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  • Isabella Noventa: Indagato il carabiniere ex compagno di Debora Sorgato

    Padova, 3/5/2016 - Il maresciallo Giuseppe Verde, ex compagno di Debora Sorgato, è indagato per violazione del segreto d'ufficio e accesso abusivo in banca dati. I quotidiani locali riportano che alcuni file sottratti abusivamente da una banca dati della polizia sarebbero stati sequestrati durante la perquisizione del suo armadietto, effettuata giovedì 28 aprile nella caserma dei carabinieri di Padova dove è stato trasferito.

    [Video – Il caso nella puntata del 27 aprile 2016]

  • Fortuna Loffredo: Chiesta la riesumazione del bimbo precipitato un anno prima di lei

    Aversa (Caserta), 2/5/2016 - "Il corpo del piccolo Antonio Giglio, morto a 4 anni il 27 aprile 2013 nello stesso modo, e nello stesso stabile di Parco Verde, in cui un anno dopo è morta Fortuna Loffredo va riesumato”. Lo ha richiesto l'avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della piccola Fortuna. "E' necessario e doveroso - prosegue Pisani - rendere giustizia a Chicca e tutti gli altri bambini di Parco Verde molestati e non curati, come il piccolo Antonio Giglio, figlio della compagna di Raimondo Caputo, arrestato con l'accusa di avere ripetutamente violentato e ucciso Fortuna. La caduta di Antonio non è stata accidentale, ma non è improbabile che sia maturata nello stesso contesto di Fortuna. Auspico che l'autorità giudiziaria affidi gli accertamenti al Ris dei carabinieri affinché le indagini abbiano la stessa efficacia di quelle che si fanno al Nord. Ci sono anche altre persone che hanno concorso al fatto - afferma - costringerò lo Stato a guardare ed ascoltare". Per la morte del bambino è già indagata la madre Marianna Fabozzi per omicidio colposo.


    [Video – “Chicca è venuta a casa mia”, così parlò a “Chi l’ha visto?” la mamma del bimbo caduto dallo stesso palazzo]


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  • Isabella Noventa: Dopo "Chi l'ha visto?" perquisito l'ufficio del carabiniere ex compagno di Debora Sorgato

    Padova, 29/4/2016 - Gli agenti della squadra mobile hanno perquisito l'ufficio del maresciallo Giuseppe Verde, ex compagno di Debora Sorgato, in particolare l'armadietto personale, acquisendo documenti relativi al rapporto tra i due. Ne danno notizia "Il Mattino di Padova" e il "Gazzettino di Padova"mettendo in relazione l'iniziativa degli investigatori del caso Noventa con l'ultima puntata di "Chi l'ha visto?". Mercoledì sera il programma ha confrontato le dichiarazioni rese da Verde e dalla Sorgato sugli spostamenti di quest'ultima la sera della scomparsa di Isabella Noventa. Il militare, che non è indagato, dopo l'arresto della sorella di Freddy Sorgato è stato trasferito in via provvisoria agli uffici della Legione Carabinieri.

    [Video – Il caso nella puntata del 27 aprile 2016]

  • Omicidio di Fortuna Loffredo: Fermato il compagno della madre del bimbo caduto dallo stesso palazzo

    Napoli, 29/4/2016 - I carabinieri della Compagnia di Casoria hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, per l'omicidio della bambina di sei anni Fortuna “Chicca” Loffredo. Si tratta di Raimondo Caputo, detto Titò, il compagno di Marianna Fabozzi, la madre del piccolo Antonio, tre anni, precipitato il 28 aprile 2013 dallo stesso palazzo del Parco Verde di Caivano dove abitava Fortuna Loffredo. L'uomo, accusato di omicidio e violenza sessuale, anche nei confronti altre due minori, si trovava già in carcere da novembre, quando era stato fermato per abusi su una figlia di tre anni insieme alla convivente, che si trova ai domiciliari. Il corpo di Fortuna venne trovato il 24 giugno 2014 davanti al palazzo dove abitava, dopo essere andata a giocare a casa della sorellina di Antonio. L'autopsia stabilì che da tempo subiva abusi sessuali. "Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall'altra dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia", il primo commento della mamma di Fortuna, Domenica Guardato, che punta il dito anche contro la donna sua vicina di casa. Marianna Fabozzi aveva ammesso a “Chi l’ha visto?” che Fortuna era stata a casa sua prima di essere trovata agonizzante ai piedi del palazzo, ma avevo detto che la bambina era andata subito via perché aveva le scarpe strette che le facevano male. Ma per il gip non solo “non ha protetto la prole, ma ha cercato di fare in modo che il compagno la facesse franca”, si legge nell’ordinanza di fermo di Caputo. E’ stata la prima figlia della Fabozzi, amichetta del cuore di Chicca, a rivelare agli inquirenti di aver visto Caputo salire in terrazzo con lei prima di sentire l’urlo e il tonfo della caduta.

