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Scomparsa di Giuseppe Bruno: Condannati i cugini NIcosia, ergastolo per Maurizio e 14 anni a Michele

Caltanissetta, 16/7/2018 - Il giudice per l'udienza preliminare, Antonia Leone, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato all'ergastolo con isolamento diurno Maurizio Nicosia per l'omicidio e l'occultamento del cadavere di Giuseppe Bruno, il tabaccaio di 52 anni scomparso da Villarosa (Enna) il 27 maggio 2004. Condannato a 14 anni per concorso in omicidio anche il cugino Michele Nicosia. Entrambi erano stati arrestati dai carabinieri il 22 febbraio 2017, nell'ambito dell’operazione “Fratelli di sangue”, con accuse di omicidi, usura, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto d’armi. Maurizio Nicosia era stato l'ultimo a vedere Bruno il giorno della scomparsa, dichiarando di averlo ricevuto presso la sua masseria e di avergli restituito un prestito in contanti. Il corpo della vittima sarebbe stato sezionato con una motosega e poi in parte dato in pasto agli animali, in parte bruciato in un fusto metallico. I Nicosia dovranno anche risarcire i danni alle parti civili, costituite e rappresentate dagli avvocati Giacomo Frazzitta, Piero Marino, Roberta Tranchida e Gennaro Gadaleda. "Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso, seppur dopo quattordici anni. Ringraziamo la Procura di Caltanissetta per il lavoro svolto e i nostri avvocati che da anni ci sostengono in questa dura battaglia", hanno dichiarato dopo la sentenza la moglie Carmela e i figli di Bruno, che per anni hanno lanciato appelli a "Chi l'ha visto?" per sapere la verità sulla sua scomparsa.

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