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Scomparso

Denise Pipitone

Sesso:F
Età:4 (al momento della scomparsa)
Nazionalità:italiana
Statura:98
Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:canottiera verde mela con bordi arancione e pantaloncini di colore arancione, un paio di sandaletti di gomma celesti con due cuoricini stampati sopra
Scomparso da:Mazara Del Vallo (Trapani)
Data della scomparsa:01/09/2004
Data pubblicazione:13/09/2004

Appena il tempo di servire in tavola la pasta per il pranzo e la piccola Denise Pipitone era sparita dal marciapiede davanti alla porta di casa dove stava giocando. Così la nonna, alla quale la bimba era stata affidata dalla madre, ha raccontato come si è accorta della sua scomparsa, avvenuta intorno a mezzogiorno dell'1 settembre scorso a Mazara del Vallo (Trapani) in via Domenico La Bruna, una piccola traversa della più larga e trafficata via Castagnola, che porta velocemente all'autostrada. Appena svoltato l'angolo della strada abita una zia della bambina che ha riferito di averla vista intorno alle 11,45 fare capolino e poi tornare verso casa. La madre di Denise Pipitone, collegata in diretta durante la trasmissione, ha riferito che la piccola non si fidava degli adulti che non conosceva e che difficilmente di sarebbe fatta avvicinare.

  • 20 settembre 2004

    L'1 settembre scorso Denise Pipitone era affidata alle cure della nonna perchè quella mattina la madre incominciava un corso di informatica. La bimba è rimasta sempre con la nonna, salvo un breve periodo intorno alle 9,30, quando uno zio che abita nella stessa palazzina l'ha portata a fare un giro in auto come altre volte. Tra gli episodi oggetto di indagine si è tornato a parlare dell'auto di grossa cilindrata, di colore rosso bordeaux, che il nonno della bambina ha visto un paio di volte tempo fa, posteggiata vicino al marciapiede di casa. Al volante un uomo bruno sui 35 anni, capelli ricci. Un'altra auto scura, forse una Ford Fiesta vecchio modello, sembra guidata da una donna, secondo un testimone il 1 settembre avrebbe investito a forte velocità un marciapiede a circa duecento metri da via La Bruna, allontanandosi subito dopo senza fermarsi.

  • 4 ottobre 2004

    "Continuo ad essere ottimista. Come ho detto all'inizio del sequestro, se è valida la mia tesi investigativa la bambina è viva e non dovrebbe essere lontana da Marsala", così il Procuratore Antonino Sciuto, confortato dal suo sostituto dr.ssa Maria Angioni, è tornato a ribadire un certo ottimismo sul possibile ritrovamento di Denise Pipitone. Intanto sono stati secretati i verbali del lungo interrogatorio al quale sono stati sottoposti, il 30 settembre scorso, i genitori della bimba. Presente in studio durante la trasmissione, la madre di Denise Pipitone che ha riferito che lei e il marito mantengono un atteggiamento di massima disponibilità e collaborazione con la Procura per supportarla nella verifica di ogni possibile ipotesi. La signora ha anche invitato a segnalare ogni possibile situazione, anche apparentemente normale, che possa essere utile conoscere durante le ricerche.

  • 25 ottobre 2004

    Verso la fine dello scorso mese di settembre, la Procura della Repubblica di Mazara del Vallo ha disposto accertamenti su tutto il territorio nazionale, per il periodo va dall'inizio del 2002 a oggi, sui conti bancari, quelli postali e sui depositi in titoli di 26 persone della città siciliana.

  • 1 novembre 2004

    Un anno fa sono state squarciate le gomme dell'auto della madre di Denise Pipitone. Nel successivo aprile è stato incendiato il negozio di erboristeria di sua sorella. Questi precedenti potrebbero essere legati alla scomparsa della bambina. Infatti nella lista delle 26 persone sottoposte ad accertamenti bancari figurerebbero anche persone, e loro parenti, che nutrirebbero motivi di rancore verso la madre di Denise Pipitone o la sua famiglia.

  • 20 dicembre 2004

    Il marito separato della zia di Denise Pipitone, sorella della madre, già al centro delle indagini e sottoposto a interrogatori, ha rilasciato a "Chi l'ha visto?" un'intervista nella quale ha accusato l'ex moglie di aver fatto convergere su di lui l'attenzione degli inquirenti a causa della loro crisi coniugale. L'uomo ha anche voluto ridimensionare le dicerie sul suo conto, che gli sarebbero valse il soprannome "lo spiritato", dicendo che si riferivano a un episodio di molti anni fa. Prima di questa intervista, con un improvviso blitz, la Polizia di Marsala aveva sequestrato una videocassetta che l'uomo aveva appena consegnato all'inviato della trasmissione, dopo aver fermato e perquisito entrambi in questura. Sembra che il contenuto della videocassetta sia ritenuto importante ai fini delle indagini.

  • 21 marzo 2005

    Il 18 ottobre 2004 un telespettatore di "Chi l'ha visto?", guardia giurata per un istituto di vigilanza, ha notato davanti alla banca di Milano dove prestava servizio un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambini. Uno di questi, una bambina che somigliava a Denise Pipitone, aveva il capo coperto dal cappuccio di un giubbotto nonostante la giornata calda. Il gruppo si è allontanato prima dell'arrivo della volante della Polizia, prontamente avvertita, nonostante che l'uomo abbia cercato di intrattenere la bimba. La guardia giurata ha comunque fatto in tempo a registrare alcune immagini con il suo cellulare. In uno dei video, subito consegnati agli inquirenti, si sente una donna che dice alla bimba "Danàs" e lei che risponde "Dove mi porti?". Uno dei documenti filmati, della durata di pochi secondi, pervenuto anche a "Chi l'ha visto?", è stato mostrato per la prima volta dal TG3 della Rai la sera di domenica 20 marzo, il giorno dopo che la madre di Denise Pipitone aveva dichiarato alla stampa di essersi convinta che la bambina ripresa era sua figlia. Durante la trasmissione è intervenuta telefonicamente la guardia giurata dicendo che se avesse avuto la certezza che quella bambina era Denise sarebbe intervenuto, senza curarsi dei rischi personali che correreva. La madre di Denise ha chiamato a sua volta ringraziando l'uomo e dicendo di comprendere la situazione in cui si è trovato. "Per me quella è Denise", ha detto la signora, precisando di essersi convinta definitivamente della somiglianza dopo l'elaborazione delle immagini del video da parte degli specialisti e ricordando che ad agosto la figlia si era procurato un graffio sulla guancia sinistra come quello notato dalla guardia giurata.

  • 4 aprile 2005

    Alla segnalazione della guardia giurata di Milano ne sono seguite numerose altre, rivelatesi tutte non fondate. Sarebbe importante riuscire a identificare comunque la bambina ripresa nel video, anche se non si trattasse di Denise, per evitare un clima di psicosi nei confronti dei nomadi e per evitare di distrarre energie preziose per le indagini. A questo scopo è stato mostrato un fotogramma di un altro video girato dalla guardia giurata con il suo telefonino. Nell'immagine si intravede il volto di una donna seduta accanto alla bambina che la madre ha riconosciuto come Denise Pipitone.

  • 11 aprile 2005

    Grazie alle immagini dei volontari della Croce Rossa di Milano si è potuto escludere che un bambino incappucciato segnalato insieme a una donna nomade fosse la bambina ripresa dalla guardia giurata. Anche la donna non era la stessa. Una decina di giorni fa la madre di Denise Pipitone ha parlato direttamente con la guardia giurata. Alcuni dettagli del racconto dell'uomo avrebbero rafforzato il suo convincimento che la bimba del video sia la figlia: il modo di ridere tenendo la lingua tra i denti, l'abitudine di tenere i pugni chiusi sulla pancia e un graffio sulla guancia sinistra. Inoltre, mentre prendeva tempo per l'arrivo della Polizia che aveva avvertito, la guardia giurata ha chiesto alla bimba se poteva comprarle qualcosa e lei ha risposto: "Voglio a' pizza!", allo stesso modo come la madre ricorda che era solita rispondere Denise. Alla vigilia di Pasqua, in occasione del suo improvviso viaggio a Milano insieme alla madre di Denise Pipitone per verificare la segnalazione di una bimba rom somigliante, il Procuratore di Marsala si è detto ancora ottimista sulla possibilità di ritrovare la bambina.

  • 12 dicembre 2007

    Dopo aver confessato nel luglio scorso di avere ucciso Sabine Maccarrone, ritrovata cadavere in un pozzo di proprietà della sua famiglia, Giuseppe Dassaro si è accusato dell'occultamento del corpo di Denise Pipitone. Nelle sue dichiarazioni Dassaro, che alla fine del 2005 era uscito dal carcere dopo avere scontato una lunga condanna per un altro omicidio, accusa la sua ex moglie Rosalba Pulizzi, sorella di Piero, padre naturale della bambina scomparsa. Denise sarebbe stata portata a Palermo in casa della donna, dove sarebbe morta per una dose eccessiva di tranquillanti. Lo stesso Dassaro, che sostiene anche di avere visto la piccola in vita mesi dopo il rapimento, nel marzo del 2007 avrebbe trasportato in scooter fino a Trapani il corpo, dentro un borsone, per gettarlo in mare. Finora le diverse versioni fornite da Dassaro non avrebbero trovato riscontri concreti. Piera Maggio, la madre di Denise, ha ribadito che lei continuerà a cercare la figlia viva, fino a quando non esisteranno prove certe del contrario. E ha aggiunto che anche la Procura l'ha incoraggiata in questo.

  • 13 ottobre 2008

    Gli specialisti del RIS dei Carabinieri di Roma, dopo quello di Angela Celentano hanno realizzato anche un invecchiamento della foto di Denise Pipitone all'età di 8 anni. Lo ha annunciato durante la trasmissione il colonnello Ripani, che ha illustrato il procedimento con il quale il RIS ha prodotto l'immagine.

  • 15 luglio 2009

    La notte tra l'1 e il 2 settembre 2004 gli strani movimenti, veri o presunti, di un cellulare che era stato posto subito sotto controllo. Disponibili appena una settimana dopo la scomparsa di Denise, i dati registrati dalla rete di telefonia cellulare fuorono ritenuti inattendibili. Quasi cinque anni dopo i periti di parte e il gestore della carta sim tracciata rovesciano quel giudizio. Ma per la madre di Denise sarebbe stato utilissimo, anche senza certezze tecniche, chiedere subito all'intestatario di quella utenza controllata: "Dov'era quella notte?".

  • 16 novembre 2009

    Mazara Del Vallo (Trapani), 16/11/09 - Un padre diviso a metà: da un lato l'affetto per una figlia nata al di fuori del matrimonio, rapita quando aveva solo quattro anni, dall'altro quello per un'altra figlia ''legittima'', che è anche l'unica indagata per il sequestro della sorellastra. Una situazione lacerante che arriverà in un'aula di tribunale il prossimo, visto che il papà naturale di Denise Pipitone, la bimba scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che vede sul banco degli imputati la figlia Jessica, che oggi ha 22 anni. ''E' stata una decisione sofferta che devo a Denise, io voglio arrivare alla verita'', dice Piero Pulizzi, 52 anni, afferma spiegando  la sua scelta travagliata. Un annuncio a sorpresa, fatto nel corso di ''Chi l'ha visto?''. ''Non sto accusando nessuno - spiega - ma se ci sono dei colpevoli, devono pagare''. Piera Maggio, la mamma di Denise, dice di “apprezzare tantissimo'' il gesto di Piero Pulizzi, ''Se ha deciso di fare questo passo significa che lo ritiene necessario: è un padre che sta soffrendo come me, e come me vuole la verita'''.  Riguardo l'inchiesta giudiziaria il parere della mamma di Denise è duro: ''Questo processo arriva con cinque anni di ritardo. Cinque anni di inferno. Un comportamento vergognoso da parte di chi avrebbe dovuto farmi riabbracciare mia figlia e assicurarmi giustizia''. Più cauto il papà della bimba, il quale sostiene di ''non avere ancora alcuna idea'' riguardo alle indagini: ''Ci sto andando con i piedi di piombo, voglio prima capire, attendere gli sviluppi dell'inchiesta”. Piero Pulizzi afferma di aver parlato della vicenda con la figlia Jessica subito dopo il sequestro ''da allora non abbiamo avuto alcun rapporto''. Riguardo infine alla ex moglie, Anna Corona, la mamma di Jessica coinvolta nelle indagini, Piero Pulizzi risponde seccamente: ''Non parlo con quella signora da 14 anni, non abbiamo rapporti''. Jessica Pulizzi, che al momento della scomparsa di Denise era ancora minorenne, è l'unica indagata per il sequestro della bimba insieme all'ex fidanzato Gaspare Ghaleb, un giovane tunisino che deve rispondere solo di false dichiarazioni al Pm. Agli atti dell'inchiesta, condotta dalla Procura di Marsala, figurano numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. In una di queste Jessica dice rivolgendosi alla madre: ''A casa cia purtai (l'ho portata a casa ndr)''. In un'altra intercettazione, fatta ascoltare per la prima volta nel corso della trasmissione di Raitre ‘Chi l’ha visto?’, si sente la voce di una bimba che dice “Pronto” e quella di una donna che le ordina: ''Stai zitta''.

  • 24 novembre 2009

    Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise Pipitone, diserta l'udienza preliminare di questa mattina a Marsala, che si apre cinque anni dopo il rapimento della piccola a Mazara del Vallo, l'1 settembre 2004. "Su questa udienza c'è troppa attenzione da parte dei mass media e dei fotografi - scrive la ragazza accusata del rapimento - non ho la serenità per andare al palazzo di giustizia". Per la mamma di Denise, Piera Maggio, è la dimostrazione della sua responsabilità in questa vicenda: "L'indagata se non è presente avvalora ciò che ha dimostrato in questi anni. L'innocenza si prova rispondendo e portando le prove. A me interessa solo riabbracciare mia figlia e avere una giustizia giusta", aggiunge la donna che si costituisce parte civile insieme all'altro genitore Tony Pipitone. Sorpreso anche il padre di Jessica, Piero Pulizzi, che è anche il padre naturale di Denise: "Speravo di incontrarla qui per conoscere la verità”. Intanto il Gup Lucia Fontana si è riservata di decidere sull'istanza presentata dall'avvocato Gioacchino Sbacchi, difensore di Jessica Pulizzi, rinviando l'udienza preliminare per il sequestro della piccola al 18 dicembre prossimo. Il legale dell'indagata, che deve rispondere di sequestro di persona, ha infatti sostenuto la competenza del tribunale dei minori, in quanto la ragazza all'epoca dei fatti era minorenne. Il Gup, in attesa della decisione sull'istanza presentata dalla difesa, non ha ammesso la costituzione di parte civile dei genitori di Denise, Piera Maggio e Tony Pipitone, e del padre naturale della bimba, Piero Pulizzi, che ha annunciato di volersi costituire parte civile ''non contro mia figlia Jessica ma per sapere tutta la verità sulla scomparsa di mia figlia Denise''. "Mentre apprendiamo il rinvio dell'Udienza Preliminare del Processo per il rapimento della piccola Denise Pipitone, come Sindaco di Mazara del Vallo intendo esprimere piena solidarietà alla famiglia di Denise, convinto che la giustizia, per quanto lenta, alla fine giungerà all'identificazione dei responsabili di questo atroce reato. Chi avesse notizie che potrebbero portare alla restituzione di Denise e non le rendesse note all'Autorità Giudiziaria, si macchierebbe di una grave colpa davanti al popolo e davanti a Dio", queste le parole del sindaco, appresa la notizia del rinvio. “Questo rinvio è inammissibile, visto che da cinque anni attendiamo giustizia. Non ero d'accordo e l'ho anche dichiarato in aula'', ha spiegato l'avvocato Giacomo Frazzitta, difensore dei genitori di Denise Pipitone, commenta così la decisione del Gup Lucia Fontana di rinviare al 18 dicembre prossimo l'udienza preliminare nei confronti di Jessica Pulizzi, sorellastra della bimba, indagata per sequestro di persona, e del suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb. In merito all'eccezione sollevata dal difensore di Jessica Pulizzi, il legale della famiglia Pipitone obietta: ''L'avvocato Sbacchi ha citato una dottrina particolarmente datata, mentre la giurisprudenza consolidata dice che la competenza, nell'ipotesi in cui il reato di sequestro viene commesso da un minorenne e prosegue dopo il raggiungimento della maggiore età, è del tribunale ordinario''.

