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  • Ritrovato dopo l'appello a "Chi l'ha visto?" l'uomo scomparso a Milano

    Milano, 1/8/2019 - Era stato ricoverato in un ospedale cittadino per un malore l'uomo di 57 anni che era scomparso in zona Loreto il 27 luglio, dopo aver pranzato con un fratello. Ora sta meglio. I familiari, che sono stati contattati dopo l'appello pubblicato ieri sul sito e sui profili social di "Chi l'ha visto?", ringraziano gli spettatori.

  • Serena Mollicone: Chiesto il processo per i cinque indagati, tra i quali tre Carabinieri

    Cassino (Frosinone), 30/7/2019 - La Procura di Cassino, che ad aprile ha chiuso le indagini sulla morte di Serena Mollicone, ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce Franco Mottola, per il figlio Marco, per la moglie Anna, per il luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Quatrale e per l'appuntato Francesco Suprano.

    I membri della famiglia Mottola sono imputati di omicidio volontario e occultamento di cadavere, mentre Quatrale di concorso morale esterno in omicidio e istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi. Suprano è accusato di favoreggiamento personale in omicidio volontario.

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  • La famiglia di padre Dall'Oglio: "Si poteva fare di più, chiarire giallo della valigia ritrovata"

    Roma, 29/7/2019 - "Sono sei anni che non siamo riusciti a sapere nulla, è vero che è stato rapito in una zona di guerra ma alcune zone sono state ormai liberate dal novembre 2017". Francesca Dall'Oglio, sorella di padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita romano scomparso in Siria ormai sei anni fa, è intervenuta con la voce rotta dal pianto alla conferenza stampa nell'anniversario della sparizione. "Non abbiamo nessuna conferma, né vivo, né morto. Si poteva fare molto di più e vorremmo anche capire il giallo della sua valigia ritrovata col portafogli".

  • Emanuela Orlandi, il Vaticano: "Ossa nel Cimitero Teutonico non successive al 1800"

    Città del Vaticano, 28/7/2019 - "Si sono concluse le operazioni al Campo Santo Teutonico nell'ambito delle incombenze istruttorie del caso Orlandi. Il professor Giovanni Arcudi coadiuvato dal suo staff, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla famiglia Orlandi, ha completato l'analisi morfologica dei reperti ritrovati negli ossari (diverse centinaia di strutture ossee parzialmente integre e migliaia di frammenti). Nel corso degli accertamenti di antropologia forense, il Prof. Arcudi non ha riscontrato alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1800". Con questa nota la Sala Stampa Vaticana ha comunicato l'esito delle prime analisi sulle ossa ritrovate sotto una tomba del Cimitero Teutonico, dopo una segnalazione anonima che indicava la possibilità che vi fossero i resti della ragazza scomparsa nel 1983. "Il consulente di parte della famiglia Orlandi - continua la nota - ha chiesto accertamenti di laboratorio su circa 70 reperti ossei; il professor Arcudi e la sua equipe non hanno avallato la richiesta perché le medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi". "Nel dare comunicazione di queste operazioni - conclude la nota vaticana -, la Santa Sede conferma la propria volontà di ricerca della verità sulla vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi e smentisce categoricamente che questo atteggiamento di piena collaborazione e trasparenza possa in alcun modo significare, come da alcuni talvolta affermato, una ammissione implicita di responsabilità".

    “Il Vaticano - ha scritto più tardi Pietro Orlandi sul suo profilo Facebook - ha imposto il segreto istruttorio alle attività svolte al cimitero teutonico ai presenti, per cui, al momento né il nostro legale, l’Avvocato Laura Sgrò né i consulenti tecnici né noi familiari, possiamo rilasciare delle dichiarazioni. Quando riterremo ciò possibile, comunicheremo le nostre posizioni, indicando le attività che intendiamo immediatamente svolgere”.

  • "Siamo della Protezione Animali": Interrogazione parlamentare dopo la puntata di "Chi l'ha visto?"

    Roma, 27/2019 - "Durante la puntata di "Chi l'ha visto", trasmessa su Rai 3 il 3 luglio 2019, è andato in onda un servizio giornalistico riguardante una bambina di pochissimi anni strappata ai propri genitori dai servizi sociali con il supporto attivo della Polizia di Stato". Comincia così l'interrogazione del senatore Lucio Malan al ministro dell'Interno, sul ruolo della Polizia di Stato nella vicenda al centro dell'appello dei genitori di una bambina prelevata nel Reggiano, da persone inizialmente qualificatesi come appartenenti alla "Protezione Animali". In un'ampia premessa, il senatore Malan elenca le sue osservazioni sulla dinamica dell'operazione, mostrata nelle immagini del sistema di videorveglianza trasmesse dal programma, e chiede al ministro dell'Interno di sapere:

    "se il Ministro in indirizzo ritenga consone al ruolo della Polizia di Stato, alle buone pratiche e all'interesse della bambina in questione le modalità del suo prelievo;

    se non sarebbe stato più opportuno un civile approccio alla madre della bambina per, quanto meno, tentare di evitare un atto così traumatico;

    se non ritenga che la madre della bambina, una volta realizzato di essere stata palesemente ingannata da persone, che avrebbero anche mentito sulla loro qualità di persone autorizzate a richiederle documenti, e accortasi che la sua bambina le veniva sottratta con modalità che hanno tutto in comune con un sequestro di persona, ove avesse fatto uso di un'arma contro coloro che stavano mettendo in atto l'operazione, avrebbe avuto l'esimente della legittima difesa;

    se, nell'episodio rappresentato, la Polizia di Stato sia stata chiamata ad agire da un magistrato o dai servizi sociali;

    in quale modo, in circostanze analoghe, la Polizia di Stato venga coinvolta e chi prenda le decisioni sulle modalità di prelievo dei minori;

    se abbia preso o intenda prendere provvedimenti nei confronti di coloro che hanno deciso o accettato le descritte modalità di prelievo, ove appartengano alla Polizia di Stato;

    se intenda provvedere per evitare in futuro un simile impiego degli agenti della Polizia di Stato".

