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  • Yara: No a perizie su Dna e telecamere, il processo va avanti

    Bergamo, 22/4/2016 - I giudici della Corte d'Assise di Bergamo hanno respinto le richieste di perizia sul Dna e sull'allineamento delle telecamere di sorveglianza che avrebbero ripreso il furgone, chieste dalla difesa di Massimo Bossetti. Il processo pertanto prosegue.

  • Roberta Ragusa "sepolta nel boschetto": Dopo "Chi l'ha visto?" procura e carabineri smentiscono il Corriere

    Pisa, 22/4/2016 - "In relazione all'episodio riportato da una testata nazionale circa le indicazioni di un soggetto che ha chiamato in causa una appartenente alle forze di polizia, procura e carabinieri precisano che si tratta di circostanze non correlate ne correlabili alle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa". Così magistrati e investigatori di Pisa responsabili delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa hanno smentito ufficialmente la presunta svolta del caso pubblicata dal Corriere della Sera riportando le dichiarazioni di un uomo che indicava un boschetto come luogo di occultamento del cadavere della mamma di Gello sparita nel nulla. Nell'ultima puntata era stato "Chi l'ha visto?" a rivelare il nome dell'uomo, Luigi Murò, avvertendo il pubblico che il posto era stato già controllato dagli inquirenti e che lo stesso Muro, in un'altra occasione, aveva detto invece al programma che la donna era nascosta. Federica Sciarelli aveva anche lanciato un appello ai familiari di vittime e di persone scomparse per sapere se l'uomo avesse dato false notizie per altri casi.

    [Video - Il caso nella puntata del 20 aprile 2016]

  • La Cassazione: Roberta Ragusa è stata uccisa non è andata via, si a processo

    Roma, 21/4/2016 – La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha reso note le 22 pagine che motivano l'annullamento con rinvio, al gup Elsa Iadaresta, del proscioglimento di Antonio Logli dall'accusa di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa occultandone il corpo. Respinta la tesi del gup Giuseppe Laghezza che riteneva non provata la morte della donna e possibile il suo allontanamento volontario. Al gup si contesta inoltre di aver “svolto un giudizio di merito sugli elementi probatori offerti dall'accusa, così sostituendosi in modo surrettizio al giudice della cognizione, al quale solo spetta, all'esito del dibattimento, stabilire se l'imputato, sulla base delle risultanze dibattimentali, possa o meno ritenersi colpevole". A Laghezza i supremi giudici rimproverano anche di "essersi appropriato di prerogative che non gli competono" negando il confronto in dibattimento dei testimoni e degli altri elementi di prova, compromettendo "il diritto alla prova dell'accusa ed anche i diritti della difesa e delle altre parti", operando una “lettura parcellizzata” di indizi e testimonianze. E' ritenuto al contrario necessario un ampio dibattimento ampio con il sopralluogo giudiziale dei luoghi, l'ascolto delle persone più vicine a Logli, una perizia sulla testimone Piampiani ritenuta incapace e inattendibile, nonostante sia una madre di famiglia. I giudici hanno accolto completamente il ricorso della Procura di Pisa e dei familiari di Roberta Ragusa rappresentati dall'avvocato Enrico Maria Gallinaro. “La Cassazione ha di fatto sgretolato con una sentenza molto circostanziata, sia il contenuto della sentenza del gup di Pisa, sia il metodo da lui utilizzato. I supremi giudici hanno ripercorso in modo capillare l'intera vicenda evidenziando tutti i passaggi investigativi che erano stati offerti dal pm in sede di udienza preliminare, e hanno accolto pienamente il contenuto dei ricorsi presentati sia dalle parti civili che dalla Procura”, è il commento di Gallinaro.

    [Video – Il caso nella puntata del 16 marzo 2016]

  • Morti sospette all’ospedale di Piombino: Infermiera scarcerata

    Firenze, 20/4/2016 - Il tribunale del riesame di Firenze ha annullato l'ordinanza di arresto di Fausta Bonini, l'infermiera di 56 anni in carcere da 21 giorni nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di 13 pazienti nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Piombino (Livorno). "Sono libera, vieni a prendermi, torno a casa", ha detto telefonando al marito Renato Di Biagio. Lo ha confermato quest’ulltimo a "Chi l'ha visto?". Il legale della donna, 'avvocato Cesarina Barghini, ai giudici del riesame aveva portato i primi risultati di una perizia ematologica dalla quale emergerebbe che non tutti i decessi sarebbero dovuti a dosi eccessive di eparina. L’innocenza dell’infermiera, che formalmente resta indagata, era stata proclamata il 13 aprile a “Chi l’ha visto?” dal marito.

