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  • Florentina Nitescu: Il compagno accusato di omicidio

    Parma, 22/7/2014 - Secondo quanto riportato da un articolo della “Gazzetta di Parma”, Paolo Devincenzi, compagno di Florentina Nitescu, ha ricevuto ieri un avviso di garanzia con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere per la scomparsa della donna il 25 gennaio 2013. “Sono sicuramente sorpreso da quanto successo ma sono tranquillo e sereno perché so di non avere fatto nulla. Se questo è il corso che deve fare la giustizia lo accetto ma essere indagato non è piacevole visto che la mia coscienza è a posto”, ha commentato a Tv Parma Devincenzi, che sarà interrogato il 25 luglio in Procura.

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  • “Ladri di vita”: Sgominata una banda di truffatori di anziani, “presto liberi”

    Genova, 22/7/2014 - I carabinieri di Genova hanno eseguito misure di custodia cautelare in carcere per dodici persone tra Novara, la Polonia e la Svizzera, mentre venti sono ancora latitanti, per oltre 250 truffe ad anziani in Liguria e tutto il Nord Italia, ma anche in Austria, Germania, Svizzera. Altre 71 persone sono indagate. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al furto in abitazione con l'aggravante della transnazionalità. E' stato anche disposto il sequestro di beni per oltre un milione di euro tra immobili, terreni, diamanti, oro, orologi, cellulari e polizze di pegno. Da Novara i membri della banda internazionale, composta da sinti di origine polacca, si spostavano per raggiungere le vittime selezionate da un vero e proprio call center operativo dalla Polonia. Gli anziani venivano scelti sugli elenchi in base a nomi indicativi (come Ernestina, Giuseppina o Cesira) e quindi venivano bersagliati di telefonate. Il procuratore capo di Novara, Francesco Saluzzo ha spiegato che l'indagine, scattata nel 2010 a Genova, ha raccolto un migliaio di denunce ma non è escluso che le vittime possano essere molte di più. “Purtroppo le persone arrestate oggi con questa brillante operazione - ha denunciato il procuratore Saluzzo - potranno tornare in libertà molto presto e ricominciare così a delinquere come se nulla fosse. Le pene sono sproporzionate per difetto. Nella nostra attività investigativa ci siamo confrontati con altre realtà europee e abbiamo scoperto che la loro politica è ben diversa. In Germania, per esempio, per un unico episodio di truffa l'autore è stato condannato a nove anni, in Svizzera a sei. In Italia, invece, potrebbero venire condannati al massimo a un anno e mezzo e, se la pena non viene sospesa immediatamente, essere liberati poco dopo”.

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  • Giuseppe Uva: A processo carabiniere e sei poliziotti

    Varese, 21/7/2014 - Il gup di Varese Stefano Sala ha respinto la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal procuratore di Varese facente funzioni Felice Isnardi. Sono stati quindi rinviati a giudizio i sei poliziotti e il carabiniere imputati per omicidio preterintenzionale e altri reati in relazione alla morte di Giuseppe Uva il 14 giugno 2008. Per il 20 ottobre è stata fissata la prima udienza del processo in corte d'Assise. Un altro militare, che aveva scelto la strada del giudizio immediato, potrebbe essere processato in Corte d'Assise insieme agli altri imputati. “Uno scandalo che si arrivi oggi a un rinvio a giudizio, perché si rischia la prescrizione per gran parte delle accuse contestate”, ha dichiarato l'avvocato Fabio Anselmo, legale di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, parte civile nel procedimento.

    [Video - Il caso nella puntata del 26 marzo 2014]

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  • Giuseppe Uva: Il Csm archivia l’esposto del sen. Manconi contro il pm Abate

    Roma, 16/7/2014 - Dal momento che è stata attivata l'azione disciplinare da parte del procuratore generale della Cassazione e dal Guardasigilli nei confronti del pm di Varese, Agostino Abate, per la sua condotta nelle indagini sulla morte di Giuseppe Uva, la Prima Commissione del Csm ha deciso di archiviare l'esposto del senatore Luigi Manconi contro il pm Abate. Ad avviso della Prima Commissione possono “emergere profili e condotte suscettibili di valutazione da parte della competente sezione disciplinare” per quanto riguarda “al rilevato atteggiamento inattivo che il dottor Abate avrebbe tenuto nel corso delle indagini”. “Pur tuttavia - conclude la Prima Commissione - ai fini dei provvedimenti di competenza della Prima Commissione, va ritenuto che la condotta” di Abate “pur censurabile anche in questa sede, sia limitata al solo caso in esame: essa quindi non può, pertanto, integrare il presupposto di una situazione di incompatibilità ambientale e/o funzionale, essendo, per contro, totalmente sussumibile nella fattispecie disciplinare”.

