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  • Lettera aperta dei figli a Davide Cervia scomparso il 12 settembre 1990

    “Caro Papà, sono passati, oramai, 24 lunghi anni da quel maledetto 12 settembre del 1990 e quest'anno, in occasione dell'ennesimo anniversario del tuo rapimento, abbiamo deciso di non mettere in piedi alcuna iniziativa, ma semplicemente di rivolgerti un pensiero scrivendoti questa lettera.
     
    Quel giorno, che nessuno di noi dimenticherà mai, mentre eravamo in cortile con la mamma ad aspettare che tu tornassi a casa, “qualcuno” ti prese con la forza e ti portò via dalla tua famiglia e dalla tua vita. Abbiamo saputo dal nostro vicino, che assistette al tuo rapimento, che hai urlato e chiamato aiuto più volte nella speranza che noi o i vicini ti potessimo sentire. Purtroppo così non è stato e da quel giorno non ti abbiamo più rivisto.
     
    All'epoca eravamo troppo piccoli per capire cosa ti fosse accaduto, ma non abbastanza per non
    soffrire per la tua assenza. Tante volte ci siamo chiesti cosa avessi provato negli istanti successivi al rapimento; come avessi passato questi anni e quanto dolore avessi provato non potendo rivedere noi e la mamma.
     
    E pensare che per non stare lontano da noi avevi addirittura rinunciato alla tua brillante carriera in Marina. Tuttavia averci rinunciato non è bastato a tenerti con noi. Le conoscenze acquisite e il 3° e più alto livello di segretezza Nato, che la stessa Marina ti aveva conferito, hanno segnato il tuo destino: rapito e venduto da “ignoti” a chissà quale Paese straniero a corredo del sistema d'arma che tu sapevi non solo far funzionare e riparare , ma che avevi anche allineato. La guerra elettronica, infatti, era la tua specializzazione.
     
    Vorremmo che tu sapessi, oltre al grande dolore legato alla tua assenza, quanto è stato fatto in questi anni dalla mamma, dai nonni Alberto e Lina e da tanta altra gente che si è unita in un comitato che porta il tuo nome, per riportarti a casa. Hanno dovuto affrontare intimidazioni e minacce tali da aver cambiato completamente il loro carattere e di riflesso anche i nostri, ma la cosa indegna e vergognosa e che si sono trovati di fronte a un enorme muro di gomma messo in piedi da quella parte di istituzioni che non voleva che si sapesse il motivo del tuo rapimento, perché complici.
     
    Traffico di armi o meglio di sistemi d'arma sofisticati e di personale tecnico altamente specializzato; triangolazioni tra politica corrotta, servizi segreti “deviati” e industrie belliche. Tutto questo c'è dietro al tuo rapimento e tutto questo ci fa capire che difficilmente riusciremo a riaverti tra noi.
     
    Sai, su di te, sono stati scritti ben 3 libri, fatte tesi di laurea e svariate trasmissioni televisive. Ultimamente è in concorso ai vari festival del cinema italiano un film documentario, diretto e prodotto da giovani coraggiosi, che ripercorre la tua tragica vicenda, film che tra l'altro ha ricevuto già due prestigiosi premi : della critica all'Est Film Festival e il Safiter, al Salento Finibus Terrae, per i diritti umani. L'importanza del film per noi è enorme, poiché sarà lo strumento per far conoscere a quanta più gente possibile e soprattutto ai ragazzi dei Licei e delle Università, quanto è accaduto non solo a te, ma anche ad altri tecnici rapiti, le cui famiglie non hanno avuto il coraggio e la tenacia della tua, nella ricerca della verità.
     
