CLV

  • Antonio e Stefano Maiorana, ricerche dei corpi nel Palermitano

    Roma, 30/7/2015 - Su disposizione del pm della Dda Roberto Tartaglia, sono in corso da alcuni giorni a Villagrazia di Carini (Palermo) operazioni di scavo alla ricerca dei corpi degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi il 3 agosto del 2007. Le ricerche si concentrano in un’area incolta di contrada Serracardillo, in una zona in cui sorgono numerose ville, molte delle quali non ultimate.

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    [Vai alla pagina di Stefano Maiorana]

  • Penelope Puglia: I volti degli scomparsi sui mezzi pubbblici

    Bari, 29/7/2015 - Parte domani l’iniziativa dell’associazione Penelope Puglia per la diffusione degli appelli degli scomparsi della regione all'interno dei mezzi pubblici locali. Alle 10:30 presso la sede della AMTAB spa di Bari, in via Luigi Jacobini, i volontari del gruppo "Missing Angels" consegneranno per l'affissione i primi 100 volantini di Mauro Picca, scomparso da Molfetta l'11 settembre 2011 e il cui caso è stato archiviato dalla procura di Trani. Ogni manifestino riporterà oltre ai dati della persona scomparsa i numeri da chiamare per le segnalazioni: carabinieri, polizia, emergenza sanitaria e il 329. 97 257 17 dell'Associazione Onlus Penelope Puglia (http://www.penelopeitalia.org/puglia/).

    [Vai alla pagina di Mauro Picca]

  • Anna Esposito: Chiesta l’archiviazione del giornalista indagato

    Potenza, 28/7/2015 - I pubblici ministeri della procura della Repubblica di Potenza, Francesco Basentini e Valentina Santoro, hanno chiesto l'archiviazione per Luigi Di Lauro, indagato per l'omicidio di Anna Esposito, la dirigente della Digos della locale questura, trovata morta nel suo alloggio di servizio la mattina del 12 marzo 2001. Secondo quanto ha dichiarato all'Ansa l'avvocato Leonardo Pinto, difensore del giornalista della Tgr Rai Basilicata, la richiesta è basata sulle conclusioni della consulenza tecnica disposta dai pm, depositata circa due settimane fa.

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  • Sarah Scazzi: Confermato l’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano

    Taranto, 27/7/2015 - La Corte di Assise di appello di Taranto, dopo oltre tre giorni di camera di consiglio, ha confermato le condanne all’ergastolo di Cosima Serrano e di sua figlia Sabrina Misseri per l’omicidio di Sarah Scazzi il 26 agosto 2010. Anche per i giudici di secondo grado madre e figlia sono state aiutate a occultare il corpo da Michele Misseri, al quale hanno confermato otto anni, e dal fratello di questi, Carmine, al quale è stata ridotta di un mese la precedente condanna a sei anni. Assolti, perché il fatto non sussiste, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, che in primo grado erano stati condannati a un anno per favoreggiamento personale. Per lo stesso reato è stata confermata la condanna a un anno e quattro mesi per Giuseppe Nigro e ridotta a un anno e quattro mesi quella per Vito Russo junior, ex legale di Sabrina Misseri. La Corte era presieduta da Patrizia Sinisi, giudice a latere Susanna De Felice, e composta da sei giudici popolari.

  • Molin - Costantini: Polvere da sparo sugli abiti dell’indagato per la scomparsa delle’buranelle’

    Venezia, 24/7/2015 - Grazie a nuove tecniche di analisi, la polizia scientifica di Roma avrebbe rilevato tracce di polvere da sparo su uno degli abiti sequestrati a Nicola Alessandro, 54 anni. L’uomo è l’unico indagato per la scomparsa delle ‘buranelle’, Rosaria Molin e Paola Costantini, zia e nipote residenti nell'isola di Burano sparite il 27 ottobre 1991. Ne ha dato notizia l’agenzia Ansa riferendo la reazione della difesa di Alessandro, che ipotizza una 'contaminazione' degli indumenti analizzati a causa di una repertazione eseguita con metodi ritenuti non corretti. A ottobre dello scorso anno il procuratore Carlo Nordio aveva ottenuto l'esame del Dna su alcuni oggetti e indumenti di Alessandro: un cappotto, una giacca, un giaccone e un paio di scarpe sui quali erano stati repertati granelli di sabbia e capelli.

