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  • Paola Costantini e Rosalia Molin: Indagato Nicola Alessandro per il loro omicidio nel 1991

    Venezia, 17/9/2014 - La procura ha iscritto nel registro degli indagati, come "atto dovuto", l’ex fidanzato di Rosaria Molin, Nicola Alessandro, per duplice omicidio ed occultamento di cadavere. Circa due anni fa l'inchiesta è stata riaperta sulla scorta delle dichiarazioni di un testimone, fino a quel momento rimasto in silenzio. Secondo il suo racconto i corpi delle due donne sarebbero stati sepolti nella zona di Cavallino Treporti nella sabbia della spiaggia, nei pressi di un bar. Con tecniche moderne, dal chiarore del giorno e fino a sera, investigatori ed esperti incaricati dalla Procura hanno setacciato un'area circoscritta dell'ex campeggio militare di Cavallino Treporti. Specialisti attraverso georadar e altre strumentazioni scientifiche hanno sondato il suolo in profondità alla ricerca di tracce organiche umane. I sopralluoghi, con strumenti non disponibili all'epoca della scomparsa delle due donne, sono proseguiti a lungo ma nulla è finora trapelato sul loro esito.

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    [Video - L'indagato nella puntata del 20 marzo 2013]

  • Questa sera: I movimenti del frate indagato per Guerina Piscaglia.

    Dopo il sequestro di un’auto di padre Gratien Alabi, il religioso indagato per sequestro di persona nell'inchiesta sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia, alcune tracce biologiche sarebbero state trovate nella canonica di Ca Raffaello, la frazione di Badia Tedalda (Arezzo) da dove la donna è sparita l’1 maggio. I Carabinieri avrebbero individuato tracce che potrebbero essere di sangue, che saranno analizzate dai Ris. Anche una coperta tra gli oggetti sequestrati durante le dieci ore di controlli all'interno della canonica e in una vicina pieve.
     
    Nella seconda puntata di “Chi l'ha visto?” della nuova edizione testimonianze inedite su don Gratien, che si è avvalso finora della facoltà di non rispondere ai magistrati.
     
    Alle 21:05 su Rai Tre

    [Video - Il caso nella puntata del 10 settembre 2014]

  • Scomparsa da Napoli, trovata a Firenze dalla Polfer

    Firenze, 17/9/2014 - La donna di 55 anni che si era allontanata dal Napetano in circostanze allarmanti è tornata a grazie all’intervento degli agenti della Polizia Ferroviaria in servizio alla stazione di Santa Maria Novella. Nel pomeriggio di domenica 14 settembre sono intervenuti a bordo di un Frecciarossa proveniente da Roma dove era salita una signora in vestaglia e ciabatte, senza biglietto. Date le sue condizioni hanno provveduto a soccorrerla chiamando un’ambulanza che l’ha ricoverata in ospedale. Nei giorni seguenti, fuori dal servizio, gli stessi agenti hanno continuato a cercare informazioni utili a risalire all’identità della donna per avvisare la famiglia, riscontrando una forte somiglianza con la foto e i dati riportati nell’appello pubblicato sul sito di “Chi l’ha visto?”.

  • Anna Esposito: Una persona indagata per omicidio

    Potenza, 16/9/2014 - Nelle indagini riaperte da circa un anno sul presunto suicidio morte di Anna Esposito, dirigente della Digos della questura di Potenza, la Procura della Repubblica di Potenza ha iscritto una persona nel registro degli indagati. La notizia - pubblicata oggi da alcuni quotidiani locali - è stata confermata a Potenza, ma non è noto il nome della persona indagata. Il cadavere di Anna Esposito fu trovato il 12 marzo 2001 nell'appartamento di servizio che la donna occupava, nella caserma ''Zaccagnino'' della Polizia di Stato, a Potenza. "Chi l'ha visto?" torna sul caso nella puntata di mercoledì 17 settembre.

