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  • Trovato dai carabinieri in Alto Adige l’uomo scomparso da Genova ad aprile

    Genova, 27/6/2016 – I familiari avevano lanciato un appello a “Chi l’ha visto?” dopo che il 58enne, rimasto senza lavoro, si era allontanato lasciando a casa tutto il 5 aprile. Oggi i carabinieri lo hanno rintracciato in buone condizioni a Bolzano e hanno avvisato il fratello che, attraverso il programma, ringrazia gli spettatori.

  • E’ della donna scomparsa nel 2015 il cadavere trovato a gennaio nel Casertano

    Caserta, 27/6/2016 – I carabinieri di Capua hanno confermato che il test del Dna ha permesso di identificare il corpo rinvenuto a gennaio in un ex zuccherificio. Si tratta della donna di 43 anni scomparsa il 22 luglio 2015 per la quale i familiari avevano lanciato appelli a “Chi l’ha visto”. In attesa dell’esito definitivo dell’esame autoptico non è esclusa alcuna ipotesi investigativa.

  • Trovato senza vita l’uomo scomparso dal Cuneese

    Cuneo, 24/6/2016 - E’ stato identificato il cadavere ritrovato nelle campagne del Cuneese. Si tratta del 37enne di un centro della provincia che non era più rientrato a casa dal 10 giugno. Disposta l’autopsia per accertare le cause della morte, che risalirebbe al periodo immediatamente successivo alla scomparsa. I familiari avevano lanciato un appello per lui nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”.

    Mercoledì 29 giugno alle 21:05 "Chi l'ha visto?" torna in diretta su Rai Tre

  • Maria, il legale della famiglia: Forse più persone coinvolte, la chiave del delitto tra le 20 e le 21

    San Salvatore Telesino (Benevento), 23/6/2016 - Nell’omicidio della piccola Maria Ungureanu potrebbero essere coinvolte più persone. E’ l’ipotesi che fa all’Ansa il difensore di parte civile dei genitori della bambina, avvocato Giovanni d'Occhio. Il legale è inoltre convinto che per la soluzione del caso è cruciale accertare cosa è successo tra le 20 e le 21 di domenica 19 giugno. Appelli a testimoni che abbiano notato qualcosa sono stati lanciati ieri nell’ultima puntata dal padre e dalla madre di Maria, dal parroco don Franco e dal sindaco, che ha riferito della mancanza di telecamere di sorveglianza nella zona. L’unico indagato ha ribadito al programma di essere innocente e di aver lasciato Maria alle 20 davanti alla chiesa.

  • Gennaro Ventura fu ucciso per aver fatto il suo dovere di carabiniere

    Catanzaro, 23/6/2016 - “Sono riusciti a trovarmi”. Pensarono tutti a questa frase, detta al fratello qualche tempo prima, quando il fotografo Gennaro Ventura sparì da Lametia Terme il 16 dicembre 1996. Cercando un movente per la scomparsa, a “Chi l’ha visto?” i familiari collegarono quelle parole al caso che lui aveva contribuito a risolvere quando era carabiniere ausiliario a Tivoli (Roma). Nel 1991 aveva permesso di arrestare e condannare un conterraneo per una violenta rapina di stupefacenti in custodia a un perito del Tribunale di Roma. Otto anni dopo il ritrovamento dei resti di Ventura, per gli inquirenti il suo omicidio fu la vendetta per aver fatto il suo dovere di carabiniere. In una conferenza stampa il procuratore aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri, insieme ai vertici locali di DDA e polizia, ha reso noto la notifica in carcere di un ordine di arresto per omicidio aggravato dal metodo mafioso nei confronti di Domenico Antonio Cannizzaro, 50 anni, dell’omonima cosca di Lamezia Terme. Ad accusarlo di essere il mandante del delitto, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, secondo gli inquirenti esecutore materiale del delitto e il cliente che aveva fissato l’appuntamento con Gennaro Ventura il giorno della sua scomparsa.

    [Vai alla pagina del caso]

  • Tony Drago, morto in caserma: Il pm decide di riesumare il corpo

    Roma, 23/6/2016 - Il pm Alberto Galanti ha chiesto la riesumazione della salma di Antonino Drago, morto nella caserma dei Lancieri di Montebello il 6 aprile 2014. La decisione dopo che il gup Angela Gerardi, il 3 maggio scorso, ha respinto la richiesta di archiviazione della stessa procura indicando la necessità di “una rinnovata consulenza medico-legale” per accertare “la natura e l’origine” delle lesioni di Drago e la compatibilità con la caduta da dieci metri di altezza.  “La consulenza cinematica indica chiaramente che era impossibile per Tony suicidarsi gettandosi dal secondo piano e procurandosi le ferite che gli sono state riscontrate", ha dichiarato il legale della famiglia di Tony Drago, avvocato Dario Riccioli, che aveva sollecitato ulteriori indagini. Anche le lesioni multiple repertate dal medico legale Orazio Cascio, ha aggiunto Riccioli, dicono che “una persona che cade da quell'altezza non presenta quel tipo di lesioni".

