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  • Tony Drago, morto in caserma: Il pm decide di riesumare il corpo

    Roma, 23/6/2016 - Il pm Alberto Galanti ha chiesto la riesumazione della salma di Antonino Drago, morto nella caserma dei Lancieri di Montebello il 6 aprile 2014. La decisione dopo che il gup Angela Gerardi, il 3 maggio scorso, ha respinto la richiesta di archiviazione della stessa procura indicando la necessità di “una rinnovata consulenza medico-legale” per accertare “la natura e l’origine” delle lesioni di Drago e la compatibilità con la caduta da dieci metri di altezza.  “La consulenza cinematica indica chiaramente che era impossibile per Tony suicidarsi gettandosi dal secondo piano e procurandosi le ferite che gli sono state riscontrate", ha dichiarato il legale della famiglia di Tony Drago, avvocato Dario Riccioli, che aveva sollecitato ulteriori indagini. Anche le lesioni multiple repertate dal medico legale Orazio Cascio, ha aggiunto Riccioli, dicono che “una persona che cade da quell'altezza non presenta quel tipo di lesioni".

     

    [Video - Il caso nella puntata del 6 aprile 2016]

  • Fortuna Loffredo: Marianna Fabozzi accusata dell’omicidio volontario del figlio Antonio

    Napoli, 23/6/2016 - La madre di Antonio Giglio, il bimbo di tre anni precipitato un anno prima di Fortuna Loffredo dallo stesso palazzo del Parco Verde di Caivano, è accusata dalla procura della Repubblica di Napoli dell'omicidio volontario del figlio. Inizialmente Marianna Fabozzi era indagata con l’ipotesi di omicidio colposo. Contro di lei aveva lanciato pesanti accuse a “Chi l’ha visto?” la sorella del convivente, Raimondo Caputo, accusato di avere ucciso Chicca Fortuna e di averla sottoposta a violenze sessuali. Secondo Antonella Caputo, come ha dichiarato a Radio 1 Rai, "l'ex marito la ricattava, non voleva farle vedere la creatura, e allora lei ha detto o con me o con nessuno".


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  • Maria, la versione dell'’indagato a “Chi l’ha visto?”

    San Salvatore Telesino (Benevento), 22/6/2016 - Si difende a “Chi l’ha visto?” Daniel, il giovane operaio rumeno indagato per omicidio e violenza sessuale nei confronti della piccola Maria Ungureanu. All’inviata del programma, che questa sera rilancia l’appello a testimoni dei genitori della bambina, l’amico di famiglia spiega che verso le 19:15 di domenica Maria è andata a cercarlo a casa, dove lui stava riposando. Lamentandosi di un amichetta che le dava noia, della quale lui non ricorda il nome, la bimba avrebbe chiesto di stare un po’ lì. Siccome doveva andare dalla sorella nella vicina Telese, Daniel le ha proposto di andare con lui. Durante il tragitto Maria avrebbe soprattutto ascoltato musica, senza dire niente di importante. L’indagato ha raccontato di aver trovato la strada bloccata e di aver quindi riportato indietro la bambina, lasciandola verso le 20 davanti alla chiesa. Poi sarebbe andato con gli amici e avrebbe appreso della morte di Maria il giorno dopo. Daniel ha anche voluto precisare di non sapere che al locale dove è stata trovata ci fosse una piscina. "Dall'autopsia sono stati rilevati dei graffi sulla schiena", ha reso noto intanto l’avvocato Michele D'Occhio, legale dei genitori di Maria che “sono profondamente turbati perché l'indagato era considerato persona di famiglia.

  • Violentata la bambina morta in piscina, indagato amico di famiglia. Appello dei genitori a “Chi l’ha visto?”

