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Scomparso

Sonia Marra

Data pubblicazione:10/11/2006

Sonia Marra è una ragazza pugliese di 25 anni che vive a Perugia ed è studentessa presso la facoltà di Medicina di questa città.Il 16 novembre 2006 la madre chiama Sonia come tutte le sere, ma i suoi cellulari risultano spenti. Allarmata, la signora chiama l'altra sua figlia, Anna, che vive a Roma con il suo fidanzato, Paolo. I due cominciano ripetutamente e per tutta la notte a chiamare la giovane a Perugia senza però riuscire a rintracciarla. La mattina del 17 novembre, Paolo si reca a Perugia nell'appartamento dove Sonia vive da sola. Non può entrare però e visto che dalla casa fuoriesce odore forte di gas, chiama i  Vigili del Fuoco che rompono un vetro della finestra ed entrano. Nell'appartamento non c'era nessuna traccia della ragazza. Secondo un testimone, la sera della scomparsa, intorno alle ore 20, una macchina si è fermata sotto l’abitazione di Sonia. Dalla vettura di colore chiaro è sceso un uomo che si è diretto verso l’appartamento della ragazza posto al primo piano dello stabile. Ha aperto la porta con le chiavi, senza forzare la serratura. Si sono sentiti dei rumori all’interno della casa; poi questo individuo è uscito, è salito sulla macchina e se ne è andato. Sono state fatte molte indagini, ma della ragazza nessuna traccia.

 

  • 23 febbraio 2009

    Da quando la sorella è scomparsa, il 16 novembre del 2006, Anna Marra si è trasferita a vivere a Perugia con la speranza di far luce sulla misteriosa scomparsa di Sonia Marra, e con l’intento di mantenere alta l’attenzione intorno al caso. Dopo anni di indagini, Anna Marra è convinta che “le persone che hanno fatto del male a Sonia sono persone che lei conosceva”. Il giorno stesso della scomparsa della ragazza, alcuni testimoni hanno visto un uomo entrare in casa di Sonia intorno alle ore 19.Secondo quanto raccontano, l’uomo era vestito di scuro, aveva in testa una papalina e si è allontanato su un’auto bianca. Probabilmente quest’uomo misterioso si sarebbe introdotto in casa della ragazza per sottrarre dall’appartamento della studentessa qualcosa di compromettente. Proprio in quei giorni Sonia Marra aveva ripetuto piú volte un test di gravidanza. Anche la mattina stessa della scomparsa, la ragazza avrebbe svolto un test che le era stato recapitato in casa da un ragazzo di 28 anni che la ragazza frequentava da qualche tempo. Ma del test non c’è traccia. Anna Marra ha cercato di parlare con il ragazzo, ma la madre dello studente le ha impedito di incontrare il giovane. Interpellati i vicini di casa ricordano di aver visto un uomo -  robusto, alto e con pochi capelli e il viso rotondo -  affacciarsi piú volte dalla finestra della casa di Sonia nel periodo immediatamente precedente alla scomparsa. Sonia frequentava spesso l’Istituto di Teologia e si confidava con un parroco, ma neanche lui ha voluto parlare con Anna Marra.

  • 1 aprile 2009

    Un supertestimone trovato dopo più di due anni dalla scomparsa di Sonia Marra, racconta la sua verità sul convento di monte Morcino dove la giovane lavorava un pomeriggio a settimana e su Don Ciacca, il sacerdote arrestato con l’accusa di spaccio di droga. La testimone racconta di incontri misteriosi dell’uomo con alcune ragazze. Secondo lei, Sonia Marra si sarebbe innamorata di questo sacerdote e queste notizie le sarebbero state raccontate da un pregiudicato di sua conoscenza.

  • 15 luglio 2009

    Michele Mariucci racconta dal carcere di Perugia dove è detenuto, i suoi rapporti con Sonia Marra: l’uomo, che lavorava come inserviente a Monte Morcino, è stato arrestato per spaccio di droga insieme a Don Ciacca circa due mesi prima della scomparsa della giovane.

