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Manuela Murgia: Dna non è del'ex fidanzato, "ma non si può escludere coinvolgimento di terzi"



Cagliari, 4/2/2026 - Manuela Murgia: “L’esclusione di uno specifico soggetto come donatore non equivale in alcun modo all’assenza di terzi coinvolti, tanto più che i profili genetici restano disponibili per futuri confronti”. Nota degli avvocati della famiglia della ragazza scomparsa il 4 febbraio 1995 e ritrovata morta il giorno dopo nel canyon di Tuvixeddu a Cagliari. Nell’incidente probatorio davanti al gip, il 29 gennaio scorso, i risultati delle analisi del Ris dei Carabinieri hanno escluso che il Dna sugli abiti appartenga all’ex fidanzato, indagato per omicidio. “Dalle conclusioni del RIS - spiegano i legali - emerge il rinvenimento di numerose tracce biologiche e di diversi profili genetici, inclusi profili maschili, profili femminili non appartenenti alla vittima e profili misti e complessi. In particolare, materiale genetico è stato rilevato sul maglioncino all’altezza dei polsi, sui jeans in corrispondenza delle caviglie, sul giubbotto all’altezza del bavero e nella parte centrale della cintura. Tali localizzazioni non sono casuali, ma risultano compatibili con fasi di afferramento e violenta trazione nel tentativo di trattenere la vittima in fuga e non per precipitazione dall’alto”. Nel sollecitare che le indagini proseguano, gli avvocati Bachisio Mele, Maria F. Marras, Giulia Lai, con il consulente Prof. Roberto Demontis, sottolineano l’importanza di “un micro-frammento gommoso con forte presenza di nerofumo, compatibile con componenti di pneumatici in commercio negli anni ’90”, rinvenuto nei vestiti. Elemento oggetto di un confronto con gli specialisti del RIS insieme, tra gli altri, alla valutazione delle ferite e alla rottura della fibbia della cintura, che porta il collegio legale a ribadire l'ipotesi di morte causata dall’investimento con un’auto.