  • 14 dicembre 2009

    “E comu ci l’aviamu a pigghiari? Quannu è scuru…”: c'è anche questa intercettazione ambientale nel materiale al vaglio degli inquirenti che lavorano sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta il 1 settembre 2004 a Mazara del Vallo. Si tratterebbe del frammento di una conversazione in dialetto siciliano registrata nella giornata successiva alla sparizione della bambina, e probabilmente nella zona di Carini. Il nuovo elemento del caso Pipitone, che potrebbe gettare nuova luce sull'inchiesta che allo stato attuale vede indagata come responsabile del sequestro di Denise la sua sorellastra Jessica Pulizzi, e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb sospettato di aver reso false dchiarazioni al pubblico ministero, sarà al centro della puntata di stasera di "Chi l'ha visto?".

  • 18 dicembre 2009

    Rigettando l'istanza del legale di Jessica Pulizzi il gup ha deciso che la competenza per la scomparsa di Denise Pipitone è del tribunale ordinario e non di quello per i minori. L'avvocato Gioacchino Sbacchi aveva sollevato un' eccezione perché all'epoca della scomparsa l'imputata, di concorso nel sequestro della sorellastra, era minorenne. In precedenza il gup di Marsala, Lucia Fontana, aveva accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004. Ammessa anche quella del padre naturale della bambina, Piero Pulizzi, genitore anche di Jessica, accusata di concorso nel sequestro della sorellastra. Oltre che per Jessica Pulizzi, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Gaspare Ghaleb, ex fidanzato della giovane, accusato di false dichiarazioni al pm. Si svolge oggi a Marsala la seconda udienza preliminare del processo per la scomparsa di Denise Pipitone.

    ''Rispettiamo le decisioni del giudice anche se non le condividiamo. Questo naturalmente non significa che Jessica sia colpevole''. E’ quanto ha detto l'avvocato Gioacchino Sbacchi difensore dell'imputata accusata di aver concorso nel sequestro di Denise Pipitone. Alla domanda se chiederà riti alternativi l'avvocato Sbacchi ha risposto: ''La legge ci consente un termine per decidere e questo tempo ce lo prenderemo tutto''. Il Gup Lucia Fontana, dopo avere rigettato l'istanza presentata dalla difesa, ha aggiornato l'udienza all'8 gennaio prossimo. Nel corso di una udienza successiva, convocata per l'11 gennaio, deciderà l'eventuale rinvio a giudizio degli imputati o il non luogo a procedere. ''Sono molto provata, anche se l'udienza è andata bene. Il mio stato d'animo è quello di una mamma che sta per trascorrere il quinto Natale senza la sua bambina'', ha confessato Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, e ha sottolineato l’assenza all'udienza degli imputati: ''E' abominevole il non voler collaborare, avvalendosi sempre della facoltà di non rispondere, nel caso di una bambina scomparsa. E' come se non si volesse dare aiuto ad una piccola che per strada chiede aiuto”. Il legale ha evidenziato che agli atti del processo vi sono intercettazioni telefoniche che “confermano il dominio di Jessica sulla sequestrata anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età dell'imputata”.

  • 18 gennaio 2010

    Sei anni di sospetti, congetture, ipotesi hanno, ora, un primo riscontro processuale. Gli elementi raccolti dall'accusa a carico di Jessica Pulizzi, imputata del sequestro della sorellastra, hanno un fondamento e meritano di essere approfonditi in un'aula di giustizia. Lo pensa il gup di Marsala Lucia Fontana che, oggi, ha rinviato a giudizio la ragazza per sequestro di minorenne. Una decisione, accolta con soddisfazione dalla mamma della bambina, Piera Maggio, e sollecitata dai pm Laura Cerroni e Anna Sessa che hanno chiesto il processo anche per l'ex fidanzato dell'imputata, Gaspare Ghaleb, il tunisino che risponde di false dichiarazioni al pm. Il reato contestato a Jessica Pulizzi, 22 anni, all'epoca ancora minorenne, è quello di concorso in sequestro di persona con l'aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni. Una fattispecie introdotta con il pacchetto sicurezza varato dal governo, fortemente sollecitata dalla mamma di Denise e dal suo legale. Al processo si costituiranno parte civile, attraverso l'avvocato Giacomo Frazzitta, Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise, e per mezzo dell'avvocato Rosa Tumbarello, Piero Pulizzi, padre naturale della piccola rapita e di Jessica Pulizzi. Per l'accusa, la ragazza avrebbe fatto sparire la bambina per vendetta e gelosia. ''Il giudice dell'udienza preliminare ha adottato la decisione che noi ci aspettavamo'', e' il commento di Piera Maggio, che da anni chiede che sia fatta chiarezza sulla scomparsa della figlia. ''E' molto importante - ha detto Frazzitta - questa decisione perché adesso la procura di Marsala dovrà riaprire l'indagine indagando a 360 gradi''.

  • 25 gennaio 2010

    All'indomani del rinvio a giudizio di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise Pipitone, la procura di Marsala ha disposto la riapertura delle indagini. Al centro dei nuovi accertamenti degli inquirenti c'è la madre di Jessica, Anna Corona.  A spiegarlo è il Procuratore della repubblica di Marsala, Alberto Di Pisa. Tutto parte dalle indagini portate avanti recentemente dalla parte civile, ovvero da Piera Maggio. Il suo avvocato Giacomo Frazzitta, aveva  incaricato un professore universitario di Roma, Roberto Cusani, di analizzare i tabulati delle intercettazioni telefoniche. Il consulente avrebbe scoperto che la notte del  rapimento, il cellulare della madre di Jessica, Anna Corona, si sarebbe spostato da Mazara del Vallo per diverse ore raggiungendo la zona di Palermo per poi ricomparire a Mazara all'alba. Anna Corona a noi di essersi spostata. Per il Procuratore Di Pisa: "Il Gip ha ritenuto che fosse opportuno approfondire alcuni aspetti delle indagini. A fronte delle argomentazioni della difesa della Maggio, che erano un po' in contrasto con quelle che avevamo acquisito, ha ritenuto che fosse opportuno fare un ulteriore accertamento. L'accertamento più rilevante che ci chiede di effettuare è quello di stabilire se effettivamente la SIM che era intestata alla Corona,si sia effettivamente trovata in piena notte, nelle ore immediatamente successive alla scomparsa della piccola Denise, proprio presso l'abitazione di un determinato soggetto abitante nel palermitano, che tra l'altro è legato seppur alla lontana da rapporti di parentela con Piero Pulizzi, che è il padre naturale della piccola Denise, quindi c'è questo collegamento". Il ripetitore telefonico che alle 6 e 10, cencando il cellulare di Anna Corona inviò, secondo la procedura standard, un sms di avviso di chiamata si trovava esattamente nell’area ad est di Palermo, a Carini. E a Carini è situata l’abitazione di Giovanna Dassaro e Antonino Cinà, ovvero la cugina di Jessica Pulizzi. Giovanna Dassaro, infatti, è figlia di Rosaria Pulizzi, la sorella di Piero Pulizzi. Vacilla la certezza che Anna Corona si trovasse sul posto di lavoro, presso l'hotel Ruggero II di Mazara. "All'ora del sequestro la Corona sarebbe stata a lavorare in un albergo di Mazara del Vallo, però su questa presenza in albergo vi sono dei dubbi, soprattutto per quanto riguarda la firma di presenza apposta dalla Corona che potrebbe non essere la sua e quindi anche il Gip ci ha chiesto una perizia grafica. La firma potrebbe essere stata apposta da una collega di lavoro che avrebbe sostenuto la presenza della Corona in albergo, mentre altri soggetti dicono di non averla vista in quella fascia oraria", ha spiegato Di Pisa.

  • 3 febbraio 2010

    Come aveva anticipato a 'Chi l’ha visto?' il procuratore della Repubblica di Marsala Alberto Di Pisa, sono state riaperte le indagini per la scomparsa della piccola Denise Pipitone. Anna Corona, la madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, è indagata nell’ambito delle indagini sul sequestro della bambina. Proprio la figlia di Anna Corona, Jessica è del resto sotto processo per il rapimento. Due i punti chiavi su cui si dovrà fare chiarezza, come ha spiegato il procuratore: "Il Gip, Sergio Gulotta, ha ritenuto che fosse opportuno approfondire alcuni aspetti delle indagini. A fronte delle argomentazioni della difesa della Maggio, che erano un po' in contrasto con quelle che avevamo acquisito, ha ritenuto che fosse opportuno fare un ulteriore accertamento. L'accertamento più rilevante che ci chiede di effettuare è quello di stabilire se effettivamente la Sim che era intestata alla Corona, che è la madre di Jessica Pulizzi, si sia effettivamente trovata in piena notte, nelle ore immediatamente successive alla scomparsa della piccola Denise, proprio presso l'abitazione di un determinato soggetto abitante nel palermitano, che tra l'altro è legato seppur alla lontana da rapporti di parentela con Piero Pulizzi, che è il padre naturale della piccola Denise, quindi c'è questo collegamento".Il secondo punto riguarda invece proprio gli istanti del rapimento: "All'ora del sequestro la Corona sarebbe stata a lavorare in un albergo di Mazara del Vallo, però su questa presenza in albergo vi sono dei dubbi, soprattutto per quanto riguarda la firma di presenza apposta dalla Corona che potrebbe non essere la sua e quindi anche il Gip ci ha chiesto una perizia grafica. La firma potrebbe essere stata apposta da una collega di lavoro che avrebbe sostenuto la presenza della Corona in albergo, mentre altri soggetti dicono di non averla vista in quella fascia oraria.

  • 8 febbraio 2010

    Anna Corona, la madre di Jessica Pulizzi, è indagata dalla procura di Marsala per la scomparsa della piccola Denise. Gli  inquirenti vogliono chiarire i presunti spostamenti della donna nell'ora in cui, secondo la tesi dell'accusa, sua figlia  Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, avrebbe rapito la bambina. Anna Corona si sarebbe trovata sul posto di lavoro, in un albergo di Mazara del Vallo, dalle 7 e 30 circa alle 15 e 30 del primo settembre 2004, giorno della scomparsa della piccola  mazarese. Ma sulla sua presenza in quella fascia oraria gli investigatori hanno dei dubbi. In particolare il gip Sergio Gulotta ha disposto una perizia grafica sulla firma apposta sul foglio delle presenze. Si sospetta che una collega abbia apposto la firma di Anna Corona al suo posto. La donna, che lavorava in lavanderia, nei locali adiacenti al garage dell'hotel, ha negato di aver apposto una firma falsa o di aver segnato un orario d'uscita per la sua ex collega.

  • 22 febbraio 2010

    Una casa di campagna a Villagrazia di Carini, nel Palermitano, potrebbe essere stata la ''prigione'' di Denise Pipitone. Gli inquirenti ritengono che fosse nella disponibilità di Antonino Cinà e della moglie Giovanna Dassaro, cugina di Jessica Pulizzi, ora indagati per la scomparsa della bambina. Giovanna Dassaro è la figlia di Rosalba Pulizzi, sorella del padre naturale di Denise, Piero, e di Giuseppe Dassaro. Quest’ultimo, nel 2007, dopo aver confessato l’omicidio di Sabine Maccarrone, fece dichiarazioni sul sequestro di Denise che non trovarono riscontro. Il casolare, dove domattina avrebbe dovuto svolgersi un accertamento tecnico irrepetibile, è stato localizzato grazie a una consulenza tecnica depositata dalla parte civile, seguendo le tracce telefoniche nella notte tra l’1 e il 2 settembre 2004 del cellulare di Anna Corona, moglie del padre naturale di Denise e madre di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. La donna è indagata per la scomparsa di Denise, mentre la figlia è già stata rinviata a giudizio con l'accusa di averla rapita. L'accertamento, rinviato all'ultimo momento, doveva servire per individuare eventuali tracce biologiche della presenza della bimba. L'immobile non è sotto sequestro, come "Chi l’ha visto?" ha mostrato in diretta. Piera Maggio, intervenuta telefonicamente insieme al suo legale, ha detto che intende chiedere spiegazioni sulla vicenda al questore di Trapani Giuseppe Gualtieri "E' gravissimo che la casa non sia stata nemmeno sequestrat". Ancora più duro il commento dell’avv. Frazzitta: ''Ho appreso solamente questo pomeriggio alle 18 che era stato disposto per domattina un accertamento tecnico irrepetibile, da me stesso sollecitato. Ho appreso inoltre della revoca dello stesso accertamento disposta dalla Procura, in seguito alla riserva di incidente probatorio presentata dall'avv. Arianna Rallo che ne ha provocato il differimento''. Il legale ha definito la vicenda ''estremamente grave, visto che è previsto dal codice che la persone offesa venga avvisata. Inoltre avevamo comunicato già da diverso tempo alla Procura di Marsala di avere nominato come consulente tecnico di parte per questi accertamenti il generale Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma''.

