CLV

Torna in HomeScomparsi
Scomparso

Amedeo Amorosi

Sesso:M
Età:56 (al momento della scomparsa)
Nazionalità:Italiana
Statura:165
Capelli:grigi
Segni particolari:Ha baffi scuri, due nei sporgenti uno vicino alla narice destra l'altro al lato esterno dell'occhio destro.
Scomparso da:Siena
Edizione:1996
Data della scomparsa:04/06/1996
Data pubblicazione:22/10/1996

La mattina del 4 giugno Amedeo scende in strada per osservare i lavori di manutenzione del suo palazzo. Più tardi una vicina lo vede nel suo garage mentre sistema alcune cose. Da questo momento se ne perde ogni traccia.

  • 23 febbraio 1999

    Nel convento di San Giuseppe a Bologna "Chi l'ha visto?" ha incontrato Gian Carlo, un frate francescano che è convinto di aver visto Amorosi nel dicembre del '96. Avendo conservato la sua foto il frate ha raccolto la testimonianza di un giovane che avrebbe visto l'uomo scomparso alla stazione di Milano. Qui, però, non si sono trovati riscontri certi. Impiegato delle Poste in pensione, ex presidente di circoscrizione, impegnato nel volontariato, Amedeo Amorosi si era dedicato molto ad una squadra giovanile di pallavolo, la cui gestione gli era costata tantissimo, soprattutto in termini economici. La depressione che lo aveva attanagliato negli ultimi tempi forse era legata proprio all'amministrazione di questa squadra, per la quale Amorosi si sentiva responsabile di fronte all'intera città. Il 4 giugno 1996 si è allontanato da casa, lasciando tutti i suoi effetti personali. La mattina seguente ha fatto una breve telefonata al figlio da una cabina telefonica di una frazione, a circa 15 km da Siena. Qui una sua ex collega di lavoro lo ha riconosciuto e gli ha parlato. Cinque mesi dopo un'infermiera dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna lo avrebbe incontrato al centro della città, in Piazza Aldrovandi. L'uomo, con accento toscano, dopo averle chiesto mille lire, le avrebbe detto di essere appena uscito dall'ospedale e di avere un biglietto per tornare a casa. La signora Amorosi ha voluto rivolgere un appello al marito: "Se sapessi che lui ha fatto la sua scelta, a malincuore, ma ben volentieri gli si direbbe: Amedeo, se tu hai fatto questa scelta noi la rispettiamo, l'importante è che sei vivo. Che il Signore faccia la sua volontà".

  • 10 luglio 2000

    Amedeo Amorosi in questi quattro anni sarebbe stato visto prima a Bologna, poi ad Alessandria e a Valenza Po, sempre in prossimità di stazioni ferroviarie. L'ultimo avvistamento risalirebbe a marzo-aprile 1999. Il figlio Luca ha voluto fare un nuovo appello: "Prima di tutto ci interessa sapere lo stato di salute di mio padre e poi fargli sapere che i problemi che riteneva così grandi non lo sono. E comunque insieme si risolvono meglio".

  • 14 luglio 2003

    La signora Carla Amorosi ha raccontato di due lettere che il marito ha spedito subito dopo la sua scomparsa: "Due lettere che Amedeo ha indirizzato una a me e una, in generale, a noi tre della famiglia. Sono arrivate qualche giorno dopo che Amedeo è andato via. Sono personali e parlano soprattutto della vita come è stata, insieme, fra me e lui". Il figlio Luca ha aggiunto: "Lui anche in queste lettere si definisce un po' un peso per la famiglia e probabilmente ritiene che stando lontano tiene lontano un po' tutti i problemi". A giugno scorso è accaduto qualcosa che ha riacceso le speranze di ritrovare Amedeo Amorosi, infatti una suora di clausura di un convento di Monza ha scritto alla signora Amorosi dicendo di essere sicura di aver conosciuto suo marito nel 2001. Una persona molto somigliante al signor Amorosi, che aveva anche detto di chiamarsi Amedeo, si sarebbe presentata spesso al convento per chiedere qualcosa da mangiare. "Chi l'ha visto?" insieme a Gabriele Amorosi, uno dei due figli dell'uomo scomparso, ha cercato di verificare se davvero Amedeo Amorosi sia stato a Monza, contattando i responsabili della sede locale della Caritas dove le suore avevano suggerito all'uomo di recarsi per avere regolarmente un pasto. La ricerca non ha dato risultati ma una donna ha riferito di aver riconosciuto Amedo Amorosi a Biassono, un paese poco lontano da Monza dove l'uomo che si era rivolto alle suore aveva detto di abitare: "Mercoledì qui era chiuso e sono andata al GS. Era seduto alla fermata del pullman di fronte al bar Italia. E' lui, la faccia è sua. Aveva i baffi più chiari, sul grigio, i capelli anche". Nella stessa zona però non ci sono state altre segnalazioni.