  • 16 novembre 2009

    A tre anni dalla scomparsa di Sonia Marra ''è ora di squarciare il silenzio, basta con questa omertà''. Lo ha gridato oggi a Perugia il fratello della studentessa universitaria pugliese, Piermassimo, che stamani nella sala del consiglio comunale ha partecipato alla conferenza allargata dei capigruppo, aperta al pubblico, organizzata proprio per riproporre all'attenzione l'inquietante vicenda. La giovane, studentessa di Medicina e segretaria volontaria alla Scuola di Teologia di Montemorcino, è scomparsa a Perugia il 16 novembre del 2006. Le indagini della magistratura perugina, attualmente coordinate dal pm Giuseppe Petrazzini, negli ultimi tempi avrebbero subito una accelerazione, tanto che oggi anche il legale della famiglia, Alessandro Vesi, ha invitato ''chi sa qualcosa'' ad uscire allo scoperto ''nel suo interesse''. La scomparsa della ragazza è un vero giallo, con testimoni che avrebbero parlato di una buca scavata a mano nel parco di Monte Morcino, di un uomo vestito di nero che usciva dalla sua abitazione, e di test di gravidanza cui si sarebbe sottoposta la studentessa nel timore di essere incinta alla vigilia della scomparsa. "Chi l'ha visto?" si è occupata del caso diverse volte e questa sera ci tornerà sopra con un'intervista ai familiari. ''Sono tre anni - ha detto Piermassimo, il fratello di Sonia - che viviamo come sospesi, cercando di capire cosa è accaduto e perché. Sarebbe una grande ingiustizia che ci si dimenticasse di lei in quanto si tratta di una ragazza di famiglia umile. E' ora di squarciare il silenzio. Basta con questa omertà. Fateci sapere che fine ha fatto Sonia!''.

    Dalle indagini per far luce sulla scomparsa di Sonia Marra è emerso un particolare: la mattina stessa della sparizione, in casa della ragazza qualcuno ha lasciato un fornello della cucina aperto. L’appartamento della studentessa è stato poi ritrovato saturo di gas. Forse un tentativo di far esplodere l’appartamento. Dopo tre anni non ci sono ancora risposte. “Tante cose non si devono dimenticare, si devono combattere. Fin quando non trovo Sonia resto a Perugia, voglio andare fino in fondo”, ha dichiarato la sorella Anna.

  • 26 novembre 2009

    C'è un indagato per omicidio e occultamento di cadavere nell'inchiesta condotta dai carabinieri di Perugia, coordinati dalla procura, sulla scomparsa della studentessa pugliese Sonia Marra avvenuta nel capoluogo umbro nel novembre del 2006 e di cui “Chi l’ha visto?” si è occupato a più riprese. Si tratta di un impiegato di 31 anni, Umberto Bindella, che avrebbe avuto una breve relazione sentimentale con la ragazza, originaria di Specchia (Lecce). A lui i carabinieri della compagnia perugina e la polizia postale sono risaliti esaminando i tabulati relativi al traffico telefonico della ragazza.  Il giovane è stato ascoltato  in Procura a Perugia dal pm Giuseppe Petrazzini. Il suo avvocato, Daniela Paccoi, dichiara: "ha chiarito la sua posizione, è assolutamente tranquillo, non ci sono elementi nuovi rispetto a quando è stato interrogato da testimone". La ragazza era studentessa di Medicina e aveva 25 anni quando scomparve dal capoluogo umbro, il 16 novembre 2006. Bindella era noto come il 'fidanzato' di Sonia, ma la circostanza è stata smentita categoricamente dall'avvocato Paccoi: "assolutamente no, la natura del loro rapporto era di conoscenza, di frequentazione sporadica, frequentavano la stessa struttura, l'ex seminario". Secondo l'avvocato "la conosceva benissimo" ma nel periodo della scomparsa "non si frequentavano da tempo", lei "era tornata dopo le vacanze estive e si sono rivisti perché vivevano per un periodo di tempo nella stessa struttura, dormivano nello stesso alloggio", anche se in "camere diverse". Sull'interrogatorio, Paccoi ha riferito che il suo assistito "ha risposto alle domande tranquillamente, ha ribadito tutte le circostanze che aveva già dichiarato quando è stato sentito nelle quattro volte precedenti come testimone". Quindi non ci sarebbe "nessun elemento nuovo". Quanto alla scomparsa "non ne sa assolutamente nulla". Al giovane il pm ha chiesto chiarimenti sul test di gravidanza portato a Sonia, che sospettava di essere incinta, probabilmente dell'ex fidanzato. "Le ha fatto un favore e basta", ha precisato l'avvocato, "come si fa a un'amica, a una conoscente, forse lei era imbarazzata" nel comprarlo. Quanto ai riscontri sui tabulati telefonici - attraverso i quali gli inquirenti sarebbero arrivati a Bindella - Paccoi ribadisce che il suo assistito "ha sempre detto che l'aveva sentita fino al giorno prima, si erano visti" quindi "niente di nuovo è venuto fuori". Il legale conferma che la Procura non ha disposto nessun provvedimento restrittivo, anzi "il pm ha solo tirato le fila, un atto dovuto diciamo questo di indagare il nostro cliente". Il ragazzo, a detta dell'avvocato, sarebbe "tranquillissimo" per quanto riguarda la sua posizione, anche se "un po' agitato perché si trova in una situazione assolutamente anomala".