  • 23 febbraio 2010

    ''Sarà estremamente difficile trovare prove utili nel casolare di Villagrazia. Si tratta di una struttura priva di copertura, quindi esposta agli agenti atmosferici. A distanza di anni è a dir poco improbabile che siano rimaste eventuali tracce della presenza della piccola Denise''. Lo ha detto il procuratore di Marsala Alberto Di Pisa a proposito dell'ispezione che dovrebbe essere effettuata in una casa di campagna di Villagrazia di Carini, nel palermitano, nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba rapita a Mazara del Vallo nel 2004. L'accertamento tecnico, disposto dal pm su input del gip, doveva essere realizzato oggi, ma l'opposizione del legale di due degli indagati, Giovanna Dassaro e Antonino Cinà, che si è riservato di chiedere l'incidente probatorio, l'ha fatto slittare. Sul casolare, sotto sequestro da quando un pentito ha raccontato che fu uno dei nascondigli in cui venne tenuta prigioniera la piccola, è già stata effettuata un'ispezione che ha avuto esito negativo. Da qui, a luglio del 2008, la decisione di dissequestrarlo. La Procura nei mesi scorsi aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta che, oltre a Dassaro e Cinà, coinvolge Anna Corona, la madre di Jessica Pulizzi, sorellastra della bimba scomparsa, rinviata a giudizio per sequestro di persona. Il gip, però, accogliendo l'opposizione del legale della mamma di Denise, l'avvocato Giacomo Frazzitta, ha rigettato l'archiviazione imponendo alla procura due accertamenti: l'ispezione nel casolare e l'analisi della sim del cellulare della Corona.

  • 1 marzo 2010

    E' stato differito il sopralluogo della polizia scientifica di Palermo presso la casa di Villagrazia di Carini dove potrebbe essere stata portata Denise Pipitone, secondo Piera Maggio e il suo legale Giacomo Frazzitta. Infatti l'avvocato Arianna Rallo, che difende gli indagati Antonino Cinà e sua moglie Giovanna Dassaro, ha chiesto e ottenuto un incidente probatorio. Tuttavia non si è fatta attendere la reazione della madre della piccola Denise, Piera Maggio, delusa dal fatto che la casa non è stata posta sotto sequestro. La casa di Villagrazia di Carini si trova molto vicino alla cella che avrebbe, secondo il consulente Roberto Cusani, agganciato il cellulare in uso ad Anna Corona, la madre dell'imputata per il sequestro di Denise, Jessica Pipitone. L'avvocato Frazzitta ha quindi precisato che anche il cellulare di Antonino Cinà, che è il figlio della proprietaria della casa, sarebbe transitato per quell'area che si trova a circa mezz'ora di auto da Palermo. Giovanna Dassaro, sua moglie, è legata da uno stretto rapporto di parentela con Jessica Pulizzi. Si tratta infatti della cugina, cioè della figlia di Rosalba Pulizzi, sorella di Piero Pulizzi, il padre naturale di Denise, e di Giuseppe Dassaro. Quest'ultimo è il responsabile dell'omicidio di Sabine Maccarrone, una giovane donne uccisa a Campobello, a pochi chilomenti a Mazara del Vallo, nel 2007. Dassaro dopo la confessione dell'omicidio, disse agli inquirenti di sapere qualcosa sulla scomparsa di Denise. La bambina fu cercata nello stesso pozzo dove nel 2007 è stato rinvenuto il corpo di Sabine. Le dichiarazioni di Dassaro furono ritenute non attendibili dagli inquirenti, tuttavia in parte oggi, come ha ricordato in diretta l'avvocato Frazzitta, potrebbero trovare riscontro proprio le dichiarazioni in cui l'uomo fa riferimento alla figlia Giovanna e a suo marito.

  • 16 marzo 2010

    E' stato rinviato al prossimo 25 maggio il processo per il sequestro di  Denise Pipitone. La prima udienza del processo che si celebra davanti al tribunale di Marsala (Trapani) si è conclusa con la richiesta dei legali dell'imputata Jessica Pulizzi, di trasferire il processo al Tribunale dei minori di Palermo perchè all'epoca del sequestro l'imputata era ancora minorenne. L'imputata, Jessica Pulizzi, era assente all'udienza perchè, come hanno riferito i suoi legali, è malata. La giovane è imputata per concorso in sequestro di minore, con l'aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni, insieme all'ex fidanzato, anch'egli assente al processo, il tunisino Gaspare Ghaleb, che però deve rispondere solo di false dichiarazioni al pm. Per l'accusa, la ragazza, che all'epoca dei fatti era ancora minorenne, avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre. Al processo si sono costituiti parte civile Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di  Denise, e Piero Pulizzi, il padre naturale della piccola rapita e dell'imputata. Quest'ultimo ha spiegato la sua decisione "sofferta", sottolineando di non volersi costituire "contro mia figlia, ma per conoscere la verità". La difesa si è opposta anche alla costituzione di parte civile del padre naturale, Piero Pulizzi. Il tribunale ha rinviato ogni decisione alla prossima udienza. Anche la madre di Jessica Pulizzi, Anna Corona, risulta indagata per lo stesso reato, ma in un altro troncone di  indagine aperto in seguito alle sollecitazioni del difensore di Piera Maggio, l'avvocato Giacomo Frazzitta. Il Gip di Marsala, Caterina Greco, ha infatti incaricato i carabinieri del Ris di eseguire un "accertamento unico irrepetibile" in un casolare di Villagrazia di Carini (Palermo) nella disponibilità di Anna Corona, che potrebbe essere stato utilizzato come prigione per tenere segregata la bimba. Il giudice ha invece rinviato al 18 marzo l'udienza per l'affidamento dell'incarico agli esperti che dovranno eseguire l'incidente probatorio diretto ad accertare la validità dei tracciati del cellulare in uso alla donna e che si riferiscono ai suoi spostamenti da Mazara del Vallo a partire dalla notte del 2 Settembre 2004. Anna Corona  ha difeso la figlia dall'accusa di essere "un mostro, una ladra di bambini" e ha aggiunto: "sulla mia famiglia si è abbattuta la violenza psicologica di un processo mediatico". Una tesi sostenuta anche dal legale di Jessica Pulizzi, l'avvocato Gioacchino Sbacchi, che lamenta un "massacro mediatico" nei confronti della sua assistita. Ma Piera Maggio, mamma della piccola Denise, ribatte: "L'unico massacro è quello al quale sono stata sottoposto io da cinque anni. Adesso chiedo giustizia"

  • 18 marzo 2010

    Il giudice delle indagini preliminari di Marsala Caterina Greco ha affidato al professor Bruno Pellero, dell'Università di Savona, ingegnere esperto in telecomunicazioni, l'incarico di accertare la validità dei tracciati del cellulare in uso ad Anna Corona e inerenti gli spostamenti dello stesso da Mazara del Vallo (Trapani) a partire dalla notte tra l'1 e il 2 Settembre 2004. Il perito, per gli accertamenti, ha chiesto 90 giorni di tempo. Anna Corona è la madre di Jessica Pulizzi, sotto processo, davanti al Tribunale di Marsala, con l'accusa di concorso nel sequestro della sorella (per parte di padre) dell'imputata. "Il gip - ha spiegato l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di parte civile per Piera Maggio, madre di Denise - ha incaricato il professor Pellero perche' ha ritenuto che il collegio peritale indicato nel Servizio centrale operativo della polizia è incompatibile con la consulenza tecnica di parte della Procura di Marsala, in quanto il dottor Gioacchino Genchi fa parte anch'egli della polizia di Stato''. E' questo il secondo troncone d'indagine sulla scomparsa della bambina che, oltre ad Anna Corona, vede indagati, sempre per concorso in sequestro di minorenne, anche Antonino Cinà e la moglie Giovanna D'Assaro.

  • 5 aprile 2010

    Gli archeologi forensi del Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense di Milano, hanno scavato per una settimana, setacciando ogni centimetro di un’area di circa duemila metri quadri, corrispondente al terreno adiacente la casa di Maria Rosa Di Franco, madre di Antonino Cinà, indagato, insieme alla moglie Giovanna Dassaro, per la scomparsa di Denise Pipitone. Si è scavato per escludere con certezza la più atroce delle ipotesi: che la piccola Denise sia morta e sia stata  seppellita in questo luogo. Ma cosa lega questa casa alla piccola Denise? E’ una parentela, tra la nuora di Maria, Giovanna Dassaro, che ha sposato suo figlio Antonino Cinà, e Jessica Pulizzi, imputata per il sequestro della bambina. Giovanna e Jessica  sono cugine. Gli inquirenti non potevano escludere nemmeno questa pista, perché una strana coincidenza porta proprio in quest’area. Infatti il ripetitore che avrebbe agganciato il telefono di Anna Corona lo stesso giorno della scomparsa della piccola copre esattamente questa zona. Questo ripetitore copre un territorio che comprende sia la casa che è stata ispezionata, sia l’autostrada che da Palermo porta a Mazara del Vallo e che si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria. Ora un perito nominato dal giudice dovrà stabilire se davvero il cellulare della Corona è transitato in quest'area. In attesa dei risultati del Ris, che potranno eliminare ogni dubbio sulla famiglia di Maria Rosa Di Franco, gli scavi non hanno portato a nulla e per Piera Maggio si riaccende la speranza di riabbraciare sua figlia.

  • 25 maggio 2010

    Alla seconda udienza del processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004 quando aveva 4 anni, si è presentata in aula per la prima volta la principale imputata, Jessica Pulizzi, che quindi non sarà più considerata contumace. Il tribunale di Marsala, presieduto da Riccardo Alcamo, ha sciolto la riserva sulle eccezioni difensive sollevate nel corso della prima udienza dall'avvocato Gioacchino Sbacchi, secondo il quale il processo non si dovrebbe celebrare davanti al tribunale ordinario in quanto all'epoca dei fatti l'imputata era ancora minorenne. Il tribunale ha rigettato l'eccezione, come già aveva fatto il gup in fase di udienza preliminare, ed ha ammesso quasi per intero le richieste di prove avanzate dall'accusa e dalla difesa: oltre all'esame degli imputati, sono circa 300 i testimoni che verranno ascoltati. Decisa l'acquisizione di sei intercettazioni ambientali e una telefonica chiesta dal pm Laura Cerroni. Si tratta delle conversazioni tra Anna Corona e la figlia Jessica Pulizzi, tra le quali quella registrata al Commissariato di Marsala la sera della scomparsa di Denise e altre ascoltate dalle cimici nascoste nell'auto e in casa della donna. Il tribunale ha anche ammesso come parte civile, in quanto padre naturale della vittima, Piero Pulizzi, che è anche padre dell'imputata. ''Voglio la verità a tutti i costi'' - ha detto - "Non parlo con mia figlia Jessica da sei anni, dal giorno in cui si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati. Io quel giorno ho perso una seconda figlia dopo Denise". Il processo è entrato oggi nel vivo con la deposizione di Piera Maggio, durata quasi sei ore, che ha ricostruito tra le lacrime il giorno della scomparsa: "Quella mattina non volevo lasciare Denise per andare al corso di informatica che riprendeva il primo settembre dopo la pausa estiva. Lei non si voleva staccare da me perché avevamo trascorso insieme tutta l'estate. Io la rassicurai e le dissi 'La mamma va al corso e poi torna presto presto'. Quindi l'ho vestita, le ho legato i codini e ho fatto andare lei e mio figlio Kevin da mia madre. Poi sono uscita, intorno alle 8.30 e non l'ho più vista. Alle 12.30 mi arriva una telefonata da Piero Pulizzi e mi dice 'guarda che stanno cercando Denise' e io non capivo che cosa stesse accadendo. Io gli dissi immediatamente 'vai a vedere dove sono tua moglie e tua figlia', perché la mia impressione è stata quella. Ho detto fin dal primo momento ai Carabinieri quali erano i miei sospetti su Anna Corona e Jessica Pulizzi". Piera Maggio ha poi ricordato come ha conosciuto il padre naturale di Denise - spiegando che la nascita della bimba ''fu voluta'' - l' evoluzione dei loro rapporti e l'iniziale amicizia con Anna Corona, anche lei indagata per la scomparsa di Denise ma in un altro procedimento. Di lei Piera Maggio ha sostenuto che era ''morbosamente'' attaccata a lei e che ''in giro si diceva fosse anche omosessuale''. La madre di Denise ha anche raccontato l'escalation di intimidazioni subìte: il danneggiamento della sua auto, l'incendio doloso dell'erboristeria della sorella e una serie di telefonate. Una di queste sarebbe stata fatta proprio da Jessica Pulizzi, che all'epoca era ancora una bambina: ''Cosi' come stiamo piangendo io e mia sorella, piangera' tuo figlio". Alla domanda del pm sul perché non abbia detto subito chi fosse il vero padre naturale di Denise, cioé Piero Pulizzi e non il marito Tony Pipitone, ha risposto: "Ero convinta che da lì a poco mi avrebbero fatto trovare Denise. Non volevo rovinare il mio rapporto matrimoniale con Tony. Però, dopo neppure ventiquattro ore avevo raccontato tutto". Piera Maggio ha raccontato che dopo la scomparsa della figlia si incontrò con l'ex fidanzato di Jessica Pulizzi, il tunisino Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm, per chiedergli se era a conoscenza di un eventuale coinvolgimento della ragazza nel sequestro. Lui avrebbe fatto cenno di sì, lasciando capire di avere paura a parlarne.

  • 14 giugno 2010

    Si è svolta oggi al tribunale di Marsala la terza udienza del processo per il rapimento di Denise Pipitone. La madre, Piera Maggio, è stata interrogata prima dal suo avvocato Giacomo Frazzita, al quale ha parlato dei rapporti con il suo ex marito, con Piero Pulizzi e con la ex moglie di questi, Anna Corona. Frazzitta ha chiesto a Piera Maggio se le risultasse una confessione di Jessica Pulizzi relativa allo squarcio delle ruote della sua auto. Sbacchi si è opposto, ma Piera Maggio ha confermato la circostanza. Per Frazzitta, Jessica avrebbe confessato davanti alla procura e ai legali di avere tagliato le ruote prima che la stessa indagata si avvalesse della facoltà di non rispondere. Il tribunale si è riservato di decidere sulla utilizzabilità della risposta fornita dalla madre di Denise. La difesa di parte civile di Denise Pipitone ha chiesto al Tribunale di acquisire una registrazione fatta da Piera Maggio durante una conversazione con Gaspare Ghaleb, l'ex fidanzato di Jessica Pulizzi. "Dopo il sequestro di mia figlia ho incontrato Gaspare Ghaleb, e alla mia domanda se Jessica poteva avere a che fare con la sparizione della bambina mi ha risposto 'il troppo odio porta a volte a cose brutte' non escludendo che Jessica poteva entrarci con il rapimento. Jessica gli aveva detto che io le avrei rovinato la vita e per questo me la doveva fare pagare. Io ho resgistrato l'incontro con Ghaleb per evitare che in futuro potesse ritrattare, ma fino ad oggi non lo aveva mai detto...". Ghaleb, indagato nel processo per false dichiarazioni al pm, avrebbe poi riferito a Piera Maggio, nello stesso incontro, che nel sequestro "oltre a Jessica potevano entrarci anche altre persone".
    Interrogata in controesame dall'avvocato Gioacchino Sbacchi, legale dell'imputata Jessica Pulizzi, La madre di Denise ha spiegato di aver saputo della scomparsa da Piero Pulizzi, mentre durante le prime sommarie informazioni la donna aveva detto di averlo appreso dalla sorella Giacoma. "Potete immaginare il mio stato d'animo di allora - ha detto - ero confusa e preoccupata, probabilmente ho fatto confusione. Pulizzi lo aveva appreso da mia sorella Giacoma e io dissi di averlo saputo da mia sorella". L'avvocato Sbacchi ha voluto ripercorrere anche la relazione tra Piera Maggio e Piero Pulizzi. Sbacchi ha chiesto a Piera Maggio se ha mai avuto sospetti sui rom nella sparizione della bimba, ma lei: ''Non ho mai pensato che fossero stati i rom a rapire mia figlia, ho pensato invece subito che fu Jessica Pulizzi a prendere Denise e a consegnarla dopo ai rom''. ''Il mio principale pensiero era subito andata a Jessica e non ai rom dopo la scomparsa di mia figlia - ha ribadito Piera Maggio - io non avevo timori degli zingari, ma bisognava seguire tutte le piste''. Prima di concludere il controesame Sbacchi ha letto alcune dichiarazioni riferite alla polizia da Piera Maggio nei giorni successivi al sequestro relative a una macchina di colore blu elettrico vista girare per una giornata intera nella zona di via La Bruna, nei giorni precedenti il rapimento. La madre di Denise ha ricordato che quell'episodio le fu riferito da due cugine e che anche suo padre in un'altra occasione precedente alla scomparsa, notò una macchina sospetta nella zona.

