CLV

  • La difesa di Stasi: “Di un altro il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi”

    Milano, 19/12/2016 - I difensori di Alberto Stasi, gli avvocati Fabio Giarda e Giada Bocellari, hanno reso noto di in una conferenza stampa di avere presentato istanza di revisione alla Procura generale di Milano che a sua volta la trasmetterà alla corte d'Appello di Brescia. Alla procura di Pavia sono state invece nuove indagini su un giovane di cui non hanno rivelato il nome, "nel rispetto della privacy e degli accertamenti perché non vogliamo che accada quel che è successo ad Alberto". Gli avvocati hanno spiegato di aver fatto indagini difensive da zero, su richiesta della madre di Alberto, Elisabetta Ligabò, individuando un giovane il cui nome compare nei documenti. Secondo i legali si tratta di una persona che conosceva Chiara Poggi e che la mattina del delitto poteva trovarsi nei dintorni della sua villetta. Un suo campione genetico è stato prelevato da un cucchiaino e da una bottiglietta d'acqua, "secondo i termini di legge", ed è risultato "perfettamente compatibile" con quello maschile (cioè degli uomini di un ceppo familiare) trovato sotto le unghie di due dita di Chiara Poggi. “Nuovo dolore per la mamma di Chiara”, ha commentato a “Chi l’ha visto?” il cugino Paolo Reale, che ha ricordato che sono altri gli elementi che hanno portato alla condanna di Stasi. "La questione Dna è già stata superata dalla Corte d'Assise d'Appello e dalla Cassazione, gli ha fatto eco il legale della famiglia Poggi, avvocato Gian Luigi Tizzoni. “In ogni caso, questo indizio da solo non farebbe venir meno tutte le altre prove a carico di Stasi, semmai potrebbe prospettare, ma è un'ipotesi a cui non credo, il concorso di Stasi con altre persone", ha aggiunto. Alberto Stasi, 28 anni, sta scontando in carcere la condanna a 16 anni per omicidio che il 12 dicembre 2015 la Cassazione ha confermato.

  • "Fortemente denutrita": Non è Yinglei Li la donna dentro la valigia ritrovata a Rimini

    Rimini, 28/3/2017 - Sarebbe morta di stenti la donna asiatica ritrovata sabato mattina nella valigia affiorata nel porto canale di Rimini: secondo il medico legale che ha effettuato l'autopsia la giovane era denutrita, in stato di grande sofferenza fisica. Le indagini continuano, in attesa dei risultati delle analisi del DNA. Non si tratterebbe comunque della 36enne cinese Yinglei Li, scomparsa a febbraio durante una crociera con il marito. Tutto lascia supporre che sia morta per le precarie condizioni di salute nelle quali versava. L'autopsia non ha evidenziato cause esterne che possano aver provocato la morte ed esclude il decesso per asfissia o annegamento.

  • Il massacro di Emanuele: Due fermati per omicidio volontario

    Alatri (Frosinone), 28/3/2017- I carabinieri della compagnia di Alatri hanno fermato due persone per l'omicidio di Emanuele Morganti, il 20enne picchiato fuori da un locale della cittadina del Frusinate e morto dopo due giorni di agonia. Si tratta un 24enne e di un 27enne, rintracciati presso parenti a Roma e sottoposti a fermo con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi. Ai cinque indagati rimasti a piede libero è stato contestato solo il reato di rissa. "I due fermati sono gli autori dell'aggressione letale che ha causato le lesioni mortali al capo", ha detto il Procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco. “Abbiamo ascoltato decine di persone, molte non lucide e in contraddizione, focalizzando la fase conclusiva dell'aggressione, quella che ha determinato la morte di Emanuele. Sappiamo dell'utilizzo nella rissa di un manganello e di un tubolare che non abbiamo rinvenuto, i cui effetti o efficacia al fine del decesso non sono stati ancora riscontrati", ha aggiunto il magistrato.

  • Il massacro di Emanuele: Sette indagati, una telecamera ha ripreso tutto

    Alatri (Frosinone), 27/3/2017 - Sette persone sono indagate per la morte di Emanuele Morganti, il ventenne spirato ieri dopo il pestaggio subìto la sera del 24 marzo davanti a un locale di Alatri. “C’è una telecamera in quella piazza che ha ripreso immagini che sono state già visionate dai magistrati”, ha detto a “Chi l’ha visto?” il sindaco della cittadina laziale, Giuseppe Morini.

