Trieste, 15/10/2026 - Liliana Resinovich: Non c’è il Dna del marito sui reperti analizzati. I difensori di Sebastiano Visintin, in una nota diffusa dopo il deposito della perizia disposta dal gip, definiscono di “particolare rilievo” il mancato rinvenimento di tracce genetiche riconducibili a lui sul cordino che avvolgeva il collo, “meritevole della massima attenzione, soprattutto in relazione al capo d'incolpazione provvisorio". “Gli accertamenti hanno evidenziato la presenza di una traccia riconducibile a un soggetto allo stato ignoto, il cui significato e la cui eventuale rilevanza nella ricostruzione dei fatti richiederanno di certo ulteriori approfondimenti”, scrivono gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua. Per i legali dell’unico indagato, l'iniziale ipotesi di suicidio - poi archiviata dalla Procura di Trieste - merita ancora "un'attenta valutazione, potendo suggerire una situazione di particolare difficoltà attraversata dalla donna, senza che ciò consenta di trarre conclusioni definitive sulle cause e sulle modalità della sua morte", così come occorre "approfondire ogni ulteriore elemento emerso dagli accertamenti, a cominciare dalla traccia riconducibile a un soggetto allo stato ignoto".