Civitavecchia (Roma), 7/7/2026 - Giudizio immediato per Claudio Agostino Carlomagno chiesto dalla Procura di Civitavecchia. Contestate le accuse di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, occultamento e vilipendio di cadavere. L’uomo, attualmente detenuto, “ha fornito la sua ricostruzione confessando l’omicidio d’impeto per ragioni legate alla perdita del figlio minore”, spiega il Procuratore Alberto Liguori in un comunicato, “ma non il femminicidio, cioè l’eliminazione della vittima perché irremovibile nella decisione già presa: non intendeva continuare a mantenere il legame affettivo e tra Capodanno e l’Epifania Federica è passata ai fatti, serrando i tempi e indicando la data del nuovo progetto di vita da separati”. “Anche gli elementi raccolti successivamente al rinvenimento del cadavere di Federica - precisa Liguori - escludono il dolo d’impeto e ammettono la premeditazione: la confort zone per Carlomagno e la melina messa in campo (‘troverò una sistemazione abitativa alternativa’) avevano i giorni contati. L’ultimatum ricevuto non ammetteva repliche: serviva rompere gli indugi eliminando quello che ormai era diventato un ostacolo concreto (Federica aveva fatto e faceva sul serio) con il suo nuovo progetto di vita: avrebbe dovuto lasciare Federica e la casa coniugale rischiando l’affido esclusivo del figlio minore alla madre”. L’autopsia e le consulenze forensi e biologiche hanno stabilito che la donna fu uccisa tra la sera dell’8 gennaio e le prime ore del giorno seguente.