    Questo, dunque, è l'obbiettivo di noi figli, tenere viva la memoria, sperando di avere ancora una volta l'aiuto di quella stampa libera che ha permesso che questo caso esistesse, ma che oggi troppe  volte cerca uno scoop per rioccuparsi di questa triste vicenda e di quelle istituzioni, anche a livello locale, che pensano che siamo alla ricerca di pura e semplice visibilità e che troppe volte si sono
    girate dall'altra parte.
    Velletri 12 settembre 1990 - 2014
     
    I tuoi figli
    Erika e Daniele
     
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  • Scomparso da Milano, trovato a Roma dalla Polfer grazie a uno spettatore

    Roma, 11/9/2014 – Si trovava da oltre un mese alla stazione Tiburtina di Roma l’uomo di 74 anni scomparso il 3 agosto da Milano. Lo ha segnalato alla Polfer, dopo l’appello a “Chi l’ha visto?”, uno spettatore che lavora in un bar della stazione. Massimo, questo il suo nome dello spettatore, ha chiamato durante la diretta raccontando che tutti i giorni chiacchierava con l’uomo scomparso, offrendogli un caffè e preoccupandosi che stesse bene.

  • Fratellini di Gravina: Risarcito il padre di Ciccio e Tore, fu ingiustamente detenuto

    Bari, 9/9/2014 - La seconda sezione penale della Corte d'Appello di Bari ha riconosciuto 65mila euro come risarcimento per ingiusta detenzione nei confronti di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i fratellini di Gravina scomparsi il 5 giugno 2006 e ritrovati cadaveri in una cisterna abbandonata nel paese nel febbraio 2008. Pappalardi fu arrestato il 27 novembre 2007 con le accuse di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere. Rimasto in carcere fino all'11 marzo 2008 quando, dopo il ritrovamento dei figli, il gip gli concesse i domiciliari derubricando le accuse in abbandono di minore seguito da morte. Ottenne definitivamente la libertà dal 4 aprile 2008, dopo che le autopsie sui corpi dei due bambini rivelarono che la morte fu conseguenza di una caduta accidentale.

  • Omicidio di Chiara Poggi: Nuovo prelievo genetico per Alberto Stasi

    Milano, 8/9/2014 - Alberto Stasi è stato convocato questa mattina nella sede del dipartimento di Scienza e Salute dell'Università di Genova dai periti nominati dai giudici di Milano nell'ambito della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale decisa lo scorso 30 aprile. La convocazione fa seguito ai risultati degli esami sui margini ungueali di Chiara Poggi, effettuati dagli esperti della Corte d'Assise d'Appello di Milano, che hanno individuato tracce di cromosoma Y, quello maschile. Stasi avrebbe acconsentito al prelievo del campione biologico tramite tampone salivare, come già aveva fatto nei giorni successivi al delitto. Entro il 22 settembre dovrebbe essere depositato ai giudici milanesi l'esito degli approfondimenti genetici.

  • Romina Del Gaudio: Mamma Grazia non c'è più ma la sua battaglia continua

    Napoli, 8/9/2014 - Si è spenta ieri Grazia Gallo, la madre di Romina Del Gaudio, scomparsa il 4 giugno 2004 mentre si trovava ad Aversa (Caserta) per lavoro, i cui resti resti furono ritrovati il 21 luglio seguente. Salutandola con commozione, Federica Sciarelli e la redazione di "Chi l'ha visto?" raccolgono il testimone della battaglia combattuta finora insieme per la verità sull'omicidio della figlia. Ai familiari le più sentite condoglianze.

    [Video - L'ultima intevista di Grazia Gallo a "Chi l'ha visto?"]

  • Denise Pipitone: La lettera della madre a 10 anni dalla scomparsa

    Mazara del Vallo (Trapani), 1/9/2014 - “Ciao tesoro mio, tu forse non ti ricordi di me, io sono la tua mamma, mi chiamo Piera. Sono trascorsi dieci lunghi anni senza poterti vedere senza poterti abbracciare e coccolarti come spesso facevo, mi manchi tantissimo”. Comincia così la lettera che Piera Maggio ha pubblicato oggi sul suo profilo Facebook nel decimo anniversario della scomparsa di Denise. Piera Maggio si rivolge direttamente alla figlia sperando che il messaggio affidato a Internet possa raggiungerla in qualche modo. “Oggi sarai diventata una bellissima signorina di quasi quattordici anni, che sicuramente non conosce la sua vera identità. Ti chiami Denise, questo è il tuo vero nome, ti abbiamo fortemente voluta, sei nata a Mazara del Vallo in Sicilia, poi all’età di quasi quattro anni, delle cattive persone ti hanno portata lontano da noi, strappandoti dal nostro amore”, continua la lettera, che cerca di far affiorare ricordi come giochi, abitudini ed episodi che spingano l’adolescente che si riconosca a mettersi in contatto con la madre.