  • 30 novembre 2009

    A tre anni dalla scomparsa c’é un indagato nell'inchiesta sulla sparizione di Sonia Marra, la studentessa pugliese della quale si sono perse le tracce nel novembre del 2006 a Perugia. L’indagato è Umberto Bindella amico e, secondo alcuni, ex fidanzato di Sonia Marra, anche se lui ha sempre smentito di aver avuto una relazione con la ragazza. Ascoltato in procura per circa due ore l’indagato ha ribadito la sua estraneità alla vicenda. Le accuse che gli vengono contestate sono omicidio, occultamento di cadavere e soppressione di prove. ''Ha chiarito la sua posizione'' ha detto uno dei suoi difensori, l'avvocato Daniela Paccoi. Secondo il legale, l'iscrizione nel registro degli indagati è stata ''un atto dovuto e il pm ha solo tirato le fila dell'inchiesta''. Dopo di lui, il pm ha sentito anche i suoi genitori come persone informate dei fatti. All'uomo, incensurato, i carabinieri della compagnia di Perugia e la polizia postale sarebbero arrivati esaminando i tabulati telefonici della Marra, 25 anni all'epoca della scomparsa, che nel capoluogo umbro studiava per diventare tecnico di laboratorio biomedico. Entrambi frequentavano gli ambienti della Scuola di teologia di Montemorcino, dove la studentessa faceva volontariato come segretaria, e per un periodo avevano alloggiato nella stessa struttura per motivi di studio. Dagli accertamenti è emerso che i due si conoscevano e si erano sentiti anche il giorno della scomparsa. Tra gli elementi dell'indagine un test di gravidanza acquistato dall'uomo e portato a Sonia Marra poco prima di scomparire. Umberto Bindella era stato già sentito per quattro volte come persona informata dei fatti. Poi però la sua posizione è cambiata diventando uno dei sospettati in relazione alla scomparsa della giovane. Secondo la Paccoi, che difende l'indagato insieme all'avvocato Silvia Egidi, ''nell'indagine non ci sono elementi nuovi, ma sono stati solo approfonditi elementi acquisiti in precedenza''. Umberto Bindella, unico indagato per la scomparsa di Sonia Marra, ha accettato, a condizione che non fosse ripreso in volto e che la sua privacy in questo senso venisse tutelata, di parlare ai microfoni di Chi l’ha visto? per raccontare la sua verità.

  • 18 gennaio 2010

    Nell'ambito dell'inchiesta per la scomparsa di Sonia Marra, è stata eseguita nel pomeriggio un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Umberto Bindella. Lo ha confermato a "Chi l'ha visto?" il legale dell'uomo, l'avvocato Daniela Paccoi. Impiegato, 31 anni, originario di Marsciano, Bindella  avrebbe avuto una breve relazione sentimentale con la ragazza, originaria di Specchia (Lecce). Era stato sentito giá nei primi giorni dopo la scomparsa come persona informata sui fatti e la sua posizione era poi cambiata alla fine del novembre scorso, quando era stato indagato per l'omicidio e l'occultamento del cadavere della studentessa. A lui i carabinieri della compagnia perugina e la polizia postale erano risaliti esaminando i tabulati relativi al traffico telefonico della ragazza. Gli inquirenti lo accusano anche di aver sottratto il cellullare della vittima per ostacolare le indagini.

