo nei confronti di Davide Di Martino, il 52enne fiorentino accusato di omicidio volontario e occultamento del cadavere della ex compagna Irene Focardi. La donna, 43 anni, era scomparsa di casa il 3 febbraio 2015 e il suo cadavere è stato trovato il 29 marzo 2015 in un sacco in un canale di scolo alla periferia Nord di Firenze, di fronte al caseggiato dove abita Di Martino. Per i giudici l'uomo avrebbe ucciso l'ex modella nella sua abitazione per poi gettarne il cadavere nel canale.

    [Video - Il caso nella puntata dell'8 aprile 2015]

  • Era in ospedale l'uomo scomparso dal Nisseno

    Caltanissetta, 27/6/2018 - Si trova ricoverato in un ospedale del capoluogo siciliano l'uomo di 48 anni scomparso in circostanze allarmanti il 24 giugno da una struttura in un centro della provincia. La sorella, che aveva pubblicato per lui un appello sul sito di "Chi l'ha visto?", ha ringraziato il pubblico del programma.