CLV

  • Abdallah: "Ho bisogno di soldi!", il video di Regeni con il sindacalista tradotto dall'inviata di "Chi l'ha visto?"

    Il Cairo, 23/1/2017 - Una emittente televisiva egiziana ha trasmesso oggi un video, girato il 6 gennaio dello scorso anno all'insaputa del ricercatore italiano. Nelle immagini si vede Giulio Regeni parlare con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Ahmad Abdallah, che gli rivolge pressanti richieste di denaro: "Mia figlia è stata operata, mia moglie ha un tumore. Sono disposto a qualsiasi cosa per avere i soldi!". Ecco la traduzione inegrale del diagolo dell'inviata di "Chi 'ha visto?" Chiara Cazzaniga:

    Ahmad Abdallah: Mia figlia è stata operata il cinque. Mia moglie ha un tumore. Io sono disposto a qualsiasi cosa per avere i soldi!

    Giulio Regeni: Ahmad, non sono soldi miei. Sono un accademico, non posso utilizzarli come voglio. Non posso dire all’istituto britannico che voglio usare i soldi per me. Sarebbe un grande problema… un grande problema con l’istituzione britannica…

    Abdallah: Ma non c’è modo di avere per me questi soldi?

    Regeni: No. Questi soldi non sono miei, vengono dall’istituzione britannica, passano al centro egiziano e da lì ai venditori ambulanti.

    Abdallah: (non capisco)

    Regeni: Non posso usare questi soldi come voglio… E poi non è detto che ci siano subito…

    Abdallah: E quanto tempo ci vuole?

    Abdallah: Eh?

    Abdallah: Quanto tempo ci vuole?

    Regeni: Non capisco…

    Abdallah: Il tempo… il tempo…

    Regeni: Dipende… ci sono tanti progetti… ci sono tante idee che vengono da tuttto il mondo… magari non avremo mai questi soldi… dobbiamo fare delle proposte per avere i soldi… dobbiamo avere delle idee…

    Abdallah: Quali proposte?

    Regeni: Ad esempio… Quali sono le vostre necessità? Le nostre necessità sono… Per cosa utilizzereste quei soldi? Li utilizzeremmo per…

    Abdallah: Non capisco…

    Regeni: E’ questo il punto…

    Abdallah: Hai bisogno di proposte per avere i soldi?

    Regeni: Sì… vorrei che tu mi facessi molte proposte… che poi possiamo sviluppare assieme…

    Abdallah: Quindi in che modo potremmo utilizzare questi soldi

    Regeni: Sì

     

  • Ritrovati anche i cuccioli di Nuvola e Lupo del Rigopiano. Manca ancora il terzo cane

    Farindola (Pescara), 23/1/2017 - L'indicazione era precisa: "I cuccioli sono nel locale caldaia, entrando a sinistra", aveva detto a "Chi l'ha visto?" la donna che accudisce la coppia di pastori abruzzesi Nuvola e Lupo dopo il loro ritrovamento. Oggi il carabiniere ex forestale che li ha aveva recuperati, Sonia Marini, è tornata a cercare i tre cagnolini sulle macerie dell'hotel Rigopiano: "Dopo un primo sopralluogo con i vigili del fuoco cinofili si è valutato che sarebbe stato meglio sfondare le pareti del locale caldaia, anziché scavare per cercare la porta d'accesso", ha raccontato. Lì accanto è stato trovato uno dei superstiti. Mentre si abbatteva il muro i cuccioli hanno cominciato a guaire, commuovendo i soccorritori. Finché non sono saltati fuori scodinzolando, dopo cinque giorni tra i pellets, dissetandosi con la neve. Moltissime le richieste di adozione che stanno arrivando da tutta Italia. Ma forse i cuccioli resteranno con la moglie del proprietario del Rigopiano: "E' tutto ciò che resta dell'hotel", ha confidato a Sonia Marini. Manca ancora all'appello il terzo cane adulto "Neve", di lei nessuna traccia.