    Il processo è stato aggiornato al 9 luglio, quando saranno ascoltati 10 testi, compresa Francesca Randazzo, madre di Piera Maggio e nonna di Denise Pipitone, tra i circa 300 previsti nel corso del dibattimento. Il pm ha chiesto l'acquisizione della mappa di Mazara e di cinque fotografie dei luoghi in cui è avvenuto il sequestro: in una Piera Maggio ha indicato il vicolo limitrofo alla via La Bruna in cui abita la sorella di Gaspare Ghaleb.

  • 23 giugno 2010

    Si è svolto oggi presso il Tribunale di Marsala (Trapani), l'incidente probatorio diretto ad accertare la validità dei tracciati del cellulare in uso ad Anna Corona. I tracciati sono relativi agli spostamenti della donna da Mazara del Vallo (Trapani), dalla notte dell'1 Settembre 2004 - giorno della scomparsa della bimba - in poi. L'incidente probatorio ha riguardato anche i risultati ottenuti dagli esperti del Ris di Roma e di Messina dopo gli accertamenti tecnici in alcune abitazioni nella disponibilità degli indagati. Come consulente di parte di Piera Maggio era presente il professore Roberto Cusani, ordinario di Telecomunicazioni dell'Università La Sapienza di Roma. I primi dati rilevati dalle conclusioni del perito del Tribunale, Bruno Pellero, non sembrano essere risolutivi sui fatti avvenuti. Ad una lettura del documento infatti si evidenziano alcuni elementi già condivisi, e su altri invece non viene fatta sufficiente chiarezza. Secondo l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise, il perito "conferma alcuni dati che noi non contestiamo, come ad esempio che Anna Corona riceve sms (e telefonata) a Mazara del Vallo ed è proprio lei (con la conferma dell'Imei dell'apparecchio)". Sull'oggetto del contendere, invece, cioè gli spostamenti di Anna Corona, il perito non fornisce alcuna indicazione, in quanto afferma che non è possibile stabilire le cause dei numerosi tentativi di consegna degli sms non andati a buon fine. Di parere più negativo Cusani che stigmatizza i fatti: "Bruno Pellero non ha fornito alcuna spiegazione logica che fosse alternativa alla nostra. Gli elementi che ha introdotto a giustificazione delle sue conclusioni portano a definire un profilo di casualità che è ragionevolmente inammissibile. A titolo di esempio, secondo il perito del tribunale, il comportamento del sistema Gsm avrebbe prodotto un ordine di errori di consegna con una casualità che tradotta al gioco della roulette significherebbe ottenere 6 o 7 volte lo stesso numero di seguito". Questo perché se in una zona il segnale cellulare è buono, non è affatto probabile che per 6, 7, o più volte la rete non consegni un sms stando fermi nella medesima zona, quando essa è ben coperta. "Da ciò - secondo il perito di parte - l'incomprensibile conclusione che a Mazara del Vallo la copertura cellulare è buona, però il cellulare di Anna Corona perde spesso il segnale, per generici errori di rete. La mia squadra ed io abbiamo la certezza dei dati da noi riscontrati: la rete Gsm non si comporta in questo modo". L'incidente probatorio era stato fissato nell'ambito di un filone di indagine ancora aperto, relativo ai responsabili del rapimento ancora ignoti. Nel frattempo, proseguirà il prossimo 9 luglio, il dibattimento processuale nei confronti di Jessica Pulizzi (figlia di Pietro Pulizzi che è il padre naturale di Denise) e del suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, che deve rispondere soltanto di false dichiarazioni al Pubblico Ministero.

  • 14 luglio 2010

    Non sono state trovate tracce, né biologiche, né impronte, dell'eventuale presenza della piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo (Trapani) l'1 settembre 2004, nell'immobile di Villagrazia di Carini (Palermo), utilizzato da alcuni degli indagati, in cui su incarico del gip di Marsala Caterina Greco, hanno effettuato rilievi gli esperti del Ris dei carabinieri. Sull'esito di questo ''accertamento tecnico irripetibile'' gli ufficiali del Ris hanno riferito  nell'incidente probatorio tenutosi oggi davanti al gip Greco. L'accertamento era stato disposto nell'ambito del secondo troncone d'inchiesta.

  • 31 agosto 2010

    ''Dopo sei anni mi ritrovo tra le mani una pratica, non una figlia. Per di più le  persone che l'hanno sequestrata girano tranquillamente per Mazara del Vallo''. Lo afferma Piera Maggio. Per domani, al contrario di quanto avvenuto negli anni precedenti, non sono previste manifestazioni. "Questo - sottolinea la madre - per ricordare che la battaglia per ritrovare Denise prosegue incessante ogni giorno". Solo la società del Mazara calcio, che domani sera presenterà la squadra in piazza Mokarta, avrà un pensiero per la bambina scomparsa, mentre Piera Maggio, sempre domani, ha annunciato che diffonderà una sua lettera. "Mi addolora - afferma Piera Maggio - il fatto che a volte il caso viene trattato come se ormai fosse chiuso, invece qui parliamo del sequestro di una bambina che presenta ancora lati oscuri che dopo tanto tempo meritano di essere chiariti. Spero che questi chiarimenti arrivino celermente dalle indagini che vanno ancora avanti oltre che dal processo per sequestro di minore che si sta celebrando a Marsala e la cui prossima udienza, non so per quale coincidenza del destino, si terrà il 26 ottobre, nel giorno del compleanno della mia bambina che compirà dieci anni, mentre domani sarà mercoledì, proprio come il giorno in cui Denise venne rapita''.

  • 1 settembre 2010

    Mazara Del Vallo (Trapani), 1 SET - Il 26 ottobre, compie 10 anni e dovrebbe frequenterebbe la quinta elementare. Invece Denise Pipitone è scomparsa 6 anni fa, il primo settembre 2004, quando non aveva ancora 4 anni. Per il sesto anniversario la madre Piera Maggio, ha scritto una lettera ai capi di Stato e ai premier dei Paesi dell'Unione Europea chiedendo aiuto e sostegno legislativo nelle ricerche dei bimbi scomparsi. ''Se mi vedete sopraffatta - scrive - dalla stanchezza e credete che una madre possa rassegnarsi ad un destino di ingiustizia sappiate che voi vedete solamente il deperimento del mio corpo materiale: non è cambiato nulla nel vigore e nella forza che ho nell'anima e cerchero' mia figlia finché avrò vita''. ''Mai nessuno - aggiunge - potrà farmi desistere dal principio di ricerca della verità e della trasparenza che oggi spesso manca nel quadro di indagine. Ho il cuore sofferente per fatti negativi e per aspetti non chiari di tutta la vicenda e sono addolorata per  il corso della giustizia che non completando il suo ciclo lascia nelle mie mani al posto di una figlia solo un numero di pratica. Non posso accettare che la burocrazia e la mancanza di una strategia di insieme possano col tempo affievolire la fiamma della speranza negli animi delle persone che credono che Denise sia viva''. Nella lettera, tradotta anche in inglese, Piera Maggio chiede alle autorità europee di costituire una task force internazionale per le ricerche dei minori scomparsi e l'aiuto alle loro famiglie e l'individuazione di linee guida e iniziative internazionali in collaborazione con i media, in modo da contrapporsi ai rapimenti di bambini. ''Molte persone - dice - sono convinte che io sia alla ricerca di qualcosa di speciale e straordinario per una bambina, mia figlia, che è come tante altre. La mia bimba è speciale per me, che sono sua madre, così come per voi sono speciali i vostri figli. Che differenza può esistere nel dolore che prova una madre italiana nel perdere un figlio rispetto a quello di una madre che vive in Germania nella stessa situazione? L'incubo di smarrire le tracce del proprio figlio vissuto dai genitori di un bambino spagnolo rapito rappresenta la stessa drammatica angoscia dei genitori di un bambino della Danimarca. Ma se tutti questi bambini sono speciali per i loro genitori, allora significa che in Europa ci sono migliaia di bambini veramente speciali che hanno bisogno urgente del vostro aiuto''.

  • 26 ottobre 2010

    E' il compleanno di Denise Pipitone e per la prima volta, in questi sei anni dalla scomparsa, la madre Piera Maggio non è presente alla manifestazione per ricordare la bimba in occasione del suo compleanno. Piera Maggio era infatti a Marsala dove si è celebrato il processo alla sorellastra, Jessica Pulizzi, per concorso in sequestro di minore. La madre di Denise ha mandato un messaggio di auguri alla figlia sul web: ''Un dolce sorriso, uno sguardo meraviglioso... lei: una piccola donnina che come una stella vaga nei nostri pensieri, che come una fiamma nell'oscurità della notte scalda i nostri cuori e riaccende in noi la speranza di riabbracciarla. Ricorda Denise c’è sempre un angioletto che ti guarda dall'alto e che ti guiderà nei momenti più difficili fino al giorno in cui ritornerai e potrai sussurrare ancora una volta “mamma ti voglio bene'''. La manifestazione per il decimo compleanno di Denise si è svolta a Mazara del Vallo, organizzata dalla Fondazione Movimento Bambino, dall'Associazione Maria SS. Del Paradiso-Onlus, dall'Istituto Comprensivo ''Luigi Pirandello'' e dal Comune di Mazara del Vallo. Con i loro ''pensierini'', apparsi in una pagina dedicata alla bambina scomparsa sul giornale di Sicilia, i bambini hanno addobbato un ''albero della speranza''.
    Nel corso della quinta udienza del procedimento contro Jessica Pulizzi, Piera Maggio ha interrotto il dibattimento per denunciare che l’imputata ''Mi fissa con lo sguardo. Mi punta. Ha  un atteggiamento vessatorio''.
    L’udienza ha visto la deposizione di sei testimoni. Il primo è stato Kevin Pipitone, il figlio di Piera Maggio, all’epoca 11enne, che si è svegliato quella mattina del primo settembre 2004 tra le urla della nonna, quando intorno a mezzogiorno la bambina non si trovava più. Kevin ha ribadito che Denise non si allontanava mai da sola e che ''si fidava di me, dei miei genitori, dei miei zii e dei miei cugini, che abitano tutti vicino a noi. Da sola, andava solo sul marciapiedi davanti casa''. ''La mattina della scomparsa - ha detto il ragazzo, rispondendo alle domande del pm Giacomo Brandini - dopo avere studiato un po', come mi aveva raccomandato mia madre prima di recarsi al corso di computer, mi sono addormentato sul divano e mi sono svegliato verso mezzogiorno per le grida di mia nonna che diceva che Denise era  scomparsa. Ho preso, quindi, la bicicletta e sono andato da mia zia Agatina, che abita in zona piazza Macello, a 500 metri da casa nostra, per vedere se Denise fosse lì. E' stata una mia iniziativa. O forse qualcuno mi ha detto di controllare in giro, non ricordo. Poi, sono andato a cercare anche al mercatino, a circa 500-600 metri da casa. Ci sono andato con mia cugina Fiorella. Ma Denise in questi posti, da sola, non ci andava mai". "Quella mattina - ha continuato - mia nonna stava preparando il pranzo, a  mezzogiorno, perchè mio nonno faceva il muratore e i muratori pranzano a quell'ora''. Il teste ha, poi, dichiarato, di avere saputo dalla madre che sua sorella era figlia di Piero Pulizzi ''circa 6 mesi o un anno dopo la scomparsa". E quella notizia venne presa "malissimo". Successivamente i giudici hanno sentito il cugino Agostino Galici, marito di Fiorella Marino, figlia della sorella di Piera Maggio, Giacoma. Galici quella mattina era stato a prenotare dei fiori con Denise prima di arrivare con la bambina nell’abitazione di via La Bruna. Galici, che è caporale maggiore dell'esercito, ha ricostruito i suoi movimenti la mattina della scomparsa della piccola. E ha detto che quella mattina la portò in auto con sè, uscendo verso le 9.40 e facendo ritorno intorno alle 10.30. "Per strada - ha detto Galici - ho anche incrociato Piero Pulizzi, ma solo alcuni giorni dopo seppi che era il padre naturale di Denise. Quando sono tornato a casa, Denise è salita al primo piano e ha svegliato mia moglie. Poi, la bimba scese giù nel garage-cucina dove c'era mia nonna (Francesca Randazzo è la nonna della moglie di Galici) che preparava il pranzo. Verso le 11.45  vennero a farci visita due cugine di mia moglie, Gina e Francesca, con i figli  Leandra, di 10 anni, e Angelo, di 4. Dopo, mia nonna, davanti all'ingresso principale della nostra abitazione, mi ha chiesto se Denise era sopra a casa mia. Abbiamo iniziato a cercare, allarmandoci e poi abbiamo
    avvisato polizia e carabinieri''. ''Alle 20.35 – ha proseguito - ho ricevo una telefonata. Era una voce di donna, di circa 30 anni, ansimante e agitata. La donna disse: ''la bambina è morta''. Ma poi i carabinieri accertarono che era una mitomane''. Conclusa la testimonianza di Galici, con l'accordo delle parti, è stato deciso di non ascoltare in aula due cugini minorenni di Denise, acquisendo soltanto i verbali degli interrogatori effettuati subito dopo i fatti. Anche Vito Barraco, il fiorista, è stato ascoltato, così come il panettiere che quella mattina vendette il pane ai cuginetti di Denise. Le testimonianze sono utili a cristallizzare con precisione il momento della scomparsa di Denise, avvenuto tra le 11,33 e le 11,45. Il processo è stato rinviato al 20 dicembre, quando verranno ascoltati anche gli altri quattro testi previsti nella quinta udienza e che, per motivi di tempo, non sono stati sentiti.  Inoltre sarà sentito l’ex marito di
    Piera Maggio, Tony Pipitone. Durante l'udienza, ci sono stati anche altri momenti di tensione, per uno scontro verbale tra gli avvocati Giacomo Frazzitta e Gioacchino Sbacchi, il primo legale di parte civile per Piera Maggio e il secondo difensore di Jessica Pulizzi.

