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Scomparso

Rossella Corazzin

Sesso:F
Età:17 (al momento della scomparsa)
Corporatura:robusta
Occhi:castani
Capelli:castani
Segni particolari:Piccola cicatrice a destra della fronte e un'altra sotto il mento
Scomparso da:Tai di Cadore - Cortina (Belluno)
Data della scomparsa:21/08/1975
Data pubblicazione:10/04/1992

  • 10 gennaio 2003

    Rossella Corazzin è scomparsa il 21 agosto del 1975. Aveva 17 anni, frequentava il liceo classico e viveva a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Quell'estate era andata in vacanza insieme ai genitori a Tai di Cadore, ospite di una zia. Ogni pomeriggio, dopo il pranzo ed un breve riposo, padre e figlia uscivano insieme per una passeggiata fino al bosco, al di là della strada statale che divide il paese. Si fermavano sempre a leggere su una delle panchine che costeggiano la strada. Quella mattina, imprevedibilmente, la ragazza era uscita da sola. Il padre l'aveva incontrata sulla strada principale e le aveva chiesto come mai si trovasse da sola in giro per il paese. La ragazza rispose, forse scherzando, che sentiva il bisogno di evadere. Più tardi, dopo pranzo, Rossella chiese al padre di rinunciare al riposo pomeridiano per anticipare la passeggiata ed evitare il solito acquazzone delle 17, ma il padre declinò l'invito. La madre della ragazza ricorda le parole del marito: "Sai che devo andare a riposare. Perché lei lo aspettava sempre fuori dalla porta seduta leggendo il libro. Intanto lui faceva il riposino e dopo si alzavano e andavano via insieme. Lui le ha detto vai, vai intanto. E lei: papà mi raccomando, non muoverti di qui, aspettami che dopo passo a prenderti. E queste sono state le ultime parole. E' stata la prima volta che è uscita da sola, quel maledetto giorno". Passarono le ore, ma Rossella non ritornò. I genitori si rivolsero ai Carabinieri che iniziarono subito le ricerche. "Dopo, il capitano dei Carabinieri di Cortina, quando i cani si sono fermati lì, ha detto: questa ce l'hanno rubata, è stata fatta salire su una macchina e l'hanno portata via. Si sono fermati lì, vicino alla panchina", ha raccontato la madre. A poche ore di distanza dalla scomparsa, una turista dichiarò di avere visto dallo specchietto retrovisore della sua auto una ragazza che camminava lentamente con un libro in mano, cercando con lo sguardo la panchina più adatta dove fermarsi. Qualche mese dopo, una signora che gestiva un negozio di alimentari sulla via principale, dichiarò agli investigatori di avere visto, quel pomeriggio del 21 agosto, Rossella su un fuoristrada che stava passando davanti al suo negozio. La madre di Rossella ha riportato le parole di quella donna: "A me sembra di avere visto una ragazzina riversa, come dormisse, con un golf verde sulle spalle. Ma come si fa a dire che fosse lei. Combinazione aveva un golf verde".

  • 17 ottobre 2003

    Le telefonate arrivate nel corso della puntata del gennaio scorso hanno rivelato quanto fossero ancora forti il turbamento e l'emozione che questa vicenda ha suscitato nonostante il tempo trascorso. Raffaele Massaro, Sostituto Procuratore della Repubblica di Belluno, a questo proposito ha riferito che proprio dopo quella trasmissione il maresciallo comandante della stazione di polizia giudiziaria dei Carabinieri, che si era già occupato del caso all'epoca dei fatti, gli ha sottoposto la vicenda evidenziandone i punti oscuri mai chiariti. Gli inquirenti ora stanno cercando di ricostruire gli eventuali incontri della ragazza in quel pomeriggio e nei giorni precedenti. In particolare il Sostituto Procuratore ha spiegato: "Stiamo cercando un tale Gianni di cui si faceva menzione nell'ultima lettera che la ragazza ci risulta abbia scritto il 17 agosto del '75. Alla sua amica del cuore menzionava questo Gianni dicendo che aveva fatto il primo anno di giurisprudenza a Padova, che si erano incontrati e che questo ragazzo andava lì tutti gli anni. Diceva che aveva una sorella di nome Giuliana dell'età della ragazza, quindi 17 anni. Questo Gianni fino ad ora non siamo riusciti ad individuarlo. Nella lettera si parla di un'unica occasione di incontro. Si dice: ieri è arrivato Gianni. Dice che ha fatto una passeggiata con Gianni e questa sorella Giuliana. Non menziona il padre, quindi, sembrerebbe, senza il padre". Il signor Corazzin intanto è deceduto. Oltre a questa pista sulla quale gli inquirenti stanno indagando, il fotoreporter Roberto Fiasconaro ha ricordato un altro particolare: all'epoca della scomparsa si sospettò che in una casa della zona si celebrassero riti satanici.

  • 10 maggio 2004

    Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa una signora aveva dichiarato con assoluta convinzione, e successivamente ribadito, di aver visto verso le 14.30, mentre percorreva sulla sua auto la salita di Monte Zucco, Rossella Corazzin ferma al bivio con una stradella che scende sulla destra, come se fosse in procinto di scendere di nuovo a valle ma su un percorso diverso. Questa e altre segnalazioni più vaghe contribuirono a intensificare le ricerche quasi esclusivamente sul versante di Monte Zucco. Tra le mille voci raccolte durante la prima inchiesta ce n'era una che indicava la presenza della ragazza nell'altro versante della valle, cioè sulle pendici del Col Mao. Non venne presa in considerazione perché in contrasto con la prima segnalazione della signora che aveva visto Rossella dalla sua auto. Oggi questa testimonianza è stata ripresa grazie al lavoro della Procura di Belluno che, con la collaborazione dei Carabinieri della Polizia Giudiziaria, ha ripercorso tutte le tappe dell'inchiesta e confrontato tutte le testimonianze, anche quelle in un primo tempo trascurate. Il testimone in questione aveva riferito al Magistrato di aver visto la ragazza indugiare su un tornante della salita verso il Col Mao. Erano circa le 16,30. Rossella Corazzin gli aveva chiesto di indicarle un punto panoramico dal quale poter fotografare tutto il paesaggio di fronte e anche se c'era un sentiero da quel punto per scendere direttamente in paese. L'uomo glielo aveva indicato, raccomandandole però di fare attenzione. Probabilmente la ragazza, fatte le fotografie dal punto panoramico, invece di tornare indietro per la strada più comoda ma molto più lunga percorsa all'andata, imboccò un ripido sentiero in discesa dove forse si trovò improvvisamente sola, in un bosco in montagna, mentre il cielo si oscurava e cominciava a piovere. Sei squadre del soccorso alpino hanno incominciato le ricerche in quell'area.