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  • Molin - Costantini: Polvere da sparo sugli abiti dell’indagato per la scomparsa delle’buranelle’

    Venezia, 24/7/2015 - Grazie a nuove tecniche di analisi, la polizia scientifica di Roma avrebbe rilevato tracce di polvere da sparo su uno degli abiti sequestrati a Nicola Alessandro, 54 anni. L’uomo è l’unico indagato per la scomparsa delle ‘buranelle’, Rosaria Molin e Paola Costantini, zia e nipote residenti nell'isola di Burano sparite il 27 ottobre 1991. Ne ha dato notizia l’agenzia Ansa riferendo la reazione della difesa di Alessandro, che ipotizza una 'contaminazione' degli indumenti analizzati a causa di una repertazione eseguita con metodi ritenuti non corretti. A ottobre dello scorso anno il procuratore Carlo Nordio aveva ottenuto l'esame del Dna su alcuni oggetti e indumenti di Alessandro: un cappotto, una giacca, un giaccone e un paio di scarpe sui quali erano stati repertati granelli di sabbia e capelli.

    [Vai alle pagine di Paola Costantini e Rosalia Molin]

    [Video - L'indagato nella puntata del 20 marzo 2013]

  • Daniele Potenzoni: Il padre scrive a Berlusconi, "la prego mi aiuti"

    Pantigliate (Milano), 24/7/2015 - “La prego, mi aiuti affinché Daniele non scompaia per sempre. Le domando, se è a conoscenza dell’esistenza di fondi stanziati dalla Regione o dallo stesso Stato per supportare le spese per le ricerche, o indicarmi magari qualche altra strada, o a chi altro possa rivolgermi per ritrovare mio figlio Daniele”. Questo l’appello di Francesco Potenzoni a Silvio Berlusconi in una lettera resa nota attraverso “Chi l’ha visto?”. “La nostra - spiega il padre di Daniele - è una famiglia modesta come tante che oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma in questi 45 giorni ho fatto e tentato di tutto per mio figlio, volantinaggio tappezzando tutta Roma, partecipazioni in TV per lanciare appelli, ma ad oggi, quasi fine luglio, Daniele sembra scomparso nel nulla. Come è possibile ? Adesso è a Roma, solo, da più di 40 giorni senza terapia medica. Come starà mio figlio? Egregio Cavaliere, mio figlio non ha aperto la porta ed è scappato per un capriccio lo hanno perso!”. “Come si fa con una cosa, un pacco, non avendone cura”, sottolinea Francesco Potenzoni ricordando le circostanze in cui il 10 giugno il figlio è scomparso nella metropolitana di Roma mentre andava all’udienza di Papa Francesco sotto la tutela degli educatori ai quali lo aveva affidato. “Da allora vivo nell’angoscia, non ho più notizie, dei responsabili si sta occupando la magistratura, ma per le ricerche di mio figlio ci sono solo volontari”, denuncia il padre del disabile scomparso che conclude: “Spero con tutto me stesso che legga questa lettera, e dare quindi un senso allo sfogo di un papà veramente disperato”.

    [Il testo integrale della lettera]

    [Video - Le immagini delle telecamere della metro]

    [Video - Il caso nella puntata dell'1 luglio 2015]

    [Vai alla pagina di Daniele Potenzoni]


        

  • Francesca Benetti: Il custode indagato anche per una morte misteriosa del 1976

    Grosseto, 22/7/2015 - L'8 settembre saranno riesumati i resti di Giorgio Canali, 39enne scomparso il 2 luglio 1976, cui corpo venne ritrovato in avanzato stato di decomposizione il 9 agosto dello stesso anno in un fosso ad Angrogna, vicino a Pinerolo (Torino). La decisione, come riferito da alcuni quotidiani, è conseguente alla trasmissione di atti relativi all'inchiesta alla procura di Torino da parte di quella di Grosseto, impegnata nel processo ad Antonino Bilella, l'ex custode della villa di Francesca Benetti. Nel corso delle indagini dei carabinieri sulla scomparsa della donna, nel dicembre 2013, dopo l'arresto di Bilella una lettera anonima lo aveva collegato alla morte di Canali. Anche quest'ultimo era proprietario di un'abitazione nella quale alloggiava Bilella, che avrebbe accompagnato Canali ad Angrogna il 2 luglio 1976. Il pm torinese, che ha iscritto Bilella nel registro degli indagati, vuole prima di tutto accertare se davvero Canali morì per cause naturali, come certificato nonostante una ferita alla testa, e se se c'erano stati contrasti con Bilella. "Ci sono almeno quattro circostanze che fanno capire che lui nei giorni della morte di Canali non era in zona. Bilella non lo ha mai visto e qualche giorno prima Canali aveva avuto un litigio con un'altra persona", ha dichiarato l'avvocato Bruno Leporatti, uno dei legali dell'indagato. All'incidente probatorio, che si svolgerá l'8 settembre, parteciperà anche un consulente nominato dalla difesa.