    [Vai alle pagine di Paola Costantini e Rosalia Molin]

    [Video - L'indagato nella puntata del 20 marzo 2013]

  • Daniele Potenzoni: Il padre scrive a Berlusconi, "la prego mi aiuti"

    Pantigliate (Milano), 24/7/2015 - “La prego, mi aiuti affinché Daniele non scompaia per sempre. Le domando, se è a conoscenza dell’esistenza di fondi stanziati dalla Regione o dallo stesso Stato per supportare le spese per le ricerche, o indicarmi magari qualche altra strada, o a chi altro possa rivolgermi per ritrovare mio figlio Daniele”. Questo l’appello di Francesco Potenzoni a Silvio Berlusconi in una lettera resa nota attraverso “Chi l’ha visto?”. “La nostra - spiega il padre di Daniele - è una famiglia modesta come tante che oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma in questi 45 giorni ho fatto e tentato di tutto per mio figlio, volantinaggio tappezzando tutta Roma, partecipazioni in TV per lanciare appelli, ma ad oggi, quasi fine luglio, Daniele sembra scomparso nel nulla. Come è possibile ? Adesso è a Roma, solo, da più di 40 giorni senza terapia medica. Come starà mio figlio? Egregio Cavaliere, mio figlio non ha aperto la porta ed è scappato per un capriccio lo hanno perso!”. “Come si fa con una cosa, un pacco, non avendone cura”, sottolinea Francesco Potenzoni ricordando le circostanze in cui il 10 giugno il figlio è scomparso nella metropolitana di Roma mentre andava all’udienza di Papa Francesco sotto la tutela degli educatori ai quali lo aveva affidato. “Da allora vivo nell’angoscia, non ho più notizie, dei responsabili si sta occupando la magistratura, ma per le ricerche di mio figlio ci sono solo volontari”, denuncia il padre del disabile scomparso che conclude: “Spero con tutto me stesso che legga questa lettera, e dare quindi un senso allo sfogo di un papà veramente disperato”.

    [Il testo integrale della lettera]

    [Video - Le immagini delle telecamere della metro]

    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]

    [Vai alla pagina di Daniele Potenzoni]


        

  • Francesca Benetti: Il custode indagato anche per una morte misteriosa del 1976

    Grosseto, 22/7/2015 - L'8 settembre saranno riesumati i resti di Giorgio Canali, 39enne scomparso il 2 luglio 1976, cui corpo venne ritrovato in avanzato stato di decomposizione il 9 agosto dello stesso anno in un fosso ad Angrogna, vicino a Pinerolo (Torino). La decisione, come riferito da alcuni quotidiani, è conseguente alla trasmissione di atti relativi all'inchiesta alla procura di Torino da parte di quella di Grosseto, impegnata nel processo ad Antonino Bilella, l'ex custode della villa di Francesca Benetti. Nel corso delle indagini dei carabinieri sulla scomparsa della donna, nel dicembre 2013, dopo l'arresto di Bilella una lettera anonima lo aveva collegato alla morte di Canali. Anche quest'ultimo era proprietario di un'abitazione nella quale alloggiava Bilella, che avrebbe accompagnato Canali ad Angrogna il 2 luglio 1976. Il pm torinese, che ha iscritto Bilella nel registro degli indagati, vuole prima di tutto accertare se davvero Canali morì per cause naturali, come certificato nonostante una ferita alla testa, e se se c'erano stati contrasti con Bilella. "Ci sono almeno quattro circostanze che fanno capire che lui nei giorni della morte di Canali non era in zona. Bilella non lo ha mai visto e qualche giorno prima Canali aveva avuto un litigio con un'altra persona", ha dichiarato l'avvocato Bruno Leporatti, uno dei legali dell'indagato. All'incidente probatorio, che si svolgerá l'8 settembre, parteciperà anche un consulente nominato dalla difesa.

