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  • Egiziano morto e legato in un sacco a Roma, testimoni a “Chi l'ha visto?”

    Roma, 4/7/2015 - Il corpo di un uomo, con le mani e i piedi legati, è stato trovato intorno alle 7 all'interno di un sacco, difronte a una pasticceria in via Pietro Cartoni, nel quartiere Monteverde. “Ho visto spuntare un braccio. Quando ho chiuso il negozio, alle 19:30 di venerdì sera, non c'era nulla", ha dichiarato il pasticcere. Qualche ora dopo il fratello di un egiziano di 47 anni, scomparso dall'1 luglio, ha riconosciuto il cadavere. L'immigrato abitava con i fratelli in una strada vicina e aveva da poco rilevato con un socio un locale ex erboristeria, da adibire a negozio di frutta e verdura, a pochi metri da dove è stato trovato il sacco. La squadra mobile della polizia ha anche sequestrato un trolley trovato nei pressi.

    [Video – I testimoni a “Chi l'ha visto?”]

  • Yara: Prima udienza, la difesa di Bossetti chiede la nullità del Dna

    Bergamo, 3/7/2015 - Prima udienza al Tribunale di Bergamo del processo a Massimo Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, che era presente in aula. I difensori hanno chiesto la nullità del prelievo del Dna con un boccaglio, effettuato nel corso di un controllo stradale simulato, da cui derivò che il profilo genetico di Bossetti coincideva quello denominato Ignoto 1 rilevato sui leggings di Yara. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, quel prelievo doveva essere eseguito con le garanzie difensive in quanto “non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell'anno scorso non fosse indagato”. Nullo, per la difesa, anche il capo d'imputazione, perché fa riferimento a due luoghi diversi per l'omicidio di Yara Gambirasio: Brembate di Sopra e Chignolo d'Isola. Sulle eccezioni preliminari della difesa, contro cui la procura si è opposta, i giudici decideranno nella prossima udienza, il 17 luglio. Nella stessa data decideranno anche sull'ammissione in aula delle telecamere, su cui il pm, le parti civili e la difesa di Bossetti non hanno dato il consenso. “Mi sento più tranquillo, ho molta fiducia nella giustizia”, ha detto Massimo Bossetti al suo legale, Claudio Salvagni, che si è intrattenuto con lui per qualche minuto a udienza conclusa.

  • Ecco Daniele Potenzoni nella metro pochi istanti prima di sparire

    Roma, 2/7/2015 - Il disabile milanese scomparso il 10 giugno nella Capitale è stato riconosciuto dal padre nelle immagini della stazione Termini, messe a disposizione del suo legale, l’avvocato Gadaleta dell’Associazione Penelope, dalla Polfer e dal magistrato responsabile delle indagini. Alle 8:42 si vede Daniele Potenzoni, superare i tornelli e passare davanti alla telecamera di sorveglianza toccandosi con insistenza il naso con la mano sinistra, un gesto che lo rende riconoscibile e che ha dato al padre la conferma che si trattava proprio di lui. Poi esce dall’inquadratura dirigendosi verso i binari insieme agli altri viaggiatori, alcuni dei quali potrebbero forse averlo notato e ricordarsi di lui. Si tratta di immagini importantissime perché permettono finalmente di sapere come era vestito: sopra un jeans (o un pantalone chiaro) indossava una maglia tipo polo color salmone, non una scura come finora creduto.

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    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]

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  • Roma: Ritrovato in ospedale dagli spettatori l’uomo scomparso dalla provincia

    Roma, 2/7/2015 - L’uomo di 42 anni scomparso martedì 23 giugno da un centro della provincia era stato investito da un treno mentre attraversava i binari di una linea ferroviaria alla periferia Sud della Capitale. Ricoverato in ospedale è stato riconosciuto dopo l’appello del padre nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto ?”. Ad avvisare il programma sono stati una spettatrice che aveva il marito nella stessa stanza e un operatore dell’ospedale. Il padre dell’uomo ritrovato li ringrazia pubblicamente.

  • “Fare piena luce sulla scomparsa di Daniele Potenzoni”: Interrogazione parlamentare al ministro Alfano

    Roma, 1/7/2015 - “Il 10 giugno scorso è scomparso a Roma, un giovane disabile, in visita in città accompagnato da assistenti e volontari. I genitori per giorni hanno continuamente diffuso appelli affinché iniziassero le ricerche e anche la trasmissione Chi l'ha Visto ha denunciato i ritardi della Prefettura di Roma nell’attività di ricerca, che di fatto è iniziata il 23 giugno”. La senatrice DanielaValentini, prima firmataria, insieme ai colleghi Amati, Granaiola, Mirabelli e Padua, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Alfano affinché venga fatta piena luce sulla scomparsa di Daniele Potenzoni. “Negli ultimi anni - continua l’interrogazione - ci sono stati analoghi casi di scomparsa nei quali le operazioni di ricerca sono iniziate in ritardo con notevoli rischi per la vita delle persone scomparse. E considerando che dal 2007 esiste la figura del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse chiedo al ministro Alfano di verificare lo stato della situazione. E' necessario accertare con urgenza perché la Prefettura di Roma abbia dato inizio alle ricerche solo dopo 14 giorni dalla denuncia di scomparsa di Daniele e accertare se il commissario del Governo fosse a conoscenza di quel ritardo. Infine chiedo ad Alfano se non ritenga necessario emanare disposizioni nazionali per uniformare le procedure, oggi diverse in ogni territorio, eliminando così confusioni e conflitti di competenza tra le varie forze che concorrono alle ricerche". Era stato il presidente nazionale dell’Associazione Penelope, avv. Antonio La Scala, a denunciare nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” i ritardi nelle ricerche e la mancanza di uniformità tra diverse province nelle procedure di ricerca e di accettazione delle stesse denunce di scomparsa.

