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Garlasco: Gli indizi contro Sempio negli atti dell'inchiesta. Comunicato dei legali della famiglia Poggi

Pavia, 8/5/2026 - Delitto di Garlasco: "Quando sono andato io... (compatibile con ‘quando sono andato via’) il sangue c'era...” e “senza accorgersene ha evitato le macchie...”. Secondo l’informativa dei Carabinieri, Andrea Sempio commentò con queste frasi, in auto da solo il 12maggio 2025, la mancanza di tracce sotto le scarpe di Stasi e la sua camminata nella villetta. Tra gli indizi che emergono dagli atti, nuove trascrizioni dei soliloqui, che i suoi legali si dicono certi di poter contestualizzare. Dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia, oggi gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno diffuso un comunicato sulle intercettazioni: “Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima, la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio. Rileviamo inoltre che in questi giorni vengono impropriamente diffusi anche gli esiti di tale sorprendente attività captativa in spregio a tutte le norme penali di riferimento. Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti "giornalistici", concentrando la nostra attenzione sui dati oggettivi riguardanti l'omicidio di Chiara ed interloquendo invece formalmente con la Procura Generale di Milano per i profili di sua competenza. Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento”.