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  • Graziella Campagna: “Grazie ai Carabinieri che lo hanno arrestato ho scoperto che il suo assassino era libero”, il fratello a "Chi l'ha visto?"

    Messina, 27/3/2018 - “È una vergogna che uno degli assassini di mia sorella Graziella fosse libero. Già a dicembre 2009 avevamo assistito sgomenti alla scarcerazione di Gerlando Alberti junior per falsi motivi di salute. Oggi, solo perché è stato arrestato per traffico di droga, scopriamo che Giovanni Sutera aveva riottenuto la libertà”. Pietro Campagna affida a “Chi l’ha visto?” le sue prime dichiarazioni alla notizia che Sutera, condannato in via definitiva all’ergastolo nel 2009, è stato arrestato a Firenze insieme ad altre tre persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. “Ringrazio i Carabinieri di Firenze che hanno arrestato Sutera e i suoi complici - continua il fratello di Graziella - ma chiedo anche che subito la Procura generale di Firenze faccia richiesta di revoca della liberazione condizionale che era stata ingiustamente regalata a Sutera”. “Giovanni Sutera è stato condannato all’ergastolo per la feroce uccisione di mia sorella Graziella ed è giusto che lo sconti fino all’ultimo giorno di vita. Quella vita che a mia sorella fu rubata a diciassette anni”, conclude Piero Campagna.

    Graziella Campagna, scomparsa il 12 dicembre 1985 nel Messinese, fu ritrovata dal fratello due giorni dopo, uccisa a colpi di lupara. Il caso venne riaperto nel 1996 da "Chi l'ha visto?", con i numerosi appelli dei familiari e del loro legale, avvocato Fabio Repici, fino alle condanne in Cassazione.

  • "Ero sullo stesso volo di Alessandro, doveva incontrare una persona", uno spettatore di "Chi l'ha visto?"

    Roma, 27/3/2018 - "Alessandro Fiori non è partito dall'aeroporto di Linate ma da quello Milano Malpensa. Era un volo della Turkish Airlines partito nel primo pomeriggio del 12 marzo. Abbiamo viaggiato insieme: lui è arrivato all'ultimo minuto. Eravamo seduti vicini, lui ha chattato per tutto il tempo. Aveva due cellulari di cui uno nuovo che non sapeva tanto usare". Uno spettatore ha chiamato "Chi l'ha visto?" dopo aver riconosciuto il giovane scomparso nella foto andata in onda nella puntata quotidiana di ieri. "Abbiamo parlato per tutto il viaggio e mi ha detto che sarebbe rimasto due giorni a Istanbul per incontrare una persona. Col telefono stava cercando un albergo e io gliene ho indicati due". Fiori ha soggiornato proprio in uno di questi, dove è stato ritrovato il suo bagaglio, il portafoglio e uno dei due telefoni.

  • Martina Rossi: Verdone non sarà teste al processo. Ammesse le intercettazioni degli imputati

    Arezzo, 27/3/2018 - Carlo Verdone non sarà un teste del processo per la morte di Martina Rossi, precipitata dal sesto piano di un hotel a Palma de Majorca il 3 agosto 2011. La testimonianza era stata richiesta del legale di uno dei due giovani imputati che, secondo l'accusa, con un tentativo di violenza avrebbero costretto la ragazza alla fuga in cui ha trovato la morte. Il legale aveva citato la scena di un film del noto regista e attore a sostegno della tesi del suicidio. Ammesse le intercettazioni audio e video dei due e fissate dieci udienze fino alla pausa estiva. I genitori di Martina Rossi aveva sollecitato a "Chi l'ha visto?" le indagini e l'avvio del processo per evitare la prescrizione.

    [Vai alla pagina del caso]

  • Ritrovato dopo l'appello il pizzaiolo scomparso dal Napoletano

    Napoli, 27/3/2018 - E' stato ritrovato ieri alla stazione ferroviaria del capoluogo campano il 38enne pizzaiolo scomparso la notte tra il 24 e il 25 marzo in circostanze allarmanti da un centro della provincia. I familiari che avevano lanciato per lui un appello nel corso della puntata quotidiana di ieri di "Chi l'ha visto?", hanno ringraziato il pubblico del programma.