  • 10 novembre 2010

    In una dichiarazione telefonica a "Chi l'ha visto?" la madre di Denise Pipitone, Piera Maggio, ha denunciato di aver subito il taglio delle quattro ruote della sua auto, lanciando un drammatico interrogativo: "Ma dove vogliono arrivare?". 

  • 20 dicembre 2010

    La sesta udienza del processo davanti al Tribunale di Marsala per il sequestro della piccola Denise Pipitone, è cominciata con la testimonianza di Fiorella Marino, figlia di Giacoma Maggio, sorella di Piera Maggio. Imputati sono la 22enne Jessica Pulizzi, sorella (per parte di padre) della bambina rapita, che è accusata di concorso in sequestro di minore, e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb, 24 anni, accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero. “La mattina dell'1 settembre 2004 - ha detto Fiorella Marino, rispondendo alle domande del pm Giacomo Brandini - mio marito, Agostino Galici, è arrivato a casa con Denise verso le 10.20. Verso le 11, siamo scesi giù da mia nonna, Francesca Randazzo, che con Denise salì poi in terrazzo, per scendere alle 11.30 circa. Intorno alle 11.45, sono arrivate due cugine di mia madre, Giacoma Russo e Maria Francesca Arena, per portare un regalo a mia figlia, un girello. Poco dopo, sento la nonna chiedere se la bambina era nel mio appartamento per vedere il regalo. Sono, quindi, iniziate le ricerche, prima in casa e poi nel vicinato”. Antonino Pipitone, ex marito di Piera Maggio, nella sua deposizione ha riferito un episodio al quale ha assistito: “Mia moglie aveva ragioni di dissidio con Anna Corona. Nell'estate 2004, ho visto, da lontano, una discussione tra mia moglie, mio suocero e Anna Corona. Mio suocero mi disse che Corona gli aveva detto che li avrebbe fatti soffrire come aveva sofferto lei per quattro anni. Non conoscevo il motivo della minaccia”.

  • 25 gennaio 2011

    È ripreso davanti al Tribunale di Marsala (Trapani) il processo per il rapimento di Denise Pipitone. Sono stati sentiti: Giacoma Maggio, sorella della madre di Denise; il perito Roberto Genovese, che ha ricevuto l'incarico dal tribunale di trascrivere una serie di conversazioni intercettate nel corso delle indagini, e Vito Maggio, padre di Piera. La zia di Denise, Giacoma Maggio, rispondendo alle domande del Pm Giacomo Brandini, ha ricordato i suoi rapporti di conoscenza con Anna Corona, madre della Pulizzi, e si  è soffermata su un incendio doloso subito nell'aprile del 2004 in un'erboristeria che gestiva a Mazara del Vallo. "Il giorno prima dell'incendio - ha ricordato la teste - vidi Jessica Pulizzi nel marciapiede di fronte l'erboristeria; stava ferma su un motorino con un ragazzo, guardavano verso il mio esercizio e lei mi fece anche una smorfiai". "Quella mattina - ha detto Giacoma Maggio - Denise insisteva per venire con me nella mia erboristeria ma io dissi di no". Poi, tra le lacrime: "Se me la fossi portata adesso sarebbe ancora con noi. La bambina mi diceva: 'Zia, voglio venire con te, ti prometto che faccio la brava"'. Nell'aprile 2004, all'erboristeria di Giacoma Maggio fu appiccato un incendio, che comunque non distrusse l'intero negozio. "Prima di quel fatto - ha detto la teste - Anna Corona (madre di Jessica Pulizzi, ndr) mi incontro' in un supermercato e fece come una pazza. Io le dissi: 'ma sei cattiva' e lei mi rispose: 'ti faro' vedere io cos' è la cattiveria"'. "In precedenza - ha aggiunto - Corona mi disse che lei non sopportava l'amicizia tra suo marito, Piero Pulizzi, e mia sorella Piera. Anna Corona era arrabbiata, era gelosa".
    In aula il perito Genovese ha testimoniato su un passaggio di una conversazione tra Anna Corona e Jessica Pulizzi, sorellastra della bimba, avvenuta nei locali del commissariato di Mazara del Vallo dieci giorni dopo la scomparsa della figlia di Piera Maggio. Nella registrazione "che in alcuni passaggi era disturbata da rumori ambientali" - ha detto il perito - Jessica parla di una somiglianza tra lei e la "picciridda" e dopo pochi altri passaggi precisa: "Io a casa c'ha purtai", "Io a casa gliel'ho portata". Anna chiede alla figlia: "Tu problemi con la tua coscienza n'hai?"; e Jessica risponde: "Ma tu neanche sti dumanni m'avissi a fari". Secondo il perito "le due sapevano pure di essere intercettate, perché a volte parlavano a bassa voce". Poi, rispondendo al legale Gioacchino Sbacchi, difensore di Jessica Pulizzi, Genovese ha precisato che "la voce di un interlocutore si può anche abbassare se volta le spalle alla microspia". La frase "A casa c'a purtai" ("A casa gliela portai") Jessica Pulizzi la pronunciò nel contesto di un dialogo, con la madre Anna Corona, che aveva come protagonista una bambina. Dall'intercettazione, ha riferito Genovese,  è emerso che "Jessica, parlando con Anna, ha detto: 'sugnu precisa a picciridda" e poi: "Io a casa c'a purtai", mentre Anna disse: "ma tu problemi con la tua coscienza ne hai?" e Jessica rispose: "ma tu chisso mancu mi l'avissi a dumannari" ("Ma tu questo non me lo dovresti neppure domandare").
    Dopo la deposizione del perito  è entrato in aula a testimoniare il padre di Piera Maggio, Vito. "Anna Corona mi fermo' per strada e mi mostrò la foto di mia nipote, dicendomi 'ce la faccio pagare". L'episodio risalente a tre mesi prima del sequestro di Denise Pipitone,  è stato ricordato in aula dal nonno materno della bambina, Vito Maggio, con la pecisazione: "Solo in quel caso Anna Corona non parlò di Piera, perché altre volte inveiva sempre contro mia figlia, sempre nei tre mesi precedenti la scomparsa di Denise". Il teste ha ricordato anche che intorno al 2003 "Anna Corona mi incontrò in piazza Macello e mi disse che il suo matrimonio con Piero Pulizzi era finito e che la colpa era di Piera e aggiunse 'dovunque dovessi vedere mio marito con Piera so io cosa fare". Vito Maggio, rispondendo alle domande del Pm ha confermato alcune dichiarazioni rese l'8 novembre 2004 alla polizia: "Anna Corona mostrò stupore quando seppe che l'erboristeria bruciata era di Giacoma e non di Piera; mi ripeté due volte: 'Perciò il negozio era di Giacoma?'".

  • 15 marzo 2011

    'Qualche tempo prima della scomparsa di Denise vidi Anna Corona arrivare davanti le nostre abitazioni e, con atteggiamento molto agitato e minaccioso, cercava Piera Maggio. Poi, la incontrai per strada, e mi disse che la bambina era figlia di suo marito, Piero Pulizzi, perché somigliava a lui, non ad Antonino Pipitone, il marito di Piera Maggio". Lo ha detto Matteo Marino, ex marito di Giacoma Maggio, sorella di Piera Maggio, ascoltato dal Tribunale di Marsala, nel processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo (Tp) il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni. Il processo è stato rinviato al 12 aprile, quando saranno chiamati a testimoniare Piero Pulizzi, padre naturale di Denise; Davide Marino, figlio di Matteo Marino; Giuseppe Pace, vigile urbano ed attuale compagno di Giacoma Maggio. Fissate anche le date di altre tre udienze, che si svolgeranno il 25 maggio, il 22 giugno ed il 12 luglio.

  • 12 aprile 2011

    E' iniziata con l'acquisizione dei verbali di interrogatorio di alcuni testi inseriti nella lista del pubblico ministero, ascoltati comunque per delle precisazioni, la nona udienza del processo, in corso davanti al Tribunale di Marsala, per il sequestro di Denise Pipitone. Imputati sono la 22enne Jessica Pulizzi, presente in aula, sorella per parte di padre della bambina rapita, accusata di concorso in sequestro di minorenne, e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb, 24 anni, italo-tunisino, che deve difendersi dall'accusa di false dichiarazioni al pubblico ministero. È stato ascoltato tra gli altri il padre naturale di Denise, Piero Pulizzi, che ha dichiarato: “Fu Giacoma Maggio a dirmi, al telefono, che era scomparsa Denise. Mi disse di chiamare Piera, affinché questa chiamasse la polizia. La prima cosa che ho fatto è stata quella di cercare a casa mia perché mia figlia Jessica, sulla quale avevo i principali sospetti, quando litigava con sua madre veniva ad abitare con me. Ho guardato anche dentro il pozzo. Quindi, con Pino Pace, sono andato a vedere dove lavorava Anna Corona, che spesso andava in giro con una mia foto da piccolo per far vedere a tutti che Denise mi somigliava. Non mi sarei mai aspettato che qualcuno potesse fare una mostruosità del genere. Ho cercato anche presso i rom che erano a Mazara del Vallo”.

  • 25 maggio 2011

    E' stato sentito oggi il pluriomicida Giuseppe D'Assaro in aula, presso il Tribunale di Marsala nel corso del processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, che vede imputati Jessica Pulizzi, accusata di concorso in sequestro di minorenne, e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb, 26 anni, italo-tunisino, accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero. "Quando Denise sparì ero in carcere a Catania. La notizia l'ho appresa in tv e poi me ne parlò mia moglie, Rosaria Pulizzi, in un colloquio. In una lettera, inoltre, mia moglie mi disse 'ti parlerò dopo'. Poi, durante un permesso dal carcere, mia moglie mi disse che la 'bambina si trovava a Palermo' e che 'l'aveva presa Jessica'. Non mi disse chi l'aveva portata a Palermo. Quando ho cercato di saperne di più, mi ha detto: 'mica posso rovinare mio fratello' riferendosi a Piero Pulizzi (padre naturale di Denise, ndr)", ha detto D’Assaro rispondendo alle domande del pm Giacomo Brandini. "Vedevo che mia moglie - ha proseguito D'Assaro - aveva paura di parlare, anche se mi diceva che poi mi avrebbe detto come erano andate le cose, ma poi non me lo disse. Sempre mia moglie, nel 2003, mi aveva detto della relazione tra Piero Pulizzi e Piera Maggio e che Piero diceva a Piera 'lascia tuo marito e vieni con me, altrimenti mi prendo la bambina'. I rapporti con la mia ex moglie si sono interrotti quando ho raccontato queste cose". In seguito D’Assaro è stato controinterrogato dall’avvocato Giacomo Frazzitta. Una domanda a bruciapelo posta da Frazzitta, che rappresenta la parte civile di Piera Maggio, "dov'é Denise?", ha innescato una lunga precisazione da parte di D'Assaro, 49 anni: ''Non so dov'è Denise, quello che ho detto oggi è la verità, come quello che ho detto fino al 2005. Quello che invece ho detto nel 2007 sono tutte fesserie. Non è vero niente. Ho detto che la bambina era morta perchè mi volevo accattivare gli inquirenti. Chiedo perdono alla signora Piera Maggio per quello che ho detto. Mia moglie Rosalba Pulizzi mi ha detto che e' stata lei a portare la bambina a Palermo assieme a Jessica''. E' quanto ha dichiarato, rispondendo alle domande dell'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta. Rivolto a Piera Maggio ha aggiunto: "Non so nulla di sua figlia, mi creda, le chiedo scusa e perdono se mi sono permesso di dire quelle cose anche gravi; dove si trova Denise - ha proseguito rivolto alla parte civile - lo dovete chiedere a Piero Pulizzi e a sua figlia". Giuseppe D'Assaro, inizialmente, dopo avere fatto ingresso in aula, aveva detto di non volere rispondere ad alcuna domanda. E ciò nonostante il presidente Riccardo Alcamo gli abbia più volte ripetuto che essendo testimone, sia pure l'assistito", in quanto indagato di reato connesso, non poteva rifiutarsi di rispondere o avrebbe commesso un reato (falsa o reticente testimonianza) e per questo sarebbe stato perseguito dalla legge. Prospettiva che, però, non gli ha fatto cambiare idea, forse visto che sta scontando una condanna all'ergastolo per l'omicidio di Sabine Maccarrone. A far breccia sarebbe stato l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di parte civile che assiste Piera Maggio, madre di Denise. ''C'é una mamma che soffre." ha detto Frazzitta. "Allora parlo" ha risposto D'Assaro, che poco prima aveva detto: "Non voglio rispondere a nessuno. Tanto dicono che sono inattendibile". Poi ha aggiunto: "In carcere sono stato minacciato per le mie dichiarazioni sulla scomparsa di Denise. Alcuni detenuti mi hanno detto: tu parli troppo". Il contresame di D'Assaro proseguirà il prossimo 29 giugno.

  • 29 giugno 2011

    “Dopo essere stata rapita, e prima di essere trasferita a Palermo, la bambina fu portata al ristorante Lo Squalo di Mazara. Me lo disse la mia exmoglie, Rosalba Pulizzi”. Lo ha dichiarato, rispondendo all'avvocato di parte civile Luisa Calamia, il pluriomicida Giuseppe D'Assaro, ascoltato, davanti al Tribunale di Marsala, nel processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone. Nel ristorante, che secondo quanto raccontato da D'Assaro era di proprietà di una zia della sua ex moglie, e quindi parente anche di Jessica Pulizzi, la bambina sarebbe stata nascosta fino a tarda notte. Il ristorante cessò l'attivita' nel 2008.