    Il procuratore aggiunto Domenico Airoma ha riferito del contesto ambientale che ha complicato le indagini, portando due inquiline del palazzo degli orrori ad essere indagate per false dichiarazioni ai magistrati. Un vero e depistaggio è considerata la sparizione della scarpina di Fortuna, di cui si sarebbe resa responsabile “per tutelare il figlio che era ai domiciliari", ha spiegato Airoma, la stessa inquilina che negò di aver visto Caputo andare sul pianerottolo con la piccola.


    [Video – “Chicca è venuta a casa mia”, così parlò a “Chi l’ha visto?” la mamma del bimbo caduto dallo stesso palazzo]


    [Video - Il caso nella puntata del 2 dicembre 2015]


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  • Eligia Ardita: Il marito ritratta la confessione

    Siracusa, 28/4/2016 – I legali di Christian Leonardi, accusato di omicidio volontario della moglie Eligia Ardita e interruzione di gravidanza, hanno depositato ai giudici della Corte d'assise una memoria difensiva la confessione resa a settembre. Leonardi, che aveva dichiarato di aver aggredito la moglie al culmine di una lite, nella memoria sostiene invece di che la moglie avrebbe avuto un malore e sarebbe stato lui stesso a chiedere l'intervento del 118. Sarebbero state le pressioni subite dal fratello e dal suo ex legale a convincerlo ad autoaccusarsi del delitto.

    [Video - Il caso nella puntata del 23 settembre 2016]

  • Trovato da Polfer e spettatori l’uomo scomparso dalla provincia di Varese

    Varese, 28/4/2016 - E’ stato soccorso dalla Polfer della stazione di Milano Centrale l’uomo di 43 anni scomparso ieri in circostanze allarmanti da un centro della provincia di Varese. Dopo aver avvisato la guardia medica, gli agenti hanno verificato che per lui era stata presentata una denuncia di scomparsa. Gli operatori sanitari sopraggiunti hanno confermato l’identificazione avendo assistito ieri sera all’appello della madre a “Chi l’ha visto?”. L‘uomo, che non è in pericolo di vita, è ricoverato in ospedale in osservazione.

  • Ciccio e Tore: No della Cassazione al ricorso di Filippo Pappalardi

    Roma, 27/4/2016 - La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Filippo Pappalardi contro l'archiviazione dell'indagine sulla morte dei figli Francesco e Salvatore. Pappalardi si opponeva alla decisione del Tribunale per i Minorenni di Bari che aveva archiviato la denuncia in cui lui chiedeva di approfondire le dichiarazioni di un uomo di Gravina di Puglia. Il padre di Ciccio e Tore aveva chiesto che fossero risentiti i ragazzini, che sarebbero stati visti la sera della scomparsa con i suoi figli.

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  • Stefania Amalfi morta in casa a Varese: Arrestato il marito che si contraddisse a “Chi l’ha visto?”