  • 19 gennaio 2010

    Ci furono diversi contatti telefonici, soprattutto via sms, tra Sonia Marra e Umberto Bindella nei giorni che hanno preceduto la scomparsa da Perugia della studentessa pugliese, nel novembre del 2006. E' quanto emerso dall'esame dei tabulati telefonici dei due condotto dalla polizia postale nell'ambito delle indagini che hanno portato all'arresto dell'impiegato trentunenne di Marsciano con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere (non ancora ritrovato). L'apparecchio della venticinquenne di Specchia (Lecce) non è mai stato ritrovato. Dagli accertamenti è emerso che venne spento nel pomeriggio del giorno della sua scomparsa e mai più riacceso. Nell'indagine condotta da polizia postale e carabinieri, coordinati dalla procura di Perugia, è stato ipotizzato che Bindella avesse una relazione sentimentale con la vittima. In particolare la studentessa - ritengono gli investigatori - sarebbe stata particolarmente infatuata di lui. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell'impiegato vengono ipotizzati il pericolo di inquinamento probatorio e quello di fuga. L'uomo, già sentito in passato dagli inquirenti, ha comunque sempre negato qualsiasi responsabilità nella scomparsa della giovane. Ha anche sostenuto che non aveva con lei una relazione sentimentale ma che si trattava di semplice conoscenza. Uno dei punti centrali della ricostruzione accusatoria, fatta anche sulla base delle indagini svolte dai carabinieri, è la confidenza raccolta da un poliziotto amico di Bindella con il quale l'impiegato, il giorno dopo la scomparsa della ragazza, fece riferimento a un "casino", a "una cosa più grande di me e di te". E in quel momento il giovane - ha ritenuto l'accusa - non poteva ancora sapere che della studentessa non si avevano più notizie. Altro elemento, la descrizione fatta da una delle inquiline di un uomo visto sulle scale del palazzo dove abitava la giovane e che per gli inquirenti corrisponde a quella dell'impiegato. L'ipotesi accusatoria è che tra i due ci stata una discussione legata a una possibile gravidanza della giovane, basata anche su un test acquistato per lei da Bindella e su una visita ginecologica prenotata dalla giovane ma mai sostenuta. Secondo l'avvocato Silvia Egidi, uno dei difensori dell'arrestato, è invece "un dato di fatto che non c'era alcuna gravidanza". "Il test (che il nostro assistito ha sempre spontaneamente ammesso di avere acquistato per la giovane) era negativo e questo lo riferisce una suora", ha aggiunto l'altro legale Daniela Paccoi. Inoltre secondo la difesa, non ci sarebbe nessun movente e nemmeno nessun mistero sulla frase riferita dall'amico poliziotto. ''Bindella sapeva - ha spiegato la Paccoi - che i carabinieri lo stavano cercando perché conosceva la Marra". Per la parte difensiva la ricostruzione accusatoria sarebbe quindi "una elaborazione fumosa di elementi che già c'erano". Per Anna Marra, che oltre tre anni fa si è trasferita a Perugia per seguire le indagini sulla scomparsa della sorella, Sonia "era innamorata di Bindella". "Negli ultimi tempi prima che scomparisse - ha aggiunto - Sonia era strana, mi diceva che c'era qualcosa che non le tornava". Sonia però, ha spiegato ancora la sorella, "non aveva motivi per andare via di casa". "Non si aspettava - ha concluso Anna Marra - di fare la fine che probabilmente ha fatto".