  • 12 luglio 2011

    Al Tribunale di Marsala nuova udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone. La testimone Maria Rosa Pulizzi, sorella di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise, ha avuto un malore durante una pausa dell'udienza. Dopo l'intervento dei sanitari del 118 la donna, infermiera caposala nel reparto di Psichiaria dell'ospedale di Mazara del Vallo, si è sentita meglio e ha continuato la testimonianza: “L'1 settembre 2004 ero in servizio in ospedale. Mi telefonò mio fratello per chiedermi se potevo informarmi se al Pronto soccorso era arrivata una certa Denise Pipitone, che allora non sapevo chi fosse. Io mi informai e gli dissi che non risultava nulla. Poi, quando sono uscita, poco prima delle 15, ho visto degli elicotteri che giravano in cielo. Io pensavo ad una retata, ma una persona mi ha detto che si era persa la figlia di un'amica di mio fratello. Fu mia madre, circa 15 giorni dopo la scomparsa della bambina, a dirmi che Denise era figlia di mio fratello Piero”. L'avvocato Frazzitta, legale di parte civile, ha sottolineato che tra la teste e il fratello nel pomeriggio dell'1 settembre ci furono diverse telefonate, ma che purtroppo non erano state ancora disposte le intercettazioni. Nel corso della testimonianza, sia il pm Giacomo Brandini che gli avvocati di parte civile hanno evidenziato contraddizioni con quanto affermato, in fase d'indagine, da altri testi. E' stato ascoltato come testimone anche Andrea Gitto, il carrozziere la cui officina è a circa 100 metri dal luogo in cui è scomparsa Denise e che vide un'auto fuggire : "L'1 settembre 2004, tra le 12:15 e le 12:30 ero nella mia officina e ho visto arrivare un'auto Ford Fiesta terza serie blu scura metallizzata con iniziali di targa forse AF, e ciò lo desumo dall'anno di immatricolazione di questo tipo di auto, il 1996, guidata da una donna sbattere sul marciapiedi e immettersi in una strada sterrata. Mi ero affacciato fuori perché ho sentito un motore accelerato e odore di bruciato. La donna alla guida aveva i capelli biondi corti alle spalle con una sfumatura rossa. L'auto  proveniva da via Mongiolisi e ha sbattuto all'angolo con via della Pace, che ha più uscite, anche sulla via Salemi, sul fianco del cimitero e verso lo svincolo dell'autostrada. Inizialmente, ho pensato che chi era alla guida si sentiva male. L'ho seguita per un po' con il mio ciclomotore, ma poi il polverone sollevato mi ha impedito di vedere. Dentro l'auto c'era solo una donna. Poi, ho visto Maria Rosa Pulizzi che alla guida della sua Audi 80 si fermò e mi disse: 'Hai visto Piero? la bambina?...' ma non ho capito bene le sue parole. Ho capito cosa era accaduto quando sono andato a casa a mangiare". A margine dell'udienza, l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di parte civile per Piera Maggio, madre di Denise, ha dichiarato: "E' la prima volta che Gitto indica in AF le iniziali della targa della Ford Fiesta blu. Una Ford Fiesta, di un altro colore, era all'epoca l'auto di Anna Corona, la madre di Jessica Pulizzi. Anche la sorella della Corona era proprietaria di una Ford Fiesta, di colore blu ma, di un modello diverso, secondo quanto ha dichiarato il teste. L'udienza e' stata rinviata al 25 ottobre.

  • 31 agosto 2011

    “Sono trascorsi sette anni dalla scomparsa di mia figlia e per me da allora è sempre l'1 settembre. Amo Denise più della mia vita e mai nessuno riuscirà a dividerci”. Parla con il cuore affranto Piera maggio, la madre di Denise Pipitone, rapita quando aveva 4 anni, l'1 settembre 2004 davanti casa a Mazara del Vallo. “La mia amarezza - prosegue - è che le persone coinvolte non sono state indagate nell'immediatezza del fatto, circostanza che avrebbe potuto permettere di ritrovare Denise in breve tempo. Invece, non sono stata ascoltata. Ora c'è un processo che va avanti lentamente e con una verità ancora da accertare”. Domani Piera Maggio dal sito cerchiamodenise.it lancerà la proposta ai genitori di tutta Europa di minori scomparsi o violati di costituire un comitato europeo che si possa occupare anche delle ricerche dei bambini. “Noi genitori - conclude - rimaniamo sempre in disparte rispetto a certe iniziative organizzate dagli altri e allora è bene che ci si muova in prima persona. I bambini scomparsi vanno ricordati tutto l'anno e non solo in concomitanza con date particolari come quelle dei rapimenti”.

  • 1 settembre 2011

    Mazara del Vallo (Trapani), 1/9/2011 - La madre di Denise Pipitone, la bimba scomparsa il primo settembre 2004, lancia un appello a tutti i genitori europei che hanno subito il sequestro o una tragica violenza sui figli minori, "affinche' insieme possiamo realizzare un comitato di promozione per il lancio della task force internazionale per le ricerche dei minori scomparsi". Nei mesi scorsi Piera Maggio è stata ricevuta in Commissione europea a Bruxelles, dove ha esposto il suo progetto. L'appello di Piera Maggio è contenuto in una lettera, annunciata ieri, pubblicata sul blog cerchiamodenise.it nel giorno dell'anniversario del rapimento della figlia: "Chi vi scrive è una madre che sta soffrendo, proprio come tutti Voi. Il mio dolore è quello di avere perso una figlia, sottratta da una mano ignobile che ha calpestato i diritti della mia piccina e l'ha portata via dall'affetto dei suoi cari. Mi rivolgo a Voi genitori che avete subito il sequestro di un figlio minorenne o che avete subìto la tragedia della sparizione seguita dall'omicidio di un vostro piccino. Solo colui che ha subito e subisce lo stesso drammatico dolore che ogni giorno da sette anni non mi fa più vivere può capire che il mio è un grido di vera sofferenza. Ho sempre cercato di lottare per portare a casa mia figlia, e per sapere la verità sui fatti che le sono accaduti. Voi come me avete subito il torto più grande che una persona possa ricevere, quello di avere visto violare i propri figli senza alcun motivo. Un male cieco e perverso che li ha colpiti e che mille volte ci saremmo augurati colpisse noi stessi invece delle nostre creature... ma noi oggi siamo rimasti qui, sopravvissuti a loro o disperatamente alla loro ricerca. Vorrei chiedere a tutti Voi di dare un senso all'ingiustizia che avete subito aiutandomi a costituire un comitato per la promozione della task force internazionale per le ricerche dei minori scomparsi. Ho lavorato molto insieme ai miei collaboratori per cercare di creare nuovi orizzonti e non abbandonare mai la speranza, pertanto oggi chiedo a Voi di essere uniti e di vincere le resistenze che un singolo genitore viene ad incontrare nel suo disperato tentativo di cambiare le cose. Considerate se volete il male che ci ha colpito come una malattia rarissima: se non ci uniamo rimarremo casi isolati, gocce nel mare e persi nel nostro dolore. Invece unendo le nostre forze possiamo fare molto ed è questo che vi chiedo. Mettetevi in contatto con me, attendo con fiducia una vostra risposta".

  • 6 dicembre 2011

    ''Era una donna con capelli biondi e con sfumature rosse, che oggi, però, non sarei in grado di riconoscere, al volante dell'auto Ford Fiesta grigia che l'1 settembre 2004 vidi passare a gran velocità, e sbandando nello svoltare verso una strada sterrata che si collega con via Salemi, mentre ero davanti l'officina del carrozziere Andrea Gitto, che stavo aiutando a riparare la mia auto, non lontano dalla strada del sequestro''. Lo ha detto Nicola Pipitone, 48 anni, pescatore, ascoltato come testimone dal tribunale di Marsala nell'udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone. Il teste ha detto inoltre che l'auto "proveniva da via Mongiolisi" e che nello svoltare per immettersi sulla strada sterrata "andò a sbattere con una ruota sul marciapedi". L'auto, ha proseguito Pipitone, transitò davanti l'officina, verso le 11.45: un orario che coinciderebbe con quello della sparizione della bimba. All'inizio dell'udienza, il pm Giacomo Brandini ha chiesto l'acquisizione di due cd con tutti i tabulati telefonici dell'inchiesta sui quali ha lavorato il consulente Gioacchino Genchi.

  • 18 aprile 2012

    ''Ascoltando quanto è emerso dal lavoro svolto dal consulente della Procura di Marsala Gioacchino Genchi mi veniva voglia di mettermi a urlare in aula. Mi pare evidente che qualcuno non ha affatto aiutato a trovare mia figlia, anzi ha depistato le indagini''. Con queste parole Piera Maggio ha commentato a ‘’Chi l’ha visto?” l'udienza di ieri del processo davanti al Tribunale di Marsala. ''Avevo suggerito alla Procura - ha spiegato Genchi nel corso della sua audizione - di intercettare anche un'altra utenza telefonica con cui Stefania Letterato era in contatto, non sapevo che fosse del commissario di polizia di Mazara Antonio Sfameni". Quell'utenza però non fu intercettata. Stefania Letterato, amica di Anna Corona (madre di Jessica Pulizzi), all'epoca dei fatti era fidanzata di Sfameni, che poi ha sposato. L'audizione di Genchi, al quale la Procura di Marsala, dopo la scomparsa di Denise, affidò l'incarico di esaminare i tabulati telefonici relativi alle intercettazioni, continuerà nell'udienza dell'8 maggio.

  • 28 settembre 2012

    Jessica Pulizzi, la mattina dell'1 settembre 2004, sarebbe stata nella zona in cui sparì Denise Pipitone. E' quanto è emerso dalle testimonianze rese oggi, in Tribunale, a Marsala, nel processo per il sequestro della bambina: ''La mattina dell'1 settembre 2004 - ha dichiarato Alice Pulizzi, sorella minore di Jessica, rispondendo alle domande pm Anna Sessa - io e Jessica siamo andate prima dal laboratorio di analisi cliniche Di Liberti, perché mia sorella doveva fare un prelievo di sangue. Poi, siamo andate a comprare una giacca, quindi all'istituto commerciale, a Mazara 2, per dare un numero di telefono, e dopo siamo andate al mercatino vicino piazza Macello per comprare un panino con le panelle. Li', abbiamo incontrato nostra nonna e sua sorella''. Il luogo in cui, ogni mercoledì, si tiene il mercatino settimanale è nelle vicinanze di via Domenico La Bruna, dove abitava Denise. Che Jessica Pulizzi, quella mattina, fosse al mercatino, lo ha riferito anche Francesca Lo Cicero, sorella di Antonietta Lo Cicero, nonna materna di Jessica e Alice. La donna, comunque, è apparsa incerta sulla data (''1 o 4 settembre''), ma il mercatino settimanale si tiene solo il mercoledì. A margine dell'udienza, Piera Maggio ha commentato: ''Si conferma che la mattina dell'1 settembre 2004 Jessica Pulizzi era nella zona dove scomparve mia figlia''.

  • 26 ottobre 2012

    Scrissi io l'orario di uscita dall'albergo di Anna Corona. Francesca Adamo, addetta alla lavanderia dell'Hotel Ruggero II di Mazara del Vallo, dove lavorava la madre di Jessica Pulizzi ha ammesso in aula di essere stata lei a scrivere l'ora di uscita, le 15:30, nel foglio delle presenze, al posto della madre dell'imputata. Contraddicendosi più volte, dopo essere stata ammonita dal presidente del collegio penale, alla fine, lo ha ammesso deponendo come teste del pubblico ministero. Prendiamo atto della sua reticenza, ha detto il presidente Riccardo Alcamo. Finora negli interrogatori la teste aveva sempre negato di aver fornito una copertura ad Anna Corona, che in unaltra udienza aveva dichiarato: Quel giorno ero al lavoro in lavanderia. Sono arrivata verso 7:15 e sono uscita alle 15:30. Mentre ero lì, mi sono venute a trovare le mie due figlie, Jessica e Alice, era poco prima dell'ora di pranzo, che va dalle 11:30 alle 12 o dalle 12 alle 12:30. Jessica, quella mattina doveva iscriversi a scuola, al primo anno del Commerciale, e poi doveva comprarsi degli abiti, che mi ha fatto vedere.

  • 28 novembre 2012

    “All'epoca del sequestro di Denise Pipitone io e Stefania Letterato eravamo amici con un particolare rapporto di confidenza. Il fidanzamento è avvenuto successivamente”. Lo ha detto deponendo davanti al Tribunale di Marsala nel processo per il sequestro di Denise Pipitone l'ex dirigente del commissariato di polizia di Mazara del Vallo Antonio Sfameni. Il vice questore, ora in servizio alla Squadra Mobile di Palermo, ha parlato dei suoi rapporti con Stefania Letterato, oggi sua moglie, e amica di Anna Corona, madre dell'unica imputata del sequestro, Jessica Pulizzi e a sua volta indagata in un secondo filone d'inchiesta. Le dichiarazioni del funzionario fanno riferimento alle presunte "anomalie" emerse dalle intercettazioni effettuate in fase d'indagine dalla polizia e sottolineate in aula, all'udienza dell'8 maggio dal consulente dell'accusa Gioacchino Genchi, che esaminò i tabulati telefonici relativi alle intercettazioni. Allora, Genchi disse che Letterato "fornì il suo telefono ad Anna Corona" e che "con l'avvio delle intercettazioni si interruppero i contatti telefonici (che prima erano stati numerosissimi) tra Corona e Letterato e quest'ultima smise di usare il suo cellulare. In queste intercettazioni una miriade di anomalie". Le indagini su Denise furono successivamente affidate ai carabinieri. Riguardo all'attività investigativa condotta, Sfamemi ha aggiunto: "Me ne occupai a partire dal 3 settembre 2004. Si indagava a 360 gradi, nessuna ipotesi veniva esclusa. Abbiamo effettuato ricerche in tutte le direzioni, anche nelle cave di tufo della zona, e intercettato tutti i protagonisti della vicenda, anche Piera Maggio".

  • 18 dicembre 2012

    Marsala (Trapani), 18/12/2012 - Divergenze tra periti su importanti intercettazioni sono emerse nel processo al Tribunale di Marsala per il sequestro di Denise Pipitone. Fulvio Schimmenti, perito incaricato dalla Procura di Marsala di trascrivere intercettazioni effettuate sia nell'abitazione di Jessica Pulizzi che nella stanza del commissariato Mazara in cui l'11 settembre 2004 la sorellastra di Denise e la madre Anna Corona attendevano di essere interrogate, ha trascritto alcune frasi che per il perito trascrittore del Tribunale, Roberto Genovese, risultano “incomprensibili”. In commissariato, secondo Schimmenti, si sentirebbe Jessica che, parlando con l'allora fidanzato Gaspare Ghaleb, direbbe: “Un ci lu ricu dunni a misi” (“Non glielo dico dove l'ho messa”), mentre alla madre sussurrerebbe: “Ma comunque a picciridda asciddicò “ (“Ma comunque la bambina scivolò”).

    Nella stessa udienza ha deposto l'ispettore di polizia Vincenzo Todaro, che tra l'ottobre e il novembre 2004 coordinava una delle sale d'ascolto delle intercettazioni, sull'intercettazione ambientale effettuata sullo scooter di Jessica Pulizzi il 24 novembre 2004, al centro anche dell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”. Durante l'intercettazione, intorno alle 19:30, si sentono due voci maschili. Una dice: “Va pigghia a Denise, ma Peppe chi ti rissi?” (“Vai a prendere Denise, ma Peppe che ti ha detto”) e l'altra rispondere: “Ma dunni l'ha purtari?” (“Ma dove la devo portare?”). L'intercettazione fu effettuata a Mazara, in via Pirandello, davanti l'abitazione di Pulizzi. “L'indomani - ha detto l'ispettore Todaro - abbiamo svolto attività di riscontro per vedere se in zona c'erano altre bambine che si chiamavano Denise. Dagli accertamenti fatti al Comune di Mazara del Vallo abbiamo scoperto diverse Denise. Abbiamo sentito 13 genitori, tutti papà, per vedere se qualcuno la sera prima erano prima passati da via Pirandello e tutti hanno risposto negativamente”.

