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  • Ilaria Alpi: Depositata istanza di revisione del processo

    Perugia, 17/7/2015 - Il legale di Hashi Omar Hassan ha depositato presso la Corte di Appello di Perugia l'istanza di revisione del processo sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in cui il somalo venne condannato a 26 anni di carcere. "Tutto è cambiato dopo l'intervista di "Chi l'ha visto?" al super testimone Ahmad Ali Rage detto Gelle", ha spiegato al programma l'avvocato Douglas Duale. Sarà ora la Corte di Appello di Perugia a decidere se riaprire il processo.

    [Video - Il caso nella puntata del 18 febbraio 2015]


    [Video - Il caso nella puntata del 25 febbraio 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 4 marzo 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 25 marzo 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 24 giugno 2015]

    Hashi Omar Hassan



  • Minore stuprata a Roma: resta in carcere militare fermato

    Roma, 16/7/2015 - Il tribunale del Riesame di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione della difesa di Giuseppe Franco, il militare accusato dello stupro di una minorenne il 29 giugno nel quartiere Prati, nei pressi del Palazzo di Giustizia. Il militare della Marina è accusato di violenza sessuale e sostituzione di persona. Il pm Eugenio Albamonte aveva dato parere negativo alla scarcerazione. Nel corso dell'udienza davanti al tribunale della libertà la difesa di Franco aveva ribadito che non c'è stata alcuna violenza ma che la ragazza sarebbe stata consenziente. Una ricostruzione dei fatti contestata dalla Procura e respinta dal gip che ha convalidato l'arresto, secondo il quale l'azione è stata “pianificata”.

  • Giovane aggredito a Roma Balduina: uno dei maggiorenni condannato, l’altro a giudizio

    Roma, 16/7/2015 - Erano in quattro a picchiare Enrico, il ragazzo che era uscito con il suo cagnolino sotto casa nel quartiere della Balduina, la notte tra il 2 il 3 ottobre 2014. Due minorenni saranno giudicati a ottobre. Oggi la decisione per i due maggiorenni al tribunale di piazzale Clodio. Uno dei due, che ha già precedenti penali e ha chiesto il rito immediato, è stato condannato a sei anni e due mesi, per lesioni gravi e rapina. L'altro maggiorenne, incensurato, figlio di un noto avvocato, dovrà affrontare il 3 dicembre il processo per gli stessi reati. La sua difesa si è battuta per l'esclusione di quello più grave, sostenendo che il giovane non aveva partecipato al pestaggio. Ma il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio sia per lesioni gravi che per rapina.

    “Spero che la giustizia sia uguale per tutti”- ha dichiarato a “Chi l’ha visto?” al termine dell’udienza Enrico, che a proposito delle sue condizioni ha aggiunto: “Ho mille difficoltà per ciò che ho subìto ma ho la convinzione che ho ancora una vita davanti”. “Mi ritengo soddisfatta, - ha dichiarato il suo legale Silvia Morescanti - perché su una richiesta di rito abbreviato c’è stata una condanna a sei anni e due mesi e su una richiesta di non luogo a procedere c’è stato invece un rinvio a giudizio. Quindi sono state per il momento accolte tutte le nostre richieste”.

    [Video – Parlano a “Chi l’ha visto?” Enrico, la madre e il suo legale]
    [Video - Il caso nella puntata del 29 aprile 2015]
    [Video - Gli aggressori della Balduina ripresi dalle telecamere di sorveglianza]


     




  • Concetta Conigliaro: Il marito condannato a 20 anni

    San Giuseppe Jato (Palermo), 15/7/2015 - Salvatore Maniscalco è stato condannato a 20 anni di reclusione per l'omicidio della moglie Concetta Conigliaro il 9 aprile 2014 e per averne bruciato il corpo. Condannati anche Vincenzo ed Antonino Caltagirone, zio e cugino di Maniscalco. I due, padre e figlio erano accusati di occultamento di cadavere. Tre anni la pena per il primo, ai domiciliari per motivi di salute, 4 anni e otto mesi quella per il secondo. La sentenza con il rito abbreviato è stata emessa dal Gup Sergio Ziino. Il giudice ha accolto le richieste dei pm Gianluca De Leo e Ilaria De Somma.

    [Video – Il caso nella puntata del 12 giugno 2014]



  • Magherini: Confermati i reati contestati, omicidio colposo e percosse

    Firenze, 14/7/2015 - Non cambiano, per ora, i reati contestati nel processo per la morte di Riccardo Magherini a quattro carabinieri (uno dei quali accusato anche di percosse) e tre volontari della Croce Rossa accusati di omicidio colposo. Nell’udienza di oggi al tribunale a Firenze, il giudice ha dichiarato inammissibile la richiesta del legale dei familiari di Magherini, l'avvocato Fabio Anselmo, di contestare agli imputati le lesioni dolose invece delle percosse. Il giudice ha poi respinto anche la richiesta del difensore dei carabinieri, l'avvocato Francesco Maresca, di 'cancellare' l'accusa di percosse, per mancanza di querela. Durante la discussione il pm Luigi Bocciolini ha sostenuto che costituissero querela le richieste di aiuto pronunciate da Magherini durante l'arresto. Questa teoria, secondo l'avvocato della famiglia Magherini, andrebbe a smentire una ricostruzione del pm secondo cui in quei frangenti Riccardo era vittima di un 'delirio' legato anche all'assunzione di droghe. Per entrambe le questioni - contestazione delle lesioni dolose e 'cancellazione' dell'accusa di percosse - il giudice ha spiegato che la decisione potrà essere presa nel proseguo del processo o in fase di giudizio. Il giudice ha poi accolto la costituzione di parte civile per la sola associazione Acad. Prossima udienza il 2 novembre.