  • I Carabinieri a "Chi l'ha visto?": "Per Atef due mandati di cattura per condanne pregresse"

    Roma, 26/3/2018 - Dopo le dichiarazioni della moglie di Atef a "Chi l'ha visto?", il comando Provinciale dei Carabinieri ha precisato alla redazione del programma che il tunisino non può rientrare in Italia perché la magistratura del nostro Paese ha spiccato per lui due mandati di cattura. L'uomo, hanno spiegato i carabinieri, deve scontare 5 anni, 6 mesi e 2 giorni per una sentenza passata in giudicato essendo stato ritenuto colpevole dei reati di ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Dopo la diffusione di un allarme terrorismo con la foto di Atef Mathlouthi la moglie italiana e il suo legale avevano dichiarato in diretta che l'uomo vive in Tunisia, separato dalla famiglia, che risiede in Sicilia, perché gli era scaduto il permesso di soggiorno e che aveva tentato di rientrare in Italia legalmente ma non gli era stato consentito.

  • "Manco dall'Italia dal 2012. Non sono in fuga, non sono un terrorista!": Il tunisino accusato da un anonimo smentisce a "Chi l'ha visto?"

    Roma, 26/3/2018 - Secondo un allarme terrorismo pubblicato dai principali siti di informazione e tg nel fine settimana, un cittadino tunisino era cercato dai carabinieri perché segnalato in una lettera anonima alla nostra ambasciata a Tunisi come intenzionato a commettere attentati a Roma. Erano anche indicati obiettivi come la metropolitana, caffè siti turistici e centri commerciali. La notizia è stata confermata da fonti delle forze dell'ordine ma prima che le verifiche dei carabinieri fossero completate, è stato ripreso un documento interno apparso in rete, dove erano visibili nome e cognome del tunisino, Atef Mathlouthi, e anche la sua data di nascita. Anche le foto segnaletiche dell'uomo sono apparse in rete e un allarme bomba ai negozi RINASCENTE di ROMA, poi rientrato, ha rilanciato la notizia in tutto il mondo, scatenando un allarme terrorismo globale.

    La redazione di "Chi l'ha visto?", conducendo le consuete verifiche, è entrata in contatto attraverso i social network con alcuni familiari dell'uomo, secondo i quali lui si trovava in Tunisia ed era già stato sentito dalla polizia. La moglie, italiana residente in Sicilia con i quattro figli, ha categoricamente smentito che Atef Mathlouthi fosse un terrorista in fuga e ha detto che lei è contatto quotidiano con lui. Raggiunto telefonicamente dall'inviata di "Chi l'ha visto?", lo stesso Atef Mathlouthi ha detto tra l'altro: "Non sono un terrorista e non sono in fuga. Lavoro per mandare i soldi a mia moglie e ai miei figli. Non sono più uscito dalla Tunisia dal 2012. Ieri sono andato a lavorare a Mahdia e ho trovato il bar dove lavoro circondato dalla polizia. Mi hanno detto che sono ricercato a Roma. Magari mi portassero lì. Hanno fatto spaventare mia moglie e i miei figli. Mia madre è in ospedale in Francia". Il legale della moglie, avvocato Cacioppo, ha spiegato in diretta che la lettera anonima è frutto di un contenzioso economico con un ex datore di lavoro e che Mathlouthi ha sempre cercato di tornare in Italia legalmente.

