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Scomparso

Cristina Golinucci

Sesso:F
Età:21 (al momento della scomparsa)
Nazionalità:italiana
Statura:165
Occhi:castani
Capelli:castani
Segni particolari:ha piccoli nei sul viso e sul collo, e una piccola cicatrice al lato sinistro della bocca
Scomparso da:Cesena (Forlì)
Data della scomparsa:01/09/1992
Data pubblicazione:20/05/1997,08/06/1999,14/05/2002

Il 1 settembre 1992 Cristina Golinucci scompare dopo essere uscita di casa per andare al Convento dei padri Cappuccini di Cesena dove aveva un appuntamento con il suo confessore e padre spirituale, padre Lino. Davanti al Convento viene ritrovata solo la sua Fiat Cinquecento azzurra. La madre di Cristina, il giorno dopo, va al Convento per parlare con padre Lino che le dice di non aver aspettato Cristina fuori dal portone e quindi di non aver visto nulla. Il 3 settembre i familiari di Cristina ritornano al Convento con un cane, nella speranza che li aiuti a trovare qualcosa; ma padre Lino non permette loro di entrare. Del caso di Cristina non si parla più fino a quando, a fine maggio del 1995, "Chi l'ha visto?" raccoglie la sconvolgente testimonianza di una giovane donna aggredita e stuprata, nel giugno precedente, in una zona non lontana dal punto dove è scomparsa Cristina. Per questa violenza viene arrestato un immigrato, Emanuel Boke che, all' epoca della sparizione di Cristina, era ospite proprio del Convento dei padri Cappuccini di Cesena, dove lavorava come muratore. Dopo la messa in onda di questa importante testimonianza è nato il sospetto di un possibile nesso fra la presenza di Boke nel Convento e la scomparsa di Cristina. Il PM di Forlì ha aperto una indagine su Boke. Intanto a Cesena, il 1 settembre, per il quinto anniversario della scomparsa, si è celebrata una messa e si è tenuta una manifestazione per chiedere la verità su Cristina Golinucci. La madre di Cristina ha lanciato il suo accorato appello nella speranza che venga fatta chiarezza.

  • 8 giugno 1999

    Emanuel Boke aveva confessato a Padre Lino di avere ucciso e fatto sparire Cristina Golinucci. Padre Lino, come risulta dai verbali, ha riferito il fatto ai Carabinieri un anno dopo. E' venuto alla luce solo oggi ma magistratura e investigatori ne vennero a conoscenza quattro anni fa e, quando mesi dopo li informarono, invitarono i genitori a mantenere il segreto per non ostacolare ulteriori indagini. Boke, originario del Ghana, era stato ospite del Convento dei Cappuccini di Cesena per circa tre anni, e vi si trovava anche il giorno della scomparsa di Cristina. Il colloquio con Padre Lino si era tenuto in carcere, dove l'immigrato stava scontando una condanna a cinque anni per lo stupro di una donna. Boke successivamente ha smentito la sua confessione, e le ulteriori indagini non hanno avuto risultati. Così nel giugno del '98 è stato scarcerato. I genitori di Cristina e la sorella maggiore hanno avuto con lui un incontro nel quale gli hanno chiesto, prima di far perdere le sue tracce, di indicare almeno il luogo dove poter trovare il corpo della ragazza scomparsa. Invano.

  • 5 dicembre 2003

    La madre di Cristina Golinucci, in memoria della figlia, ha dato vita a Cesena ad una sezione dell'Associazione Penelope, nata su iniziativa del fratello di Elisa Claps per non dimenticare le persone scomparse e per favorire leggi che tutelino le famiglie. La signora Golinucci ha ricostruito la tragica vicenda della figlia, ricordando i fatti accaduti nel corso delle indagini e sottolineando la sua profonda delusione per non aver mai potuto conoscere la verità: "Noi abbiamo fatto la spola per tutti questi anni, quando c'era ancora mio marito. Poi è nato un comitato per Cristina e tutto questo ha dato l'impeto per fare la perquisizione al convento, nel '97. In seguito a questa perquisizione noi avevamo sperato di sapere qualcosa, anche se avevamo anche la paura di trovare qualcosa. Però abbiamo sempre voluto la verità. Nel '97, non avendo trovato niente al convento, padre Lino mi scrive una lettera molto, molto pesante per il mio cuore di mamma. Padre Lino, difendendo il suo convento, ha avuto questa reazione, sbagliata secondo me, troppo pesante. Ci sono stati tanti errori, ma qui io imputo anche le forze dell'ordine, forse pari o anche sopra a padre Lino. Perché le forze dell'ordine non hanno fatto il loro dovere allora? Perché eravamo davanti alla chiesa? La verità non è ancora venuta fuori. Non so se mai la saprò".