    [Video - Il caso nella puntata del 12 novembre 2013]

  • Fabrizio Catalano: Un premio letterario lo ricorda a 10 anni dalla scomparsa

    Collegno (Torino), 21/7/2015 -“Fabrizio dov'è? Ha incontrato uno dei tanti ‘mostri’ che si nascondono tra noi? Oppure ha trovato riparo in una di quelle comunità che non ha mai risposto ai nostri appelli? O vive visibile nel mondo degli invisibili che occupano l’indifferenza e stanno ai margini della nostra società?”. Se lo chiedono i familiari del giovane piemontese scomparso il 21 luglio 2005 da Assisi (Perugia), dopo “10 anni di silenzio e un dolore insopportabile, indescrivibile, un compagno di vita che non ti abbandona mai e non ti permette di godere più nemmeno delle piccole gioie e dei momenti felici”. Cinque anni fa è stato archiviato il caso ma non la speranza della famiglia, che ha dato vita a numerose iniziative perché Fabrizio Catalano non scompaia anche dalla memoria di chi potrebbe avere informazioni utili. La mamma Caterina, il papà Ezio e il fratello Alessio, insieme ad amici e sostenitori, in questi anni hanno organizzato battute di ricerca, tornei, concerti, volantinaggi, hanno lanciato appelli, hanno pubblicato un libro (“Cercando Fabrizio storia di un’attesa senza resa”), hanno costituito l’associazione “Cercando Fabrizio e…”. Per il decimo anniversario della sua scomparsa è arrivato anche il premio letterario “Caro Fabrizio, ti racconto…”, con centinaia di partecipanti dall’Italia e dall’estero, i cui vincitori sono stati annunciati oggi sul sito www.fabriziocatalano.it,dopo la selezione di una giuria di scrittori, giornalisti, esperti in editoria, aderenti ad associazioni culturali. La cerimonia di premiazione è prevista in occasione del trentesimo compleanno di Fabrizio, intorno al 30 novembre.

    L’Associazione “Cercando Fabrizio e…”, oltre a continuare le ricerche di Fabrizio Catalano fornisce sostegno alle altre famiglie di persone scomparse, facendosi portavoce di coloro che ancora attendono verità e giustizia.

    [Vai alla pagina di Fabrizio Catalano]
    [Vai al sito www.fabriziocatalano.it]






  • Federica Mangiapelo: Il fidanzato condannato a 18 anni

    Roma, 17/7/2015 - Marco Di Muro è stato giudicato colpevole di omicidio volontario aggravato. Il gup di Civitavecchia ha inflitto all’ex fidanzato di Federica Mangiapelo, trovata morta sulla riva del lago di Bracciano la notte del 31 ottobre 2012, una condanna a 18 anni di reclusione. La sentenza, emessa dal gup Maresca dopo oltre 3 ore di camera di consiglio, è andata oltre le richieste del pm Eugenio Rubolino, che aveva chiesto 16 anni. Secondo l'accusa, Di Muro avrebbe ucciso la fidanzata al culmine di una lite, probabilmente per motivi di gelosia. L'avrebbe prima strattonata, facendola cadere, e poi annegata tenendole la testa sott'acqua.

    [Video - Il caso nella puntata del 17 dicembre 2014]

  • Yara: Respinte le eccezioni della difesa di Bossetti, stabiliti testi e udienze del processo

    Bergamo, 17/7/2015 - Alla nuova udienza del processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio i giudici hanno respinto tutte le sostanziali eccezioni preliminari sollevate dalla difesa, che riguardavano la nullità del capo di imputazione per presunta indeterminatezza e quella della relazione del Ris dei carabinieri sul Dna di Ignoto 1 corrispondente a quello del’imputato. Ammesse le telecamere solo alla lettura della sentenza. La difesa ha chiesto l’audizione di oltre 700 testi, mentre 120 sono quelli indicati dal pm Letizia Ruggeri. I giudici hanno escluso dal processo la documentazione e le testimonianze riguardanti Mohamed Fikri e le ricevute del motel nel quale si sarebbero incontrati la moglie dell'imputato e un suo presunto amante, richieste rispettivamente dalla difesa e dall’accusa. Il processo è stato aggiornato all'11 settembre, prima di una ventina di udienze scadenzate fino alla fine di dicembre.