  • Ritrovato in Liguria il ragazzo scomparso dal Comasco

    Roma, 19/4/2016 – E’ stato rintracciato dai carabinieri in una località della Liguria il 15enne che il 23 marzo si era allontanato da una struttura della provincia di Como. La madre aveva lanciato per lui un appello al pubblico di “Chi l’ha visto?”.

  • La sorella di Giuseppe Uva sorella assolta dall'accusa di diffamazione

    Varese, 18/4/2016 - Il giudice monocratico di Varese Cristina Marzagalli ha accolto la richiesta di assoluzione del difensore di Lucia Uva, l'avvocato Fabio Ambrosetti. Il processo nasceva da una querela dei due carabinieri e dei sei agenti di polizia assolti dall'accusa di omicidio preterintenzionale del fratello della donna, Giuseppe Uva. Al centro dell’iniziativa legale, con una richiesta di risarcimento per alcune migliaia di euro, alcune dichiarazioni al programma “Le Iene” e su Facebook.

  • Lo zio di Melania Rea: “Se Parolisi ancora premiato tanto vale liberarlo”

    Somma Vesuviana, 18/1/2016 – “Cinque anni di dolore immenso che non troverà fine anche se IL COLPEVOLE è stato assicurato alla giustizia”. Nel quinto anniversario dell’omicidio di Melania Rea lo zio Gennaro ha affidato a Facebook la sua denuncia: “La Giustizia adesso lo sta premiando: carcere come un albergo (S. Maria Capua Vetere ), eliminazione della crudeltà e adesso spera per le attenuanti generiche”. Il timore della famiglia Rea è che il 13 giugno a Salvatore Parolisi possano venire riconosciuti altri benefici e attenuanti. In questo caso “credo che sia meglio liberarlo...” conclude amaramente Gennaro Rea nel post pubblicato oggi sul suo profilo.

  • Morte di Giuseppe Uva: Assolti carabinieri e agenti di polizia

    Varese, 15/4/2016 - La Corte d'Assise di Varese ha assolto, perché il fatto non sussiste, i due carabinieri e i sei poliziotti accusati dell'omicidio preterintenzionale di Giuseppe Uva, deceduto in ospedale nel giugno 2008 dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri. Oltre che dai difensori degli imputati, l’assoluzione era stata chiesta anche dal procuratore Daniela Borgonovo.

    [Vai alla pagina di Giuseppe Uva]

  • Tony Drago: Non saranno archiviate le indagini sulla sua morte in caserma

    Roma, 15/4/2016 – Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Angela Gerardi, ha disposto che l’inchiesta sulla morte di Antonino Drago nella caserma dei Lancieri di Montebello il 6 aprile 2014 deve proseguire. Accolta l’istanza di opposizione dei familiari del militare siciliano contro la richiesta di archiviazione del pm, rigettata. Al pm quale sono stati immediatamente restituiti gli atti “affinché proceda allo svolgimento delle indagini entro il termine di mesi sei”. Nella sua ordinanza il giudice scrive di aver ritenuto che “le conclusioni cui è pervenuto il pubblico ministero non possano essere condivise”. Per il magistrato è prioritaria “una rinnovata consulenza medico-legale” per accertare “la natura e l’origine” delle lesioni di Drago e la compatibilità con la caduta da dieci metri di altezza. Analogamente il gup ha disposto che vengano acquisite tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza della caserma, nonché i tabulati telefonici e i messaggi di posta elettronica di Tony Drago nei giorni precedenti alla sua morte.

    [Video - Il caso nella puntata del 6 aprile 2016]

  • Mario Biondo: Per il medico legale italiano fu suicidio

    Palermo,13/4/2016 - Paolo Procaccianti, Il medico legale incaricato dalla procura di Palermo dell'autopsia sul cadavere riesumato di Mario Biondo, ha depositato la relazione sulle foto del corpo e della scena del delitto. Secondo l'anatomopatologo, il cadavere non avrebbe segni né di violenza né di pressione e quindi si sarebbe stretto da solo la pashmina di seta attorno al collo, dopo averla attaccata alla libreria nella casa di Madrid dove abitava con la moglie Raquel Sanchez Silva. Le immagini del corpo e della stanza in cui fu trovato sono state consegnate ai sostituti procuratori Geri Ferrara e Claudio Camilleri dagli investigatori spagnoli durante l'ultima rogatoria effettuata dai magistrati palermitani a Madrid. Sulle immagini è in corso anche l’analisi del consulente incaricato dai familiari di Mario Biondo, Roberta Bruzzone.

    [Video – il caso nella puntata del 27 gennaio 2016]