  • 29 marzo 2004

    E' stata dichiarata ufficialmente la morte presunta di Cristina Golinucci. In collegamento dal piazzale del convento da dove la figlia è scomparsa il 1 settembre 1992, la madre ha ricordato ancora una volta le carenze nelle indagini ed ha invocato il diritto di sapere almeno dove poter deporre un fiore per sua figlia, se davvero è stata assassinata. La signora Marisa oggi è una delle anime di Penelope, l'associazione fondata insieme ad altri familiari di persone scomparse

  • 22 marzo 2010

    Quando ha saputo del ritrovamento del corpo di Elisa Claps, la ragazza potentina il cui corpo dopo 17 anni è stato ritrovato all'interno della chiesa della Santissima trinità di Potenza, Marisa Golinucci, madre di Cristina ha dichiarato: "Ho invidia per Filomena, finalmente ora conosce la verità". La madre di Cristina, che per anni si è battuta affinché si cercasse il corpo della figlia nel convento dei cappuccini ha lanciato un appello e ha chiesto a gran voce che vengano fatte nuove e più accurate perquisizioni.

     

  • 26 aprile 2010

    "Massima disponibilità, da parte nostra, nei confronti della magistratura per le nuove ricerche di Cristina Golinucci ". Il padre guardiano del convento dei Cappuccini di Cesena, Giancarlo Galli, davanti alle telecamere di 'Chi l'ha visto?' ha dato questa sera il via libera della comunità religiosa ai nuovi accertamenti che la Procura di Forlì potrebbe  disporre a breve alla ricerca della verità sulla scomparsa di Cristina Golinucci; la madre di Cristina, Marisa Degli Angeli, è da sempre convinta - e lo ha ripetuto anche durante la trasmissione - che sua  figlia ''non si è allontanata da questo luogo''. Un sopralluogo, senza esito, fu gia' fatto nell'agosto 1997 anche all'interno del convento, ''ma ora - ha ribadito la madre - possono essere fatti nuovi controlli con sistemi più sofisticati, come i  georadar''. Gia' circa un mese fa la donna si era presentata al convento con alcuni geologi per chiedere di poter fare un sopralluogo, ma la risposta fu negativa. Ora è invece arrivata la disponibilità dei frati in diretta tv: ''Non abbiamo ricevuto ancora nessuna richiesta - ha detto padre Giancarlo, che solo da due anni e mezzo e' a Cesena, riferendosi a possibili atti giudiziari - ma appena arriverà ci metteremo a disposizione. Vogliamo dare il nostro contributo; la ricerca della verità è ciò che anche noi intendiamo perseguire''. I sospetti puntarono già allora su un africano, Emmanuel Boke, all'epoca ospite del convento, che poco tempo dopo la scomparsa della ragazza si rese protagonista nella zona di una violenza sessuale con tentato omicidio; scontò una condanna a sei anni, poi di lui si persero le tracce. In carcere confessò proprio a padre Lino di aver ucciso Cristina Golinucci, ma per quella vicenda non furono trovate prove nei suoi confronti. Intanto mamma Marisa - che negli anni ha stretto amicizia con i familiari di Elisa Claps e con loro, tra gli altri, ha fondato l'associazione 'Penelope' per la ricerca di persone scomparse - continua a sperare in qualche novità: ''Faccio appello a tutta Cesena - ha detto stasera - se qualche ragazza di allora fu molestata da Boke, se pensa di avere qualche indizio, si faccia avanti. Ci aiuti a scoprire una verità che aspettiamo da diciotto anni. Voglio trovare il corpo di mia figlia''.

  • 12 maggio 2010

    Nel pomeriggio è stato fatto un sopralluogo nel convento dei frati cappuccini davanti al quale il primo settembre del 1992 è scomparsa Cristina Golinucci, allora 21 anni, la cui inchiesta è stata riaperta da qualche settimana su richiesta della famiglia. Al sopralluogo hanno partecipato il pm Alessandro Mancini, i vertici del commissariato di Cesena, itecnici della polizia scientifica di Bologna e i colleghi di Cesena. Obiettivo: cercare i resti della ragazza attraverso attrezzature sofisticate come il georadar che non furono usate nell'ispezione dell'agosto 1997. Diciotto anni fa Cristina Golinucci uscì da casa per andare proprio nel convento dei Cappuccini, dove aveva appuntamento con il suo confessore, padre Lino. Nel sopralluogo di oggi sono stati filmati i luoghi dove poi la polizia scientifica di Roma farà un'indagine ad hoc. Le ricerche saranno concentrate in particolare nell'orto-giardino (non controllato precedentemente) e la galleria che passa sotto la montagna, usata in tempo di guerra come rifugio (13 anni fa fu controllata solo in parte).

