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Scomparso

Antonella Multari

''O si sta con te o si muore'', gridava al telefono Antonella Multari a Luca Delfino che la tempestava di chiamate perché non accettava di essere lasciato. Delfino l'ha accoltellata a morte il 10 agosto del 2007 a Sanremo, alla vigilia del suo 33 compleanno. Era uscita con un'amica nel centro e non si accorse di essere seguita dall'ex che le piombò addosso all’altezza di via Alessandro Volta, colpendola ripetutamente. Oltre 40 colpi vibrati con tale violenza tanto da procurarsi una lesione ai tendini. Un camionista bloccò l’omicida in fuga, che fu immediatamente arrestato. Luca Delfino era già stato coinvolto in una vicenda analoga. Il suo nome era venuto fuori esattamente un anno prima, quando Luciana Biggi era stata trovata sgozzata in una viuzza del centro storico di Genova. Per quell'omicidio Delfino era stato indagato ma non arrestato, gli indizi non furono considerati tali da portarlo dietro le sbarre. Così, sospettato ma libero, Delfino aveva intrecciato una nuova relazione, sempre più ossessiva, con Antonella. Qualche mese più tardi però anche Antonella aveva deciso di troncare. Sbattuto fuori di casa Delfino aveva iniziato a perseguitarla: aggressioni e minacce  avevano spinto la ragazza a denunciarlo e a tornare a casa dai genitori. Luca Delfino non si era fermato neanche allora, ma aveva minacciato la stessa madre di Antonella, che non lo aveva lasciato salire in casa dopo la fine della loro relazione. Delfino riteneva la donna responsabile, di intrusioni nel loro rapporto sentimentale. Il 2 luglio 2009, la Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni e 8 mesi nei confronti di Delfino per l'omicidio di Antonella. La procura di Sanremo aveva impugnato la condanna del gup chiedendo l'annullamento della sentenza perchè la riteneva troppo lieve. Il pm aveva chiesto per l’uomo la condanna all'ergastolo.

  • 24 gennaio 2011

    "Signori della corte, di fronte a voi siede un assassino". Con queste parole, il pm Enrico Zucca ha esordito nella sua requisitoria nel processo per omicidio volontario pluriaggravato e rapina a carico di Luca Delfino, 33 anni. Delfino è sotto processo perché accusato di avere sgozzato in vico di San Bernardo la notte del 26 aprile 2006 l'ex fidanzata Luciana Biggi, di 36 anni. Per questo reato Delfino, unico indiziato, rimase a piede libero. L'8 agosto del 2007 uccise un'altra  ex fidanzata, Antonella Multari, 32 anni, con 40 coltellate inferte in pieno giorno, in strada, su un marciapiede nel centro di Sanremo, delitto per cui sta scontando 16 anni e 8 mesi di reclusione a cui aggiungere 5 anni di manicomio criminale. La Corte d'Assise di Genova non aveva concesso a Zucca di portare in aula i testi relativi al caso Multari, ma lui ha voluto esordire  ricordando che l'imputato Delfino ha ucciso, almeno una volta, in modo barbaro, nella tragica conclusione di una relazione per  molti versi parallela a quella che aveva avuto con Luciana Biggi. Zucca ha parlato fino alle 13,15, quando ha chiesto una sospensione di un'ora, che la Corte non ha potuto concedere, rinviando le conclusioni e la richiesta di pena a lunedì  31 gennaio. Il pubblico ministero in apertura di requisitoria ha ricostruito il primo sopralluogo di polizia e personale sanitario sul luogo del crimine, criticandone in modo diretto i metodi operativi. "L'opera dei soccorritori medici e della polizia ha alterato le prove sul posto - ha detto Zucca - poliziotti e soccorritori, non seguendo i protocolli, si sono messi alla ricerca dell'arma del delitto inquinando la scena del crimine". Zucca è passato poi ad esaminare le cause della morte di Luciana Biggi, deceduta per la rescissione di un vaso venoso nel collo e della carotide attraverso l'uso di un corpo contundente, probabilmente un coccio di bottiglia. "Ci è stato spiegato dai consulenti che un vaso venoso rescisso non produce schizzi di sangue, ma questo esce lentamente. L'assassino avrebbe potuto non macchiarsi affatto di sangue". Gli abiti che Delfino indossava quella sera, sequestrati due giorni dopo il delitto, non avevano alcuna traccia di sangue. Infine Zucca ha ricostrutio i rapporti burrascosi tra Luca Delfino e Luciana Biggi fino a giungere alla notte in cui si consumò il delitto e che i due trascorsero insieme nel centro storico di Genova fino alle 2, ad una manciata di muniti dall'omicidio. "Attraverso le telecamere del servizio di controllo della questura e le testimonianze possiamo ricostruire gli spostamenti di Delfino e della vittima fino alla una e 54 - ha sottolineato Zucca - Le telecamere li hanno ripresi mentre litigavano animatamente. Poi sono andati al locale 'Mascherona', dove hanno nuovamente litigato di fronte a testimoni. Una lite accesa, inequivocabile". Dopo l'uscita dal locale non ci sono piu' immagini. "Delfino ci dice di avere salutato la Biggi ed essere tornato per 40 minuti di fronte al 'Mascherona' - ha concluso Zucca - Io credo che non sia attendibile. Per lui era stata una serata impegnativa, aveva litigato tutta la sera, aveva dimostrato grande gelosia nei confronti della ex fidanzata. Non è plausibile che l'abbia salutata affabilmente, lasciandola andare per la sua strada. Inoltre Delfino è in grado di descrivere con puntigliosa, ossessiva precisione le ore che precedono le 2, divenendo incredibilmente vago, a tratti contraddittorio nel riferire le ore che seguono. Dagli elementi a nostra disposizione possiamo dire che Delfino è l'ultima persona e' stata con Luciana Biggi prima del delitto".