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  • Trovato il corpo di Max, il giovane tedesco scomparso nel 2011

    Gera (Germania), 16/9/2014 - I genitori di Max, il giovane tedesco scomparso a marzo del 2011, appassionato di Goethe e del suo “Viaggio in Italia”, hanno comunicato la triste notizia del ritrovamento dei suoi resti da parte della polizia federale. Nel loro messaggio Gaby e Michael si rivolgono anche al programma e a quanti si sono prodigati nelle ricerche di Max in Italia: “Desideriamo ringraziare voi, i vostri collaboratori e le persone che in Italia si sono interessate al possibile ritrovamento di nostro figlio. E’ anche nostro desiderio ringraziarvi per il vostro operato nell’aiutare le famiglie a ritrovare i propri cari che scompaiono, e ringraziare anche le persone comuni che si interessano a questi casi e vi aiutano nel fornire indicazioni utili al loro ritrovamento. Non ultimo un ringraziamento alle persone che, attraverso la vostra trasmissione, hanno preso contatto con noi testimoniando il loro affetto e comprensione per il nostro dolore ed aiutandoci a trovare il coraggio in questi anni di andare avanti e di non perdere la speranza. Grazie di cuore!!”. A loro le più sentite condoglianze della redazione di “Chi l’ha visto?” anche a nome di tutti gli spettatori.

  • Yara: Bossetti resta in carcere, rigettata l’istanza dei legali

    Bergamo, 15/9/2014 - Il gip di Bergamo, Ezia Maccora, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Massimo Bossetti. Nell'ordinanza si spiega che per il muratore arrestato il 16 giugno per l'omicidio di Yara Gambirasio persistono i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato.

  • Magherini: Per i periti morto anche per contenimento e immobilizzazione

    Firenze, 12/9/2014 - A causare la morte di Riccardo Magherini, insieme all'assunzione di cocaina, sarebbe stata l'asfissia causata “con molta probabilità” dalle modalità dell'arresto e in particolare dalle operazioni di contenimento e immobilizzazione. E' quanto scrivono i medici legali Gian Artistide Norelli e Martina Focardi, incaricati dalla procura di Firenze, nella perizia di cui l’Ansa riporta alcuni brani. Nella relazione si spiega che, in attesa del medico, le manovre di costrizione e i suoi tentativi di liberarsi, mentre era immobilizzato a terra con le manette ai polsi, hanno indotto “un rilascio di catecolamine che può ritenersi concausa di morte per la liberazione adrenegetica ad essa riconducibile”. Magherini, già in stato di "intossicazione acuta da cocaina", con una sindrome di tipo "excited delirum", ebbe poi una crisi respiratoria che portò all'arresto cardiaco. L'asfissia, secondo i periti, poteva essere evitata se l'uomo fosse stato alzato o, comunque, in una posizione diversa da quella prona in cui era costretto dai militari che non avrebbero rispettato "le indicazioni internazionali".

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  • Torna a casa la 15enne allontanatasi dal Catanese

    Catania, 12/9/2014 - È tornata a casa ieri sera la 15enne allontanatasi il 7 settembre da un comune nella provincia di Catania. Per ritrovarla il padre aveva lanciato un appello in diretta nell'ultima puntata di “Chi l’ha visto?”.

  • Ritrovata la donna scomparsa con il cane e il furgoncino

    Pavia, 12/9/2014 – È stata ritrovata stamattina la 60enne dalla provincia di Pavia che si era allontanata in circostanze allarmanti a bordo di un furgoncino il 3 settembre. Con lei anche la sua cagnolina. Le figlie avevano lanciato un appello in diretta nell'ultima puntata di “Chi l’ha visto?”.

  • Lettera aperta dei figli a Davide Cervia scomparso il 12 settembre 1990

    “Caro Papà, sono passati, oramai, 24 lunghi anni da quel maledetto 12 settembre del 1990 e quest'anno, in occasione dell'ennesimo anniversario del tuo rapimento, abbiamo deciso di non mettere in piedi alcuna iniziativa, ma semplicemente di rivolgerti un pensiero scrivendoti questa lettera.
     
