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Scomparso

Ottavia De Luise

Data pubblicazione:12/04/2010

A Montemurro in Basilicata, il 12 maggio del 1975 scomparve una bambina, Ottavia De Luise, di appena 12 anni. Era la più piccola di otto fratelli e da qui deriva il nome di Ottavia. Il pomeriggio del 12 maggio del 1975 Ottavia stava giocando con la cugina, a pochi metri da casa. Giunta l'ora di rincasare, la cugina racconta di averla vista incamminarsi verso casa. Solo pochi metri, ma proprio in questo breve tragitto si sono perse le tracce della bambina. Dopo qualche ora, verso le 17, non vedendola figlia, la madre chiese al fratello della piccola di andare a cercarla nella piazza del paese. Quando il ragazzo tornò senza alcuna notizia della sorellina, la famiglia si mise in allerta. All'epoca, nel piccolo borgo di appena 1500 persone, c'era solo un carabiniere. Dopo venti giorni arrivarono dei poliziotti con dei cani per agevolare le indagini: purtroppo non emerse nulla. Nel corso degli anni alla famiglia arrivarono due lettere anonime: la prima fu consegnata ai carabinieri e vennero interrogate delle persone. La seconda giunse ad uno dei fratelli della ragazza e il contenuto era chiaro: Ottavia De Luise fu violentata e uccisa. Nel corso di questi anni nessuno fu indagato, nessun magistrato si occupò di questa scomparsa, fino all'archiviazione del caso.

  • 26 aprile 2010

    Un rapporto giudiziario del 27 maggio 1975 afferma che la bambina veniva adescata da alcuni anziani del paese che le davano piccole somme, in particolare un uomo definito "il viggianese" perché originario di Viggiano (Potenza). Quando la madre ne venne a conoscenza andò a cercare i responsabili e gli disse di stare lontani dalla bimba. Dopo la scomparsa i genitori denunciarono "il viggianese" ma il processo non si fece perché poiché senza querela di parte il magistrato non si poteva procedere. Infatti all'epoca la violenza sessuale era ancora un reato contro la morale e non contro la persona, quindi non si procedeva d'ufficio. Le tracce della piccola Ottavia si persero a poche centinaia di metri da Montemurro. Fu una donna a vederla per l'ultima volta: "La incontrai nei pressi della chiesa del Carmine, sita vicino alla strada. Le chiesi dove si stava recando e mi rispose che doveva raggiungere la masseria di tale R." dichiarò la donna. Erano le 17 del 12 maggio 1975. Il proprietario della casa dove stava andando la bambina non fu mai interrogato dagli inquirenti. Nella seconda lettera anonima recapitata alla famiglia De Luise compariva proprio il nome del proprietario di questa casa. La missiva, riferendo di una ipotetica confessione del padre morente del presunto assassino, diceva che Ottavia De Luise era stata violentata, uccisa e poi sepolta nella stalla.

  • 28 aprile 2010

    Potrebbe essere riaperta nei prossimi giorni l'indagine su Ottavia De Luise. Sarebbe stato questo l'argomento dell'incontro che Settimio De Luise, il fratello, ha avuto oggi con il capo della Squadra mobile di Potenza, Barbara Strappato. Il caso è stato riportato dalla cronaca dalla Gazzetta del Mezzogiorno ed è stato ripreso da ''Chi l'ha visto?" anche nella trasmissione del 26 aprile, con Gildo Claps. Il fratello di Elisa, fondatore dell'asscoiazione Penelope, aveva riferito di avere già ricevuto assicurazioni positive sulla ripresa delle indagini dalla stessa dr.ssa Strappato.

  • 3 maggio 2010

    I vigili del fuoco, in collaborazione con gli agenti della polizia scientifica, hanno ritrovato in serata dei "reperti" all'interno di un pozzo-cisterna a Montemurro (Potenza), nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Ottavia De Luise. Il ritrovamento è stato annunciato in diretta nel corso della puntata. Era presente Settimio, il fratello della bimba scomparsa, commosso dalla notizia perché, ha detto, “potrebbe essere stato esaudito il desiderio di mia madre di ritrovare Ottavia". Il pozzo-cisterna si trova all'esterno di una masseria ed è stato svuotato. All'interno oggetti e "reperti", consegnati poi a un medico legale che dovrà analizzarli, come ha confermato all'Ansa la dirigente della squadra mobile di Potenza, dr.ssa Barbara Strappato. Le indagini erano cominciate la mattina con i rilievi planimetrici e la perlustrazione dei luoghi in cui la piccola Ottavia fu vista per l'ultima volta. Si tratta degli stessi luoghi citati nelle ricostruzioni di ''Chi l'ha visto?'': a pochi metri dal centro abitato, in una delle zone indicate da una testimone dell'epoca mai ascoltata e da alcune lettere anonime inviate alla famiglia De Luise, in cui si spiegava che la bambina "era stata violentata, uccisa, e poi nascosta", citando come fonte il padre dell'assassino ormai vicino alla morte.
    Nei giorni scorsi il Gildo Claps, fratello di Elisa e fondatore dell'Associazione Penelope dei familiari delle persone scomparse, appoggiando una richiesta di Settimio De Luise era interventuto presso la Squadra Mobile di Potenza: "C'è anche Ottavia, cercate anche lei".