    Benevento, 21/06/2016 - L’esame autoptico, eseguito nel pomeriggio dal medico legale dell'ospedale Rummo di Benevento, dottoressa Monica Fonzo, e dal professor Claudio Buccelli, avrebbe confermato che Maria Ungureanu è morta per asfissia da annegamento e che ha subìto violenza sessuale. Non sarebbe stato stabilito a quando risalirebbe l’abuso. Accertamenti sono in corso sugli indumenti della bambina (una maglietta rossa, jeans e scarpe da ginnastica bianche), che non erano riposti in maniera ordinata ai bordi della piscina. Intanto il pm Maria Scamarcio ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio e violenza sessuale il 21enne rumeno sentito per ore nella notte tra lunedì e martedì. Il giovane, che frequentava la casa della bimba, ha detto di averla accompagnata con la sua auto nei pressi della chiesa alle 20 circa e di non averla più vista dopo. Per il suo legale, l’avvocato Giuseppe Maturo, il provvedimento è un atto dovuto per potergli consentire di nominare un proprio consulente all’autopsia. I genitori di Maria lanciano un appello da ”Chi l’ha visto?” a chiunque abbia notato qualcosa la sera di domenica 19 giugno, nelle ore precedenti al ritrovamento senza vita della figlia, prossima a compiere 10 anni, che non sapeva nuotare, in una piscina di un complesso per ricevimenti a San Salvatore Telesino.

  • Il medico legale: Lorys ucciso con una fascetta non un cavo

    Ragusa, 20/6/2016 - Sul collo di Lorys non sono stati rilevati i segni di un "incrocio", come in una "croce di Sant'Andrea", che l'utilizzo di un cavo avrebbe comportato. Secondo il medico legale Giuseppe Iuvara, che ha redatto su incarico della procura un supplemento di perizia sul corpo del bambino, lo strumento più probabile utilizzato per strangolarlo rimane uno che "lascia un segno continuo". Come una delle fascette di plastica da elettricista trovate in casa. L’ipotesi confutata da Iuvara deriva dalle accuse di Veronica Panarello contro il suocero, che hanno portato Andrea Stival ad essere indagato per omicidio volontario. La perizia smentisce anche un altro dettaglio della ricostruzione della Panarello, secondo la quale sarebbe stato lui a portare il corpo nel canalone dove è stato trovato. In questo caso il nonno di Lorys, data la sua statura, non avrebbe lasciato tracce di trascinamento rivelate, che per il medico legale invece coincidono con l’altezza della madre. I particolari della perizia sono emersi dopo che oggi il gup ha stabilito che Andrea Stival può continuare a partecipare al processo alla nuora nonostante sia indagato in conseguenza delle sue dichiarazioni.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 marzo 2016]

  • Lorys: Gup decide che il nonno resta parte civile nel processo alla madre anche se indagato

    Ragusa, 20/6/2016 - Andrea Stival, il nonno paterno di Lorys, può rimanere nel processo a Veronica Panarello come parte civile anche se è indagato per omicidio volontario dalla procura di Ragusa come atto dovuto per approfondire le accuse della stessa imputata. Lo ha deciso, dopo una breve camere di consiglio, il gup Andrea Reale nell'udienza del procedimento col rito abbreviato condizionato in corso a Ragusa. Respinta la richiesta dell'avvocato Francesco Villardita, legale della madre di Lorys, per il quale sarebbe stato un controsenso che Andrea Stival fosse parte civile nel processo e allo stesso tempo indagato per lo stesso reato in un altra inchiesta. I legali del padre di Lorys, Daniele Scrofani e Francesco Biazzo, si erano opposti, sostenendo che non è possibile porre la questione a processo già iniziato. Il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota si erano opposti per la procura sostenendo la stessa tesi tecnica.