    [Video - Il caso nella puntata del 12 novembre 2013]

  • Fabrizio Catalano: Un premio letterario lo ricorda a 10 anni dalla scomparsa

    Collegno (Torino), 21/7/2015 -“Fabrizio dov'è? Ha incontrato uno dei tanti ‘mostri’ che si nascondono tra noi? Oppure ha trovato riparo in una di quelle comunità che non ha mai risposto ai nostri appelli? O vive visibile nel mondo degli invisibili che occupano l’indifferenza e stanno ai margini della nostra società?”. Se lo chiedono i familiari del giovane piemontese scomparso il 21 luglio 2005 da Assisi (Perugia), dopo “10 anni di silenzio e un dolore insopportabile, indescrivibile, un compagno di vita che non ti abbandona mai e non ti permette di godere più nemmeno delle piccole gioie e dei momenti felici”. Cinque anni fa è stato archiviato il caso ma non la speranza della famiglia, che ha dato vita a numerose iniziative perché Fabrizio Catalano non scompaia anche dalla memoria di chi potrebbe avere informazioni utili. La mamma Caterina, il papà Ezio e il fratello Alessio, insieme ad amici e sostenitori, in questi anni hanno organizzato battute di ricerca, tornei, concerti, volantinaggi, hanno lanciato appelli, hanno pubblicato un libro (“Cercando Fabrizio storia di un’attesa senza resa”), hanno costituito l’associazione “Cercando Fabrizio e…”. Per il decimo anniversario della sua scomparsa è arrivato anche il premio letterario “Caro Fabrizio, ti racconto…”, con centinaia di partecipanti dall’Italia e dall’estero, i cui vincitori sono stati annunciati oggi sul sito www.fabriziocatalano.it,dopo la selezione di una giuria di scrittori, giornalisti, esperti in editoria, aderenti ad associazioni culturali. La cerimonia di premiazione è prevista in occasione del trentesimo compleanno di Fabrizio, intorno al 30 novembre.

    L’Associazione “Cercando Fabrizio e…”, oltre a continuare le ricerche di Fabrizio Catalano fornisce sostegno alle altre famiglie di persone scomparse, facendosi portavoce di coloro che ancora attendono verità e giustizia.

    [Vai alla pagina di Fabrizio Catalano]
    [Vai al sito www.fabriziocatalano.it]






  • Federica Mangiapelo: Il fidanzato condannato a 18 anni

    Roma, 17/7/2015 - Marco Di Muro è stato giudicato colpevole di omicidio volontario aggravato. Il gup di Civitavecchia ha inflitto all’ex fidanzato di Federica Mangiapelo, trovata morta sulla riva del lago di Bracciano la notte del 31 ottobre 2012, una condanna a 18 anni di reclusione. La sentenza, emessa dal gup Maresca dopo oltre 3 ore di camera di consiglio, è andata oltre le richieste del pm Eugenio Rubolino, che aveva chiesto 16 anni. Secondo l'accusa, Di Muro avrebbe ucciso la fidanzata al culmine di una lite, probabilmente per motivi di gelosia. L'avrebbe prima strattonata, facendola cadere, e poi annegata tenendole la testa sott'acqua.

    [Video - Il caso nella puntata del 17 dicembre 2014]

  • Yara: Respinte le eccezioni della difesa di Bossetti, stabiliti testi e udienze del processo

    Bergamo, 17/7/2015 - Alla nuova udienza del processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio i giudici hanno respinto tutte le sostanziali eccezioni preliminari sollevate dalla difesa, che riguardavano la nullità del capo di imputazione per presunta indeterminatezza e quella della relazione del Ris dei carabinieri sul Dna di Ignoto 1 corrispondente a quello del’imputato. Ammesse le telecamere solo alla lettura della sentenza. La difesa ha chiesto l’audizione di oltre 700 testi, mentre 120 sono quelli indicati dal pm Letizia Ruggeri. I giudici hanno escluso dal processo la documentazione e le testimonianze riguardanti Mohamed Fikri e le ricevute del motel nel quale si sarebbero incontrati la moglie dell'imputato e un suo presunto amante, richieste rispettivamente dalla difesa e dall’accusa. Il processo è stato aggiornato all'11 settembre, prima di una ventina di udienze scadenzate fino alla fine di dicembre.