  • 4 maggio 2010

    Sono ripresi a Montemurro (Potenza), i rilievi della polizia scientifica per cercare tracce di Ottavia De Luise. Gli agenti continuano a perlustrare la masseria e il terreno che si trova alle porte del paese, lungo la strada che porta ad Armento (Potenza), dove la bambina fu vista per l'ultima volta. Alcuni operai sono al lavoro con le pale mentre gli agenti della Scientifica stanno effettuando le ricerche con i sistemi "georadar" che, attraverso l'utilizzo di onde elettromagnetiche, consentono di esaminare i materiali senza interferire con le loro caratteristiche fisiche,  meccaniche e chimiche. E' arrivato a Montemurro anche l'anatomopatologo che ha effettuato l'autopsia sul cadavere di Elisa Claps, prof. Francesco Introna, dell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, esperto per le analisi necroscopiche sui corpi di piccole vittime: prima ancora della sedicenne Elisa Claps, aveva già effettuato l'esame autoptico sui cadaveri dei fratellini di Gravina (Bari), Francesco e Salvatore Pappalardi di 13 e 11 anni.

  • 5 maggio 2010

    Il fienile della masseria oggetto di sondaggi è stato completamente abbattuto. La struttura è stata demolita con un grosso escavatore. La proprietà è da alcuni giorni controllata palmo a palmo dagli uomini della Polizia che hanno riaperto il caso di Ottavia De Luise. Intanto è stato fissato in sessanta giorni il termine assegnato dalla Procura di Potenza al medico legale Francesco Introna per stabilire se i reperti recuperati nella masseria siano i resti di Ottavia De Luise. Il  prof. Introna non ha potuto stabilire se si tratta di resti umani dall'esame visivo  poiché i reperti sono fortemente compromessi dal calcare. Sono stati infatti recuperati sul fondo di un pozzo, appositamente prosciugato. Alle attività ha assistito il fratello di Ottavia De Luise, Settimio.

  • 11 maggio 2010

    Luciano De Luise, fratello di Ottavia, la bambina scomparsa a Montemurro (Potenza) il 12 maggio 1975, in diretta a 'Chi l'ha visto?' ha espresso la speranza che la sorella sia "ancora viva". L'uomo si è anche appellato alla cugina - che ha visto Ottavia De Luise il giorno della scomparsa - perché dica tutto quello che sa. Intanto continuano le ricerche nella proprietà a Montemurro sequestrata su disposizione del pm Sergio Marotta. L'unico iscritto nel registro degli indagati è , proprietario della masseria, oggi ultraottantenne, che si trova nei pressi dell'ultimo posto in cui la bambina è stata vista viva.

  • 13 maggio 2010

    "Da parte dei proprietari c'è sempre stata la massima disponibilità a collaborare con le indagini, del resto quando non si ha nulla da nascondere perché non rendersi disponibili ai controlli?" Così l'avvocato Nicola Sacco ha descritto l'atteggiamento dei suoi assistiti la cui proprietà, da dieci giorni è quotidianamente ispezionata dalla polizia scientifica alla ricerca di eventuali tracce di Ottavia De Luise. Nella masseria che da vecchio casolare è stata trasformata in una villetta, gli investigatori, ad oggi non hanno trovato alcun elemento che possa collegare i proprietari alla scomparsa della bambina. E' stato abbattuto un fienile e si è scavato nel giardino antistante l'abitazione ma, sottolinea l'avvocato "dai sopralluoghi non è emerso nulla". A portare gli investigatori nella proprietà è stata una lettera anonima inviata a Settimio De Luise, fratello di Ottavia, in cui era scritto che la bambina era stata "violentata, uccisa e seppellita nel terreno" che si trova sulla strada del Carmine, l'ultimo posto in cui è stata vista viva. Al momento, ha detto ancora Sacco, le ricerche sono sospese ma riprenderanno a breve per ispezionare il terreno a valle della proprietà "che però non appartiene ai miei assistiti".

  • 14 maggio 2010

    Da parte della famiglia De Luise non c'è nessun accanimento nei confronti dei proprietari della masseria sotto sequestro, ma solo la ricerca della verità su quello che è successo alla piccola Ottavia, detto l'avv. Gelsomina Sassano, legale della famiglia De Luise.  "Questa - ha aggiunto l'avvocato Sassano - non è una guerra tra famiglie né una questione personale tra gli eredi che anzi si rispettano e si salutano. Se le indagini si sono concentrate nella proprietà - ha aggiunto il legale - è perché c'è una lettera che porta in quel posto. Una bambina di 12 anni, in un paese di mille abitanti, non sparisce nel nulla". 