    L'ex dirigente del commissariato di polizia di Mazara del Vallo Ruggiero Borzacchiello, ultimo teste ascoltato, ha detto che inizialmente si pensava ad una “scomparsa”, non a un sequestro. Per questo furono ispezionate, con speleologi, alcune cave della zona. La prossima udienza è prevista per l'11 gennaio, quando verranno chiamati a deporre altri investigatori.

  • 19 febbraio 2013

    Nella trentesima udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone, ha deposto l’imputata Jessica Pulizzi. “In commissariato, quando mi interrogarono tra l'1 e il 2 settembre, mi dicevano che ero stata io a prendere Denise. Allora, io ho rifiutato di parlare. Successivamente, ho ripreso a parlare per far capire che io non c'entravo nulla”, ha detto ribadendo la sua innocenza e dichiarato di aver appreso solo dieci giorni dopo la scomparsa che la bambina fosse nata quasi 4 anni prima dalla relazione tra suo padre Pietro e Piera Maggio. A dirglielo, mentre era in commissariato con i suoi genitori, era stata la madre, Anna Corona, e subito dopo arrivò la conferma di Pietro Pulizzi. Ma il pm Sabrina Carmazzi le ha contestato che Fabrizio Foggia, suo ex fidanzato, in una precedente udienza aveva detto che lei sapeva della gravidanza e aveva sospetti proprio sul padre. Jessica Pulizzi ha detto di aver interrotto i rapporti con il padre da quando ha ricevuto l'avviso di garanzia: “Ho capito che anche lui sospettava di me”. Alle domande perché, quando fu interrogata per la prima volta “fornì un numero di telefono cellulare non più attivo da quasi un mese, e cioè dal 3 agosto 2004” e come mai al padre che le chiedeva se nella mattinata del primo settembre 2004 era andata al mercatino rispose di no, mentre, invece, come da lei stesso poi dichiarato c'era andata “per comprare un panino e degli slip”, l’imputata ha risposto di aver dato quel numero di telefono perché non ricordava quello nuovo e di avere detto no al padre perché il mercatino quel giorno non lo percorse tutto come al solito. La sorellastra di Denise ha confermato quanto affermato il 30 marzo 2005, quando agli inquirenti dichiarò di avere saputo nella primavera del 2004 da un negoziante di Mazara che suo padre aveva comprato vestiti a Piera Maggio: “Poi ho bucato con un coltellino di un portachiavi le ruote dell'auto di Piera Maggio, una Fiat Punto bianca. Ricordavo il numero di targa”. “Rinfacciai a mio padre - ha proseguito l'imputata - che non aveva soldi per me e invece li aveva per altre”. Altre contestazioni del pm hanno riguardato contraddizioni tra quanto dichiarato in aula e quanto da lei messo a verbale nel 2005 sul fatto che fosse a conoscenza o meno della relazione tra il padre e Piera Maggio e su dove lei incontrasse quest’ultima. In risposta ha affermato di aver telefonato alla madre di Denise ne 1999, per suggerirle di “stare lontana” da suo padre. Rispondendo alle domande dell'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, che gli ha chiesto: “La bambina l'ha presa lei?”, Jessica Pulizzi ha risposto: “No”, dichiarando di non ricordare bene dov'era stata tra le 11 e le 12:30 del primo settembre 2004 e negando di avere pronunciato a bassa voce con la madre Anna Corona la frase “a casa c'ha purtai”. Sempre durante il controesame condotto dall'avv. Frazzitta, è emerso che Jessica Pulizzi ha già patteggiato una condanna per favoreggiamento. Una vicenda relativa ad una lite tra un suo ex fidanzato e un altro giovane che fu ferito con un coltello. Il processo proseguirà il 26 febbraio, con i primi i testi citati dagli avvocati difensori Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre. “Jessica ha perso un'altra occasione per dire la verità. Troppe le sue contraddizioni e poco credibili le sue giustificazioni”, ha commentato al termine dell’udienza Piera Maggio.

  • 13 marzo 2013

    Nella nuova udienza i difensori di Jessica Pulizzi hanno chiamato a testimoniare una donna mazarese, Marianna Maltese, di 42 anni, che ha dichiarato: Nel 2000 denunciai il tentato sequestro di mia figlia, che allora aveva tre anni. Eravamo davanti a un negozio giocattoli quando mia figlia gridò: 'Mamma, mamma'. Mi girai e vidi una zingara con i capelli neri lunghi e a treccia che tirava mia figlia per un braccio. Gli chiesi:''Che fai?' e lei, dicendomi 'signora scusa', scappò”.I nomadi non hanno sequestrato mia figlia. Non prendono bambini davanti le case. Li invito a difendersi”, ha dichiarato Piera Maggio a margine dell'udienza. Prossima udienza il 19 marzo, quando verranno chiamati a deporre altri testi della difesa.

  • 15 aprile 2013

    Citato dalla difesa dell'imputata Jessica Pulizzi, ha deposto davanti al Tribunale di Marsala Felice Grieco, 43 anni, la guardia giurata che il 18 ottobre 2004, a Milano, vide e filmò con il suo cellulare una bimba che gli sembrò somigliante a Denise: “Avevo chiesto al 113 l'autorizzazione a trattenere la piccola che mi sembrava somigliare a Denise, ma mi fu negata. Se fossi stato certo, comunque, che si trattava di quella scomparsa, l'avrei sicuramente bloccata. Sapevo del sequestro di Denise Pipitone dal programma televisivo “Chi l'ha visto?” e in tv avevo visto la sua foto. Il 18 ottobre 2004 ero in servizio davanti la banca Mps in via Ettore Ponti. C'erano zingari che suonavano la fisarmonica e disturbavano. Tre adulti, un uomo e due donne, e due bambini, un maschio e una femmina. Accompagnai il bambino che suonava dietro l'angolo e qui c'era una bambina seduta a terra che chiedeva l'elemosina. Le chiesi se voleva qualcosa da mangiare, lei mi rispose: 'la pizza'. Vidi che aveva un segno sulla guancia, non so se era sporco o una piccola cicatrice sotto l'occhio”. Senza farsi notare, la guardia giurata telefonò alla polizia. “La zingara, però - ha spiegato Grieco - cominciò a innervosirsi, prese la bambina per un braccio e si allontanò con gli altri zingari che erano nella zona. La polizia arrivò mezz'ora dopo”. Alla possibilità di un sequestro da parte di nomadi non ha mai creduto Piera Maggio. “Nulla ha mai confermato che la bambina filmata a Milano fosse Denise” ha dichiarato l'avv. Giacomo Frazzitta, che assiste la madre di Denise. La prossima udienza è fissata per il 16 aprile, con altri testi della difesa.

  • 14 maggio 2013

    L'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, durante l’udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone, ha chiesto al Tribunale di Marsala di depositare due dvd e i verbali  dell'interrogatorio di un nuovo testimone, Battista Della  Chiave, 74 anni, sordomuto, di Mazara del Vallo, che ha  dichiarato di avere visto Denise poco dopo il rapimento, in un magazzino dove lui lavorava. La bambina sarebbe stata in braccio ad un uomo. In aula, l'avvocato Frazzitta ha spiegato che, assieme all'altro legale di parte civile, Vito Perricone, è andato ad  ascoltare Battista Della Chiave per sapere se questi fosse in  rapporti di parentela con  Giuseppe Della Chiave, un cuoco compagno di Loredana Genna, amica di Anna Corona: "Ci ha riferito che alle 12:17 del primo settembre 2004, nel magazzino di via Rieti a Mazara dove lavora, c'era una bambina che piangeva con qualcuno che aveva chiesto di fare una telefonata dall'utenza fissa. Disse che si trattava della bambina rapita nei pressi del cimitero. Gli abbiamo mostrato la foto di Denise e lui ha detto che era lei". Sulla richiesta del legale di Piera Maggio, i pubblici  ministeri Francesca Rago e Sabrina Carmazzi si sono riservati di esprimere il parere fino  all'udienza del 28 maggio, in quanto “c'è un procedimento su  cui vige il segreto istruttorio”. Il Tribunale si è ritirato in camera di consiglio per  decidere sulla richiesta del legale.

    Nel corso dell’udienza ha parlato il maggiore dei carabinieri Claudio Ciampini, comandante della sezione bifonica del Ris Roma, incaricato dalla Procura di Marsala di esaminare due intercettazioni (ambientale e telefonica) del maggio 2006: L'ufficiale del Ris ha detto che si sentono tre voci femminili, tra le quali quella di un’amica di Jessica Pulizzi. In sequenza, si sentono una voce sconosciuta e quella di una “certa Jessica”. La prima dice: “Chi voli chidda da picciridda?”, mentre la seconda risponde: “Il corpo del reato l'ho chiuso fresco fresco io”. L'ufficiale ha precisato che non sa se si tratta dell'imputata Jessica Pulizzi o di un’altra omonima, anche se la voce “è comunque compatibile con quella di Jessica Pulizzi”.

    Sono stati ascoltati anche due medici, che hanno smentito Jessica Pulizzi, che aveva detto di aver appreso della sorellastra quando, assieme a un'amica, si recò per una visita ginecologica nell’ospedale dove lei era appena nata. L'ex direttore sanitario dell'ospedale di Mazara, Francesco Paolo Milazzo, e il primario di ostetricia e ginecologia, Bartolo Parrinello, hanno dichiarato che negli archivi non c'è traccia di quelle visite ginecologiche. Ed “è impossibile - ha specificato Parrinello - che le visite non siano state registrate”.

  • 15 maggio 2013

    [Video - La puntata del 15 maggio]

  • 22 maggio 2013

    [Video - La puntata del 22 maggio]

  • 27 maggio 2013

    “Questa mattina è stata depositata da parte della signora Piera Maggio, la richiesta di avocazione alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo di tutte le indagini contro Anna Corona e di quelle scaturenti dalle dichiarazioni del testimone Della Chiave Battista”. Con questo comunicato a “Chi l’ha visto?” il legale di Piera Maggio, avv. Giacomo Frazzitta, ha reso nota l’istanza con la quale la madre di Denise Pipitone ha chiesto che le indagini non siano più seguite dalla Procura di Marsala ma dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo.

  • 28 maggio 2013

    Il Gip di Marsala Annalisa Amato ha accolto la richiesta di incidente probatorio della procura per ascoltare Battista Della Chiave, il 74enne sordomuto nuovo testimone nelle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone. L'11 giugno Battista Della Chiave sarà chiamato a confermare le dichiarazioni rese all'avvocato Frazzitta. Nel corso della nuova udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone, in corso al Tribunale di Marsala, i pubblici ministeri Sabrina Carmazzi e Francesca Rago hanno invece negato il loro consenso alla richiesta, fatta sempre dall’avv. Frazzitta, di acquisire due cd con la testimonianza resa da Battista Della Chiave nel corso di indagini difensive di parte civile. “Dalle dichiarazioni dI Della Chiave - ha detto il pm Carmazzi - è scaturito un altro procedimento a carico di un soggetto noto (il nipote di Della Chiave, ndr) e per il quale è stato chiesto incidente probatorio. Anche per stabilire se il primo settembre 2004 Della Chiave lavorava per Vito Bonanno e verificare la capacità a comprendere e comunicare di un soggetto sordomuto e analfabeta”. L'avv. Frazzitta ha quindi chiesto che Battista Della Chiave venga ascoltato in aula assieme a Carmela Buffa, Giuseppe Foderà, Angelo Ferrara e Cinzia Sugamiele. ''Tutti - ha affermato Frazzitta - confermano la genuinità della testimonianza di Della Chiave Battista, che è attendibile e capace di intendere e di volere”. Su queste richieste delle parti il Tribunale deciderà nell'udienza del 6 giugno.

    Nel corso dell’udienza è stato sentito il prof. Roberto Cusani, docente di telecomunicazionires all'università “La Sapienza” di Roma, consulente di parte civile: “Il telefono cellulare in uso a Jessica Pulizzi, il primo settembre 2004, viene localizzato alle 10:21 e alle 11:30 in zona nord est di Mazara del Vallo e quindi compatibile con la zona del sequestro e non compatibile con zona laboratorio analisi cliniche dottoressa Di Liberti. Mentre alle 12:08 è nella zona sud ovest della città, compatibile con l'abitazione Jessica e del laboratorio Di Liberti. Alle 13:08 è in zona centro. Alle 14:10 si sta muovendo ancora”. Sul cellulare utilizzato da Anna Corona (intestato ad altra persona), Cusani ha detto che “la mattina 2 settembre 2004 appaiono sms che partono da stazioni base remote,celle lontane di Carini, Trapani, San Vito Lo Capo. Si chiude con messaggio in zona Mazara”. “Colpisce - ha proseguito il consulente - che questo cellulare abbia ricevuto sms da celle remote. Se un sms, però, arriva da una cella di un luogo, in quella zona il telefono deve esserci stato. Quel telefono, prima delle 6:15 del 2 settembre 2004, deve essere passato da un'area della Sicilia ovest non compatibile con Mazara del Vallo”.

  • 29 maggio 2013

    [Video - Il caso nella puntata del 29 maggio 2013]

  • 11 giugno 2013

    Si è avvalso della facoltà di non rispondere, nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip di Marsala Annalisa Amato, il 74enne sordomuto Battista Della Chiave, assistito da quattro interpreti esperti nel linguaggio dei segni. L’uomo era arrivato in Tribunale, a Marsala, assieme a diversi familiari, tra cui il nipote che ha accusato nelle dichiarazioni rese all’avv. Giacomo Frazzitta che assiste Piera Maggio, la madre di Denise, delle quali “Chi l’ha visto?” ha diffuso ampi stralci video. Frazzitta ha depositato al Tribunale di Marsala una istanza con cui chiede che Della Chiave venga “posto sotto protezione e che sia impedito ogni contatto con i suoi familiari''. “E' tutto finito. - ha dichiarato Piera Maggio al termine dell'udienza - L'unica persona che in nove anni ha detto la verità sulla scomparsa di mia figlia, sostenendo che è stata messa pure dentro una fogna, non è stata presa in considerazione. E' chiaro che questa cosa non doveva andare avanti. E' uno schifo”. L'incidente probatorio proseguirà, nei prossimi giorni, con una perizia psichiatrica disposta dal giudice per accertare l'attendibilità del testimone.