  • Hotel Rigopiano: Ecco "Nuvola" e "Lupo" al sicuro, mancano ancora il terzo cane e i cuccioli

    Farindola (Pescara), 20/1/2017 - E' stato di buon auspicio il ritrovamento dei pastori abruzzesi del Rigopiano, conosciuti e molto amati nella zona, alcune ore prima della scoperta di alucni superstiti. "Spero di poterli ridare al loro padrone", il proprietario dell'hotel che risulta disperso, ha confidato a "Chi l'ha visto?" la spettatrice alla quale sono stati affidati ieri sera Nuvola e Lupo. Vivevano fuori dall'albergo ma non erano lì quando sono arrivati i soccorsi. Forse avevano sentito l'arrivo della valanga e si erano allontanati. Ma poi non avevano più trovato l'hotel, spazzato via e ricoperto dalla neve. A un certo punto però ieri si sono avvicinati, quasi volerle proteggere, alle squadre che scavavano tra le macerie. Li ha notati Sonia Marini, carabiniere ex forestale, che era andata a cercarli: "Ho controllato in un locale caldaie se c'erano i loro cuccioli, ma niente", ha detto al programma. "Bisogna trovare anche il terzo cane adulto", che paradossalmente si chiama "Neve", è l'appello della donna che ora accudisce i cani. "I cuccioli erano in un locale caldaie, un edificio separato dagli altri, a sinistra entrando", aggiunge.

  • "Sono vivi", sopravvisuti ritrovati all'Hotel Rigopiano quasi due giorni dopo la valanga

    Farindola (Pescara), 20/1/2017 - "Sono vivi", dopo quasi due giorni dalla valanga, i soccorritori hanno estratto alcuni sopravvissuti dall'Hotel Rigopiano, sommerso e distrutto da una valanga il 18 gennaio. Finora sono una decina le persone che sono state individuate, alcune trasportate negli ospedali di Pescara e L'Aquila. Tra loro quattro bambini. Salvi anche due dei cani dei proprietari. Continuano nella striscia quotidiana e sulla pagina Facebook di "Chi l'ha visto?" gli appelli di persone rimaste isolate dalla neve. Erano arrivati già durante la diretta di mercoledì con Federica Sciarelli, mentre l'operatore del programma inviava le immagini dei primi soccorsi a Rigopiano.



    [GLI APPELLI SULLA PAGINA FACEBOOK]

  • Ilaria Alpi: "False le accuse ad Hassan", le motivazioni della sentenza di Perugia

    Roma, 19/1/2017 - "Contraddittoria, del tutto inattendibile e plausibilmente falsa" l'accusa di essere coinvolto nell'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, rivolta ad Hashi Omar Hassan dal Ahmed Ali Rage, detto Gelle. Lo scrivono i giudici della corte di appello di Perugia nelle motivazioni della sentenza che il 19 ottobre ha assolto per non aver commesso il fatto, Hassan al processo di revisione, annullando la precedente condanna definitiva a 26 anni. I giudici sottolineano che Gelle a febbraio del 2015 ritrattò quando fu rintracciato da "Chi l'ha visto" in Gran Bretagna e poi al pm romano Elisabetta Ceniccola in rogatoria. Per i giudici Hassan non solo "non era presente sul posto al momento dello scontro a fuoco" e quindi "deve ritenersi del tutto estraneo ai fatti in mancanza di prove che dimostrino, al di là di ogni ragionevole dubbio, non solo di avere fatto parte del gruppo di soggetti a bordo della Land Rover, ma anche di essere stato presente avanti all'Hotel Hamana". La Corte definisce "condotte che generano sconcerto" quelle che hanno portato prima all'allontanamento di Gelle, testimone chiave del primo processo, e poi all'incapacità di rintracciarlo.