  • 24 maggio 2010

    Mentre le ruspe continuano a scavare in cerca di tracce che portino ad Ottavia De Luise, a Torino la sorella e la madre 87enne chiedono di sapere la verità. "Prima di morire vorrei sapere che fine ha fatto mia figlia", è l'appello che lancia Luisa, la  madre della piccola scomparsa e che da 35 anni chiede di conoscere la verità.

  • 10 giugno 2010

    L'ultima persona a vedere viva Ottavia De Luise fu una signora che affermò di averla vista vicino alla parrocchia del Carmine e che era diretta ad una masseria del luogo. Il proprietario della masseria è iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto. Per il giorno della scomparsa ha un alibi: era al lavoro come cantoniere.

  • 21 giugno 2010

    All'epoca della scomparsa nessuno fu indagato per la scomparsa di Ottavia De Luise. Solo Giuseppe Alberti, detto il Viggianese, venne denunciato per molestie ma non fu mai giudicato perché all'eposa era necessaria la denuncia di parte. Dopo la scomparsa di Ottavia si è trasferito a Torino.

  • 30 giugno 2010

    Il gip di Potenza, Gerardina Romaniello, ha revocato la sentenza di non luogo a procedere per difetto di querela, emessa nel 1976 a carico di Giuseppe Alberti - detto il ''Viggianese'', sospettato della scomparsa di Ottavia De Luise - e ha disposto la  riapertura delle indagini a carico dell'uomo per un periodo di sei mesi. Il giudice ha accolto l'istanza presentata dal pm di Potenza, Sergio Marotta, che coordina le indagini riprese nei mesi scorsi a Montemurro: "Sono evidentemente soddisfatta di questa decisione - ha spiegato l'avv. della famiglia De Luise, Gelsomina Sassano - anche se si tratta di una decisione che ci aspettavamo, anche per gli elementi emersi da nuove dichiarazioni e dalla rilettura dei fascicoli". "Leggendo gli atti - ha detto l'avvocato d'ufficio di Alberti, Dino Donnoli - emerge che l'uomo ha avuto un malore il giorno prima della  scomparsa della bambina, che lo ha costretto a restare a casa, nel centro storico di Montemurro, anche il giorno successivo, con sei o sette deposizioni che attestano queste circostanze". Secondo alcune testimonianze, la bambina si sarebbe allontanata dalla sua abitazioe nel pomeriggio del 12 maggio dirigendosi verso la zona periferica di Montemurro dove si sono svolti nei mesi scorsi i rilievi della polizia scientifica. L'unico carabiniere in servizio all'epoca a Montenurro indagò sulla scomparsa di Ottavia, denunciata dalla famiglia. Il ''Viggianese'' - così chiamato a Montemurro perché originario di Viggiano (Potenza) - fu al cento delle prime indagini per ''atti di libidine'', ma il processo non si svolse perché, per questo reato nel 1975, non era possibile procedere d'ufficio ma solo su querela di parte.

  • 20 luglio 2010

    Gli agenti della Squadra mobile di Potenza hanno notificato all'anziano di Montemurro indagato per la scomparsa di Ottavia De Luise un decreto di dissequestro della sua proprietá in localitá Carmine. Il provvedimento è stato disposto dal sostituto procuratore di Potenza Sergio Marotta, lo stesso pm che aveva messo i sigilli alla proprietá il 3 maggio. Le ricerche della polizia scientifica sono terminate e si attendono i risultati dell'analisi sui reperti. Dal pozzo-cisterna erano stati estratti alcuni frammenti di ossa consegnati al prof. Francesco Introna dell'istituto di medicina legale di Bari.

  • 24 agosto 2010

    La squadra mobile della polizia di Potenza ha sequestrato alcuni terreni di proprietà di Giuseppe Alberti. Nei prossimi giorni arriverà una ruspa e comincerà a scavare nei terreni sotto sigillo  alla ricerca di eventuali tracce della piccola Ottavia. Le ricerche della Polizia si erano concentrate in un primo momento nei  terreni di proprietà di un'altro sospettato, Andrea Rotundo, dopo che una lettera anonima fatta recapitare al fratello della  bambina indicava quel luogo come il posto in cui Ottavia era stata "violentata, uccisa e sepolta" ma le ricerche non hanno dato alcun esito. Il viggianese vive a Torino dove si è trasferito poco dopo la scomparsa di Ottavia De Luise.

  • 10 giugno 2013

    Dopo la morte del principale sospettato, Giuseppe Alberti detto il Viggianese, è uscito di scena anche l’unico indagato rimasto. Il 7 giugno il gip di Potenza, Rosa Larocca, su richiesta del pm titolare dell'indagine, Sergio Marotta, ha infatti decretato l'archiviazione della posizione dell'anziano proprietario del terreno e della masseria setacciati senza risultati, abbattendo anche un fienile. L’indagine sulla scomparsa di Ottavia De Luise a Montemurro nel 1975 era stata aperta nel 2010 dalla procura di Potenza.