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Scomparso

Marco Dominici

Data pubblicazione:03/12/2007

Marco Dominici aveva sette anni quando è scomparso da Roma il 26 aprile del 1970, una domenica pomeriggio. Quel giorno il bambino era andato all’istituto dei salesiani “Don Bosco”, nel quartiere Centocelle, per assistere alla proiezione di un film al cinema dell'oratorio. Ma a casa non è più tornato e le ricerche non portarono a nulla. Sette anni dopo dei resti sono stati ritrovati in un cunicolo del Forte Prenestino che si snodava sotto l’istituto dei salesiani, poco distante dall'abitazione della famiglia. Li hanno trovati tre ragazzi che vi si erano addentrati in cerca di residuati bellici. Sotto il "Don Bosco” i tre ragazzi hanno visto un paio di scarpette, brandelli di vestiti e un mucchietto di ossa. Le scarpette erano proprio quelle che indossava Marco Dominici il giorno della scomparsa. Il primo indiziato venne segnalato dagli stessi sacerdoti del "Don Bosco": un giovane con disturbi psichici che frequentava spesso l'istituto. Tutti sapevano che era appena uscito dal manicomio e che in passato era stato allontanato dal “Don Bosco” per aver molestato alcuni ragazzini. Proprio quel giovane fu arrestato e accusato dell’omicidio del piccolo Marco, dopo il ritrovamento dei resti. Ma, al processo, su di lui non emersero elementi rilevanti tali da giustificarne la condanna e venne assolto sia in primo che in secondo grado. Roberto Dominici, il padre di Marco, da 40 anni si chiede chi ha ucciso suo figlio e perché e vorrebbe anche avere la certezza che i resti ritrovati nel cunicolo del Forte Prenestino siano proprio quelli del suo bambino. All’epoca, infatti, non era ancora possibile effettuare l'esame del Dna.

  • 13 aprile 2011

    Il padre di Marco, a 41 anni dalla scomparsa, è intervenuto a “Chi l’ha visto?” per chiedere la riapertura delle indagini sulla base delle nuove tecnologie e tecniche investigative. L’esame del Dna sui vestiti che il bambino indossava il giorno della scomparsa e sugli altri indumenti che sono stati ritrovati dopo sette anni nel cunicolo del Forte Prenestino, potrebbe dare risposte importanti a tanti interrogativi sulle indagini. Le ricerche di Marco Dominici furono accurate? Perché i Vigili del Fuoco non trovarono nulla nel cunicolo del Forte Prenestino due giorni dopo scomparsa? Non si spinsero fino in fondo o i resti furono nascosti lì in un secondo momento? Perché i sacerdoti del "Don Bosco" sembrarono reticenti agli inquirenti? Dubbi confermati da una lettera scritta, un anno dopo la scomparsa, dal magistrato responsabile dell'inchiesta che si diceva pronto a farsi da parte: la madre “ha espresso la sua convinzione che le indagini non siano state condotte con il dovuto acume, che la stasi delle investigazioni possa in qualche modo ricollegarsi ad inefficienza della polizia e dello stesso giudice. Non mi dolgo di ciò, che anzi comprendo l’ansia, lo smarrimento e la cieca disperazione della povera donna; chiedo invece che in questa sua pena e in questo suo scrupolo ella possa esser seguita, e, nella speranza che vi si riconnette, venire esaudita.

    Roberto Dominici ha anche lanciato un appello ai compagni di scuola del figlio, ritratti insieme a lui insieme in una foto di classe pochi giorni prima della sua scomparsa: “A loro, che oggi sono uomini chiedo di frugare nella memoria e cercare di ricordare anche il minimo particolare, perché ciò che quando erano piccoli poteva sembrare insignificante, può invece avere valore per lo sviluppo delle indagini”.


    [Guarda il filmato nella puntata del 13 aprile 2011]


  • 18 maggio 2011

    Dopo l'accorato appello in diretta di Roberto Dominici nella puntata del 13 aprile, molti telespettatori hanno contattato "Chi l'ha visto'" per esprimere solidarietà al padre di Marco, ma anche per fare, 41 anni dopo, segnalazioni che potrebbero essere utili per la riapertura del caso. Tra gli altri anche diversi ex allievi dell’oratorio "Don Bosco". Uno di loro ha raccontato che all’interno dell’Oratorio, oltre a Giuseppe Soli, c'era anche un'altra persona che rivolgeva attenzioni particolari ai piccoli allievi e che tentò di molestare anche a lui. Un diciottenne che viveva nell'Oratorio. Un secondo telespettatore sostiene che diversi anni dopo la scomparsa di Marco, qualcuno gli confidò di conoscere il nome dell'assassino del piccolo, anche se non volle rivelarglielo. Ma ci sarebbero altri segreti legati alla scomparsa di Marco e al ritrovamento dei suoi resti. Secondo un altro spettatore, già prima della scoperta del 16 maggio 1977 si diceva  in giro che fossero nascosti nel cunicolo del Forte Prenestino, addirittura dal 1974. Le nuove tecnolgie investigative potrebbero dare quelle risposte che mancarono all'epoca ai tant interrogativi sulla scomparsa e l'uccisione di Marco. Per questo Roberto Dominici  ha dato mandato all'avvocato Bruno Andreozzi, che lo rappresentò come parte civile nei processi contro Giuseppe Soli, di presetnare una richiesta di riapertura delle indagini alla Procura della Repubblica di Roma.



    [Guarda il filmato della puntata del 18 maggio 2011]