    [Video - Il caso nella puntata del 16 marzo 2016]

  • Ilaria Alpi: Il supertestimone Gelle diede un nome falso agli inquirenti

    Roma, 18/6/2016 - Cercavano l'uomo sbagliato. Gelle non è Ahmed Ali Rage, come riportato nell'informativa Interpol del 2006, il suo vero nome è Ahmed Ali Dahir. E' lui stesso a rivelarlo nella deposizione raccolta con rogatoria internazionale dopo che è stato rintracciato in Gran Bretagna da "Chi l'ha visto?". Quindi Gelle avrebbe dato false generalità alle autorità italiane all'epoca del primo processo a Hashi Omar Hassan, del quale è stata disposta la revisione dopo le rivelazioni di "Chi l'ha visto?". Il verbale è stato depositato il 15 giugno all'udienza del nuovo processo per l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin davanti alla Corte d'appello di Perugia. Gelle smentisce alcune dichiarazioni alla Digos in un verbale in italiano del 1997 e conferma quelle fatte al programma: lui non era sul luogo dell'agguato ma all'ambasciata americana, non ha visto né chi ha sparato né chi faceva parte del commando e non conosceva Hashi, che gli hanno suggerito di incolpare se voleva andare via dalla Somalia.

    [Video - Il caso nella puntata del 13 gennaio 2016]

    Il supertestimone Gelle a "Chi l'ha visto?"



  • Rintracciata dai carabinieri la donna scomparsa con il suo cagnolino

    Salerno, 17/6/2016 – Preoccupati per le circostanze del suo allontanamento, i familiari della donna di 40 anni che mancava da casa dal primo giugno avevano lanciato appelli al pubblico di “Chi l’ha visto?”. Oggi i carabinieri l’hanno rintracciata insieme al suo cagnolino e hanno avvisato i familiari, che ringraziano gli spettatori attraverso il programma.

  • Guerrina Piscaglia: Vescovo al processo: “Avevo già disposto il trasferimento dei frati”

    Arezzo, 17/6/2016 - Il vescovo di Arezzo Riccardo Fontana è stato sentito oggi come teste al processo a Gratien Alabi per l'omicidio e l'occultamento del cadavere di Guerrina Piscaglia. Secondo il resoconto Ansa, rispondendo alle domande, Fontana ha confermato l'incontro con padre Gratien del 13 settembre 2014, deciso dopo aver appreso della scomparsa della donna dalla lettera di una parrocchiana e aver saputo dell’inchiesta. "Padre Gratien confermò di essere solo amico della famiglia di Guerrina e che la donna - ha detto il vescovo - gli aveva raccontato di voler andare via da casa con l'aiuto di tale zio Francesco per portare via il figlio Lorenzo da casa. Padre Gratien mi disse che aveva già riferito ai magistrati di questo fatto. I pettegolezzi? Non me ne curo, i miei parroci sono preparati per affrontare ogni situazione. Io comunque avevo già disposto il trasferimento dei frati premostratensi a causa del loro stile pastorale non consono alla vita di montagna". A padre Graziano, assente oggi al processo, è stata negata dal riesame la revoca degli arresti domciliari.



    L’intervista al vescovo Riccardo Fontana del 9 dicembre 2014

  • Luigi Fanelli scomparso a Bari nel 1997: Confessa l'omicidio l'uomo che fu assolto

    Bari, 17/6/2016 - Il pluripregiudicato barese Paolo Masciopinto, da alcuni mesi collaboratore di giustizia come suo zio, si è autoaccusato dell'omicidio di Luigi Fanelli, il militare 19enne scomparso nel 1997, il cui corpo non è mai stato trovato. Masciopinto e un altro imputato sono stati assolti nel 2008 per l’omicidio di Fanellli con sentenza definitiva e quindi le sue dichiarazioni di oggi non potranno essere usate contro di lui. Il pm Antimafia di Bari, Carmelo Rizzo, starebbe però valutando come riaprire il caso. Il corpo del di Fanelli non è stato trovato nel luogo dove Masciopinto ha detto di averlo seppellito. “Le cose devono cambiare, - dice a “Chi l’ha visto?” il presidente di Penelope Antonio La Scala - come per gli omicidi di donne e di soggetti appartenenti alle fasce deboli. L’ho affermato con forza ed episodi come questo lo confermano. Non è possibile che un reo confesso di omicidio ed occultamento di cadavere, solo perchè assolto in precedenza, non possa essere nuovamente processato. Così si lancia un messaggio molto pericoloso”.

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