    [Vai alla pagina di Riccardo Magherini]

  • Roberto Berardi è tornato in Italia - Video

    Roma, 14/7/2015 - Il "Comitato Liberiamo Roberto Berardi dal Carcere della Guinea Equatoriale" e la famiglia dell'imprenditore hanno annunciato nella notte che è stato scarcerato giovedì 9 luglio, ma la notizia è stata resa nota dopo la certezza del rientro in patria. Berardi è arrivato in Italia nel primo pomeriggio all'aeroporto di Roma Fiumicino. “E' stata molto dura, ma ora sono felice. Ho resistito pensando alla mia famiglia e all'amore e alla forza di mia mamma, dovevo farlo, ho tratto energia da questo, perché volevo rivederli. Sono emozionato e in subbuglio: ringrazio tutti voi per quanto avete fatto, il ministro degli esteri, lo staff del ministero, l'ambasciatrice”, è stata la prima dichiarazione di Berardi, molto smagrito ma sorridente. Ad accoglierlo familiari e amici insieme al senatore Luigi Manconi.
     

    [Video - Roberto Berardi all'arrivo in Italia]


  • "Chi l'ha visto?": Accertamenti su tracce in casa e nell’auto del datore di lavoro di Alessandro e Luigi

    Siracusa, 8/7/2015 - Tracce definite “interessanti”, cioè positive al Luminol, sia nella stanza da letto dove dormivano Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto, sia nel bagagliaio dell'auto del loro datore di lavoro, che era stata posta sotto sequestro. Le avrebbero isolate gli esperti della Polizia Scientifica, che a maggio sono entrati con la Squadra Mobile e le unità cinofile nella villa di Giampiero Riccioli, indagato per duplice omicidio aggravato. Resta da accertare se si tratti di tracce di sangue e, nel caso fosse così, se appartenga ai due giovani scomparsi. Le operazioni irripetibili prenderanno il via il 14 luglio nei laboratori della Scientifica di Palermo. L'indagato e le famiglie di Alessandro e Luigi sono stati avvisati affinché possano prendere parte attraverso consulenti propri.

    [Video - Il caso nella puntata del 17 giugno 2015]


  • Elena Ceste: Resta in carcere il marito Michele, la Cassazione respinge il ricorso

    Roma, 8/7/2015 - Resta in carcere Michele Buoninconti, recluso nel penitenziario di Asti con l'accusa di avere ucciso la moglie Elena Ceste. Lo ha deciso la Cassazione che ha respinto il ricorso della difesa di Buoninconti contro la conferma del carcere decisa dal riesame di Torino il 16 febbraio 2015. “Non ce lo aspettavamo. Non conosciamo ancora i motivi per cui è stata dichiarata l'inammissibilità. Ci riserviamo di leggere le motivazioni che arriveranno entro venerdì”, è stata la reazione del suo legale, Chiara Girola.

  • Yara: La Cassazione dice ancora no alla scarcerazione di Massimo Bossetti

    Milano, 8/7/2015 - Resta in carcere Massimo Bossetti, il muratore arrestato un anno fa per l'omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha deciso la Cassazione respingendo un nuovo ricorso dei suoi avvocati.

  • "Temiamo non esca più": Rinviata ancora la liberazione di Roberto Berardi in Guinea Equatoriale

    Roma, 7/7/2015 - “Vi informo che il sequestrato Roberto Berardi è restato chiuso nella cella di isolamento in attesa della sua liberazione, puntualmente non arrivata neanche alla data del 7 luglio. Non mi allungo in sterili discussioni, visto che è in gioco la vita di mio fratello”. Inizia così l’email disperata inviata al Ministero degli Esteri da Stefano Berardi, fratello dell’imprenditore italiano detenuto in Guinea Equatoriale. Roberto Berardi doveva essere liberato oggi, dopo che già il 19 maggio era stata posticipata la data fissata. Anche questa volta nessuna spiegazione ufficale.“Semplicemente stamattina, al tribunale di Bata, non c’era nessuno. Erano tutti al funerale di un giudice molto importante”, ha spiegato Ponciano Mbomio Nvò, il legale di Berardi in Guinea Equatoriale, che oggi lo aspettava fuori dal carcere. “E’ l’ennesimo pretesto per non farlo uscire” ha detto a “Chi l’ha visto?” la ex moglie Rossella, che ha aggiunto: “Siamo disperati. A questo punto non sappiamo più cosa fare né a chi rivolgerci. Io e i miei figli abbiamo paura che Roberto non esca più da quella prigione”. .

    [Video - Il caso nella puntata del 24 giugno 2015]

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