  • 21 gennaio 2010

    Ha respinto ogni responsabilità nella scomparsa di Sonia Marra, l'impiegato Umberto Bindella arrestato il 18 gennaio scorso con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere: lo ha fatto nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Perugia Paolo Micheli. ''Assolutamente soddisfatte'' si sono dette al termine i suoi difensori, gli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi. Secondo i legali ''nelle carte dell'inchiesta non c'è alcun elemento che possa far ipotizzare la sua responsabilità, nemmeno a livello indiziario''. L'interrogatorio di garanzia è durato circa due ore. L’indagato- secondo quanto si è appreso - ha risposto a tutte le domande poste dal giudice. L'impiegato ha spiegato che con la ragazza ''c' era solo una conoscenza''. Ha quindi negato di avere avuto con lei una relazione sentimentale - come invece ipotizza l'accusa che ha indicato in una gravidanza della giovane il possibile movente del delitto. Gli avvocati dell’impiegato hanno ricordato che fu proprio il loro assistito a riferire agli investigatori nella fase iniziali delle indagini di avere acquistato un test di gravidanza per la giovane (scomparsa da Perugia il 16 novembre 2006), come - in base alla sua versione - le era stato da lei chiesto. ''Ci sono poi una marea di testimonianze, tra le quali quella di un medico - hanno sottolineato i legali - dalle quali emerge che quell'esame aveva dato esito negativo. Bindella ha dato fin da subito il suo contributo agli accertamenti''. Nel corso dell'interrogatorio l'impiegato si è tra l'altro soffermato sulla testimonianza di un agente suo amico il quale ha riferito agli investigatori di un colloquio avuto con lui il giorno dopo la scomparsa della giovane. Facendo riferimento alle frasi ''un casino'' e che era successa ''una cosa più grande di me e di te”, Bindella ha spiegato oggi al gip di non ricordare con precisione il contenuto di quel colloquio ''essendo passati più di tre anni''. Ha però ''escluso totalmente'' di avere detto qualsiasi cosa che potesse far presupporre il suo coinvolgimento nella scomparsa della studentessa.'' Bindella - hanno detto ancora gli avvocati - ha risposto in modo chiaro a tutte le domande e ribattuto nello stesso modo alle accuse. Per questo siamo assolutamente soddisfatte''.

  • 2 febbraio 2010

    La Nazione” riporta due brani di una lettera che Sonia Marra scrisse a Umberto Bindella il 15 ottobre 2006 e che l’indagato stesso ha consegnato agli inquirenti prima di essere arrestato: "Mi dispiace che tu non abbia trovato quello che pensavi e forse è proprio per questo che tu non abbia voluto proseguire. Non credo che tu con me abbia trovato l’ispirazione giusta o meglio, gli incentivi giusti per poter finire quello che era iniziato... Se ci fosse stata la possibilità io avrei proseguito fino in fondo, ed anche oltre". E ancora:"Il fatto che tu sia così irraggiungibile fa aumentare il desiderio di averti vicino... Lo so, le mie sono solo illusioni... Sono consapevole che da parte tua non potrà mai esserci niente nei miei confronti e io non pretendo niente... A volte capisco di esagerare, specie coi messaggi e qualche squillo e me ne dispiace tanto, credimi l’ultima cosa che vorrei è quella di romperti le scatole o privarti del tuo tempo... So di essere lontana anni luce dai tuoi pensieri, so di fare del male a me stessa perché sono consapevole che non potrò mai essere ricambiata, ma che vuoi fare, a volte è bello sognare... Non ti preoccupare sono strafelice solo sapendo di essere tua amica e sapere che tu sei come sei e che ci sei mi fa sentire bene e basta". Proprio dalla lettera, secondo i legali di Bindella, Daniela Paccoi e Silvia Egidi,emergerebbe che tra i due giovani non c’era alcuna relazione sentimentale e che solo Sonia, non ricambiata, era innamorata dell’indagato. Intanto i legali del giovane hanno depositato istanza di scarcerazione. Il giudice Paolo Micheli potrebbe decidere nei prossimi giorni, dopo aver ricevuto il parere del pm. Per il 9 febbraio è invece fissata l’udienza davanti al tribunale del Riesame.

     

  • 6 febbraio 2010

    Torna in libertà Umberto Bindella, l'impiegato trentunenne accusato di omicidio per la scomparsa della studentessa pugliese Sonia Marra avvenuta tra il 16 novembre del 2006 a Perugia. Lo ha deciso oggi il gip di Perugia che ha accolto un'istanza dei difensori dell'uomo, gli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi. L'impiegato si è sempre proclamato estraneo a qualsiasi responsabilità per la scomparsa della Marra. Secondo l'avvocato Paccoi la scarcerazione ''è stata disposta dal gip per il venire meno degli indizi a suo carico''. Soddisfazione per il provvedimento è stata espressa dai legali del 31enne. A carico di Bindella sono stati ipotizzati i reati di omicidio volontario, occultamento di cadavere e furto deltelefono cellulare della vittima.

     

  • 8 febbraio 2010

    Dopo essere stato scarcerato, Umberto Bindella, che rimane comunque l’unico indagato per l’omicidio di Sonia Marra, ribadisce la sua innocenza e di non sapere dove si trovi Sonia.

