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Mattia Mingarelli: Famiglia si oppone a nuova richiesta di archiviazione delle indagini

Como, 27/9/2021 – Seconda richiesta di archiviazione della procura di Sondrio delle indagini sulla scomparsa di Mattia Mingarelli. La precedente era stata respinta a gennaio dal gip, che aveva accolto l’opposizione della famiglia e disposto ulteriori accertamenti. “Troppe lacune e incongruenze che non hanno trovato una spiegazione accettabile”, scrivono oggi in un comunicato in cui annunciano una nuova istanza di opposizione i familiari del giovane, scomparso e trovato senza vita in Valmalenco a dicembre del 2018. “Non può essere caduto da solo nel bosco, rimanendo lì per più di due settimane senza essere trovato da chi lo ha cercato anche lì”.

Il comunicato integrale:

“Abbiamo preso atto delle conclusioni cui, per la seconda volta, è pervenuto il Procuratore della Repubblica di Sondrio sull’esito che dovrebbe avere il procedimento iscritto per la morte di Mattia: l’archiviazione per essersi trattato di un fatto accidentale. Non essendo condivisibili tali conclusioni, abbiamo affidato le opportune considerazioni tecniche all’opposizione proposta dai nostri difensori; vogliamo ribadire che troppe sono le lacune e le incongruenze che non hanno trovato una spiegazione accettabile. Lo scorso gennaio il G.I.P. aveva chiesto di condurre nuove indagini per raggiungere «una più coerente, univoca, convincente soluzione del caso». Ci pare, purtroppo, che a questo risultato non si sia arrivati e che la strada indicata dal G.I.P. sia stata percorsa solo parzialmente, rinunciando, allo stato, ad approfondimenti di indagine indispensabili e secondo noi ancora esperibili. Speriamo di vedere accolte le nostre ragioni, ribadendo che quello che ci aspettiamo è una risposta convincente, logica e coerente alla domanda che da ormai quasi tre anni ci ripetiamo: cosa è successo a Mattia? Non siamo noi a dire che non può essere caduto da solo nel bosco, rimanendo lì per più di due settimane senza essere trovato da chi lo ha cercato anche in quel posto: sono gli atti di indagine, comunque ancora approfondibili, a parlare. Bisogna indagare ancora, non rinunciando a supporti tecnici oramai indispensabili.

Luca, Elisa e Chiara Mingarelli e Monica Cavicchioli"