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Scomparso

Massimo Scravaglieri

Edizione:2001/2002
Data pubblicazione:02/04/2002

Massimo, un ragazzo di origini siciliane, tre anni fa si è trasferito in Germania per lavorare. Dopo tanti sacrifici, è riuscito a realizzare il suo sogno, aprendo una pizzeria ad Offenburg - una cittadina al confine con la Francia - in società con due amici, cugini tra loro, anche loro originari di Catena Nuova.
Ma una settimana dopo l'apertura del locale, il 17 gennaio scorso, Massimo è sparito all'improvviso e di lui non si è saputo più niente fino a quando, il pomeriggio del 30 marzo, la Criminalpol ha ritrovato il suo corpo senza vita nelle acque di un fiume alla periferia di Offenburg.
Il pomeriggio della scomparsa il giovane era stato raggiunto telefonicamente da sua madre, e le era sembrato tranquillo. Nella tarda serata, quando la pizzeria stava per chiudere, Massimo aveva salutato uno dei suoi soci, Andrea, con cui divideva anche un appartamento alla periferia di Offenburg, ed era andato via. Andrea ha raccontato che, quando è rientrato a casa alle tre di notte, Massimo non c'era; aveva lasciato il telefonino, il portafogli e la giacca, mentre il cappotto mancava. Un testimone anonimo che ha avvertito la polizia criminale quella notte lo avrebbe sentito litigare sotto casa con due persone che parlavano in italiano.
Il padre di Massimo parla di una "tragedia annunciata": il ragazzo ultimamente aveva raccontato ai familiari di aver ricevuto delle minacce. Ma le indagini della Criminalpol non hanno finora portato indizi significativi su un'eventuale vendetta. Nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia sul corpo del giovane, per stabilire come e quando è stato ucciso.

  • 28 maggio 2002

    Dai risultati dell'autopsia è risultato che Massimo è stato ucciso con sedici coltellate vibrate alla spalle e al petto. Poi il corpo senza vita è stato gettato nel fiume Kinzing, ed è stato trascinato dalla corrente.
    Il cadavere è stato ritrovato in prossimità della zona industriale di Lahr.
    Il 3 maggio scorso è stato arrestato Andrea Nicolosi, uno dei soci di Massimo con cui il giovane ucciso condivideva anche l'appartamento: secondo la polizia tedesca sul di lui graverebbero pesanti indizi. A convincere il magistrato a firmare l'ordine d'arresto, una ferita d'arma da taglio che Andrea si era procurato alla mano destra "affettando cipolle" - così ha dichiarato l'uomo alla polizia - proprio all'indomani della scomparsa di Massimo, di prima mattina. All'alba del 17 febbraio 2001 si era infatti presentato all'ospedale per farsi medicare. Ma la sua versione non ha convinto gli inquirenti: Andrea si sarebbe contraddetto, e non avrebbe fornito giustificazioni plausibili su diversi punti della vicenda. Il ragazzo è mancino, e - secondo gli inquirenti - difficilmente avrebbe potuto provocarsi da solo quella ferita.
    Per i familiari di Andrea Nicolosi l'arresto del ragazzo è un grossolano errore degli investigatori: "Lui è tranquillo, e non ha niente da temere".
    Ma quale sarebbe il movente di questo delitto? Sulle indagini in corso - condotte da una vera e propria task force della polizia locale - per ora c'è il più stretto riserbo.