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  • Denise Pipitone: Iniziato il processo di appello alla sorellastra

    Palermo, 18/4/2014 - E' iniziato davanti alla terza sezione penale della Corte d'Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti, il processo di secondo grado per la scomparsa della piccola Denise Pipitone. Assenti i due imputati, Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, accusata di sequestro e l'ex fidanzato della ragazza, l'italo tunisino Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm. “Dopo dieci anni di sofferenze e di speranze cerchiamo ancora giustizia”, ha detto la madre di Denise, presente in aula così come il padre naturale Piero Pulizzi. “In primo grado Jessica Pulizzi è stata assolta dal tribunale di Marsala con una formula che non chiarisce nulla - ha aggiunto Piera Maggio -. Noi affidiamo ora a questa corte la speranza di sapere esattamente ciò che a Denise è stato fatto”. Per la parte civile l’avv. Giacomo Frazzitta ha chiesto di sentire un teste-chiave e di acquisire il verbale di un sopralluogo dal quale emerge che, quando la polizia andò a cercare Denise in casa della madre di Jessica Pulizzi, Anna Corona, poche ore dopo la scomparsa, gli agenti controllarono invece la casa di una vicina. Frazzitta ha chiesto anche di risentire in aula l’uomo sordo che, subito dopo il rapimento avrebbe visto un uomo con una bambina giunto per fare una telefonata nel magazzino dove lavorava. Dai tabulati è risultato che una chiamata fu fatta verso l’utenza della madre di Jessica Pulizzi. Per “l'interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento”, il “rilievo a carattere internazionale dato in passato alla scomparsa di Denise” e il riconoscimento del diritto di cronaca, la Corte ha ammesso le riprese televisive del processo. L'udienza è stata rinviata al 16 maggio, quando si conosceranno le decisioni della corte sulle richieste delle parti.

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  • Silvio Mannina e l'omicidio di Lidia Nusdorfi: Ricerche nel Riminese

    Rimini, 18/4/2014 - Carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco e guardie municipali hanno cercato con unità cinofile tracce riconducibili a Silvio Mannina nelle campagne di Sant'Ermete, frazione di Santarcangelo di Romagna (Rimini), in una ex cava nei pressi del lago Azzurro. "Si tratta - ha specificato il colonnello Luigi Grasso, comandante provinciale dei carabinieri di Rimini - di ricerche nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Mozzate in atto già da un paio di giorni". Silvio Mannina, come rivelato a "Chi l'ha visto?" dalla sorella, aveva una relazione con la donna uccisa. Nei giorni scorsi è stata sentita dagli inquirenti Monica Sanchi, la donna di Rimini con la quale Mannina sarebbe stato in contatto via Facebook, legata a Dritan Demiraj, ex convivente e padre di uno dei figli di Lidia Nusdorfi, in carcere accusato del suo omicidio.

    [Video - Il caso nella puntata del 12 marzo 2014]

    [Video - Il caso nella puntata del 26 marzo 2014]

  • Federica Giacomini: Ecco la sua auto, Mossoni l'ultimo a usarla

    Roma, 18/4/2014 - La Opel Tigra di Federica Giacomini fu abbandonata da Franco Mossoni a Pescantina (Verona). Non è stata lei ma il convivente a rimuoverla a metà gennaio dal luogo dove aveva avuto un incidente un mese prima e a lasciarla in un parcheggio nello stesso comune.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 aprile 2014]

  • Fuggito in patria il tunisino aggressore del cameriere morto a Pisa

    Pisa, 18/4/2014 - Sono stati identificati gli autori dell'aggressione mortale avvenuta nella notte tra il 13 il 14 aprile a Pisa, costata la vita al cameriere bengalese Zakir Hossain. Lo ha reso noto la questura di Pisa, spiegando che all'identificazione si è arrivati in nottata, poche ore dopo la diffusione delle immagini delle telecamere di sicurezza che avevano ripreso il gruppo allontanarsi con una Ford Focus. Colui che ha sferrato il pugno è un tunisino di 27 anni, Hamrouni Haza, fuggito a Tunisi martedì 15 con un volo da Malpensa. La polizia ha denunciato altri due degli aggressori. Per lui, incensurato, a breve sarà trasmessa al gip una richiesta di custodia cautelare con l'accusa di omicidio preterintenzionale. 