    [Leggi la lettera integrale]

    [Video - 10 anni senza Denise e senza giustizia!]

  • Eleonora Gizzi: Il Dna conferma, suo il corpo sotto il viadotto

    Vasto (Chieti), 29/8/2014 - Il cadavere rinvenuto il 25 agosto sotto un viadotto dell'A14 è quello di Eleonora Gizzi. La conferma dalla comparazione del Dna tra la saliva dei suoi genitori e il tessuto prelevato dai resti. Gli esami sono stati effettuati all'ospedale di Chieti.

    [Link: Il punto dove è stato trovato il corpo su Google Maps]

    [Video - Il caso nella puntata del 16 aprile 2014]

    [Vai alla pagina di Eleonora Gizzi]

  • Il Tribunale autorizza Mariagnese a conoscere i genitori naturali

    Firenze, 26/8/2014 - Mariagnese, la donna che nella puntata del 13 marzo 2013 ha rivolto al pubblico un appello per ritrovare i genitori naturali, ha ottenuto dal Tribunale dei minori di Firenze un'ordinanza che autorizza le “necessarie ricerche”. Si tratta di un atto giudiziario importantissimo non solo per la sua ricerca, ma anche per quanti si trovano nella sua stessa condizione. Di fatto, dopo una recente sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge 184 del 1983, si abolisce il divieto ai figli non riconosciuti alla nascita di conoscere il nome dei genitori.

    [Vai alla pagina Mariagnese cerca i genitori naturali]

    [Video - L’appello di Mariagnese a “Chi l’ha visto?”]

  • Eleonora Gizzi: Rinvenuto un corpo con capelli e abiti simili ai suoi

    Vasto (Chieti), 26/8/2014 - Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto tra le sterpaglie nei pressi del viadotto Prascovia dell'A14 a Vasto. Il corpo, che ha capelli castani corti, indossa una giacca e stivali compatibili con l’abbigliamento di Eleonora Gizzi. Era nascosto dietro un pilone, non visibile ai passanti, proprio sotto la strada dove il cugino della donna l’aveva vista camminare il 28 marzo, giorno della sua scomparsa, a circa due chilomeri da casa. La scoperta è stata fatta in tarda mattinata da un tecnico della Società Autostrade che stava effettuando delle verifiche periodiche dei piloni.

    [Link: Il punto dove è stato trovato il corpo su Google Maps]

    [Video - Il caso nella puntata del 16 aprile 2014]

    [Vai alla pagina di Eleonora Gizzi]

  • Antonio Loconsole: "Trattato come un atto burocratico", comunicato della famiglia a 8 anni dalla scomparsa

    Bari, 5/8/2014 - Otto lunghi anni avvolgono il mistero della scomparsa dell'ex vigile del fuoco Antonio Loconsole, 71 anni, sparito il 4 agosto 2006. Un giorno come tanti, ma che ha cambiato il corso della sua vita e quella dei suoi cari, che ancora lo cercano. "Il tempo non può cancellare né far rassegnare una famiglia!" scrivono i familiari in comunicato emesso nell'ennesimo anniversario senza sue notizie. "Il nostro congiunto è stato trattato come un atto burocratico", hanno denunciato, citando gli atti che hanno ritirato dai vari Uffici, nei mesi scorsi. Oltre al silenzio dei media, la famiglia lamenta che dalla Procura di Bari non ha ricevuto nessuna risposta alle reiterate richieste nel corso degli anni. Anche le indicazioni fornite alle Forze dell'Ordine non sono state prese in considerazione. "Il nostro caro è vittima della malattia ma ancor di più dell'inerzia, della burocrazia e dell'indifferenza. Non ci stiamo! Siamo stati immersi di parole e promesse ma di concreto il nulla! E possiamo documentarlo! Una persona non può essere solo una locandina per di più distribuita dalla famiglia. Una cosa è certa: su di lui è calato il silenzio e l'oblio", conclude il comunicato.

    [Vai alla pagina di Antonio Loconsole]