     

    [Video - Il caso nella puntata del 6 aprile 2016]

  • Fortuna Loffredo: Marianna Fabozzi accusata dell’omicidio volontario del figlio Antonio

    Napoli, 23/6/2016 - La madre di Antonio Giglio, il bimbo di tre anni precipitato un anno prima di Fortuna Loffredo dallo stesso palazzo del Parco Verde di Caivano, è accusata dalla procura della Repubblica di Napoli dell'omicidio volontario del figlio. Inizialmente Marianna Fabozzi era indagata con l’ipotesi di omicidio colposo. Contro di lei aveva lanciato pesanti accuse a “Chi l’ha visto?” la sorella del convivente, Raimondo Caputo, accusato di avere ucciso Chicca Fortuna e di averla sottoposta a violenze sessuali. Secondo Antonella Caputo, come ha dichiarato a Radio 1 Rai, "l'ex marito la ricattava, non voleva farle vedere la creatura, e allora lei ha detto o con me o con nessuno".


    [Vai alla pagina di Fortuna Loffredo]


  • Maria, la versione dell'’indagato a “Chi l’ha visto?”

    San Salvatore Telesino (Benevento), 22/6/2016 - Si difende a “Chi l’ha visto?” Daniel, il giovane operaio rumeno indagato per omicidio e violenza sessuale nei confronti della piccola Maria Ungureanu. All’inviata del programma, che questa sera rilancia l’appello a testimoni dei genitori della bambina, l’amico di famiglia spiega che verso le 19:15 di domenica Maria è andata a cercarlo a casa, dove lui stava riposando. Lamentandosi di un amichetta che le dava noia, della quale lui non ricorda il nome, la bimba avrebbe chiesto di stare un po’ lì. Siccome doveva andare dalla sorella nella vicina Telese, Daniel le ha proposto di andare con lui. Durante il tragitto Maria avrebbe soprattutto ascoltato musica, senza dire niente di importante. L’indagato ha raccontato di aver trovato la strada bloccata e di aver quindi riportato indietro la bambina, lasciandola verso le 20 davanti alla chiesa. Poi sarebbe andato con gli amici e avrebbe appreso della morte di Maria il giorno dopo. Daniel ha anche voluto precisare di non sapere che al locale dove è stata trovata ci fosse una piscina. "Dall'autopsia sono stati rilevati dei graffi sulla schiena", ha reso noto intanto l’avvocato Michele D'Occhio, legale dei genitori di Maria che “sono profondamente turbati perché l'indagato era considerato persona di famiglia.

  • Violentata la bambina morta in piscina, indagato amico di famiglia. Appello dei genitori a “Chi l’ha visto?”

    Benevento, 21/06/2016 - L’esame autoptico, eseguito nel pomeriggio dal medico legale dell'ospedale Rummo di Benevento, dottoressa Monica Fonzo, e dal professor Claudio Buccelli, avrebbe confermato che Maria Ungureanu è morta per asfissia da annegamento e che ha subìto violenza sessuale. Non sarebbe stato stabilito a quando risalirebbe l’abuso. Accertamenti sono in corso sugli indumenti della bambina (una maglietta rossa, jeans e scarpe da ginnastica bianche), che non erano riposti in maniera ordinata ai bordi della piscina. Intanto il pm Maria Scamarcio ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio e violenza sessuale il 21enne rumeno sentito per ore nella notte tra lunedì e martedì. Il giovane, che frequentava la casa della bimba, ha detto di averla accompagnata con la sua auto nei pressi della chiesa alle 20 circa e di non averla più vista dopo. Per il suo legale, l’avvocato Giuseppe Maturo, il provvedimento è un atto dovuto per potergli consentire di nominare un proprio consulente all’autopsia. I genitori di Maria lanciano un appello da ”Chi l’ha visto?” a chiunque abbia notato qualcosa la sera di domenica 19 giugno, nelle ore precedenti al ritrovamento senza vita della figlia, prossima a compiere 10 anni, che non sapeva nuotare, in una piscina di un complesso per ricevimenti a San Salvatore Telesino.

  • Il medico legale: Lorys ucciso con una fascetta non un cavo

    Ragusa, 20/6/2016 - Sul collo di Lorys non sono stati rilevati i segni di un "incrocio", come in una "croce di Sant'Andrea", che l'utilizzo di un cavo avrebbe comportato. Secondo il medico legale Giuseppe Iuvara, che ha redatto su incarico della procura un supplemento di perizia sul corpo del bambino, lo strumento più probabile utilizzato per strangolarlo rimane uno che "lascia un segno continuo". Come una delle fascette di plastica da elettricista trovate in casa. L’ipotesi confutata da Iuvara deriva dalle accuse di Veronica Panarello contro il suocero, che hanno portato Andrea Stival ad essere indagato per omicidio volontario. La perizia smentisce anche un altro dettaglio della ricostruzione della Panarello, secondo la quale sarebbe stato lui a portare il corpo nel canalone dove è stato trovato. In questo caso il nonno di Lorys, data la sua statura, non avrebbe lasciato tracce di trascinamento rivelate, che per il medico legale invece coincidono con l’altezza della madre. I particolari della perizia sono emersi dopo che oggi il gup ha stabilito che Andrea Stival può continuare a partecipare al processo alla nuora nonostante sia indagato in conseguenza delle sue dichiarazioni.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 marzo 2016]