    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 24 giugno 2015]

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  • Elena Ceste: I familiari e l'Associazione Penelope parti civili al processo

    Asti, 1/7/2015 - Sono state ammesse le costituzioni di parte civile contro Michele Buoninconti della famiglia di Elena Ceste, padre, madre, i quattro figli, la sorella e il cognato. Lo ha deciso il gup di Asti Roberto Amerio nel corso del processo per omicidio premeditato e occultamento di cadavere che si è aperto questa mattina. La famiglia è assistita dagli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia. In aula ci sono i genitori di Elena. Il giudice ha anche accolto la costituzione di parte dell'associazione Penelope:"Abbiamo assistito i genitori per i 9 mesi della scomparsa e non ci sentiamo di abbandonarli" ha spiegato il presidente di Penelope Piemonte, Francesco Farinella, padre di Federica, la giovane donna scomparsa nel 2001 da Chiusano. Presente in aula anche Michele Buoninconti, apparso molto dimagrito, seduto vicino ai suoi legali. Il gup ha accolto la richiesta di questi ultimi di procedere con il rito abbreviato condizionato all'acquisizione della consulenza presentata sulle celle telefoniche in apertura di udienza. Prossima udienza il 22 luglio con il confronto dei periti di accusa e difesa sulle tracce di terriccio trovati sui vestiti della donna.

    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]

  • Terrorismo: Ros smantellano a Roma cellula che pianificava attacchi in Italia

    Roma, 1/7/2015 - Due cittadini maghrebini sono stati arrestati all'alba dai carabinieri del Ros con l'accusa di terrorismo internazionale. Un terzo indagato è già in carcere in Marocco per reati di terrorismo. Al centro delle indagini della procura di Roma una cellula che "si proponeva anche - sottolineano gli investigatori - la pianificazione ed esecuzioni di atti terroristici in Italia e in Nord Africa". Gli indagati erano dediti al proselitismo, all'indottrinamento e all'addestramento attraverso un sito internet creato e gestito da loro. 
    Intanto il ministero degli interni tunisino ha diffuso le foto di due uomini ricercati per l'attacco ai turisti sulla spiaggia di  Sousse che, secondo alcuni quotidiani, potrebbero essersi rifugiati anche in Italia. Si tratta di Mohammad al-Sharadi (nella foto con la barba) e di Rafiq al-Tayyari.

  • Minore stuprata a Roma: La polizia ferma un uomo, tradito dalla bicicletta

    Roma, 1/7/2015 - "G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – è stato riconosciuto - senza alcun dubbio - dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone". Con un comunicato la Polizia ha reso noto il fermo di un 31enne originario della provincia di Cosenza, accusato di violenza sessuale aggravata, per l'aggressione subita la sera del 29 giugno da una ragazza pugliese di 15 anni ospite di un'amica romana. La ragazza aveva denunciato di essere stata avvicinata, mentre era in via Bafile con due amiche, da un uomo qualificatosi come un poliziotto che l'aveva costretta a seguirlo con il pretesto di un controllo. Dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato, l'uomo l’ha condotta a piedi in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel vicino parchetto dove ha abusato di lei. Poi l'ha ricondotta in via Bafile dove, alla vista di un adulto, ha iniziato a correre riuscendo a evitare di essere raggiunto. Nella notte la svolta nelle indagini della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile, coordinate dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Una persona, poi identificata come il fratello del fermato, è stata sorpresa mentre tentava di recuperare la bicicletta lasciata dallo stupratore. Nel corso della perquisizione presso la casa del fermato, sono stati sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, corrispondenti a quelli descritti dalla vittima. Il fratello è stato denunciato per favoreggiamento personale.

  • Giovanni Accetta: Fiaccolata per "non spegnere i riflettori" sulla sua scomparsa

    Castellaneta (Taranto), 30/6/2015 - Si terrà questa sera alle 20 una fiaccolata per Giovanni Accetta, scomparso il 22 aprile dalla struttura che lo assisteva. "Per non spegnere i riflettori, in ricerca della verità" è il titolo dell'iniziativa promossa dall'associazione Penelope Puglia. Appuntamento all'ospedale vecchio per giungere al piazzale della Chiesa dell'Assunta. Giovanni Accetta ha 35 anni, corporatura robusta, occhi e capelli castani, indossava nel momento della scomparsa una maglia grigia, pantaloni jeans, scarpe da ginnastica nere, cammina molto lentamente, incurvato in avanti, tenendo le braccia rigide, potrebbe avere anche tremore alle mani.



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  • Marco Vannini: Spettatrice trova una canotta uguale a quella sparita con il costume

    Ladispoli (Roma) - Una spettatrice ha avvertito oggi "Chi l'ha visto?" di aver trovato una canotta rossa da bagnino, con la scritta "SALVATAGGIO", come quella appartenente a Marco Vannini, sparita insieme al costume. E' proprio la sua? Saranno le analisi a chiarirlo, la canotta è stata infatti prelevata dai carabinieri. I genitori di Vannini avevano lanciato appelli nelle ultime puntate del programma per ritrovare i due indumenti che Marco aveva con sé quando andò a dormire a casa della fidanzata, dove è morto per un colpo di pistola sparato dal padre di lei in circostanze non ancora chiarite. Intanto è stata organizzata una nuova fiaccolata a Ladispoli, patrocinata dal sindaco e dall'amministrazione comunale. Partenza domani alle 21 da piazza Firenze per arrivare in piazza Rossellini.

    [Video - L'appello dei genitori nella puntata del 24 giugno 2015]


    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]