  • Ilaria Alpi: Depositata istanza di revisione del processo

    Perugia, 17/7/2015 - Il legale di Hashi Omar Hassan ha depositato presso la Corte di Appello di Perugia l'istanza di revisione del processo sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in cui il somalo venne condannato a 26 anni di carcere. "Tutto è cambiato dopo l'intervista di "Chi l'ha visto?" al super testimone Ahmad Ali Rage detto Gelle", ha spiegato al programma l'avvocato Douglas Duale. Sarà ora la Corte di Appello di Perugia a decidere se riaprire il processo.

    [Video - Il caso nella puntata del 18 febbraio 2015]


    [Video - Il caso nella puntata del 25 febbraio 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 4 marzo 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 25 marzo 2015]

    [Video - Il caso nella puntata del 24 giugno 2015]

    Hashi Omar Hassan



  • Minore stuprata a Roma: resta in carcere militare fermato

    Roma, 16/7/2015 - Il tribunale del Riesame di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione della difesa di Giuseppe Franco, il militare accusato dello stupro di una minorenne il 29 giugno nel quartiere Prati, nei pressi del Palazzo di Giustizia. Il militare della Marina è accusato di violenza sessuale e sostituzione di persona. Il pm Eugenio Albamonte aveva dato parere negativo alla scarcerazione. Nel corso dell'udienza davanti al tribunale della libertà la difesa di Franco aveva ribadito che non c'è stata alcuna violenza ma che la ragazza sarebbe stata consenziente. Una ricostruzione dei fatti contestata dalla Procura e respinta dal gip che ha convalidato l'arresto, secondo il quale l'azione è stata “pianificata”.

  • Giovane aggredito a Roma Balduina: uno dei maggiorenni condannato, l’altro a giudizio

    Roma, 16/7/2015 - Erano in quattro a picchiare Enrico, il ragazzo che era uscito con il suo cagnolino sotto casa nel quartiere della Balduina, la notte tra il 2 il 3 ottobre 2014. Due minorenni saranno giudicati a ottobre. Oggi la decisione per i due maggiorenni al tribunale di piazzale Clodio. Uno dei due, che ha già precedenti penali e ha chiesto il rito immediato, è stato condannato a sei anni e due mesi, per lesioni gravi e rapina. L'altro maggiorenne, incensurato, figlio di un noto avvocato, dovrà affrontare il 3 dicembre il processo per gli stessi reati. La sua difesa si è battuta per l'esclusione di quello più grave, sostenendo che il giovane non aveva partecipato al pestaggio. Ma il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio sia per lesioni gravi che per rapina.

    “Spero che la giustizia sia uguale per tutti”- ha dichiarato a “Chi l’ha visto?” al termine dell’udienza Enrico, che a proposito delle sue condizioni ha aggiunto: “Ho mille difficoltà per ciò che ho subìto ma ho la convinzione che ho ancora una vita davanti”. “Mi ritengo soddisfatta, - ha dichiarato il suo legale Silvia Morescanti - perché su una richiesta di rito abbreviato c’è stata una condanna a sei anni e due mesi e su una richiesta di non luogo a procedere c’è stato invece un rinvio a giudizio. Quindi sono state per il momento accolte tutte le nostre richieste”.

    [Video – Parlano a “Chi l’ha visto?” Enrico, la madre e il suo legale]
    [Video - Il caso nella puntata del 29 aprile 2015]
    [Video - Gli aggressori della Balduina ripresi dalle telecamere di sorveglianza]


     




  • Concetta Conigliaro: Il marito condannato a 20 anni

    San Giuseppe Jato (Palermo), 15/7/2015 - Salvatore Maniscalco è stato condannato a 20 anni di reclusione per l'omicidio della moglie Concetta Conigliaro il 9 aprile 2014 e per averne bruciato il corpo. Condannati anche Vincenzo ed Antonino Caltagirone, zio e cugino di Maniscalco. I due, padre e figlio erano accusati di occultamento di cadavere. Tre anni la pena per il primo, ai domiciliari per motivi di salute, 4 anni e otto mesi quella per il secondo. La sentenza con il rito abbreviato è stata emessa dal Gup Sergio Ziino. Il giudice ha accolto le richieste dei pm Gianluca De Leo e Ilaria De Somma.

    [Video – Il caso nella puntata del 12 giugno 2014]