    "Si dovrà ora stabilire chi ha suggerito, al falso testimone Gelle utilizzato contro Hashi, la ricostruzione degli avvenimenti", ha commentato il legale della famiglia di Ilaria Alpi , l'avvocato Domenico D'Amati. "Nella motivazione - ha aggiunto - pur non prospettandosi tesi accusatorie, data la natura del processo di revisione, si formulano ripetute precise indicazioni su personaggi italiani che hanno avuto rapporti con Gelle. I difensori della parte civile Alpi interpelleranno la Procura della Repubblica di Roma sulle iniziative che essa dovrà assumere nei confronti di soggetti italiani che certamente, con la creazione di prove false, hanno dimostrato di voler proteggere gli organizzatori dell'eccidio".

    [Video - Il caso nella puntata del 19 ottobre 2016]

  • Investita a Roma, Polizia scopre sul sito di "Chi l'ha visto?" che era scomparsa

    Roma, 19/1/2017 - Si è risolta tragicamente la scomparsa di una giovane donna scomparsa nella Capitale. Investita fa alla periferia della città, priva di documenti, è rimasta per alcuni giorni senza identità. Finché un appello per lei è stato pubblicato sul sito di "Chi l'ha visto?". I funzionari di polizia responsabili del caso che monitoravano il sito hanno potuto così incrociare i dati e restituire la salma ai familiari.

  • Ritrovato da "Chi l'ha visto?" a Roma il giovane napoletano scomparso

    Roma, 18/1/2017 - Era scomparso a giugno nella Capitale dove era stato rintracciato dal padre, dopo che si era allontanato in circostanze allarmanti dalla provincia di Napoli. Il 26enne, che si trovava in difficoltà, è stato ritrovato oggi dall'inviata di "Chi l'ha visto?" alla stazione Termini, dopo l'appello lanciato ieri dai familiari durante la striscia quotidiana del programma.

  • Processo per desaparecidos italiani: Otto ergastoli in primo grado, assolto Troccoli

    Roma, 17 /1/2017 - Si è concluso con otto condanne all'ergastolo, 19 assoluzioni e sei prosciolti perché morti nel frattempo il processo di primo grado, davanti alla III Corte d'Assise di Roma, per ex Capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei servizi di sicurezza di Bolivia, Cile, Perù e Uruguay in carica tra gli anni '70 e '80 accusati della repressione di tutti gli oppositori ai regimi militari nell'ambito del cosiddetto Piano Condor. Le accuse sono di omicidio plurimo aggravato e sequestro di persona. I condannati sono accusati, a vario titolo, della morte di 23 cittadini di origine italiana. Tra gli assolti l'uruguayano Nestor Jorge Fernandez Troccoli, 63 anni, membro dei servizi segreti della Marina accusato della morte di sei italiani.

  • Ritrovato a Firenze l'uomo scomparso dal Cosentino un settimana fa

    Firenze, 17/1/2017 - Ritrovato ieri il 67enne scomparso dalla provincia di Cosenza il 10 gennaio. L'Associazione Penelope ha segnalato a "Chi l'ha visto?" che l'uomo si trovava a Firenze, dove era giunto in auto. Questa era poi stata ritrovata dai carabinieri, chiusa, con un borsone all'interno. Successivamente ci sono stati degli avvistamenti nei pressi della stazione ferroviaria e durante le ricerche i cani molecolari avevano fiutato delle tracce. Poi l'uomo, che si trovava in difficoltà, è riuscito a mettersi in contatto con i familiari.

  • Due bambini nel cimitero della mafia: Sono Farina e Colletta?

    Palermo, 16/1/2017 - Ci sarebbero anche i resti di due ragazzini oltre a quelli di almeno dieci adulti nella fossa comune indicata da un collaboratore di giustizia a Roccamena. Potrebbero essere quelli di Salvatore Colletta e Mariano Farina, scomparsi a 12 e 15 anni da Casteldaccia? L'orologio di uno di loro fu trovato vicino alle ville dei capomafia sulla spiaggia. Ma non sono gli unici casi in Sicilia di bambini scomparsi e mai ritrovati, oltre a Denise Pipitone, come Santina Renda, Giuseppe Sammiceli, Angela Ponte e i tre spariti dalla frazione Aspra di Bagheria, Domenico D’Alcamo, Vincenzo Astorino e Giuseppe La Licata.