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Bimbo prelevato a Padova: Le scuse e la ricostruzione del Governo

Roma, 12/10/2012 - “La scena del trascinamento del minore richiede che vengano espresse anche le scuse del Governo". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno Carlo De Stefano, riferendo alla Camera sul caso dei bambino di Padova e dell'esecuzione nei suoi confronti del provvedimento di allontanamento dalla famiglia materna disposto dal giudice dei minori. De Stefano ha ricostruito La fasi  del prelevamento del bambino da scuola. “Nella mattinata dello scorso 10 ottobre - ha detto De Stefano - 'il padre del bambino ha comunicato via mail all'Ufficio minori della questura di Padova che la Corte d'appello di Venezia aveva appena rigettato il ricorso con il quale la madre aveva chiesto la sospensiva del provvedimento di allontanamento dall'ambiente familiare materno. Il responsabile dell'Ufficio minori prendeva contatto con i servizi sociali del Comune per valutare l'opportunità di eseguire immediatamente l'intervento, al fine di evitare che la madre, qualora giunta a conoscenza della decisione del giudice, potesse come già avvenuto in altre due circostanze, rendere impossibile l'esecuzione del provvedimento. L'assistente sociale, dopo aver consultato il padre del minore e lo psichiatra, ha ritenuto di procedere all'esecuzione, individuando l'area antistante la scuola come la piu' idonea per l'intervento, anche perché i precedenti tentativi fatti nella casa materna erano stati vanificati dalla resistenza del bambino supportato dai parenti''. Alle 12.15 cosi', ''la polizia, insieme allo psicologo, allo psichiatra e al padre sono andati nella scuola. Con la direttrice si e' deciso di farlo uscire dall'aula per prepararlo all'allontanamento. Ma il bambino si e' rifiutato, quindi si e' deciso di allontanare gli altri alunni dall'aula. Psichiatra e psicologo sono entrati quindi nell'aula insieme ai poliziotti. Data la difficile situazione per la resistenza del minore, e' stato chiesto l'intervento del padre affinché prelevasse il figlio per condurlo all'auto dei servizi sociali che lo avrebbe portato verso la comunita' di accoglienza. Il padre è riuscito con fatica a portarlo fuori dall'aula, ma nel corridoio la reazione del minore e' diventata ancora più energica, sfociando in manifestazioni a carattere violento anche nei confronti del genitore e' degli operatori intervenuti''. ''Il bambino - ha detto ancora De Stefano - appena uscito dall'edificio invocava con urla l'intervento dei familiari della madre che giungevano muniti di telecamere. Due poliziotti cercavano di fronteggiare i familiari mentre un terzo cercava di aiutare il padre a portare il figlio in auto. Nonostante la resistenza sempre più accesa dei familiari, i poliziotti riuscivano ad allontanarli consentendone la partenza''.Ai familiari che protestavano chiedendo l'esibizione del provvedimento di diniego della sospensiva un ispettore capo ha replicato con espressioni assolutamente non professionali che il grado di parentela con il minore non giustificava la richiesta''. Il presidente del Senato Renato Schifani è tornato sulla vicenda a margine della sua visita nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna, salutando “con apprezzamento le scuse del capo della polizia Antonio Manganelli che ha dimostrato tempestività e grande senso di responsabilità e autocritica nella qualità, pur non essendo una sua responsabilità personale". "Ritengo - ha aggiunto - che i fatti come quelli di ieri non possano e non debbano più accadere: occorre gestire questi momenti delicati attraverso personale qualificato. Guai - ha concluso - alla violenza ai bambini anche se in esecuzione di provvedimenti giudiziari".