  • 24 maggio 2010

    Le ossa, vecchie di cento e più anni, trovate nella cripta del convento dove per tre giorni si sono cercati i resti di Cristina Golinucci appartengono ai frati. Nella cripta del convento, fondato nel 1559, infatti venivano sepolti i frati.  Questa mattina il pm Alessandro Mancini ha tenuto una riunione di un'ora nel convento insieme al vicequestore aggiunto Silvia Gentilini e ai quattro specialisti della Polizia scientifica di Roma, che dopo l' incontro hanno lasciato la struttura religiosa dopo tre giornate di intense ricerche con il georadar e due metaldetector. Ora sono impegnati altrove; potrebbero però tornare nei prossimi giorni. Stabilito che le ossa trovate nella cripta non sono quelle di Cristina Golinucci, gli inquirenti hanno deciso di continuare le ricerche nei prossimi giorni (non si sa ancora quando); inizialmente anche senza georadar, poi con lo sofisticato strumento. Obiettivo sarà l'esterno, ma sempre nelle immediate vicinanze del convento: in due vasche  dell'acquedotto che erano in costruzione 18 anni fa e negli scavi che vennero effettuati sempre nelle zone limitrofe per costruire le fogne.

    Dopo aver cercato nel convento dove Cristina Golinucci era stata vista per l'ultima volta, Alessandro Mancini, procuratore di Forlì-Cesena, sostiene che le prossime indagini i svolgeranno fuori, nel boschetto accanto al convento dei frati. 

  • 12 luglio 2010

    Secondo la dott.sa Silvia Gentilini, vice commissario di Cesena, le indagini nel convento sono state svolte con scrupolo,  seguendo il percorso dei cunicoli. 'Abbiamo seguito le indicazioni dei luoghi dove stavano svolgendo dei lavori in quei giorni, poiché stavano posizionando le tubature dell'acqua che dal pozzo dovevano raggiungere l'orto. Il convento è stato visionato', ha dichiarato il vice commissario. 'Siamo in una fase investigativa che consiste nel sentire e risentire le persone che conoscevano Cristina', ha proseguito la dott.sa Gentilini. Secondo gli inquirenti Cristina aveva effitivamente raggiunto il parcheggio del convento. Ma poi nel convento non vi sarebbe mai entrata, poiché probabilemente sarebbe salita in auto con qualcuno che le chiedeva aiuto e aveva bisogno del suo intervento. 'Era una persona propensa all'altro, ma non ingenua. Se qualcuno le avesse chiesto aiuto, lei sarebbe intervenuta solo se era una persona che lei conosceva'. La Gentilini poi fa un appello: ' Volevo approfittare per dire che questo è il momento giusto per chi ha qualche indizio, per chi avesse visto Cristina, questo è il momento giusto per farsi avanti e dire quello che ritiene importante'.

  • 28 gennaio 2011

    Non sono serviti gli strumenti più sofisticati di cui dispongono gli investigatori, come il georadar, per risolvere il giallo della scomparsa di Cristina Golinucci, la ventunenne di Cesena sparita il primo settembre '92 nel parcheggio di un convento dei cappuccini. Al termine di oltre otto mesi di nuovi accertamenti, compiuti a maggio e luglio 2010 anche all'interno del convento e nelle aree attigue alla ricerca di qualche traccia, ma senza esito, il pm Alessandro Mancini si appresta a chiedere l'archiviazione del procedimento penale che era stato riaperto nella primavera del 2010. Gli agenti del commissariato di Cesena, coordinati dal vice questore aggiunto Silvia Gentilini, e il sostituto procuratore hanno disposto una consistente serie di accertamenti, con una decina di sopralluoghi e l'ascolto a verbale di più di venti persone, alcune delle quali mai sentite in precedenza. "Polizia e magistratura hanno fatto tutto il possibile - commenta al nuovo capolinea delle indagini l'avv.Carlotta Mattei, che da sempre segue la vicenda per conto della famiglia - ma è all'epoca che non si fece tutto il possibile, privilegiando l'ipotesi della fuga volontaria. Non si presero nemmeno eventuali impronte sull'auto di Cristina. La nostra collina è ricca di boschi incolti, calanchi, pozzi; forse un giorno una ristrutturazione edilizia, chissà, farà venire alla luce quello che da più di 18 anni è nascosto".