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Vincenzo Ruggiero: Dna su resti ritrovati, non risponde al gip l'uomo arrestato

Napoli, 31/7/2017 - Non aveva convinto i magistrati della Procura di Napoli Nord il racconto di Ciro Guarente, il 35enne detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per l'omicidio e l'occultamento del cadavere di Vincenzo Ruggiero. Durante le ricerche del corpo nel luogo indicato dal'uomo, il mare al largo di Licola, i carabinieri hanno seguito alcune testimonianze e le tracce del suo cellulare, risalendo a un garage del quartiere Ponticelli di Napoli. Murati in un pozzetto hanno trovato ieri sera resti umani irriconoscibili, sottoposti al test del Dna per avere la conferma che appartengono al giovane scomparso il 7 luglio da Aversa (Caserta). Date le modalità di occultamento del corpo, gli inquirenti ipotizzerebbero l'esistenza di complici. Non sarebbero stati ritrovati gli effetti personali della vittima, portati via per simulare una sua scomparsa volontaria. Guarente, al quale è stata contestata l'aggravante della premeditazione, oggi si avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip, che ha convalidato il suo fermo. Nella sua confessione Guarente ha parlato di un incidente durante una discussione nata dalla sua gelosia per la trans Heven Grimaldi, con la quale aveva una relazione, che ospitava Ruggiero. Dopo la scomparsa, lei aveva lanciato un appello a "Chi l'ha visto?".

[VIDEO - L'appello a "Chi l'ha visto?" di Heven Grimaldi]