  • 27 febbraio 2010

    Umberto Bindella, l' impiegato di Marsciano che era stato arrestato con l' accusa di omicidio per la scomparsa della studentessa pugliese, Sonia Marra,  si è allontanato da casa con la sua auto e da ieri sera sono in corso le ricerche da parte dei carabinieri. Secondo indiscrezioni il giovane avrebbe lasciato un biglietto per spiegare questo suo gesto. Il 18 gennaio 2009, Umberto Bindella, che in passato aveva frequentato la ragazza pugliese, era stato arrestato con l' accusa di omicidio volontario, occultamento di cadavere e furto del telefono cellulare della studentessa. L' impiegato si è sempre proclamato innocente. Il 6 febbraio scorso il gip Paolo Micheli ne aveva disposto la scarcerazione, ma le indagini sul suo conto erano proseguite. Il 15 febbraio il pm di Perugia Giuseppe Petrazzini ha presentato appello al tribunale del Riesame contro la decisione del gip di scarcerarlo. L'udienza è fissata per il 12 marzo.

     

  • 28 febbraio 2010

    Umberto Bindella è vivo. Oggi pomeriggio  è stato visto mentre vagava nei boschi della zona di Deruta dopo che venerdì sera si era allontanato da casa lasciando una lettera nella quale si definisce ''offeso e ferito'' dalla giustizia nella quale aveva sempre creduto. Lo hanno trovato alcune persone che stavano facendo una passeggiata a cavallo . La sua auto, una Honda Jazz, era nel bosco, impantanata nel fango. Bindella era stato arrestato il 18 gennaio scorso e poi rilasciato il 6 febbraio. Non era sottoposto ad alcuna misura restrittiva.

     

  • 12 marzo 2010

    Rinviata al 7 maggio l'udienza del tribunale della liberta' di Perugia chiamato a decidere in merito al ricorso presentato dal pm contro la decisione del gip di mettere in libertà Umberto Bindella che era stato arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Sonia Marra. Addebiti ai quali l'uomo si è sempre proclamato estraneo. Il rinvio è stato deciso dopo che il pubblico ministero ha depositato nuovi atti. Documenti che nei prossimi giorni saranno valutati dai difensori di Bindella, gli avvocati Silvia Egidi e Daniela Paccoi.

  • 5 maggio 2010

    Il pm di Perugia Giuseppe Petrazzini ha rinunciato all'appello presentato al tribunale del riesame contro la decisione del gip di scarcerare Umberto Bindella, l'impiegato trentunenne accusato di omicidio e occultamento di cadavere per la scomparsa della studentessa pugliese Sonia Marra. Il magistrato ha depositato in cancelleria la sua decisione in vista dell'udienza in programma venerdì prossimo. In questa occasione le parti prenderanno atto della rinuncia. Bindella - difeso dagli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi - si è sempre proclamato estraneo alla vicenda. Arrestato il 18 gennaio scorso in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare del gip, Bindella è stato rimesso in libertà il 6 febbraio dallo stesso giudice che ha ravvisato l'insussistenza degli indizi a carico dell'indagato.

     

  • 17 maggio 2010

    Cominceranno il 7 giugno presso la facoltà di medicina dell'Università di Tor Vergata a Roma le analisi sul giubbotto di Umberto Bindella. E' quanto ha stabilito il gip di Perugia Carla Giangamboni, che ha nominato come proprio perito il professor Giuseppe Novelli. Le analisi biologiche sul piumino nero sequestrato a Bindella tre anni dopo la scomparsa della giovane, della quale non si hanno più notizie dal novembre 2006, sono state chieste dalla procura perugina. L'esame sarà eseguito con la formula dell'incidente probatorio, come chiesto dalla difesa. Servirà a stabilire se sull'indumento ci siano tracce biologiche eventualmente riconducibili alla ragazza scomparsa. In aula erano presenti Umberto  Bindella, che ha sempre respinto ogni accusa, e la sorella della Marra, Anna.