    Varese, 26/4/2016 - Il video con le sue dichiarazioni al programma era stato immediatamente acquisito dagli inquirenti. Alessandro Argenziano è stato arrestato dalla Squadra mobile di Varese accusato di aver ucciso la moglie Stefania Amalfi il 26 aprile 2015 nell'appartamento dove vivevano. Il cadavere della donna fu trovato sul letto dagli operatori del 118 chiamati dal marito, che parlò di un malore. Nei giorni successivi Argenziano fu indagato a piede libero con l'accusa di omicidio volontario. In seguito agli accertamenti disposti dal pm Sabrina Ditaranto, il gip del Tribunale di Varese ha emesso oggi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal vincolo matrimoniale e per maltrattamenti. Argenziano avrebbe sedato con dei farmaci, per poi soffocarla con un cuscino e simulare il suicidio. Il movente, secondo l’accusa, una polizza assicurativa sulla vita di circa 30mila euro intestata alla donna. Ipotesi subito messa in dubbio dalle dichiarazioni di Argenziano a “Chi l’ha visto?”, al quale si erano rivolti i familiari di Stefania Amalfi, che fino all’ultimo avevano tentato invano di convincerla ad allontanarsi da lui. Secondo gli inquirenti, l’uomo aveva completamente soggiogato la moglie, allontanandola dalla famiglia di origine e operando su di lei un controllo completo, al punto da convincerla a scrivere un biglietto di addio, trovato nell’appartamento dopo la sua morte.

    [Video - Il caso nella puntata del 13 maggio 2015]


    [Video - L'intervista integrale ad Alessandro Argenziano arrestato per l’omicidio della moglie Stefania Amalfi]



  • Roberto Straccia: Una targa in suo onore davanti al mare di Bari

    Bari 23/4/2016 – Si avvicina la data, il 21 giugno, in cui il Tribunale di Campobasso dovrà decidere sull'opposizione all'archiviazione delle indagini sulla morte di Roberto Straccia, decisa dal gip di Pescara a gennaio. “Le ipotesi che il gip ci ha notificato - ha detto il legale della famiglia Straccia, Marilena Mecchi – sono di abuso e di omissione di atti d'ufficio” nei confronti di chi ha condotto le indagini. “Valutiamo anche la possibilità di chiedere una nuova perizia per accertare la reale causa della morte”, ha aggiunto Macchi a “Chi l'ha visto?”. Per ricordare Roberto Straccia questa mattina i familiari hanno posto a Bari una targa davanti al mare dove il suo corpo venne ritrovato il 7 gennaio 2012. Da quel giorno i genitori conducono una battaglia per cercare la verità sulla sua morte, archiviata come suidicio al termine di indagini che per loro non hanno approfondito aspetti importanti. Come l'ipotesi di uno scambio di persona, denunciato a “Chi l'ha visto?”, che proprio su questo ha rivelato la grande somiglianza di Straccia con un pregiudicato calabrese coinvolto in una faida tra cosche in Calabria. Alla cerimonia per la targa, oltre ai genitori Mario e Rita, erano presenti il presidente dell'Associazione Penelope, Antonio La Scala e l'assessore alla toponomastica del comune di Bari, Angelo Tomasicchio.

    [VIDEO - Le dichiarazioni del padre Mario, dell'avvocato Marilena Mecchi e del presidente di Penelope Antonio La Scala a "Chi l'ha visto?"]

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  • Primo Memorial Stella Manzi, piccola vittima di “omicidio stradale”

    Roma, 23/4/2016 - Aveva 9 anni il giorno di Santo Stefano 2013, quando rimase uccisa sulla via Nettunese nello scontro frontale con un’auto guidata da una persona senza patente e priva di assicurazione. La donazione degli organi di Stella Manzi salvò la vita di altri cinque bambini, "cinque come le punte di una stella" dice la mamma Giannina. Il suo caso commosse e indignò anche gli spettatori di “Chi l’ha visto?”. Oggi il suo sarebbe considerato un omicidio stradale: la legge è appena nata proprio dopo anni di mobilitazione per le tante vite spezzate sulle strade, spesso giovanissime come la sua. Stella era una promessa del karate, come la sorellina rimasta gravemente ferita nello stesso incidente, passione condivisa anche con la mamma. Domani domenica 24 aprile la loro federazione dedica al ricordo della sua promettente allieva la gara “Coppa di Primavera” – “Primo Memorial Stella Manzi”, con inizio alle 8 presso il palasport di Fumicino (Roma).