    Il Comando Provinciale di Roma dei Carabinieri ha comunicato alla redazione del programma che il tunisino non può rientrare in Italia perché la magistratura del nostro Paese ha spiccato per lui due mandati di cattura. L'uomo, hanno precisato i carabinieri, deve scontare 5 anni 6 mesi e 2 giorni per una sentenza passata in giudicato essendo stato ritenuto colpevole dei i reati di ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

    Subito dopo il collegamento telefonico con la moglie dell'uomo, nel corso dell'edizione quotidiana di "Chi l'ha visto?", la Questura di Roma ha rilasciato una nota in cui si afferma che "Il cittadino tunisino al momento non è ritenuto un pericolo concreto e attuale" e che "La vicenda è in fase di ulteriore approfondimento ma non ha determinato alcuna allerta in considerazione del fatto che l'innalzamento standard delle misure di sicurezza per Pasqua era stato già pianificato".

  • Prato: Ritrovati resti, sarebbero dell’uomo scomparso tre anni fa

    Prato, 25/3/2018 - Resti umani sono stati rinvenuti ieri su un sentiero del Monte Ferrato, nella zona di Figline di Prato. Sul posto indumenti e un portafoglio con i documenti di Sergio Russo, l’uomo di 51 anni scomparso da Prato l’11 aprile 2015. La conferma che si tratti proprio di lui è affidata agli esami medico legali e al test del Dna. La moglie dell’uomo Fiorella Benvenuti, aveva lanciato da “Chi l’ha visto” numerosi appelli per ritrovarlo. In un comunicato affidato a “Chi l’ha visto?” il suo legale, avvocato Daica Rometta di Penelope Italia, precisa che “pure in presenza di alcuni elementi, come effetti personali, che non escludono che si tratti del Sig. Russo, allo stato mancano risposte certe che saranno acquisite dall'indagine in corso, anche di natura genetica, coordinate dalla Dott.ssa Canovai della Procura di Prato”. “La famiglia - conclude Rometta - vive un momento emotivamente difficile e non ha altro da commentare in attesa dei predetti risultati".

  • Scomparsa di Mario Bozzoli: Il Procuratore generale di Brescia riapre il giallo della fonderia

    Brescia, 23/3/2018 - Il Procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso ha avocato l’inchiesta, ferma dopo due proroghe, sulla scomparsa di Mario Bozzoli nella sua fonderia in Valtrompia l'8 ottobre 2015. Fino a dicembre erano rimasti iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere due nipoti di Bozzoli e due operai presenti la sera della scomparsa. La fonderia, di cui Mario Bozzoli era proprietario al 50% con il fratello, intanto è stata dichiarata fallita. Potrebbe essere avocata anche l’indagine per induzione al suicidio sulla morte di Giuseppe Ghirardini, l’operaio della fonderia scomparso anche lui e trovato morto a Case di Viso, in Vallecamonica, avvelenato con un'esca di cianuro. I familiari non hanno mai creduto che si sia tolto la vita e hanno lanciato appelli a “Chi l’ha visto?”.

    [Video – Il caso nella puntata del 15 ottobre 2015]


    Mario Bozzoli Giuseppe Ghirardini

  • Igor - Norbert Feher: Non risponde ai magistrati, “presto rinvio a giudizio”


    Bologna, 23/3/2018 – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Norbert Feher alias Igor Vaclavic nel brevissimo interrogatorio di oggi nel carcere di Saragozza, davanti al procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato e al pm Marco Forte arrivati in Spagna con i carabinieri di Bologna e Ferrara e dei Ros. Per Feher erano previste domande non solo sugli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri ma anche sull'uccisione del metronotte Salvatore Chianese, il 30 dicembre 2015 a Ravenna, per la quale è formalmente indagato. “Adesso lo rinvieremo a giudizio in tempi brevi e chiederemo agli spagnoli di processarlo in videoconferenza, come è consentito dalla legge di riforma Orlando”, ha dichiarato Amato.



  • Ritrovato l'anziano scomparso a Roma

    Roma, 23/3/2018 - Si trovava in un parco l'anziano scomparso nella zona nord della Capitale il pomeriggio di mercoledì 21 marzo in circostanze allarmanti. Qualcuno lo ha visto in difficoltà e ha chiamato l'ambulanza. Ora è ricoverato e si sta riprendendo. Il figlio, che aveva lanciato per lui appelli a "Chi l'ha visto?", ha ringraziato il pubblico del programma.