  • 3 novembre 2010

    Nessuna traccia di materiale organico, di dna femminile o di sangue sul giacchetto sequestrato ad Umberto Bindella, il trentunenne accusato di avere ucciso Sonia Marra, la studentessa pugliese scomparsa da Perugia quattro anni fa. Lo ha riferito l'esperto nominato dal gip Carla Giangamboni nell'ambito dell'incidente probatorio disposto per esaminare l'indumento sequestrato nel corso delle indagini. Secondo la ricostruzione accusatoria Bindella - che si proclama estraneo a ogni addebito - avrebbe indossato il giacchetto la sera in cui la Marra era scomparsa. La deposizione del perito è  durata solo pochi minuti. Secondo i difensori di Bindella, gli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi, ''questa è l'ulteriore   dimostrazione dell'innocenza'' del loro assistito. I pubblici ministeri Giuseppe Petrazzini e Angela Avila hanno invece chiesto il rinvio a giudizio di Bindella. L'udienza preliminare è in programma per il 5 ottobre 2010.

  • 7 febbraio 2011

    Umberto Bindella sarà processato per l'omicidio di Sonia Marra. Lo ha deciso il gup del capoluogo umbro che ha rinviato a giudizio l'uomo. Il processo nei confronti di Bindella, accusato anche di occultamento di cadavere, comincerà il 7 luglio. Bindella, 32 anni, si è sempre proclamato estraneo a ogni accusa. Bindella è stato anche arrestato nel corso delle indagini ma  poi rimesso in libertà. Oggi ha assistito in aula alla lettura della decisione del gup Massimo Ricciarelli. Uno dei suoi difensori, l'avvocato Daniela Paccoi, ha parlato di "decisione già scritta". In aula anche la sorella di Sonia, Anna Marra. La famiglia della studentessa si è infatti costituita parte civile attraverso l'avvocato Alessandro Vesi. "Abbiamo fiducia nella giustizia - è stato il commento di Anna Marra - e nel processo la verità verrà a galla. Spero di sapere finalmente che fine ha fatto mia sorella". Per concorso nell'occultamento di cadavere il gup ha rinviato a giudizio anche un amico di Bindella, il finanziere Dario Galluccio. Anche quest'ultimo si è sempre detto completamente estraneo alla vicenda.

  • 19 ottobre 2011

    Il 20 ottobre, presso la corte d’assise di Perugia, inizia il processo a carico di Umberto Bindella per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Sonia Marra. Nello stesso procedimento è stato rinviato a giudizio per occultamento di cadavere o falsa dichiarazione il finanziere che a Bindella aveva fornito un alibi, poi ritrattato così: “posso dire di ricordarmi che una sera, nel novembre 2006, io mi incontrai con Umberto Bindella. Sino ad oggi ho sempre dato per scontato detta data del 16 perché fu Bindella, quando mi preannunciò l’eventuale audizione da parte dei carabinieri, ad indicarmela”. Secondo l’avvocato Alessandro Vesi, legale della della famiglia Marra, potrebbe avere un peso rilevante al processo una conversazione telefonica di Bindella con una amico. Nell'intercettazione Bindella diceva all'amico che "è successo un casino" e alla domanda “l’hai messa incinta?” lui rispondeva: “no, non si tratta di questo, è una cosa più grossa di me e di te”. Nella puntata del 30 novembre 2009 Bindella ha dichiarato di aver conosciuto Sonia Marra nel 2005, presso la scuola di Montemorcino, quando lui frequentava un corso di teologia e lei lavorava in segreteria ed entrambi alloggiavano nella foresteria della scuola.  Dopo un anno, ha spiegato, il loro rapporto si “è evoluto in un incontro più intimo… non ero il fidanzato", negando però ogni rapporto sessuale. Dopo questa smentita un’amica della ragazza scomparsa ha riconfermato che lei le aveva parlato di una relazione con un certo Umberto e dell'intimità che c'era stata fra loro. Bindella ha ammesso di avere acquistato lui il kit del test di gravidanza, mai ritrovato dagli inquirenti, che avrebbe dato un risultato negativo.
    Secondo quanto scritto da “Il giornale dell’Umbria”, il cui direttore Giuseppe Castellini è intervenuto in studio durante la trasmissione, dalle carte emerge un dettaglio importante per inquadrare la relazione tra Sonia Marra e Umberto Bindella. lei avrebbe aggiunto al curriculum scolastico di Bindella un esame che lui non aveva mai sostenuto. Il 14 ottobre il quotidiano umbro ha reso noto che sono spariti i tabulati relativi a tutte le telefonate fatte e ricevute dal 1 al 14 novembre del 2006 dal cellulare di Sonia Marra. Dopo la richiesta della procura della Repubblica di Perugia il gestore Wind li aveva inviati al comando provinciale dei carabinieri. I dati non sono risultati tecnicamente recuperabili dal computer dove erano memorizzati e, nel frattempo, il gestore ha dovuto distruggerli, essendo tenuto a farlo dopo due anni. La procura di Perugia aveva inoltre disposto l’intercettazione dell’utenza della Scuola Teologica di Montemorcino, che non è stata mai messa sotto controllo. Infine, nonostante la procura avesse chiesto l’acquisizione dei tabulati dell’utenza di Bindella dall’ottobre del 2005, risultano agli atti solo quelli dall’ottobre del 2006. Sulla vicenda dei dati spariti la procura ha aperto un’indagine che si è conclusa con un’archiviazione.

