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Scomparso

Resti ritrovati nel ferrarese: Identificata la ragazza

Edizione:2007/2008
Data pubblicazione:28/04/2008

Lunedì 24 marzo 2008, nell'area golenale interna dell'argine destro del fiume Po prospiciente via Borgo Mola a Zocca di Ro (Ferrara), alcuni ragazzi hanno trovato i resti bruciati di una giovane donna. Secondo il magg. Alessandro Mingozzi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Copparo (Ferrara) l'età della donna era tra i 18 e i 20 anni, la corporatura minuta, la statura al massimo di 160 cm. Il capo della Squadra Mobile di Ferrara, dott. Pietro Scroccarello, ha riferito che in base ai primi rilievi fatti sul posto non è stato possibile identificare la donna. Tuttavia, sulle unghie di una mano è stato trovato dello smalto rosso e, dall'analisi di una ciocca di capelli, si può presumere i capelli fossero tinti di rosso.

Polizia e Carabinieri, che stanno collaborando alle indagini, hanno predisposto un identikit. Il capo della Squadra Mobile ha voluto precisare che, sebbene le indagini siano ancora a tutto campo, una delle piste su cui si sta maggiormente lavorando è quella dello sfruttamento della prostituzione. Nelle vie di Ferrara dove si esercita la prostituzione sarebbe stata notata l'assenza improvvisa di una giovane donna dal viso angelico, minuta, alta circa 160 cm.

Mentre sono in corso controlli a Ferrara e nella provicia di Rovigo negli ambienti normalmente frequentati dalle prostitute con i loro clienti, gli inquirenti hanno chiesto la collaborazione di quanti, riconoscendo nell'identikit la vittima, possano fornire informazioni circa la sua identità.

  • 5 maggio 2008

    Dopo l'appello lanciato dagli inquirenti durante la trasmissione del 28 aprile scorso, è stato possibile identificare la vittima. Si tratta di una giovane donna rumena, Paula Burci, di 19 anni, giunta da poco in Italia. Un uomo italiano è attualmente indagato per il il suo omicidio e l'occultamento del suo cadavere

  • 3 marzo 2011

    Dopo circa tre anni le indagini hanno dato un nome anche ai suoi presunti assassini. Sergio Benazzo, 36 anni, nato a Rovigo e residente a Villadose (Rovigo), idraulico incensurato, e Gianina Pistroescu, nata in Romania 36 anni fa, con precedenti per prostituzione sono stati arrestati con l'accusa di omicidio aggravato in concorso con ignoti, distruzione di cadavere e sfruttamento della prostituzione. Gli ordini di custodia firmati sono stati dai pm Proto e Cavallo e dal gip di Ferrara, Piera Tassoni. Le indagini, condotte congiuntamente da Polizia e Carabinieri di Ferrara, con la collaborazione dell' Interpol e della Polizia romena, hanno consentito di accertare che il corpo trovato nella golena era quello di una ragazza romena portata a Ferrara per sfruttarla. Gli accertamenti avevano subito individuato l'idraulico rodigino e in una connazionale della ragazza e anche la data presunta in cui avvenne l'omicidio, la notte successiva a San Valentino del 2008. Quella sera, secondo gli inquirenti, Sergio Benazzo e Gianina Pistroescu picchiarono e colpirono la ragazza con un'arma da taglio, poi tentarono di nascondere e distruggere il corpo in una golena del Po, bruciandolo. Lo fecero perché lei voleva smettere di prostituirsi dopo aver incontrato un cliente giovane con cui aveva legato, e con il quale si era scambiati il numero di cellulare. Dopo aver scoperto la relazione, Benazzo e Pistroescu volevano darle una 'lezione', finita con l'omicidio. Paula Burci era partita da Segarcea, dove era stata contattata nel gennaio 2008 dal fratello della Pistroescu. Giunta in Italia un mese appena prima di morire, la ragazza era stata ospitata nell'abitazione di Benazzo a Villadose, poi a Ferrara. Dopo un periodo di 'addestramento', nel quale la ragazza era stata accompagnata sui luoghi di prostituzione, le era stato consegnato un cellulare, mai ritrovato, che però poteva usare solo per chiamare e farsi chiamare dai suoi aguzzini.

  • 9 febbraio 2017

    La Corte d’Assise di Rovigo ha condannato Sergio Benazzo e la sua ex compagna romena Gianina Pistroescu all'ergastolo per l’omicidio della 19enne Paula Burci, massacrata e bruciata viva per aver tentato di sottrarsi agli sfruttatori che la costringevano a prostituirsi. Il Nuovo processo era nato dopo che la prima sezione penale della Cassazione nel luglio 2014 aveva annullato senza rinvio la sentenza della Corte di Assise di Ferrara per incompetenza territoriale, trasmettendo gli atti alla procura di Rovigo e liberando per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva i due imputati. Inflitti anche due mesi di isolamento diurno, una provvisionale di 50mila euro, oltre al pagamento di 10mila euro di spese di giudizio e al risarcimento da quantificare in sede civile per i cinque familiari della vittima, che si sono costituiti parte civile. I resti bruciati della giovane donna vennero riconosciuti dopo un appello di polizia e carabinieri a "Chi l'ha visto?".