  • 27 giugno 2013

    I giudici del tribunale di Marsala hanno assolto Jessica Pulizzi, 26 anni, che era accusata di concorso nel sequestro della sorellastra Denise Pipitone. I giudici invece hanno condannato a due anni l'ex fidanzato di lei, Gaspare Ghaleb, per false dichiarazioni ai magistrati. I pm Sabrina Carmazzi e Francesca Rago avevano chiesto 15 anni di carcere per l’una e per 5 anni e 4 mesi per l’altro. “Non c'è giustizia... non c'è giustizia”, sono state le uniche parole pronunciate da Piero Pulizzi, padre di Jessica e anche di Denise Pipitone. “Oggi mia figlia è come se fosse stata sequestrata di nuovo”, è stata la prima reazione di una Piera Maggio affranta. Soddisfazione ha espresso il legale di Jessica Pulizzi, che non era presente in aula: “Dirò a Jessica di viversi la vita serena e continuare a lavorare e pensare alla sua bambina. E anche alla signora Corona, perché no”, ha detto l’avv. Gioacchino Sbacchi all’Ansa. “Probabilmente il Tribunale non ha ben compreso tutti gli elementi. Solleciteremo la Procura di Marsala e anche la Procura generale di Palermo ad esaminare il caso e a proporre appello alla sentenza. Non vorrei che questa assoluzione abbia un effetto boomerang per il procedimento che vede indagati Anna Corona e altri”, ha commentato invece l'avv. Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. Sulla posizione della madre di Jessica Pulizzi e degli altri indagati per concorso nel sequestro di Denise è attesa la pronuncia del gip Annalisa Amato, che deve decidere sull'opposizione della parte civile alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Il procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa, che ha confermato l’orientamento a ricorrere contro la sentenza una volta lette le motivazioni, ha dichiarato che ”le indagini sul caso, comunque, proseguono, come pure le ricerche della bambina”

  • 5 dicembre 2013

    Marsala (Trapani), 5/12/2013 - Il gip di Marsala ha archiviato la posizione della madre di Jessica Pulizzi, Anna Corona, come richiesto dalla procura a gennaio, nell'ambito del secondo troncone d'indagine per la scomparsa di Denise Pipitone.

  • 14 febbraio 2014

    E' stata fissata al 18 aprile la prima udienza del processo a Jessica Pulizzi per il sequestro della sorellastra Denise Pipitone. Sia l'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, legale della madre di Denise, Piera Maggio, che la procura di Marsala avevano fatto ricorso contro l'assoluzione in primo grado del 27 giugno 2013.

  • 18 aprile 2014

    E' iniziato davanti alla terza sezione penale della Corte d'Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti, il processo di secondo grado per la scomparsa della piccola Denise Pipitone. Assenti i due imputati, Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, accusata di sequestro e l'ex fidanzato della ragazza, l'italo tunisino Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm. “Dopo dieci anni di sofferenze e di speranze cerchiamo ancora giustizia”, ha detto la madre di Denise, presente in aula così come il padre naturale Piero Pulizzi. “In primo grado Jessica Pulizzi è stata assolta dal tribunale di Marsala con una formula che non chiarisce nulla - ha aggiunto Piera Maggio -. Noi affidiamo ora a questa corte la speranza di sapere esattamente ciò che a Denise è stato fatto”. Per la parte civile l’avv. Giacomo Frazzitta ha chiesto di sentire un teste-chiave e di acquisire il verbale di un sopralluogo dal quale emerge che, quando la polizia andò a cercare Denise in casa della madre di Jessica Pulizzi, Anna Corona, poche ore dopo la scomparsa, gli agenti controllarono invece la casa di una vicina. Frazzitta ha chiesto anche di risentire in aula l’uomo sordo che, subito dopo il rapimento avrebbe visto un uomo con una bambina giunto per fare una telefonata nel magazzino dove lavorava. Dai tabulati è risultato che una chiamata fu fatta verso l’utenza della nonna di Jessica Pulizzi. Per “l'interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento”, il “rilievo a carattere internazionale dato in passato alla scomparsa di Denise” e il riconoscimento del diritto di cronaca, la Corte ha ammesso le riprese televisive del processo. L'udienza è stata rinviata al 16 maggio, quando si conosceranno le decisioni della corte sulle richieste delle parti.

  • 23 aprile 2014

    Nonostante un processo già fatto e uno appena cominciato sono ancora molti i fatti che non hanno trovato una spiegazione e sui quali la madre di Denise richiama l’attenzione. Per esempio il dialogo intercettato il 24 novembre 2004 da una microspia nascosta nel motorino di Jessica Pulizzi, parcheggiato sotto la casa dove viveva con la madre Anna Corona. Grazie al lavoro dei tecnici Rai l’audio è ora ancora più comprensibile. Chi sono i due uomini che parlano di andare a prendere Denise? E chi è “Peppe”, colui che doveva indicare il luogo dove portarla? Qual è questo luogo? Perché questi uomini non si sono mai presentati per spiegare eventualmente che non parlavano della bambina scomparsa pochi mesi prima ma di un’altra?

  • 5 maggio 2014

    La Procura di Marsala, infatti, assegnerà la delega agli investigatori per avviare i sopralluoghi e gli scavi nella spiaggia di contrada Ferla, segnalata dalla lettera anonima inviata a “Chi l'ha visto?” come il luogo in cui dove sarebbe di Denise Pipitone. Nei giorni scorsi la mamma Piera Maggio, aveva ribadito: “Noi continuiamo a cercare Denise viva. Non è il caso di creare allarmisti inutili. Le verifiche andranno fatte come sempre, in questi anni sono state recapitate centinaia di lettere anonime e tutte senza esito”. Il suo legale, avv. Giacomo Frazzitta ha rinnovato, attraverso le agenzie di stampa, l’appello al mittente della lettera fatto nell’ultima puntata del programma, affinché si faccia vivo e a fornisca indicazioni più precise, altrimenti la lettera “rischia di essere l'ennesimo atto di un mitomane”.

  • 1 settembre 2014

    Mazara del Vallo (Trapani), 1/9/2014 - “Ciao tesoro mio, tu forse non ti ricordi di me, io sono la tua mamma, mi chiamo Piera. Sono trascorsi dieci lunghi anni senza poterti vedere senza poterti abbracciare e coccolarti come spesso facevo, mi manchi tantissimo”. Comincia così la lettera che Piera Maggio ha pubblicato oggi sul suo profilo Facebook nel decimo anniversario della scomparsa di Denise. Piera Maggio si rivolge direttamente alla figlia sperando che il messaggio affidato a Internet possa raggiungerla in qualche modo. “Oggi sarai diventata una bellissima signorina di quasi quattordici anni, che sicuramente non conosce la sua vera identità. Ti chiami Denise, questo è il tuo vero nome, ti abbiamo fortemente voluta, sei nata a Mazara del Vallo in Sicilia, poi all’età di quasi quattro anni, delle cattive persone ti hanno portata lontano da noi, strappandoti dal nostro amore”, continua la lettera, che cerca di far affiorare ricordi come giochi, abitudini ed episodi che spingano l’adolescente che si riconosca a mettersi in contatto con la madre.

    [Leggi la lettera integrale]

    [Video - 10 anni senza Denise e senza giustizia!]

  • 16 gennaio 2015

    “Questa frase non me la ricordo proprio, anche perché non è mai stata detta. Mia sorella non ha mai detto nulla del genere”. Alice Pulizzi ha smentito così la frase in cui si incolperebbe la madre Anna Corona, “Eramu n'casa a mamma l'ha uccisa a Denise”, che la sorellastra Jessica le avrebbe detto secondo la trascrizione di un'intercettazione ambientale dell'11 ottobre 2004. L'intercettazione era stata scoperta dal perito nominato dalla Corte d'appello di Palermo, Massimo Mendolia, e dal sovrintendente Rivertoni, della polizia di Roma, che ha effettuato la ripulitura e il filtraggio dell'audio. La conversazione era stata al centro della precedente udienza del processo d’appello a Jessica per il processo d’appello davanti alla Corte d'appello di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti. “E’ molto disturbata - ha obiettato la difesa di Jessica Pulizzi - e non è assolutamente utilizzabile”. I giudici hanno disposto che venga riascoltata e trascritta da un collegio di periti. “Fin dall'inizio non ho mai avuto dubbi su determinate persone. Sono persone che continuano a dare i loro contributi con i 'non so' e i 'non ricordo'. Anche oggi non mi aspettavo nulla di diverso dall'interrogatorio di Alice Pulizzi”, ha commentato Piera Maggio, la madre di Denise, uscendo dal palazzo di Giustizia.

  • 2 ottobre 2015

    La Corte d'Appello di Palermo ha confermato l'assoluzione di Jessica Pulizzi, accusata del sequestro della sorellastra Denise Pipitone. Dichiarato prescritto il reato contestato all’ex fidanzato Gaspare Ghaleb, imputato di false dichiarazioni al pubblico ministero. “Non c'è giustizia. E comunque noi continueremo a cercarla”, è stato il primo commento di Piera Maggio. Diteci che fine ha fatto Denise Pipitone e noi ci fermeremo. E’ nostro dovere continuare a cercare la verità con tutti i mezzi e gli strumenti che il codice ci consente di attivare. Uno di questi sarà il ricorso per Cassazione”, ha detto all’inviata di “Chi l’ha visto?” l’avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta. Il difensore di Jessica Pulizzi, Fabrizio Torre, ritiene invece “che questa sia una sentenza giusta, che arriva dopo seri approfondimenti disposti dalla corte d'appello di Palermo”.

  • 8 ottobre 2015

    Alcuni spettatori hanno risposto all’appello lanciato nella puntata di ieri con Piera Maggio in studio permettendo di identificare la ragazza che si era presentata come Denise Pipitone su Facebook. “Sono Denise mamma”, aveva scritto ad agosto in risposta all’appello, condiviso su un profilo del social network, diffuso dalla madre della bambina sparita l’1 settembre 2004 da Mazara del Vallo. Contattata al telefono dall’inviata di “Chi l’ha visto?”, dopo aver negato di essere l’autrice del messaggio, la ragazza aveva domandato: “Ok scusa ma se adesso Denise è qua voi la venite a prendere?”. Durante la trasmissione Piera Maggio e il suo legale, Giacomo Frazzitta, hanno chiesto venga effettuato il test del Dna.

  • 12 ottobre 2015

    "Siamo mortificati, ma comunque abbiamo accettato di fare il test". Così a "Chi l'ha visto?" la madre della ragazza che ad agosto si è presentata come Denise su Facebook, in risposta a un appello di Piera Maggio. Nella puntata del 7 ottobre, la madre di Denise e l'avvocato Giacomo Frazzitta avevano rivelato la vicenda, anche come esempio dello standard del servizio di giustizia ricevuto dallo Stato negli 11 anni seguiti al rapimento. Piera Maggio aveva chiesto con forza notizie sugli accertamenti effettuati e che fosse disposto il test del Dna sulla ragazza. Qualche giorno dopo la puntata di "Chi l'ha visto?" i carabinieri si sono recati presso l'abitazione della ragazza nel Potentino, per effettuare il prelievo necessario al confronto genetico.

  • 31 ottobre 2015

    Un test del gruppo sanguigno con esito negativo è stato effettuato ieri sera su una giovanissima mendicante a San Benedetto del Tronto. A far scattare il protocollo per la ricerca delle persone scomparse è stata una donna, che ha creduto di riconoscere Denise Pipitone davanti a un supermercato. Dopo la segnalazione sono intervenuti agenti del commissariato di polizia che hanno accompagnato nell'ospedale locale per il test. In seguito è stata affidata al sindaco e collocata in una casa accoglienza per i minori.

  • 23 marzo 2017

    La madre di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo l'1 settembre di tredici anni fa, ha affidato a un post su Facebook la sua amarezza: "Che tristezza vedere dentro la cassetta della posta una busta con la nuova e rinnovata tessera sanitaria di Denise, purtroppo mai utilizzata. In alcuni casi, per lo Stato italiano, gli scomparsi esistono, per altri si sarebbero eclissati, o forse mai esistiti". Ancora oggi della bimba, che al momento del sequestro non aveva compiuto quattro anni, non si sa nulla.

  • 19 aprile 2017

    Jessica Pulizzi, la sorellastra della piccola Denise Pipitone è stata definitivamente assolta dall'accusa di averla rapita l'1 settembre 2004. I giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte hanno respinto il ricorso della procura della Corte di Appello di Palermo contro l'assoluzione della donna, emessa il 2 ottobre del 2015. "Adesso mi devono dire chi ha rapito Denise. Se questo non è più un fatto privato, ora tutti i cittadini devono avere paura perché ci sono dei ladri di bambini in libertà. Mia figlia non si è volatilizzata", è stato il primo commento della madre Piera Maggio in diretta a "Chi l'ha visto?".

  • 1 settembre 2017

    "Tredici anni della nostra vita senza verità né giustizia. Non molleremo mai, nostra figlia va cercata ovunque e dovunque. Tutti hanno un cuore, pochi una coscienza". Si conclude così la dichiarazione di Piero Pulizzi e Piera Maggio, genitori di Denise Pipitone, nell'anniversario della sua scomparsa. "Bugie e depistaggi, - scrivono ancora sul blog cerchiamodenise.it - silenzi omertosi, mostri crudeli e molta cattiveria. Errori commessi, speranza e attesa, lavoro e perseveranza, sofferenza, dolore e tanta rabbia. Falso buonismo, non verità, colpevoli liberi, delusione e amarezza. Troppi magistrati, processi e tanto altro per zero risposte". Ad aprile la Cassazione ha assolto definitivamente la sorellastra della bambina dall'accusa di concorso in sequestro.

  • 5 settembre 2017

    Nessuna prova del coinvolgimento nel sequestro di Denise Pipitone a carico della 'sorellastra' Jessica Pulizzi. Lo scrive la Corte di Cassazione nelle motivazioni depositate oggi della decisione di conferma del proscioglimento deciso dalla Corte di Appello di Palermo nel 2015. Jessica Pulizzi era stata assolta anche nel primo grado di giudizio. La "sorte di Denise Pipitone è tuttora sconosciuta", scrive la Suprema Corte, osservando inoltre che Jessica Pulizzi non era l'unica ad avere in via "esclusiva" risentimento verso la bambina. Infine, in un centro di "ridotte dimensioni" come Mazara del Vallo, per i giudici non prova nulla nemmeno la sua presenza al mercato distante cinquecento metri dalla strada dove la piccola fu vista l’ultima volta. “Quel che posso dire è che i colpevoli del rapimento di Denise non vengono da lontano”, è stato il primo commento all’Ansa di Piera Maggio alla notizia del deposito delle motivazioni. “Uno sconosciuto - ha aggiunto - non va in una periferia di una città come Mazara del Vallo a sequestrare bambini. Chi ha agito sapeva chi era Denise. Ci sono persone che sanno e non parlano per paura o per omertà. L'1 settembre 2004 stata rapita una bambina, non un oggetto. Basta con l'omertà, chi sa parli".

  • 11 ottobre 2017

    Marsala, 11/10/2017 - Il Ris dei carabinieri di Messina analizzerà con nuove tecnologie le impronte rilevate in vari luoghi e su diverse auto dopo la scomparsa di Denise Pipitone. Grazie a nuove metodologie oggi è possibile rilevare tracce di Dna anche dalle impronte digitali. I nuovi accertamenti dispoti dalla procura di Marsala, dopo la richiesta dall'avvocato Giacomo Frazzitta, legale della madre Piera Maggio, per accertare la possibile presenza di Denise dopo il sequestro in qualche luogo o in qualche auto.