  • Ritrovato dai carabinieri a Roma dopo l'appello uomo scomparso

    Roma, 27/3/2017 - I carabinieri hanno ritrovato e soccorso in una zona periferica della Capitale l'uomo di 63 anni scomparso il 14 marzo in circostanze allarmanti da un centro della provincia. I familiari, che avevano lanciato appelli a "Chi l'ha visto?", ringraziano il pubblico del programma.

  • "Non è la nostra valigia": Il marito della donna cinese scomparsa in crociera ribadisce la sua innocenza

    Roma, 27/3/2017 - L'avvocato Luigi Conti, che con Laura Camomilla difende il marito di Yinglei Li, la donna cinese scomparsa in crociera, è stato poco fa al carcere di Rebibbia dove ha parlato con il suo assistito del ritrovamento di una donna asiatica in una valigia nel porto di Rimini. Conti ha riferito a "Chi l'ha visto?" che Daniel Belling ha ribadito di essere innocente, di non aver fatto nulla di male alla moglie e di non entrarci nulla con la sua scomparsa.

  • Ritrovata dopo l'appello la minore scomparsa da Milano

    Milano, 24/3/2017 - La ragazza di 17 anni scomparsa in circostanze allarmanti il 15 marzo, è stata rintracciata e sta bene. La madre, che aveva lanciato per lei un appello a "Chi l'ha visto?", ha ringraziato il pubblico del programma.

  • Ritrovato in un ospedale l'uomo scomparso dalla provincia di Napoli

    Napoli, 24/3/2017 - Era stato ricoverato in ospedale della provincia il 64enne scomparso dal Napoletano il 21 marzo. Purtroppo versa in gravi condizioni. Dopo gli appelli lanciati per lui a "Chi l'ha visto?", lo hanno trovato gli stessi familiari, che hanno ringraziato il pubblico del programma.

  • "Passato troppo tempo": Archiviato il caso di Primo Zanoli, trovato morto nell'ospedale da dove era scomparso

    Modena, 24/3/2017 - "E' passato troppo tempo": non ci saranno colpevoli per la morte di Primo Zanoli. Il 64enne originario di Castelnuovo Rangone era scomparso il 30 dicembre 2011 dal reparto di Neurochirurgia di un ospedale nel Modenese dove era stato ricoverato a seguito di un ictus. Fu un investigatore privato, incaricato dalla famiglia, a trovare il suo cadavere è stato ritrovato 34 mesi dopo, nell'ottobre 2014, all'interno di un cavedio dello stesso ospedale. Secondo il gip Paola Losavio, che ieri ha accolto la richiesta avanzata dal pm Luca Guerzoni, le indagini sono state svolte nel modo dovuto e ulteriori accertamenti non porterebbero a scenari diversi da quanto già emerso sul piano penale. In più, sarebbe ormai trascorso troppo tempo dai fatti. All'archiviazione si opposto l'avvocato dei familiari, Lorenzo Muracchini. Il fascicolo che ipotizzava l'omicidio colposo era a carico di un geometra, mentre il legale riteneva che le responsabilità del decesso fossero da imputare ad altri: chi doveva vigilare sul paziente, sofferente di crisi da disorientamento, e chi avrebbe dovuto mettere in sicurezza il cantiere dove si trovava il cavedio. Il pm aveva già chiesto in un primo momento l'archiviazione, ma il gip Teresa Magno l'aveva respinta. Rimane comunque in piedi la causa civile.

     

  • Ritrovato senza vita l'uomo scomparso in bicicletta nel Cremonese

    Cremona, 24/3/2017 - A scoprire il cadavere del mungitore 28enne scomparso nella notte di lunedì 20 marzo è stato il sindaco del paese che nei giorni scorsi aveva coordinato le ricerche. Si trovava in un canale, a pochi metri dalla bicicletta elettrica in sella alla quale il giovane era uscito per recarsi al lavoro. Per lui i familiari avevano lanciato appelli a "Chi l'ha visto?".