    [LINK - Leggi l'interrogazione integrale del senatore Malan]

    [VIDEO - Il caso nella puntata del 10 luglio 2019]

  • Massacro di Emanuele Morganti ad Alatri: Un'assoluzione e tre condanne, non per omicidio volontario

    Frosinone, 26/7/2019 - La Corte d'Assise ha condannato il 26enne Michel Fortuna e i fratellastri Paolo Palmisani e Mario Castagnacci a sedici anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale del ventenne Emanuele Morganti, davanti a un discoteca di Alatri la notte tra il 24 e il 25 marzo 2017. Caduta l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Assolto Franco Castagnacci, padre di Mario. Il pm aveva chiesto per Michel Fortuna l'ergastolo, per Mario Castagnacci 28 anni, per Paolo Palmisani 26 anni e per Franco Castagnacci 24 anni.

    [Il caso nella puntata del 26 aprile 2017]

  • Carabiniere ucciso a Roma: Fermati due giovani americani, uno ha confessato

    Roma, 26/7/2019 - Ha confessato l'omicidio uno dei due giovani cittadini americani fermati dopo che erano stati rintracciati in un hotel poco distante dal luogo dell'uccisione del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega. Sono loro i due intercettati nella notte in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, dopo un furto con estorsione. I militari in borghese erano intervenuti per la denuncia di una persona, alla quale erano stati chiesti 100 euro per la restituzione della sua borsa contenete il cellulare dai due ladri che gliel'avevano portata via. Uno ha estratto un coltello e ha colpito più volte il carabiniere 35enne, sposato da poco. Ferito in modo non grave il collega che era con lui.

    Profondo cordoglio della redazione di "Chi l'ha visto?".

  • Persone scomparse, ministro dell'Interno Salvini: "Onore al merito a 'Chi l'ha visto?'"

    Roma, 25/7/2019 - "Onore al merito a 'Chi l'ha visto', trasmissione alla quale rivolgo un ringraziamento istituzionale. La seguo da quando ero un ragazzino alle medie. Ad avercene di trasmissioni così". La dichiarazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nel corso del suo intervento alla presentazione della Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, Giuliana Perrotta, che si è tenuta oggi alla Camera. Federica Sciarelli e la redazione ringraziano il ministro per le sue parole, che premiano l'impegno del programma a favore dei familiari delle vittime.

    [La relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse]

  • Trovato senza vita nell'auto in fondo a una scarpata l'uomo scomparso nel Cuneese

    Cuneo, 25/7/2019 - E' stata trovata in una scarpata di alcune decine di metri a Borgo San Dalmazzo, vicino al ponte del Sale, la Renault Clio blu dell'ex infermiere scomparso da un centro della provincia. L'ha notata un passante. in un punto della strada in cui non c'è il guard-rail. All'interno il corpo senza vita del 63enne, che non è sopravvissuto all'impatto. I carabinieri indagano sulla dinamica dell'incidente. Il 4 luglio gli amici lo avevano atteso invano a una cena da lui stesso organizzata. Dopo averlo cercato a casa ne avevano denunciato la scomparsa, lanciando anche appelli per lui a "Chi l'ha visto?".

  • Omicidio Lidia Macchi: Assolto in appello Stefano Binda

    Milano, 24/7/2019 - La Corte d'Assise d'Appello ha respinto la richiesta del sostituto pg Gemma Gualdi, che aveva proposto di confermare la condanna all'ergastolo inflitta a Stefano Binda, in primo grado a Varese, per l'omicidio di Lidia Macchi. I giudici hanno ordinato l'immediata scarcerazione del 51enne, che era stato arrestato il 15 gennaio 2016. "Credo che servisse un minimo di approfondimento in più. Forse è stata una sentenza affrettata. Andremo avanti, Lidia non ce la restituirà nessuno, nemmeno questi trent'anni senza di lei", ha detto all'Ansa Stefania Macchi, sorella della studentessa uccisa nel 1987. Al centro del processo la lettera anonima "In morte di un'amica", ricevuta il giorno dei funerali dalla famiglia Macchi, per gli inquirenti scritta dall'assassino. Anni dopo, testimonianze e perizie recepite dalla sentenza di primo grado avevano indicato l'autore in Binda, ex compagno di scuola della ragazza. Un nuovo teste, l'avvocato Piergiorgio Vittorini, ha rivelato che un suo cliente si sarebbe attribuito la paternità della lettera. "Il segreto mi sta lacerando l'anima, ho una famiglia, ho dei figli. Ho scritto io la lettera", la confidenza riferita dall'avvocato, che non ha rivelato il nome del cliente avvalendosi del segreto professionale.

    [Vai alla pagina dell'omicidio di Lidia Macchi]