    [Video - Il caso nella puntata del 26 marzo 2014]

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  • Uomo ucciso dopo un inseguimento sul GRA di Roma: Assolto l’agente

    Roma, 15/7/2014 - E' stato assolto “perché il fatto contestato non costituisce reato” l'agente di pubblica sicurezza che la notte tra il 29 e 30 luglio del 2011, al termine di un inseguimento lungo il GRA sparò il colpo di pistola che uccise Bernardino Budroni di 40 anni. L'accusa contestata era di omicidio colposo aggravato dall'eccesso di uso delle armi, ma il giudice monocratico ha deciso che l'agente ha fatto uso legittimo delle armi. Il pm Giorgio Orano aveva chiesto una condanna a due anni e sei mesi.

  • SOS di Penelope Puglia: 898 minori stranieri scomparsi nella regione

    Bari, 15/7/2014 - Sono 898 i minori stranieri scomparsi in Puglia dal 1974 ad 2012. I dati forniti dalla IX relazione del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse (Ministero degli Interni) mettono in luce un fenomeno inquietante. La Puglia si colloca al quarto posto per il numero di minori stranieri dopo Lazio, Lombardia, Campania. Difficile capire la provenienza e la nazionalità, al vertice dell’indagine i minori stranieri di nazionalità rumena, in Italia sono 1545, poi ancora afgani, marocchini, albanesi. La relazione del 2012 del Commissario Straordinario individua 3.524 minori stranieri non accompagnati che vengono affidati, con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria minorile, agli enti che gestiscono i centri di accoglienza. In Puglia 317 casi di scomparsa di minori son dovuti ad allontanamenti da istituti/comunità, 90 casi di scomparsa per allontanamento volontario (resta il dubbio delle ragioni per cui un minore si allontanerebbe per propria scelta), il resto da accertare, non si esclude un numero incerto di minori scomparsi legati a fatti criminosi e delinquenziali. Per far fronte a tale situazione l’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse adotterà specifiche intese istituzionali con il Ministero della Giustizia, con i Tribunali minorili e con l’Associazione dei Comuni d’Italia.

    “E’ proposito dell’Ufficio del Commissario Straordinario interessare la Commissione Europea per proporre l’istituzione di un forum europeo per le persone scomparse che garantisca ai Paesi membri lo scambio informativo sui sistemi nazionali esistenti in materia di ricerca di persone scomparse, in particolare dei soggetti deboli, cioè minori” (dalla relazione del 2012 del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse). La fascia di età maggiormente interessata è sempre quella compresa tra i 15 e i 17 anni, molti minori stranieri sfuggono ad una precisa identificazione in quanto dichiarano false generalità e di conseguenza sono presenti nel sistema informativo interforze più volte e con nomi diversi.

    L’associazione Penelope Puglia invita le istituzioni a vigilare sul fenomeno crescente dell’immigrazione in Puglia per evitare ulteriori scomparse di minori, si chiede un maggiore sforzo collaborativo con le realtà del territorio al fine di giungere a soluzioni più efficaci. A breve l’associazione Penelope Puglia aprirà un tavolo di intesa anche con le Caritas regionali e Italiane ritenendo questi luoghi “punti di raccolta” per tanti scomparsi che si sono allontanati dalle proprie abitazioni o dai luoghi di residenza lasciando nello sconforto le famiglie.

  • Francesca Benetti, indagini concluse: da Bilella quasi 400 telefonate

    Grosseto, 15/7/2014 - “Antonino Bilella molestava Francesca Benetti in modo da procurargli un grave stato d'ansia e paura”. Lo si legge nell'avviso di chiusura indagine dei magistrati Salvatore Ferraro e Marco Nassi sul custode di Villa Adua di Potassa a Gavorrano, in carcere con l'accusa di aver ucciso e poi distrutto o nascosto il cadavere dell'insegnante in pensione, sparita dal 4 novembre 2013. “Francesca Benetti - continua l’avviso - aveva cambiato anche le sue abitudini per Bilella che la seguiva negli spostamenti. In un'occasione l'aspettò alla fermata dell'autobus quando la Benetti stava ritornando da Siena, la seguiva sulla spiaggia e la chiamava ripetutamente al telefono cellulare”. Secondo la ricostruzione della Procura, Bilella avrebbe chiamato la donna “anche 6 - 7 volte al giorno, contattandola a qualsiasi ora del giorno e della sera e arrivando a eseguire, da giugno ai primi dinovembre, 357 telefonate alla Benetti”.