    Quel giorno, che nessuno di noi dimenticherà mai, mentre eravamo in cortile con la mamma ad aspettare che tu tornassi a casa, “qualcuno” ti prese con la forza e ti portò via dalla tua famiglia e dalla tua vita. Abbiamo saputo dal nostro vicino, che assistette al tuo rapimento, che hai urlato e chiamato aiuto più volte nella speranza che noi o i vicini ti potessimo sentire. Purtroppo così non è stato e da quel giorno non ti abbiamo più rivisto.
     
    All'epoca eravamo troppo piccoli per capire cosa ti fosse accaduto, ma non abbastanza per non
    soffrire per la tua assenza. Tante volte ci siamo chiesti cosa avessi provato negli istanti successivi al rapimento; come avessi passato questi anni e quanto dolore avessi provato non potendo rivedere noi e la mamma.
     
    E pensare che per non stare lontano da noi avevi addirittura rinunciato alla tua brillante carriera in Marina. Tuttavia averci rinunciato non è bastato a tenerti con noi. Le conoscenze acquisite e il 3° e più alto livello di segretezza Nato, che la stessa Marina ti aveva conferito, hanno segnato il tuo destino: rapito e venduto da “ignoti” a chissà quale Paese straniero a corredo del sistema d'arma che tu sapevi non solo far funzionare e riparare , ma che avevi anche allineato. La guerra elettronica, infatti, era la tua specializzazione.
     
    Vorremmo che tu sapessi, oltre al grande dolore legato alla tua assenza, quanto è stato fatto in questi anni dalla mamma, dai nonni Alberto e Lina e da tanta altra gente che si è unita in un comitato che porta il tuo nome, per riportarti a casa. Hanno dovuto affrontare intimidazioni e minacce tali da aver cambiato completamente il loro carattere e di riflesso anche i nostri, ma la cosa indegna e vergognosa e che si sono trovati di fronte a un enorme muro di gomma messo in piedi da quella parte di istituzioni che non voleva che si sapesse il motivo del tuo rapimento, perché complici.
     
    Traffico di armi o meglio di sistemi d'arma sofisticati e di personale tecnico altamente specializzato; triangolazioni tra politica corrotta, servizi segreti “deviati” e industrie belliche. Tutto questo c'è dietro al tuo rapimento e tutto questo ci fa capire che difficilmente riusciremo a riaverti tra noi.
     
    Sai, su di te, sono stati scritti ben 3 libri, fatte tesi di laurea e svariate trasmissioni televisive. Ultimamente è in concorso ai vari festival del cinema italiano un film documentario, diretto e prodotto da giovani coraggiosi, che ripercorre la tua tragica vicenda, film che tra l'altro ha ricevuto già due prestigiosi premi : della critica all'Est Film Festival e il Safiter, al Salento Finibus Terrae, per i diritti umani. L'importanza del film per noi è enorme, poiché sarà lo strumento per far conoscere a quanta più gente possibile e soprattutto ai ragazzi dei Licei e delle Università, quanto è accaduto non solo a te, ma anche ad altri tecnici rapiti, le cui famiglie non hanno avuto il coraggio e la tenacia della tua, nella ricerca della verità.
     
    Questo, dunque, è l'obbiettivo di noi figli, tenere viva la memoria, sperando di avere ancora una volta l'aiuto di quella stampa libera che ha permesso che questo caso esistesse, ma che oggi troppe  volte cerca uno scoop per rioccuparsi di questa triste vicenda e di quelle istituzioni, anche a livello locale, che pensano che siamo alla ricerca di pura e semplice visibilità e che troppe volte si sono
    girate dall'altra parte.
    Velletri 12 settembre 1990 - 2014
     
    I tuoi figli
    Erika e Daniele
     
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