  • 12 dicembre 2011

    Nell'udienza del processo a carico di Umberto Bindella ha testimoniato suor Roberta Vinerba, all'epoca confidente di Sonia Marra. Suor Vinerba in aula ha riferito che, due giorni prima di sparire, la studentessa le fece vedere un sms: “Ricordo bene che lei coprì il mittente con il pollice. Il messaggio diceva tipo “bevi, bevi molto”. Io le ho detto, “ma è lui il padre? Lei mi disse di si”. L’ultima volta che si incontarono, il giorno prima della scomparsa, lei le disse: “Mi sono successe più cose in questi ultimi  quindici giorni che in tutto il resto della mia vita”. Secondo la suora la ragazza appariva come “una persona affranta dai sensi di colpa, come se avesse un peso addosso”. La suora ha ricordato che, sempre la mattina del 15 novembre, Sonia Marra le comunicò con un messaggio di non essere incinta. “Noi chiedevamo a Sonia se era innamorata. Ma Sonia era sfuggente affermava una cosa ma poi la negava. Le facevamo domande per farla parlare. Era riservatissima. Questo accadde il 14 novembre. Il 15 mattina invece – ha aggiunto la teste – mi mandò un messaggino in cui mi diceva che non era incinta. Io le dissi che ero sollevata, lei invece mi disse che quasi era dispiaciuta  di non aspettare un bambino”.

  • 23 febbraio 2017

    Perugia, 23/2/2017 - Al processo per la scomparsa di Sonia Marra, la studentessa pugliese scomparsa il 16 novembre 2006, prima della sentenza erano attese soltanto le repliche delle parti. Oggi invece la Corte presieduta dal giudice Gaetano Mautone ha rinviato l'udienza al 29 marzo, annunciando che in quella data saranno comunicati nuovi accertamenti da effettuare. In questo modo è stata riaperta l'istruttoria dibattimentale. Per l'imputato, Umberto Bindella, il pm Giuseppe Petrazzini aveva già chiesto 24 anni di carcere per omicidio e occultamento di cadavere, mentre la difesa ha chiesto l'assoluzione, anche per l'uomo accusato di favoreggiamento. Il legale della famiglia di Sonia Marra, avvocato Alessandro Vesi, ha commentato così a “Chi l’ha visto?”: “Provvedimento assolutamente eccezionale che per la seconda volta viene emesso dalla Corte d’Assise. Decisione questa che la famiglia Marra ha appreso con rispetto e massima fiducia e rispettato fiduciosa come sempre. Quali sono questi elementi assolutamente indispensabili al fine dell’emissione della sentenza allo stato non è noto”. Il corpo della ragazza non è stato mai trovato.

  • 29 marzo 2017

    Perugia, 29/3/2017 - Il processo a Umberto Bindella per la scomparsa di Sonia Marra, avvenuta nel 2006, è stato sospeso per acquisire i servizi e le segnalazioni di "Chi l'ha visto?"

  • 26 ottobre 2017

    I giudici della Corte d'Assise di Perugia hanno assolto per non aver commesso il fatto Umberto Bindella, accusato dell'omicidio di Sonia Marra. Questa la sentenza del processo di primo grado, cominciato nel luglio del 2011. Il pm aveva chiesto una condanna a 24 anni di reclusione. Assolto "perché il fatto non sussiste" anche un conoscente di Bindella, Dario Galluccio, accusato di favoreggiamento. "Noi attendiamo la verità", è stato primo commento di Anna Marra, sorella della studentessa.