    [Video - L’aggressione a Zakir Hossain a Pisa]

  • Pisa: Chi riconosce gli aggressori del cameriere bengalese?

    Pisa, 17/4/2014 - La Procura di Pisa ha diffuso le immagini dell'aggressione in centro storico al cittadino bengalese Zakir Hossain, nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 aprile. Il 34enne è deceduto il giorno dopo all'ospedale di Cisanello. Si tratta delle riprese della telecamere della videosorveglianza urbana in corso Italia, in cui si vede bene l'aggressore in compagnia di tre amici e il pugno sferrato in faccia a Hossain. Gli inquirenti chiedono l’aiuto dei cittadini per identificare gli autori del pestaggio del cameriere bengalese, che poi si sono allontanati con una Ford Fusion. L'aggressore appare robusto, con capelli castani chiari, rasati quasi a zero. Lui e gli altri sembrano avere tra i 20 e i 35 anni e con buone probabilità sono italiani. In altre immagini non ancora diffuse, si vedono almeno altri cinque giovani che poco prima dell'aggressione salutano e parlottano con i quattro in corso Italia. La Procura ha aperto un fascicolo per ora contro ignoti per il reato di omicidio preterintenzionale. In base ai risultati dell'autopsia l’ipotesi di reato potrebbe diventare omicidio volontario.

    [Video - L’aggressione a Zakir Hossain a Pisa]

  • Si cerca in un campo di Viareggio il corpo di Arent Gega, scomparso dal 2010

    Viareggio ( Lucca ), 174/2014 - La polizia ha sequestrato un campo in via Fosso Matelli a Viareggio (Lucca), durante le operazioni di ricerca di Arent Gega, l'albanese scomparso dal 2010. e ricerche sono ripartite in seguito alla confidenza di un collaboratore di giustizia e si concentrano nella zona fra Viareggio e Torre del Lago. Secondo indiscrezioni, in quell'area potrebbero esserci i resti di Gega, la cui auto venne trovata incendiata. Oltre ai cani, nelle ricerche viene impiegato anche un georadar. Partecipano alle ricerche anche i sub di La Spezia, che scandagliano i fondali dei fossi e il padule.

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  • Trovato dalla Polfer a Venezia il giovane scomparso da Roma

    Venezia, 17/4/2014 - È stato rintracciato dagli agenti della Polfer di Venezia il 19enne originario della Campania che si è allontanato in modo allarmante dalla casa di un parente a Roma il 10 aprile. Gli agenti l’hanno riconosciuto anche grazie all’appello mandato in onda da “Chi l’ha visto?” nell’ultima puntata.

  • Ritrovata dopo l'appello la donna scomparsa dal Barese

    Bari, 16/4/2014 – E’ stata rintracciata la donna di 23 anni che si era allontanata dalla provincia di Bari il 10 aprile. Per lei familiari avevano lanciato un appello nell’ultima puntata di “Chi L’ha visto”.

  • Geoffrey Page Barton: È lui l’uomo nelle immagini di una banca?

    Cernobbio (Como), 16/4/2014 - Una spettatrice che lavora come cassiera alla Banca Nazionale del Lavoro di Imperia ritiene di avere riconosciuto Geoffrey Page Barton in un cliente entrato nell’agenzia qualche giorno fa. Il sistema di videosorveglianza ha registrato due immagini dell’uomo, che ha pronunciato un nome: Khazerano Migaeglyo.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 aprile 2014]

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  • Delitto di Garlasco: Decisione sulla riapertura del caso il 30 aprile

    Milano, 16/40/2014 - Il prossimo 30 aprile la Corte d'assise d'appello di Milano renderà noto se la decisione sulla riapertura del caso e se disporrà un rinnovamento parziale dell'istruttoria con nuovi accertamenti, come chiesto dall'accusa e dalla parte civile con l’opposizione della difesa. Oggi in aula dopo le conclusioni dei legali di Alberto Stasi, professor Angelo Giarda e Giuseppe Colli, si sono tenute le repliche del sostituto procuratore generale Laura Barbaini e dell'avvocato della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, e poi le controrepliche dei difensori. Uno dei punti centrali è stata la bicicletta nera da donna nella disponibilità degli Stasi, della quale accusa e parti civili hanno chiesto il sequestro per nuovi accertamenti. Una vicina, Franca Bermani, aveva dichiarato di aver visto il giorno del delitto una bici da donna nera appoggiata al muro della villetta di Chiara Poggi.