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Pietracatella, la Procura: “Intossicazione acuta da ricina” per madre e figlia, negativo il marito

Roma, 24/4/2026 -    Avvelenate a Pietracatella: “Intossicazione acuta da ricina” confermata per Antonella Di Ielsi e la figlia Sara, “negatività nei campioni ematici” del marito Gianni Di Vita, non esclusa la “possibile degradazione” nel tempo. Il Procuratore di Larino, dr.ssa Elvira Antonelli, ha reso noti i risultati degli studi eseguiti sui campioni biologici dall’Istituto Maugeri, diretto dal Prof. Carlo Locatelli. L’esito depositato ieri alla consulente tecnico medico legale, dott.ssa Benedetta Pia De Luca, con le seguenti conclusioni: “Alla luce dell’insieme degli elementi clinici e analitici acquisiti, si ritiene, con elevato grado di probabilità tecnico-scientifica, che in alcuni dei campioni biologici esaminati sia stata accertata la presenza di ricina. Ne consegue che, per quanto di competenza, gli esiti acquisiti risultano complessivamente convergenti nel sostenere l’ipotesi di un’esposizione acuta a ricina e del conseguente quadro di intossicazione acuta… Pertanto, sulla base degli elementi esaminati, il complessivo quadro clinico-analitico appare scientificamente compatibile, con elevato grado di affidabilità tecnico-scientifica, con una intossicazione acuta da ricina”. “La positività dello studio – spiega la Procura - andrà comparata e confermata dall’esito degli accertamenti autoptici in corso, mirati, tra l’altro, a riscontrare gli effetti da intossicazione da ricina, noti in letteratura scientifica, su tessuti e organi”. Per Gianni Di Vita “è stata riscontrata negatività alla ricina nei campioni ematici”, ma “il tossicologo, tuttavia, ha evidenziato che il risultato “può ritenersi compatibile sia con l’eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione, anche completa, dell’analita, in ragione del tempo trascorso tra il prelievo e l’esecuzione delle analisi”. Per la madre sono stati analizzati i campioni di sangue pre e post mortem, per la figlia solo quelli post mortem acquisiti nell’autopsia, per il marito il sangue prelevato il 28 dicembre. “Alla luce delle risultanze tossicologiche, - conclude la nota - non cambia la posizione della Procura in ordine alle ipotesi accusatorie per cui si procede e alle posizioni giuridiche degli interessati. Le indagini procedono a tutto campo alla ricerca di elementi probatori e di riscontro su quanto acquisito allo stato”. Qualcuno ha informazioni utili?