    [Video - Il caso nella puntata del 13 novembre 2013]

  • Donna strangolata nel Lodigiano: Pizzocolo rinviato a giudizio

    Busto Arsizio (Varese), 15/7/2014 - Il gup di Busto Arsizio (Varese) ha rinviato a giudizio Andrea Pizzocolo, il ragioniere 41enne di Arese arrestato dalla polizia il 7 settembre 2013 con l'accusa di aver strangolato poche ore prima in un hotel a Olgiate Olona la romena di 18 anni Lavinia Simona Aiolaiei, abbandonando il cadavere in un campo di San Martino in Strada (Lodi). Il giudice, che ha accolto le richieste del pm Raffaella Zappatini, ha fissato per il 7 ottobre la prima udienza del processo in Corte d'Assise. L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dalle sevizie, di vilipendio e oscenità su cadavere e anche di sequestro di persona ai danni di un'altra donna.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 ottobre 2013]

    [Video - Il caso nella puntata del 9 ottobre 2013]

  • Maddalena Semeraro e Velia Carmazzi: Remorini condannato a 38 anni

    Viareggio (Lucca), 15/7/2014 - La Corte d'Assise di Lucca ha condannato a complessivi 38 anni di reclusione Massimo Remorini, 57 anni, il principale imputato dell'inchiesta sulla scomparsa di Maddalena Semeraro, 80 anni, e di sua figlia Claudia Velia Carmazzi, 59 anni, nell'agosto 2010 da Torre del Lago. E' stato giudicato responsabile della morte della più anziana oltre che dei reati di soppressione di cadavere, sequestro, truffa e circonvenzione di incapace. Per i giudici Remorini è responsabile di omicidio solo per la morte di Maddalena Semeraro, mentre la figlia sarebbe deceduta per cause naturali. L’ex badante Maria Casentini è stata condannata a 16 anni per concorso in omicidio e soppressione di cadavere. Assolti dall'accusa di favoreggiamento Francesco Tureddi, il testimone chiave per l'accusa che rivelò a “Chi l’ha visto?” di avere visto il corpo senza vita di Maddalena Semeraro mentre sarebbe stato bruciato da Remorini, e Maurizio Pasquinucci, figlio della Casentini. Il pm Sara Polino aveva invece chiesto l'ergastolo per Remorini, 21 anni per Maria Casentini, 9 mesi per il figlio e 20 mesi per Tureddi. Remorini è stato anche condannato al risarcimento di complessivi 250.000 euro in favore dei due figli di Claudia Velia Carmazzi.


    [Video - La lettura della sentenza e l'intervista a Remorini prima della condanna nella puntata di "Chi l'ha visto?" Storie del 16 luglio 2014]
     

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  • Eddy Castillo ucciso vicino al corpo di Yara: Condannato a 20 anni l'operaio accusato

    Bergamo, 15/7/2014 - E' stato condannato a 20 anni di reclusione Nicola Comi, 32 anni, operaio di Carvico accusato di aver ucciso il 16 gennaio 2011 a Chignolo d'Isola il 26enne Eddy Castillo. La sentenza è stata emessa in primo grado dal gup di Patrizia Ingrascì, che ha escluso le aggravanti per futili motivi e non ha concesso le attenuanti generiche. In udienza preliminare erano stata richiesta la condanna a trent'anni di reclusione e un totale di 800 mila euro di risarcimento provvisionale. Castillo, massacrato di botte, era stato trovato senza vita vicino alla discoteca “Sabbie Mobili” di via Bedeschi a Chignolo. In un campo a pochi metri dal locale venne scoperto il cadavere di Yara Gambirasio poche settimane dopo, il 26 febbraio. Anche l’indagine genetica che ha portato all’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti è partita del prelievo del Dna dei frequentatori della discoteca, uno dei quali, parente del padre naturale dell’uomo indagato, risultò avere un profilo parzialmente simile a quello di “Ignoto 1” rilevato sui leggings di Yara.

    [Video - Il caso nella puntata del 6 marzo 2013]